C’è un’Italia che, si sa, batte la fiacca…Dio lo vuole…

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C’è un Italia che, si sa, batte la fiacca, che vive al di sopra dei mezzi di cui dispone e soprattutto al di sopra dei suoi meriti, che sì inventa povertà, malattie, disabilità; un’Italia inabile che sparla di coloro che dall’alto delle loro qualità morali mettono ordine nei nostri conti (naturalmente escludo da questa sommaria riflessione quella zolla nord-orientale che si sente in gran parte affine all’asse teutonico-nordico al quale presto pare destinata a congiungersi, non solo di fatto, con o senza secessione).
Ma c’è un’altra Italia che in questi ultimi decenni con un gruppo limitato di eroi ( vedi Prodi, D’Alema, Ciampi, Monti, Napolitano, Andreatta, Draghi…) che, scontrandosi con gli imbelli ma lamentosi popolani, li ha sollevati da privilegi ingiusti e ingiustificabili nell’istruzione, negli ospedali, nei servizi sociali, nel lavoro… E hanno saputo abbattere istituzioni “comuniste” come una Banca centrale pubblica, una moneta sovrana, un parlamento legislatore, un governo indipendente, una costituzione “socialista” che ha impedito e impedisce la crescita economica e l’occupazione, negando tra l’altro al Bel Paese una positiva interazione con il Medio Oriente e con la sponda sud del Mediterraneo…

Ebbene questa Italia operosa, rappresentata anche da valvassini e valvassori attivi nei partiti di governo e nei partiti di opposizione, nei sindacati confederali, in associazioni mutualistiche, in cooperative, ha saputo operare creativamente anche nel ripristino della pace, rendendo glorioso il ventennio (1999-2019) per l’interazione globalizzante con le popolazioni altre, affogandole in mare, rinchiudendole in campi di tortura e di stupro, bombardandole con razzi, missili, droni, armi chimiche, bombe al fosforo, carri armati; mitragliando e fucilando e, quando possibile, accoltellando e decapitando.

Diamo a Cesare quello che spetta a Cesare. Il primo Grande tra i Nostri è stato Massimino D’Alema che si è tolto lo sfizio da ex “comunista” di bombardare la Yugoslavia, stato comunista (almeno presunto) e di avviare con gli alleati la disintegrazione non solo della Yugoslavia ma anche dei Balcani strappandoli dalle loro strampalate usanze slave/orientali e restituendoli alla civilizzazione occidentale che, si sa, ha nella moneta, nella violenza a tutto campo e nella morte i suoi simboli distintivi.

Non va dimenticato, tra i Grandi della Patria, Giorgio (basta il nome, data la riconoscenza e l’ammirazione che i patrioti italiani gli devono). Si sa, Francia ed Inghilterra mal sopportavano l’amicizia tra la ricchissima Libia e l’Italia, amicizia da cui il Bel Paese ricavava e avrebbe ricavato enormi vantaggi.
Utilizzando ONG (stimatissime tra gli “intellettuali” e i pacifisti italiani) che sputavano fake news su presunti massacri, accreditati come veri dagli sciacalli ma anche dalle nostre presunte sinistre, con l’entusiastico assenso di Giorgio e dei politicanti nostrani, francesi ed inglesi intraprendono l’attacco supportato ferocemente dalla Nato a guida USA.
E’ la devastazione di un grande Paese che si voleva annientare e balcanizzare…E soprattutto lasciarlo in mano alle bande terroriste, ai Fratelli Mussulmani, al caos. 1)

Naturalmente non va trascurato l’eroico apporto della classe dirigente italica in militi, in armi, in sanzioni in Afghanistan, in Iraq, in Siria, nello Yemen e le responsabilità di entrambi i rami del Parlamento nel riconoscimento internazionale di due stati killer: Israele e Arabia Saudita.
I nostri “Grandi” hanno stracciato l’articolo 11 della Costituzione con i fatti, con la partecipazione vile alle guerre della Nato, alle guerre per l’esportazione della “democrazia” e per “motivazioni umanitarie”. Per molti articoli della Carta invece hanno dovuto ricorrere all’oligarchia della UE, ai diktat dell’Europa…Perché l’Europa lo vuole.

Mattarella non ha il prestigio delle grandi opere realizzate da Massimino e da Giorgio, ma ha dei meriti che gli permettono di accompagnarsi ai due Grandi. Per esempio, anche lui ha partecipato con entusiasmo alla distruzione della Yugoslavia e della Libia e ha sempre accolto con soddisfazione le imprese dei Nostri militi in terre barbare e ha difeso la nostra industria bellica da ingenui pacifisti che non si rendevano e non si rendono conto che Fincantieri e soci costituiscono con l’apporto dell’elettronica la punta di diamante della crescita economica dell’Occidente. 2)

Il 25 maggio, il Presidente, con la Sua presenza, ha voluto onorare il varo della nave anfibia “Trieste”, assieme a Betty e a Gigino, Non una navicella, da cui si possa assistere al naufragio dei soliti invasori ma una potente unità d’assalto che ” avvicinandosi alle coste di un paese, lo attacca con caccia ed elicotteri armati di bombe e missili, quindi lo invade con un battaglione di seicento uomini trasportati, con i loro armamenti pesanti, da elicotteri e mezzi di sbarco” 3).
Nave che, ovviamente, rientra nell’ampia strategia Nato di accerchiamento della Russia e dell’Iran in particolare…

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Tutto ciò nello spirito dell’articolo 11 della Costituzione. Non rimarrà sola. Altre nove navi da guerra sono in cantiere. Tra queste, due “ad altissima velocità per incursori delle forze speciali-in contesti operativi che richiedono discrezione-“4) ossia in operazioni illegali che devono rimanere all’oscuro dell’opinione pubblica.

La proiezione a grande distanza di forze della Nato, di cui il Bel Paese è complice attivo nell’occcupazione di terre, negli assassinii mirati, nella tortura, nel genocidio ( tutto questo per essere all’altezza dei Nostri alleati guerrafondai) è stata benedetta da Monsignor Marcianò, commosso dal nobile gesto degli operai che avevano affisso una croce sulla prua, con accanto le figure di Woitila e di Padre PIo.
Il che dava alla manifestazione un carattere sacrale, la certificazione di giuste future stragi per salvare l’Occidente e il Cristianesimo. Un brivido di commozione ha pervaso la cerimonia. Molti hanno pianto. Perché qualcosa di più forte dell’Europa lo vuole. Gli astanti hanno gridato “Dio lo vuole”

NOTE
1) Sulla Libia, sullo scontro tra Haftar e Serray, sulle relazioni diplomatiche dell’Italia, sugli interessi internazionali che ruotano tra Tobruk e Tripoli scriverò un articolo specifico
2)L’ipocrisia internazionale sul riscaldamento climatico è evidenziato dalla crescita impetuosa dell’industria bellica, pricipale volano di crescita in tutto il pianeta
3) Manlio Dinucci “La nave d’assalto dei nuovi crociati” Manifesto 28/5/19
4) Manlio Dinucci ” la nave…” 28/5/19

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1 commento per “C’è un’Italia che, si sa, batte la fiacca…Dio lo vuole…

  1. ndr60
    2 giugno 2019 at 11:02

    Mattarella dixit: “libertà e democrazia non sono compatibili con chi alimenta i conflitti, con chi punta a creare opposizioni dissennate fra le identità, con chi fomenta scontri, con la continua ricerca di un nemico da individuare”; sicuramente si riferiva alla NATO…o no?

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