Francesco rompe l’alleanza strategica fra il Vaticano e gli USA

Il Vescovo di Roma, Francesco, si è rifiutato d’incontrare il Segretario di Stato USA, Mike Pompeo, rompendo l’alleanza strategica fra il Vaticano e gli USA sistematizzata ideologicamente da Karol Wojtyla, autentico teorico del neoconservatorismo.

Qual è l’ideologia politica del ‘’bergoglismo’’? Nell’articolo La lobby israeliana contro Francesco pubblicato sull’Interferenza il 24 dicembre 2017, citavo il giornalista russo-israeliano Israel Shamir: ‘’il riconoscimento americano della sovranità ebraica sulla città santa è un segno della vittoria finale dell’ebraismo sul cristianesimo, e bisogna dolersene profondamente’’. L’attuale Pontefice, a differenza di Wojtyla e Ratzinger ha realmente a cuore le sorti del cristianesimo e del cattolicesimo dinanzi alla decomposizione capitalista causata dal neoliberismo anglosassone. Francesco, adottando la ‘’geopolitica del serpente’’ quindi sfruttando le contraddizioni inter-capitaliste, vorrebbe permettere al Vaticano – in quanto struttura di potere – di sopravvivere al tramonto dell’unilateralismo statunitense.

Seppur incline al dialogo con le fazioni imperialiste meno aggressive, Francesco è entrato in rotta di collisione coi neoconservatori repubblicani colpendo uno dei pilastri dell’ideologia sionista: il mito dell’Unicità del genocidio ebraico, rapportandolo – correttamente – al genocidio armeno (e a tanti altri genocidi). Nel medesimo articolo scrivevo:

‘’Il papa argentino ha riconosciuto il genocidio armeno, il primo massacro su larga scala del secolo scorso, mettendolo sullo stesso piano di quello ebraico. Bergoglio, anche se non è nelle condizioni di rompere con la storia (e l’inconscio) coloniale, ha messo in discussione uno dei pilastri del sionismo imperialista: l’unicità della Shoah in quanto rivolta contro il ‘’popolo eletto da Dio’’, una concezione pericolosa, essendo il nazionalismo, per dirla con Brecht, ‘’odio per la patria altrui’’. Adesso tutti sanno che il sangue degli ebrei non è più rosso di quello armeno e palestinese’’ 1

L’ideologia di Jorge Maria Bergoglio poggia su due pilastri:

  • Il cosmopolitismo cristiano è incompatibile con l’eccezionalismo americano-sionista delle sette evangeliche. Il Vaticano – come spiegò a suo tempo il filosofo marxista Stefano Garroni – è una polarità imperialista semi-dipendente, quindi Francesco di fronte alla crisi del mondo unipolare non può dismettere il ‘’piano’’ gesuita di colonizzazione spirituale della Cina. In questo contesto, gli interessi dell’oligarchia ‘’bianca’’ si scontrano quasi frontalmente con quelli dei fanatici evangelici, schizofrenici oscurantisti.
  • Francesco, da ragazzo ammiratore del terzomondismo nazionalista di Eva Peron, da fine teorico politico ha rilanciato la Teologia del popolo sudamericana, in contrapposizione tanto alla socialista Teologia della liberazione quanto all’evangelismo ed al sionismo imperialisti: secondo questa dottrina terzomondista – anticomunista ed anti-neoliberista nello stesso tempo – l’hegeliana dialettica servo-padrone si annulla, gli oppressi insieme agli oppressori (convertiti al verbo cristiano) camminano insieme verso la salvezza scegliendo l’ecumenicità organicista *.

In termini politici, Bergoglio è favorevole ad un capitalismo moderato di tipo ‘’socialdemocratico’’ ed ai grandi blocchi geopolitici (es. Ue), cadendo però in una evidente contraddizione perchè l’Ue è l’antitesi della socialdemocrazia. Nella Teo-Politica del Pontefice, l’amministrazione Trump risulta il nemico principale, ma non è detto che la fazione ‘’democratica’’ non possa trovare nuove frizioni col Vaticano. Le convergenze Francesco/Soros come quella attuale Francesco/Xi Jinping rientrano in ciò che ho denominato ‘’geopolitica del serpente’’, un po’ come l’alleanza tattica fra il peronismo di Evita, la Chiesa Cattolica ed il terzomondismo socialista: il lungo periodo rimane (almeno per ora) difficile da anticipare. L’obiettivo del nuovo corso vaticano è annichilire politicamente l’Alt Right, togliere margini di manovra all’amministrazione Trump quanto meno in politica estera e la schizofrenia dei neocons come Mike Pompeo; la scelta dei compagni di strada è vincolata a questa priorità strategica.

Con l’aiuto dello storico Diego Siragusa, il 14 agosto 2017, abbiamo esaminato le ragioni dell’odio dell’estrema destra USA contro Francesco:

‘’La destra cattolica intende la religione come un apparato estetico – liturgico, monarchico e gerarchico, aristocratico, di classe nel senso peggiore del termine. La destra repubblicana americana è atterrita dal suo attacco al “vitello d’oro” dei beni materiali: denaro, stili di vita pagani e ipocriti, militarismo, oppressione. Tutto questo si chiama capitalismo. Destra liberista e conservatori tradizionalisti antigiudaici si trovano sullo stesso lato del fronte. Gli ebrei sionisti non hanno simpatia per Francesco: sostiene i palestinesi, accoglie fraternamente i musulmani e applica il magistero di Papa Giovanni: separare l’errore dall’errante. Questa è la missione di misericordia di Francesco I: parlare con tutti, non demonizzare nessuno’’ 2

Per questo motivo il guru neonazista Steve Bannon tentò di organizzare un colpo di stato in Vaticano, mobilitando la mafia cristiano-fascista raccolta attorno alla figura di Monsignor Carlo Maria Viganò. L’obiettivo era quello di sostituire il ‘’progressista’’ Francesco con Benedetto XVI, globalizzando il neofascismo dell’Alt Right. Un piano privo di fondamento, appoggiato da anticomunisti schizofrenici ed omofobi dalla doppia vita (pubblica e privata).

Francesco non è il Papa della classe operaia, osteggia l’antimperialismo radicale (grave il suo silenzio dinanzi alla tortura di Julian Assange) guardando alla cooperazione di classe ed alla riconciliazione spirituale fra colonizzati e colonizzatori: è un uomo di Potere, colto e maestro di intelligente diplomazia imperialista. Il Vescovo di Roma con le sue innovazioni teologiche, soffocato dalla follia evangelica pan-imperialista vorrebbe garantire al cattolicesimo la sopravvivenza: il mondo multipolare – capitalista o meno – non potrà fare a meno della spiritualità.

http://www.linterferenza.info/esteri/la-lobby-israeliana-francesco/

* Un concetto analogo è stato espresso da Eos nell’articolo Papa Bergoglio e la Teologia del Popolo, pubblicato sul blog Sollevazione.

http://www.linterferenza.info/in-evidenza/diego-siragusa-papa-francesco-un-rivoluzionario-un-simulatore/

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2 commenti per “Francesco rompe l’alleanza strategica fra il Vaticano e gli USA

  1. Francesco Scabar
    9 ottobre 2020 at 15:01

    Ottimo articolo, come al solito, dell’autore cui voglio solo porgere una domanda che esula da questo argomento: è solo un caso che l’unico paese ad essere passato dai proclami ai fatti con l’implementazione del secondo lockdown sia Israele? Per me no…

  2. Riccardo
    11 ottobre 2020 at 0:54

    Mah… Da Wikileaks sappiamo che Parolin, il segretario di stato era l’uomo favorito dal Dipartimento di Stato USA.

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