Il degrado

Questa è Ambra Angiolini con la maglietta con i colori dell’Ucraina alla rituale kermesse del Primo Maggio di Piazza San Giovanni.
Questa “squinzietta” egocentrica e carrierista aveva già capito come funziona il mondo fin da quando era un adolescente e flirtava con Gianni Boncompagni. Un purtroppo non raro esempio di arrivismo sociale.
Ecco come è stata ridotta la Festa dei Lavoratori.
Vergogna.
Primo Maggio, Ambra Angiolini si commuove sul palco del Concertone: foto
Fonte foto: Corriere dello Sport (da Google)

 

7 commenti per “Il degrado

  1. Enza
    2 maggio 2022 at 6:47

    Buongiorno. Icastico e folgorante.
    Avrei tanto da dire…
    Lo spettacolo da tempo ha preso il posto del Primo Maggio nel suo significato originario.
    Questa insignificante opportunista, è solo l’ultima bambolina del filisteismo progressista che intrattiene polli imbottiti di ormoni alla propaganda neoliberista.
    Ma giusto per dire che la deformazione ha inizi lontani, ricordo cosa disse il maresciallo Petain della festa : ” “Questa festa non dovrebbe contenere alcun elemento di invidia e odio. Tutte le classi, ammesso che si possa dire che esistano, e tutte le energie produttive della nazione dovrebbero fraternizzare, ispirate dallo stesso pensiero e dallo stesso ideale”.
    Per la serie : tutti insieme appassionatamente. Del resto, in Italia c’era la Camera dei fasci e delle corporazioni.
    Al di là di questi svolazzi storici, ieri a Torino la polizia ha caricato due volte alla manifestazione : contro i rider e i pacifisti. Non un cenno nei telegiornali vari. Non bisogna fare i guastafeste. Ecco. Ci siamo ?
    A Roma proseguivano gioiosamente le prove per la kermesse, dopo due anni di reclusione….Che bello essere di nuovo ammassati nei pollai all’aria aperta!
    Intanto, visto che siamo insegnanti, apprendo del Decreto Bianchi ( uso il nome del ministro per comodità) riguardo agli incentivi ( spiccioli giacché soldi non ce ne sono) che essi saranno dati solo ai docenti che si aggiornano, ovviamente nelle Scuole di Alta Formazione in mano ai privati. Per evitare di sprecare, saranno tagliati circa diecimila posti.
    Ok. Se interessa, Orietta Berti è diventata nonna per la seconda volta e ” finché la barca va , lasciala andare…”

  2. Giulio Bonali
    2 maggio 2022 at 8:39

    Come diceva a sproposito quel bieco reazionario di Orwell, la guerra é pace, la schiavitù é libertà, l’ ignoranza é sapienza, lo sfruttamento é emancipazione del lavoro e così via…
    A questo punto siamo giunti.

  3. Giuseppe Casamassima
    2 maggio 2022 at 18:36

    Ricordo che era l’incarnazione del racchismo lesbo a Non è la Rai, di fronte alle decine di ragazze coccodè molto più belle di lei (ad iniziare dalla trentina Alessia Merz e dalla romana Ilaria Spada).
    Che altro dire di Ambra la racchia ? Oltre ad aver provato a fare l’attrice (con pessimi risultati), si è messa insieme per convenienza con Max Allegri, l’allenatore juventino che, dopo questa esperienza, si è dichiarato implicitamente gay.

    • Giulio Bonali
      3 maggio 2022 at 8:29

      Cavolo!
      Fa schifo perfino in quanto merda!

      • Giulio Bonali
        3 maggio 2022 at 8:32

        Non si se accettabile secondo le regole della rivista; SE da censurare per legge o per regolamento, pazienza, mi era proprio venuta dal cuore leggendo le gesta della nostra eroina e dei suoi sodali…

  4. Anita
    2 maggio 2022 at 20:55

    Chiaro che “Aveva gia’ capito come funziona il mondo” molto presto. In particolare come funziona il mondo nel modello del capitalismo assoluto, che le pseudo-femministe liberal e radical non vedono, o fanno finta di non vedere, concentrandosi sui residui di patriarcato presenti ormai quasi solo tra i ceti popolari, facendo del femminismo una forma della lotta di classe della classe dominante invece che contro la classe dominante.
    Il capitalismo assoluto e finanziarizzato post-moderno cancella il patriarcato, ancora utile nella precedente fase taylorista disciplinare, portando nelle relazioni il dominio della classe dominante – certo ancora in gran parte maschile – dalla logica del patriarcato a una logica puramente finanziaria.
    I due esempi piu’ eclatanti di questo capitalismo assoluto relazionale, che diventa anche imperialismo relazionale, sono lo “sugarismo” e quello che viene chiamato impropriamente “turismo sessuale”, ma che in realta’ e’ un piu’ ampio “turismo erotico”.
    Lo “sugarismo” e’ la relazione tra un maturo o anche anziano “sugar daddy” e una giovanissima “sugar baby”. A differenza della prostituzione non si limita al sesso, ma si tratta di una relazione completa in tutti i suoi aspetti pero’ basata sullo scambio di denaro in termini di bella vita per la mercificazione esistenziale di una bella ragazza.
    Il fenomeno dello sugarismo e’ iniziato nelle universita’ americane diventando consistente con il nuovo millennio, poi estososi nell’anglosfera, e che ora sta avanzando in gran parte del mondo, soprattutto nelle metropoli globalizzate.
    Il “turismo erotico-matrimoniale”, impropriamente chiamato “turismo sessuale” (per trovare sesso a pagamento non si ha bisogno di andare dall’altra parte del mondo) e’ il capitalismo relazionale che diventa imperialismo relazionale tra uomini (e, in minor misura, anche donne) dei paesi occidentali e donne (in minor misura uomini) di paesi a basso reddito, ma con una certa cultura di indipendenza delle donne, che aspirano a una vita materiale migliore, sul posto o per trasferirsi a periodi o stabilmente in Occidente.
    In questo imperialismo relazionale, sia con sugar baby che con donne di simile fascia di eta’, il turista occidentale trova la fidanzata desiderata che non trovava nel suo paese, e a volte diventa anche “importatore” della fidanzata o anche di una moglie.
    Nelle statistiche Istat sui matrimoni misti non a caso sono rari quelli di uomini con donne occidentali di altri paesi, dunque a simile fascia di pil pro capite. Dopo le cittadine rumene e ucraine, che in grandissima parte sono gia’ in Italia, di donne di paesi con pochissimi immigrati nel nostro paese che si sposano in Italia, nelle statistiche Istat vengono nell’ordine i matrimoni con donne russe e poi di paesi latinoamericani, come Brasile e Cuba. Non e’ difficile concludere che questi fidanzamenti e matrimoni hanno in grandissima parte una base economica tipica dell’imperialismo relazionale.
    Le nostre pseudo-femministe liberal e radical non si occupano di questi e altri temi del capitalismo assoluto relazionale, mentre inseguono il fantasma del patriarcato in via di estinzione.

    • gino
      2 maggio 2022 at 23:27

      anita,
      nel capitalismo relazionale la vittima di uno sfruttamento é la parte che sgancia i soldi

Rispondi a gino Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.