Chi sono gli aguzzini di Julian Assange?

Il rischio d’estradizione di Julian Assange verso gli Stati Uniti costituisce una anomalia giudiziaria priva di precedenti storici: un giornalista verrebbe condannato – praticamente a morte – per aver dato ai cittadini delle notizie. C’è di più, Assange ha mostrato ai cittadini il volto oscuro del complesso militar-industriale statunitense. Chi sono i nemici del fondatore di Wikileaks?

Ai vertici della piramide accusatoria troviamo i neoconservatori anglo-statunitensi, la cerchia di Bush e Blair distruttori dell’Iraq laico ed i loro ‘’agenti’’ infiltrati negli apparati giudiziari della borghesia anglosassone. Il magistrato che presiede il processo, a dir poco kafkiano, appartiene ad una delle famiglie più potenti del capitalismo britannico: ‘’Emma Arbuthnot ha il titolo di «Lady», essendo consorte di Lord James Arbuthnot, noto «falco» Tory, già ministro degli appalti della Difesa, legato al complesso militare-industriale e ai servizi segreti. Lord Arbuthnot è tra l’altro presidente del comitato consultivo britannico della Thales, multinazionale francese specializzata in sistemi militari aerospaziali, e membro di quello della Montrose Associates, specializzata in intelligence strategica (incarichi lautamente retribuiti)’’ 1. Il giornalista Manlio Dinucci ci ha informato su chi detta le danze:

‘’Lord Arbuthnot fa parte della Henry Jackson Society (HJS), influente think tank transatlantico legato al governo e all’intelligence Usa. Lo scorso luglio, il segretario di stato Usa Mike Pompeo è intervenuto a Londra a una tavola rotonda della HJS: da quando era direttore della Cia nel 2017, egli accusa WikiLeaks, fondata da Assange, di essere «un servizio di spionaggio del nemico». La stessa campagna conduce la Henry Jackson Society, accusando Assange di «seminare dubbi sulla posizione morale dei governi democratici occidentali, con l’appoggio di regimi autocratici». Nel consiglio politico della HJS, a fianco di Lord Arbuthnot, è stata fino a poco tempo fa Priti Patel, l’attuale segretaria agli Interni del Regno Unito, cui compete l’ordine di estradizione di Assange’’ (Ibidem)

Quello contro Julian Assange è un processo farsa allestito dalla CIA per dare ai contro-informatori il cosiddetto buon esempio: i giornalisti che non si fanno lubrificare dagli apparati di potere, da ora in avanti, perderanno la libertà. Il passaggio dal capitalismo finanziario a quello digitale o ‘’di quarta fase’’ è strategico per i nuovi neo-conservatori (neo-neocons). Non tutti sanno che nel 2016, Wikileaks rivelò che ‘’lo staff della candidata democratica (Killary Clinton) avrebbe preso in esame di nominare vice presidente in caso di vittoria o l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, o il fondatore di Microsoft Bill Gates o l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg’’ 2. Mentre Bill Gates e le grandi Corporation hanno creato una banca dati pan-planetaria classificando gusti e debolezze dei normali cittadini, Julian Assange si è schierato dalla parte degli oppressi di tutto il mondo decodificando le modalità di sfruttamento del neofascismo aziendale. Il pluripremiato gruppo editoriale Wikileaks ha svelato le ‘’relazioni pericolose’’ di Jeff Bezos con la CIA:

‘’Nel 2013, Amazon ha stipulato un contratto da 600 milioni di dollari con la CIA per costruire un cloud che venga utilizzato da parte di agenzie di intelligence che lavorano con informazioni classificate come Top Secret. Nel 2017, Amazon ha dato vita alla regione segreta di AWS  che consente lo stoccaggio di dati classificati a livello segreto da una più ampia gamma di agenzie e aziende. Sempre la società guidata da Jeff Bezos gestisce una regione speciale di GovCloud per le agenzie governative degli Stati Uniti che ospitano informazioni non classificate’’ 3

C’è una correlazione fra l’agenda di Washington per la guerra globale ed i piani di Bezos che, stando ai documenti, gli frutteranno 10 miliardi di dollari: Amazon sta potenziando il sistema di spionaggio del Pentagono. E’ in errore Donald Trump: per fare gli affari ci vuole la guerra. Gli Stati Uniti, con cinismo e nella totale indifferenza, hanno pianificato la distruzione di una porzione del pianeta.

Contro Assange non si sono schierati soltanto i neo-neocons (Gates, Bezos, Facebook, ecc …) e l’estrema destra mondiale che guarda al ‘’modello Trump’’, ma anche la sinistra politicamente corretta, le Femministe Imperiali (che nulla hanno a che vedere con i movimenti per l’emancipazione della donna) attiviste isteriche che vorrebbero imprigionare le donne in ruoli di potere tipicamente autocratici, surrogati di post-umanità de-femminilizzate. I peggiori nemici di Assange si trovano nelle redazioni dei giornali, grandi o piccoli e nei centri per la ricerca universitaria, dove tantissimi ragazzi ambiziosi e spregiudicati sposano l’ideologia neoliberista sdoganando lo sfruttamento sotto il nome di ‘’meritocrazia’’. La giornalista canadese Naomi Klein, nel suo capolavoro d’inchiesta giornalistica Shock Economy, ha decostruito quest’ideologia egemone negli USA, nell’Ue e nei loro ‘’stati’’ vassalli.

Secondo il giornalista Jeremy Salt, i Giornalisti Comprati sono gelosi di Julian:

‘’Un altro motivo per non amare Assange è la gelosia. Ho colto tali giornalisti insultarlo mille volte, per aver rilasciato materiale sensazionale che svela gli sporchi segreti su cui vorrebbero mettere le mani. Nella storia recente solo un giornalista, Seymour Hersh, senza la capacità tecnica di penetrare nei caveau del governo che le fonti di Wikipedia hanno e basandosi interamente sulle sue fonti umane, si avvicinò molto a ciò che Assange ottenne. Hersh è il più grande giornalista di questa epoca, o qualsiasi altra, modello di coraggio e determinazione a cercare la verità, qualunque siano gli ostacoli. Il suo destino è istruttivo. Emerse col massacro di My Lai nel 1968, denunciò le torture della prigione di Abu Ghraib nel 2004 e portò molte altre storie nel frattempo, ma quando superò il confine tra governo e media sulla Siria, smascherando la falsità dell’affermazione che il governo siriano fosse responsabile di un presunto attacco chimico vicino Damasco nel 2013, il suo solito media, The New Yorker, si rifiutò di pubblicarla. La storia fu data al Washington Post, che la rifiutò. Gli argomenti secondo cui non soddisfaceva gli standard non meritano considerazione. Infine, la London Review of Books riprese la storia, ma quando Hersh seguì con un resoconto che metteva in dubbio il governo atlantista e la linea dei media sul presunto ruolo del governo siriano nel presunto attacco chimico a Qan Shayqun nell’aprile 2017, LRB rifiutò di pubblicarla anche se l’aveva comprata. Successivamente, Hersh dovette pubblicare in Germania (‘Khan Sheikhun Trump’s Red Line,’ Welt am Sonntag , 25 giugno 2017) e ora non ha dove andare nella stampa tradizionale del suo Paese’’ 4

Soltanto Seymour Hersh (io aggiungerei anche Chris Hedges e Thierry Meyssan) è in grado di reggere il confronto con Julian. I Giornalisti Antimperialisti sono davvero pochissimi (es. Chris Hedges, Thierry Meyssan, Pepe Escobar ed i nostri Fulvio Grimaldi e Manlio Dinucci), quelli fedeli alla Verità pochi. I ‘’giornalisti di regime’’ non sono liberi, appartengono alle istituzioni, ai partiti azienda e questa appartenenza è intensa come ‘’proprietà’’. In Italia, il PD ha monopolizzato il giornalismo, trasformato di fatto in una protesi ideologica della NATO e per questo le redazioni dei grandi giornali adattano la verità ai capricci della CIA. I piccoli editori, ruffiani del potere, spesse volte si candidano a diventare – cito Marx – ‘’la fanteria leggera del Capitale’’. Ruffiani manipolati, a volte più pericolosi dei veri ‘’padroni’’.

Julian Assange è un esempio per chi fa vero giornalismo, Wikileaks come altri editori non allineati (es. The Intercept, The Grayzone, Rete Voltaire) ha il potere di dire la Verità che dovrebbe essere il nucleo del giornalismo investigativo: la Verità a qualunque prezzo. L’imperialismo, seguendo l’analisi corretta di Lenin, è la fase della decomposizione capitalista che, al di là della digitalizzazione dell’economia, per sopravvivere necessita di tre cose: una quantità infinita di menzogne, una massa informe di manipolati ed un esercito di servi sciocchi.

https://www.voltairenet.org/article210810.html

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/wikileaks-stato-john-kerry-chiedere-all-ecuador-staccare-internet-134159.htm

https://www.startmag.it/mondo/amazon-wikileaks/

http://aurorasito.altervista.org/?p=13618

FNSI - Se il processo a Julian Assange è un processo al giornalismo. Cosa  sta accadendo a Londra

Fonte foto: Fnsi (da Google)

1 commento per “Chi sono gli aguzzini di Julian Assange?

  1. ndr60
    17 settembre 2020 at 18:17

    Tutto giusto, però mi pare che tra i giornalisti italiani non allineati ci sia almeno una dimenticanza: un certo Paolo Barnard.

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