Covid-19: narrazione “de paura” prima dell’arrivo del MES e/o di Mario

Condivido nella sostanza lo spirito e il messaggio politico di questo articolo del nostro redattore, Antonello Boassa che riporto di seguito.

Tuttavia non credo che il Coronavirus sia soltanto una “semplice influenza” e penso che se non fossero state adottate le misure di contenimento, avrebbe potuto diffondersi in tutte le regioni italiane con la stessa virulenza con cui si è diffuso in Lombardia.

Dopo di che, sono altrettanto convinto che un sistema sanitario pubblico, solido, efficiente, di qualità ed esteso a tutto il territorio nazionale, sarebbe stato in grado di fronteggiare egregiamente l’emergenza Covid-19 senza probabilmente ricorrere alle misure restrittive che sono state adottate, o comunque in misura senz’altro minore. In poche parole, la quarantena imposta è stata dovuta non tanto alla gravità della pandemia (che pure esiste e in ogni caso non va sottovalutata) ma alla consapevolezza dell’impossibilità da parte del sistema sanitario nazionale di fronteggiarla. In altre parole, senza le misure di contenimento, il SSN sarebbe letteralmente collassato per la semplice ragione che non ci sarebbero stati posti letto sufficienti per tutti, né reparti di terapia intensiva, né strutture ospedaliere, né macchinari, né personale medico e paramedico sufficiente a prendersi cura di tutti.

E’ quindi evidente – e su questo non ci piove – che il disastro è stato innanzitutto causato da quelle politiche neoliberiste che hanno letteralmente messo in ginocchio il sistema sanitario nazionale, sottraendogli risorse, chiudendo ospedali, presidi sanitari, non assumendo personale medico e paramedico, indebolendolo a tutti i livelli. Una politica criminale che ha posto le logiche finanziarie (leggi il pareggio di bilancio e non solo…) prima della vita, prima degli esseri umani.

Per il resto non entro volutamente nelle questioni tecniche (il numero dei decessi, dei ricoverati, le differenti opinioni sul virus ecc.) in cui in tanti (troppi) si inventano “tuttologi”, proprio perché, anche tra gli esperti veri, in particolare i virologi, le posizioni sono molto diverse e spesso contrastanti. Personalmente, mi esprimo solo su quello che conosco e che sono in grado di interpretare correttamente sulla base degli strumenti che ho a disposizione.  Posso e debbo, dunque, esprimere una opinione politica sugli effetti di questa crisi, sulle risposte che verranno date, in particolare da chi gestisce il potere, e su questo concordo con l’articolo di Antonello. Penso, peraltro, che questa sia la questione fondamentale e non quella di stabilire il tasso di gravità o di mortalità del virus. Sta di fatto che l’intero pianeta, dalla Cina agli USA passando per l’Europa e la Russia, ha dovuto fare i conti con questa vicenda che, alla fin fine, è stata affrontata nello stesso modo più o meno in tutto il mondo (la Cina, paese che ad Antonello è molto più simpatico che al sottoscritto, ha applicato misure di contenimento più severe di quelle applicate in Italia). Tutto il mondo capitalista (anche perché, con l’eccezione della piccola e indomita Cuba, non ne esiste un altro) è in recessione, chi più e chi meno, ma quello occidentale lo è sicuramente di più rispetto a quello asiatico. Proprio gli USA sono stati gli ultimi a dichiarare lo stato di emergenza e oggi ne pagano anch’essi le conseguenze.

Come ripeto, ora si tratterà di vedere quali saranno le risposte che le classi dominanti di tutto il mondo capitalista daranno a questa crisi. Ed è questa la vera questione.  

(Fabrizio Marchi)

 

Quale funzione può avere una narrazione falsa sul Covid 19, che esalti timori di letalità non superiori alle sindromi influenziali precedenti, che falsifica i numeri, le cause di morte, che distoglie da un libero dibattito e dalle responsabilità del disastro sanitario?

Ovviamente la funzione è politica. Addestrare il gregge a rintanarsi nella sua cuccia, ad avere fiducia ai diktat governativi, filtrati dai media con il solito carrozzone di improvvisatori e di tuttologi, di vip e di esperti “Indipendenti”, ad incarcerare le persone in modo da impedirle di avere consapevolezza dei misfatti che Stati Uniti ed Unione Europea stanno compiendo con l’ausilio dei nostri quanto mai squalificati rappresentanti dell’esecutivo e di ciò che rimane del parlamento.
In tal modo esautorati convegni e ovviamente manifestazioni a causa delle possibilità reale dei contagi. E’ un buon inizio. In seguito potranno essere ostacolati per la prossima “pandemia” o per qualche altro “male oscuro” da improvvisare.

Ma veniamo alle “farfanterie” somministrate a suon di bazooka per creare il giusto panico.
Innanzitutto i decessi da gennaio a marzo. Inferiore a quelli da sindrome influenzale nel 2019 e nel 2018. Secondo l’istituto superiore della Sanità su 14.000 persone scomparse i deceduti per Covid 19 risultavano inferiori alle trecento unità (in molte nazioni – vedi Germania – tra i morti per Covid 19 si sono accorpati individui deceduti per altre malattie).
Anche Borrelli ha fatto una dichiarazione non dissimile.
Sarebbe stato opportuno che la terminologia usata fosse non decessi per coronavirus ma con coronavirus.

Riguardo alle previsioni, vanno ricordate quelle USA (Fauci) attorno alle 300.000 unità. Donald ci disse che avrebbe inneggiato alla vittoria se fossero morti solo 100.000 unità. Fauci ora prevede 60.000 unità con grande irritazione di Donald. Allo stato attuale sono più di 25.000.
In Inghilterra pronosticata una cifra massima di mezzo milione, completamente abbandonata dagli esperti che constatano numeri non dissimili da quelli di una normale influenza.

Riporto ora alcuni brani tratti da un ammirevole scritto (1) che fa chiarezza su cause e responsabilità di una tragedia che poteva essere limitata nei numeri se i “capitani coraggiosi” del Bel Paese non avessero devastato la sanità pubblica, le università, la ricerca…
“…comincia a profilarsi l’ipotesi che la sia pure scarsa letalità sia stata provocata più che altro da errori di interpretazione diagnostica e dunque di terapia: la polmonite interstiziale sembrerebbe entrarci poco, mentre si tratterebbe di tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto polmonare causata dal fatto che molti pazienti sono rimasti con la febbre alta per giorni e giorni senza che si intervenisse per bloccare né la temperatura alta né l’infiammazione. Se così fosse, come sembrerebbe dalle 50 autopsie fatte – il numero più elevato in tutto il mondo – non servono a niente le rianimazioni e le intubazioni perché bisogna innanzitutto prevenire queste tromboembolie: se si ventila un polmone dove il sangue non arriva, non serve a nulla ed è anzi causa di morte perché il problema è cardiovascolare, non respiratorio, sono le micro-trombosi venose, non la polmonite a determinare la fatalità. In poche parole ciò che si è fatto fino ad ora non solo non sarebbe servito a nulla, ma sarebbe stato persino controproducente e infatti dopo che in alcuni ospedali, il Sacco di Milano, il San Gerardo di Monza e Sant’ Orsola di Bologna è stato sperimentato il Clexane ( un farmaco antitrombotico) in contemporanea col cortisone, la situazione è cambiata molto e nelle aree in cui operano questi nosocomi le ospedalizzazioni sono crollate verticalmente”.

Il quadro descritto è desolante ma ha un pregio:quello di non raccontarci le solite stupidaggini che hanno uno scopo preciso: quello di attribuire alla spaventosa virulenza del Covid 19 la tragedia cui stiamo assistendo, che invece è soprattutto dovuta al nostro miserabile passato e presente politico, caratterizzato da cialtroni adoratori del profitto, che hanno svenduto il Paese all’oligarchia finanziaria sponsorizzata dall’Unione Europea, pronta ad approfittare dello stato di crisi dell’Italia al di là delle solite fanfaluche del Conte

Il Covid 19 se è stata una disgrazia per la popolazione non lo è stata per lor signori, qualunque sia la strategia, quella del MES auspicata da Olanda e Germania (senza condizioni per il sostegno alla crisi sanitaria ma non certo per gli aiuti alla ripresa economica) con prevedibile commissariamento, oppure quella di Mario Draghi che preferirebbe una forte spesa dello stato per risollevare il sistema bancario e renderlo capace di fornire credito alle imprese e alle famiglie, debito che salirebbe alle stelle e renderebbe la nazione serva dei “mercati”, come è appunto negli intenti di Super Mario: uno stato debole finalizzato al finanziamento delle banche private che diventerebbero così l’asse dominante della crescita a discapito di uno stato deprivato di adeguate istituzioni pubbliche, scuole, sanità, ricerca, stato sociale…

Un osservazione finale. Sono oramai innumerevoli le dichiarazioni di immunologi e di virologi che, in varie aree del pianeta, ritengono eccessuve le misure restrittive applicate in Italia

NOTE
1) Il simplicissimus “Medioevo : in attesa di dormire sotto i ponti” 11/4/20
2)Un osservazione finale. Sono oramai innumerevoli le dichiarazioni di immunologi e di virologi che, in varie aree del pianeta, ritengono eccessive le misure restrittive applicate in Italia, in quanto molto diversa l’interpretazione della pandemia rispetto alla narrazione “ufficiale” in Italia che ha censurato con estrema violenza i pareri e le analisi non conformi

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2 commenti per “Covid-19: narrazione “de paura” prima dell’arrivo del MES e/o di Mario

  1. Enza
    19 aprile 2020 at 1:32

    Mi associo alle considerazioni sull’enfatizzazione del covid 19 per ragioni non strettamente inerenti alla prevenzione sanitaria. Ormai è chiaro per chi voglia andare oltre i dati snocciolati con comunicati ufficiali falsati, che la pandemia è stata la palla colta al balzo dai custodi del dogma neoliberista per imprimere una svolta ” brutale” al progetto elitario di mantenimento e rafforzamento dello status quo con il prevedibile banchetto delle privatizzazioni e le mani sopra a quel che resta dei sacrifici degli italiani. Definirli nazisti è un complimento. Quello che emerge dalle stragi nelle Rsa, evoca qualche passo della Arendt in Origini del totalitarismo. Molteplici le voci autorevoli levatesi contro questa ” narrazione” per altro antiscientifica. Pare che lentamente, faticosamente si stia facendo strada la lucidità in larghi strati della popolazione, volutamente neutralizzata dallo stillicidio della paura e da una cultura di morte. In questa induzione, campioni zelanti sono stati i media asserviti al Potere, l’esercito di mantenuti, ascari ( ad imitazione dei politici) e gazzettieri che fa della stampa italiana la meno libera nel novero delle cosiddette democrazie occidentali. Ora c’è da auspicare che, con le necessarie cautele, si riprenda a vivere, a restituire il diritto di scegliere a milioni di reclusi forzati, a riparare ai danni enormi causati all’economia attuando svolte contrarie al paradigma dell’ordoliberismo che permea l’Ue, i suoi tecnocrati, i suoi custodi.
    Si dovrà cominciare dai bambini, i più colpiti dopo i vecchi lasciati morire per “scarto”. La violenza che hanno subito non è perdonabile. Infine, a proposito di violenza, mi piace servirmi della metafora / analogia della nebulosa. La paura come instrumentum regni, si serve della confusione in cui è difficile capire e attivare strumenti critici , razionali. Ma astronomicamente le nebulose sono ” posti” estremamente pericolosi e violenti appunto. Fondamentale pertanto mobilitarsi per bloccare accordi usurai in cantiere e giro di vite ai diritti dei lavoratori e alle libertà costituzionali. L’ardua sfida è questa: urgentissima per uscire da questa distopia simil orwelliana. E occhio alle app !

  2. Panda
    19 aprile 2020 at 13:58

    Solo un dettaglio (diciamo così…) su Draghi: la sua lettera brilla per assenza di indicazioni precise sulle fonti di finanziamento, ma in ogni caso se la banca centrale fa il suo lavoro e il debito è in valuta nazionale è possibilissimo lasciarlo aumentare finché si vuole senza particolari conseguenze: su questo – su altre cose no – i teorici della MMT a mio parere risultano molto convincenti e il caso del Giappone porta parecchia acqua al loro mulino. Questo non per stendere tappeti rossi a Draghi ma per evitare di alimentare equivoci su quello che è uno dei principali manganelli autoritari (l’allarmismo sul debito pubblico, appunto) in mano a lorsignori.

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