Due brevi considerazioni sugli aspetti giudiziari della vicenda Sea Watch

Sea Watch

Faccio due semplici ed immediate considerazioni sugli aspetti giudiziari della vicenda Sea watch.
Primo : una cittadina, pubblico ufficiale di uno stato alleato, indagata per una fattispecie di reato che non deriva da un intento criminale ma da una diversa lettura di diritto dei comportamenti da essa ritenuti dovuti, non si arresta in modo spettacolare ed umiliante, ma si consegna a bordo della sua nave ormeggiata in porto, soprattutto quando si va ad un processo per direttissima.
Secondo :in una manovra molto strana ed inconsueta di interposizione tra una nave in fase di attracco ed il molo ,da parte di una motovedetta, che avrebbe tranquillamente potuto accostare ben prima la nave ferma nella rada ,come suo diritto /dovere, esiste un aspetto di pericolosità e di inutilità enorme, che rende tutta l’ipotesi dello speronamento volontario molto dubbia, e la colora forse anche di alcuni aspetti di concorso indiretto in una collisione che potrebbe essersi prodotta involontariamente ed inevitabilmente.
Non mi piace la spettacolarizzazione che si sta dando a questo vicenda che é ormai diventata un palcoscenico propagandistico permanete montato a vantaggio della Lega e del suo sceriffo di cartone.
Consiglierei al Presidente del Consiglio di intervenire evidenziando in prima battuta il ruolo, sobrio, generoso, e conciliante tenuto dalla nostra Marina Militare, che evidentemente si é sottratta dall”inizio a tutto questo can can mediatico politico, continuando imperterrita nella sua attività di salvataggio in mare dei migranti sui barconi alla deriva.

5 commenti per “Due brevi considerazioni sugli aspetti giudiziari della vicenda Sea Watch

  1. armando
    2 luglio 2019 at 19:32

    stavolta dissento. Quale <>? Con tale criterio tutto sarebbe possibile. Il “crimine” non si misura dalle intenzioni, ma da fatti oggettivi. Infrango una legge, ovvio che debba essere arrestato. Posso certo ritenere che quella legge sia ingiusta e operare x cambiarla, ma mi devo assumere la responsabilità di quello che ho fatto, ed essere disposto a pagarne le conseguenze. Cosa significa dire <>? Nulla significa. Sarebbe come se in auto bucassi volontariamente uno stop perchè ritengo assurdo sia stato messo, puntassi un’auto che ha la precedenza e mi giustificassi dicendo che non avevo intenzione di provocare l’incidente, e che credevo che l’auto, che aveva tutto il diritto di stare dove era, si spostasse. Siamo seri. Collisione inevitabile? Se la nave non fosse entrata in porto contro il divieto, non ci sarebbe stata nessuna collisione “inevitabile”. L’incidente che giova a Salvini, che non mi affascina affatto e per il quale mai ho votato, è stato provocato ad arte. Si tratta di un incidente “politico”, non umanitario. Chiarito questo, personalmente avrei: 1)salvato le persone a bordo. 2) Espulsi dall’Italia la comandante e l’equipaggio. 3)Affondato la nave. Semplicistico? sicuramente. Impossibile? forse, diciamo quasi certamente. Ma premesso che il fenomeno migratorio va combattuto alla radice, ossia cambiando radicalmente le politiche imperialiste e di sfruttamento economico di quei paesi in accordo con quelle borghesie locali corrotte; premesso questo, però, nel frattempo, , se si pensa 1)che l’emigrazione è un fenomeno voluto e stimolato dal grande capitale globalista internazionale e dai suoi agenti (il solito Soros) 2) Che serve da una parte a sottrarre risorse umane preziose per quei paesi dopo aver sottratto loro le risorse naturali, e dall’altra a fomentare la guerra tra poveri quì e a tener bassi i salari. 3)Che i migranti finiscono a fare gli schiavi nei campi di pomodoro sotto il caporalato che tutti sanno che esiste e chi lo pratica, ma non si riesce ad estirparlo, anche con la forza, allora affondare le navi delle ONG che agiscono in connubio coi trafficanti locali, diventa un modo per porre un freno effettivo alla tratta di esseri umani.

    • Astolfo
      3 luglio 2019 at 1:09

      Peccato che pur essendo evidentemente tu un grande giurista titolato ad eiaculare pareri, il GIP ti dia torto su tutta la linea.
      banalmente perché Salvini ha voluto che questa fosse la sceneggiatura ed anche la ONG se ne è avvantaggiata essendo in tutto e per tutto prevedibile.
      mando la GDF e non i caramba che sono esercito così non c’è reato (lo dicono da giorni gli esperti, quelli veri e sicuramente Salvini non è l’ultimo coglione).
      li mando a manovra ultimata per fare un po’ di casino che ai giornalisti piace remestare nel torbido.
      Salvini può sbratare un po’ gongolando dell’arresto.
      l’ONG può fare la martire con un capitano arrestato come un delinquente.
      L’ONG raccoglie una milionata in un giorno fra “pariolini” tedeschi e italiani.
      Le toghe “rosse” possono dire di essersi inculati il viceprimo ministro infatti
      la capitana viene liberata con gran pippotto mediatico.
      il capitano può sbraitare contro le toghe rosse (pensate che perdita se non avesse fornito loro le armi per liberarla).
      Persino la feccia PDDina gode del momento di gloria sul palco (ponte della nave) e accusata di essere pari con i fuorilegge che attaccano la zona rossa al G8, ne escono puliti essendo la tipa libera.
      non è un piano: è un gioco win win in cui tutti sanno quello che devono fare se vogliono giocare e vincere ancora.
      Ma i grandi esperti di legge che vedono complotto sorossiani per l’invasione del mondo occidentale (basta aspettare una 15cina d’anni e ci sarà quella vera, la fuca dall’inferno equatoriale per mutamento climatico senza che Soros debba spendere un euro) la pensano divesamente. 😉

      • armando
        3 luglio 2019 at 9:49

        io non sono un giurista né mi picco di esserlo. Si può discutere di tutto, ma resta il principio cardine che infrangere un divieto posto legittimamente da chi ne possiede autorità, non può non comportare conseguenze. Chi lo fa se ne deve assumere la responsabilità a viso aperto e da adulto, invece di frignoculare sulle sue buone intenzioni. Ne discende che da qualsiasi punto di vista trasformare la comandante in moderna eroina é sbagliato. Un eroe vero avrebbe detto: ho infranto il divieto perché lo ritengo ingiusto, e lo disconosco
        Arrestatemi , mettetemi in carcere, al processo andrò a testa alta senza penose giustificazioni e vedremo. Insomma non si è eroi a metà. Tutto ciò a prescindere dalle cause del fenomeno migratorio.

      • Panda
        4 luglio 2019 at 20:37

        Gli autori di questi due articoli sono giuristi e non mi pare diano ragione “su tutta la linea” al GIP: https://m.dagospia.com/ecco-perche-rsquo-39-ordinanza-gip-che-non-ha-convalidato-207656 Non credo siano uomini di Salvini né credo che lo fosse il PM. Il che temo non renda così lineare come vorresti tu la lettura degli eventi.

        Quanto alla difesa “epistocratica”, come si dice oggi, di quella che è di fatto una casta irresponsabile, le radici remote della cui “episteme” risalgono a una simpatica invenzione dell’aristocrazia romana, non mi pare una causa meritevole di tanto accorato zelo.

    • gian
      3 luglio 2019 at 23:39

      ottima risposta

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