Allarmi, son fascisti

In italia si stanno discutendo in Parlamento accordi già presi in sede europea bypassando i luoghi istituzionali preposti per le decisioni politico-legislative: luoghi previsti e regolamentati dalla costituzione italiana antifascista.

Si tratta di decisioni estremamente impegnative che rischiano di mettere il nostro paese alla mercé dei burocrati e dei finanzieri di Bruxelles. In un paese teleguidato dai media, e con un livello critico medio precipitato negli ultimi decenni a quote che rasentano lo zero, non sorprende che non venga affatto segnalata l’emergenza democratica che rischia di fatto di esautorare il nostro paese da molte decisioni politico-economiche che la riguardano, mentre dilaga nelle piazze l’opposizione al “fascismo”.

Io capisco, un professore che inneggia ad Hitler o una signora che custodisce la memoria del Reich, rappresentano effettivamente un pericolo estremo. Così come assai insidioso è un ministro leghista mononeuronico non a suo agio con le nozioni grammaticali più elementari (a fronte di una sinistra coltissima ed elegante). Mi stupisce tuttavia che la volontà di opporsi a tali inqualificabili personaggi faccia del tutto dimenticare che, mai come in questo periodo storico, lo spirito e talvolta anche la lettera della costituzione italiana vengano umiliati e offesi da quelle stesse forze che si battono contro il fascismo. D’altra parte, il mio stupore è assai relativo. Quando ricordo, infatti, che coloro che oggi alzano gli scudi contro la deriva fascista sono gli stessi che, solo qualche anno fa, intendevano cambiare la nostra bella e cara costituzione antifascista in modo che la volontà democratica potesse essere più facilmente coartata, mi dico che, in realtà, tutto torna e tutto si spiega. Sono sempre stato antifascista ma oggi sono preoccupato. Con chi me la devo prendere? Chi accidenti sono – santo cielo – i fascisti di questo benedetto paese?

Risultato immagini per MES, Von der Leyen Schauble immagini"

Fonte foto: Today (da Google)

2 commenti per “Allarmi, son fascisti

  1. Stefano Peres
    3 dicembre 2019 at 15:25

    Ciao Antonio Ricordati che dare un voto a un leghista è più che altro una forma di protesta

  2. Panda
    3 dicembre 2019 at 20:15

    Per ovvie e comprensibili ragioni storiche in Italia si è presa l’abitudine di definire “fascista” ogni attacco alla partecipazione delle masse alla vita politica, quando in realtà il fascismo ne fu solo una forma storicamente specifica, peraltro, in quanto potere autocratico, non del tutto gradita alla borghesia. Un’operazione trasformistica, su cui tanto insisteva Gramsci, presenta parecchi vantaggi. In effetti ricorderei che nel primo dopoguerra, anteriormente alla marcia su Roma, Turati fu ripetutamente avvicinato per proporgli una partecipazione al governo, che lui ebbe l’intelligenza (si sarebbe trattato solo di “noskeggiare il popolo”, come scrisse alla Kuliscioff) e l’integrità di rifiutare. Quando i comunisti di allora paventavano una soluzione “socialdemocratica” della crisi non erano pazzi o fanaticamente settari, come vengono a volte presentati nei libri di storia.

    Dunque il PD, che costituisce l’epilogo di una lunghissima operazione trasformistica sul PCI, pur non essendo certamente definibile come fascista, è però senz’altro un partito eversivo. E’ però tale almeno dalla firma di Maastricht, adesso è semplicemente più evidente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.