Donne contro altre donne e bambini

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Fonte foto: Zeppelin (da Google)

 

Mi viene da pensare alla caccia alle streghe, ai roghi accesi dai benpensanti, alle umiliazioni delle donne subite in famiglia, nella strada, nel lavoro, nell’erotismo, in guerra…
Mi viene da pensare alle donne e ai bambini massacrati in Siria, nello Yemen, in Ucraina da donne ai vertici del potere (Albright, orgogliosa della “potenza di fuoco” degli States in Iraq, Hillary Clinton in estasi per l’assassinio di Gheddafi, Boschi, soddisfatta dell’alleanza con i Sauditi per gli stessi valori che accomunano l’Arabia Saudita all’Italia…)

La manifestazione di Roma mi ha irritato ancor di più di quella di Torino, eterodidireta da media e da imprenditori (da qui parte la riscossa produttiva di Torino ?)
Perchè? I 30.000 che hanno marciato nella vecchia capitale dei Savoia si erano messi a disposizione degli interessi meschini e mafiosi di una classe imprenditoriale allo sbando che vede in un’opera idiota ed inutile come la Tav un momento di riscatto, dato il deserto di mercato nel quale si ritrovano ( i trattati della UE si fanno sentire anche qui nella ancor per poco opulenta ma sempre bella Torino).
Il disegno era chiaro. Dare una risposta ai 5Stelle recalcitranti per non mangiarsi un’altra promessa elettorale e lanciare allo stesso tempo un monito chiaro a Salvini e al suo governo perchè sia irremovibile contro il popolo della Tav (che non risiede solo in Val Susa) e ossequioso alla UE con un devoto atto di genuflessione.

La manifestazione di Roma organizzata da “Non una di meno” includeva invece soggettivita che in teoria dovrebbero essere antagoniste. Da una parte femministe di regime sodali con le note Boldrini, Bonino, Boschi e dall’altra donne che vivono il contrasto uomo-donna come parte del conflitto di classe.
Le femministe di regime fanno il loro mestiere: offuscare il conflito di classe se non annientarlo. La violenza feroce della società a trazione finanziaria e guerrafondaia viene dispersa nella nebulosa del conflitto di genere che pur esiste in forme virulente e viene vissuto dalle signore di regime con modalità stravolte e superficiali.

Pensare che la violenza che sta dilaniando il mondo sia opera della violenza maschile e non della violenza dell’imperialismo, come dapprima dai regimi aristocratici e feudali, e’ davvero una enormità filosofica e culturale.
Secondo le sodali di Clinton e di Rice, tute le donne sono sorelle. May e Merkel sono sorelle delle docenti precarie, delle casalinghe, delle braccianti, delle operaie senza art. 18. La storia di sfruttamento nel pianeta viene spiegata con la sottomissione della donna all’uomo.
Quindi sono le donne il soggetto liberatore. Non più il proletariato… quindi non più l’umanità che non ha altro da perdere se non le proprie catene, l’umanità fatta di donne e di uomini. Un’idea rubata al “Manifesto del partito comunista” di Karl Marx : proletari di tutti i Paesi…

Grande manifestazione. Non ne ho viste altre così imponenti per i massacri in Siria, nello Yemen, in Afghanistan, non ne ho viste di così numerose contro la Fornero, contro i jobs act, contro la distruzione della scuola pubblica e contro la repressione delle insegnanti. Non ne ho viste per lo spaventoso stillicidio di morti sul lavoro (forse perchè sempre maschi ?). Non ne ho viste così tante nelle manifestazioni contro la diffusione di armamenti micidiali (compresi missili nucleari), di poligoni di tiro (particolarmente devastanti in Sardegna), di basi militari (allucinante l’allargamento presso Vicenza), nè mi pare contro il Muos, contro il Tav, contro il Tap…

Queste, evidentemente, sono considerate lotte di retroguardia…lotte di secondaria importanza…
Eppure coloro che muoiono in Siria non sono soltanto uomini… ci sono anche donne; tra coloro che muoiono di fame ( dico di fame) in Yemen ci sono anche bambini (devo fare anche qui una distinzione di genere?), tra coloro che muoiono nel deserto, nei campi di concentramento, in mare, ebbene ci sono anche donne e bambini.

Le femministe di regime sono complementari al neoliberismo che non è stato inventato da soli maschi, che non è gestito da soli maschi (basti pensare a Lagarde, a May, a Merkel, a Bonino, a Boschi). Sono complementari all’assalto alla Libia e a tutta l’Africa, al colonialismo, alla tratta delle donne organizzata sì da delinquenti locali ma istruiti da agenti francesi, inglesi, tedeschi, italiani al servizio dei governi dell’Unione Europea

Le femministe di regime invece di lanciare i loro strali contro gli assassini del pianeta sempre più minacciato dagli inquinamenti, da mari di plastica, dal riscaldamento globale, dalla geoingegneria bellica, li invia contri chi ? Contro un genere, quello maschile, sfruttato ed umiliato in Italia dagli sgomberi, dal precariato, da basse pensioni, da disoccupazione, da sfruttamento…
Le femministe di regime sono molto pericolose per il conflitto di classe contro le multinazionali, contro la Finanza, contro i guerrafondai perchè sono in grado di coinvolgere molte donne e anche molti uomini in uno scontro che si vorrebbe trasversale a tutte le classi sociali e quindi affossare le responsabilità che donne e uomini hanno nei confronti del pianeta…

Ignoro forse il conflitto il conflitto di genere, la violenza subita dalle donne? Innanzitutto va ricordato che, in questioni di violenza, le donne non sono per nulla estranee, la violenza è una malattia che colpisce tutte le distinzioni e tutte le preferenze sessuali. In secondo luogo – e mi rivolgo alle femministe che vivono le contraddizioni con l’uomo nel vivo della lotta di classe – la questione va trattata con uno sguardo non superficiale su tutti i conflitti che sono stati generati dal dominio di classe e che ancora oggi prevalgono. Distinzioni che il dominio della classe borghese rende conflittuali quando invece potrebbero esse occasione di arricchimento e di solidarietà: donna/uomo, indigeni/migranti, indigeni/Rom, cultura letteraria/cultura scientifica (tale distinzione è particolarmente acuta attualmente nell’istruzione in quanto l’una non può fare a meno dell’altra, pena l’impoverimento della persona).

La grande filosofa Simone De Bouvair si ritrasse, dopo averlo coltivato, dal femminismo di marca anglosassone per la sua visione maniacale e superficiale…

Mi rivolgo ai militanti (uomini o donna che siano) che lavorano nel conflitto di classe. Non vivete nell’ambiguità. Sappiate distinguere tra una femminista ed un altra femminista. Potreste scoprire che quella femminista è un’amica dei Paperoni e invece quel maschio non lo è…

Che le femministe di regime appendano alle loro pareti i ritratti di Lagarde, di Thatcher, di Albright, di Merkel. Che le altre (non so se sia più il caso di denominarle femministe) appendano invece i ritratti di Alessandra Kollontaj, di Inessa Armand, di Angela Davis, di Frida Kahlo…

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1 commento per “Donne contro altre donne e bambini

  1. ARMANDO
    3 dicembre 2018 at 10:16

    tutto il femminismo, a mio parere, è “di regime” dal momento in cui, ” in questioni di violenza, le donne non sono per nulla estranee, la violenza è una malattia che colpisce tutte le distinzioni e tutte le preferenze sessuali.” Se si parte dall’assunto che non esiste un sesso buono e uno cattivo, uno innocente e uno colpevole, ma che la distinzione M/F è nella realtà delle cose e serve agli uni e alle altre in un orizzonte di complementarietà e collaborazione solidale, allora usare il termine femminismo è sbagliato in sè. Nella storia dell’umanità ci sono sempre state situazioni di fatto, oggettive, che hanno fatto si che anche la divisione sociale del lavoro avvenisse ricalcando in parte quella dei due sessi. D’altra parte, se gli uomini hanno avuto alcuni “privilegi” sociali, a questi hanno sempre corrisposto altrettanti e pesantissimi oneri. Ora quelle situazioni di fatto, oggettive, sono cambiate? Può darsi, ma allora siamo coerenti. 1)sia riconosciuto a Cesare ciò che è di Cesare senza continuare a considerarsi vittime in eterno. 2)ci si dichiari disposte in concreto a fare esattamente tutti, ma proprio tutti, i lavori che fanno gli uomini oppure si dica il perchè e il percome certi lavori le donne non devono/possono farli. Sarebbe interessante discuterne, ma senza tirare in ballo il femminismo.

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