Gli interessi convergenti di Lega, FI e PD

Non bisogna lasciarsi ingannare dalla vicenda del “salvataggio” di Salvini da parte degli iscritti alla “piattaforma Rousseau” che si sono espressi a maggioranza contro l’autorizzazione a procedere del Tribunale di Catania nei confronti del ministro dell’interno sul caso della nave “Diciotti”.

L’esito della consultazione era peraltro scontato dal momento che l’indicazione ufficiosa dei vertici del movimento era quella di votare in tal senso. E sappiamo bene – al di là della retorica – che le indicazioni dei gruppi dirigenti dei partiti vengono sempre osservate dalla base (in tutti i partiti). Proprio in virtù di questa considerazione, quel 40% circa di votanti che hanno invece votato in modo contrario alle indicazioni dei vertici, è una percentuale tutt’altro che irrilevante e dimostra che in quel movimento c’è una certa vitalità e anche una pluralità di posizioni.

Del resto, in questa fase il gruppo dirigente “grillino” non aveva scelta. Votare per l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini avrebbe significato rompere con la Lega e aprire ufficialmente la crisi di governo. Un’ ipotesi al momento non contemplata dal M5S e che allo stato attuale delle cose avrebbe portato ancora più consensi alla Lega e un ulteriore ridimensionamento dello stesso M5S. Non che procrastinare l’inevitabile rottura porti a risultati migliori per il movimento, per lo meno se le cose continueranno ad andare così come sono andate fino ad ora. E’ evidente – come abbiamo già spiegato in questo articolo http://www.linterferenza.info/editoriali/m5s-deve-separarsi-dalla-lega/ – che la Lega ha ottimizzato la sua partecipazione al governo (oggi data dai sondaggi addirittura al 37% rispetto al 17% che aveva ottenuto alle ultime elezioni del 4 marzo dello scorso anno, contestualmente al M5S dato in netto calo, intorno al 25%). Era ampiamente prevedibile e i fatti lo hanno confermato. Andare al governo con la Lega è stato un suicidio politico per il M5S. per tre ragioni fondamentali.

La prima.

Per attuare il programma di governo del M5S ci vogliono tanti soldi e tanto tempo. Non ci sono né gli uni (a meno di non entrare in rotta di collisione con l’UE che non è nei programmi dell’attuale governo, al di là della chiacchiere) né l’altro, perché ormai gli elettori vogliono vedere dei risultati in tempi brevi e non hanno più voglia di aspettare. Al contrario delle politiche antimmigrazione e securitarie di Salvini che sono a costo zero e hanno un impatto mediatico enorme.

Tutto ciò, nonostante le poche cose concrete (quello che poteva essere fatto in pochi mesi), pur con tutte le loro contraddizioni che abbiamo spiegato in questi articoli (http://www.linterferenza.info/attpol/reddito-cittadinanza-dalle-mirabolanti-promesse-al-varo-un-sussidio-bifronte/   http://www.linterferenza.info/in-evidenza/decreto-dignita-un-primo-timido-passo-controtendenza/   http://www.linterferenza.info/editoriali/riders-maio-superamento-del-precariato/          http://www.linterferenza.info/editoriali/chiusura-domenicale/  ed altri) fatte da questo governo (reddito di cittadinanza, “decreto dignità”, chiusura domenicale degli esercizi commerciali ecc.) siano state frutto dell’iniziativa del M5S (e mal digerite, ovviamente, dalla Lega). Ma, un po’ per la debolezza e la contraddittorietà intrinseca di tali provvedimenti (che vanno invece incontro ad esigenze sociali più che legittime), un po’ per l’ incapacità di comunicarli, e un po’ (tanto…) per l’abilità dell’alleato-competitor di governo di offuscarli mediaticamente in virtù di una incredibilmente più efficace e potente capacità mediatica (soprattutto del suo leader), l’azione di governo del M5S è apparsa (ed in effetti è stata) opaca, debole e subalterna a quella del suo partner di governo. Una debolezza e una subalternità che potrebbe portare il M5S alla totale rovina se non ci sarà un cambio di passo radicale nella sua strategia politica.

La seconda.

Il “patto di governo” fra Lega e M5S è una finzione. I programmi dei due partiti sono inconciliabili, per la semplice ragione che i due partiti sono inconciliabili, nonostante la vulgata mediatica li abbia entrambi accomunati sotto la voce “populismo. Per ragioni diverse si sono ritrovati a governare assieme ma è evidente a tutti che si è trattato di una soluzione dettata da ragioni puramente contingenti, di realpolitik, possiamo dire. Entrambi hanno cercato di utilizzare il governo come un’opportunità per accrescere i propri consensi e prepararsi alle mosse successive. Questa strategia è risultata vincente per la Lega e del tutto fallimentare per il M5S. Lo dicono i fatti, non il sottoscritto.

La terza.

La Lega ha cominciato fin da subito – nonostante la finta lealtà di Salvini – a scavare la fossa al M5S. Anche in questo caso per ragioni molto semplici che sono quelle a cui ho fatto cenno poc’anzi. La Lega non è affatto un partito “antisistema”, come millanta, essendo una forza reazionaria, liberista, filoatlantica di destra che punta a ricostruire una coalizione di centrodestra (decisamente più spostata a destra rispetto alle precedenti guidate da Berlusconi) dove essa è ovviamente la forza di gran lunga egemone. E da questo punto di vista non incontrerà particolari ostacoli. Del resto, non sono certo le politiche e i programmi della Lega a spaventare le oligarchie finanziarie dominanti, se non fosse per il suo legame con l’attuale amministrazione americana. Ma non è certo l’appartenenza della Lega all’asse Trump-Bolsonaro-Netanyahu-Orban che può impensierire Bruxelles, Berlino e Parigi dal momento che non è certo la Lega in grado di condizionare e tanto più determinare le relazioni fra UE ed USA (e NATO) che marciano su tutt’altri binari.  Il centrodestra a guida leghista sarebbe anzi un fattore di stabilità (né più e nemmeno di quanto non lo sia il centrosinistra a guida PD, chiunque ne prenda le redini) e non certo di rottura rispetto all’UE. Il ceto sociale trainante della Lega è costituito infatti da una media borghesia imprenditoriale del nord che non solo non ha nessuna intenzione di andare ad una rottura traumatica con l’UE ma ha tutto l’interesse – per ragioni economiche e commerciali – a rafforzare il legame con quelle regioni dell’Europa centrale con le quali da sempre è in affari. Il SI risoluto alla TAV (che vede la convergenza con il PD) e la battaglia da sempre sostenuta (fu la ragione per cui nacque) per dare una autonomia “differenziata” (e anticostituzionale) alle regioni più ricche del nord e di fatto a separarle dal resto dell’Italia, entra oggettivamente in rotta di collisione con il programma e con gli interessi sociali obtorto collo rappresentati dal M5S.

Non solo. Anche e soprattutto la politica estera – vedasi il sostegno al fantoccio golpista venezuelano Guaidò spudoratamente e vergognosamente sostenuto da tutti i governi occidentali con l’eccezione di quello italiano (grazie al M5S che ci ha messo una pezza…) – vede una sostanziale convergenza con il PD e naturalmente con Forza Italia il cui leader, Berlusconi, ha suo malgrado accettato la leadership di Salvini anche se gioca furbescamente su più tavoli. Ma il vero avversario di Berlusconi – così come del PD – non è certo la Lega, come è evidente, bensì il M5S, sia pure per ragioni in parte diverse.  Quest’ultimo rappresenta tutto ciò che Berlusconi, da liberista qual è, da sempre combatte. Stesso discorso, in fondo, anche per il PD con l’aggravante che il M5S è quello che gli ha sottratto una gran parte del suo elettorato mettendolo così nell’angolo.

Per queste ragioni abbiamo assistito alle reazioni trionfalistiche dei vari leader sia di centrodestra che di centrosinistra (nonostante quest’ultimo sia stato sconfitto e il PD abbia raccolto un ben magro 11%) in seguito al crollo del M5S nelle elezioni regionali in Abruzzo. L’obiettivo è tornare a quella finta dialettica che oppone (si fa per dire…) centrodestra e centrosinistra, di fatto del tutto intercambiabili, togliendosi dai piedi il M5S, cioè quella forza politica che, pur fra mille contraddizioni che abbiamo spiegato tante volte e in tanti articoli (il M5S non è certo una forza socialista) si trova per ragioni oggettive e anche al di là della volontà del suo gruppo dirigente, a costituire un elemento di disturbo rispetto all’attuale ordine politico continentale. Gli attacchi anche personali al premier Conte in sede europea sono in realtà diretti al M5S che rappresenta istanze sociali ma anche politiche (in primis l’essersi rifiutati di accodarsi al coro belante che chiede la testa del “dittatore comunista” Maduro) che rappresentano un fattore di disturbo rispetto a quegli “equilibri” e quelle “compatibilità” che una forza politica “responsabile” è chiamata a garantire (la famosa “governance”…).

Il fatto, dunque, che Lega e M5S siano tuttora al governo assieme, non deve trarci in inganno. Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e PD hanno lo stesso obiettivo: logorare il M5S e riportare la dialettica politica sui vecchi e più rassicuranti (per i padroni del vapore…) binari che ben conosciamo, tornando quindi alla logica dell’alternanza tra schieramenti solo apparentemente politicamente e ideologicamente alternativi ma in realtà funzionali e organici all’ordine sociale e politico dominante.

La TAV, l’ “autonomia differenziata” delle regioni del nord e il Venezuela saranno il banco di prova per il M5S che non potrà retrocedere di una virgola, pena la sua estinzione. La rottura fra Lega e M5S si avvicina e si consumerà molto probabilmente dopo le elezioni europee.

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Fonte foto: Rolling Stone (da Google)

10 commenti per “Gli interessi convergenti di Lega, FI e PD

  1. Alessandro
    20 febbraio 2019 at 20:40

    Ottima analisi. C’è però un punto che non mi convince e che riprendo dall’articolo: “Andare al governo con la Lega è stato un suicidio politico per il M5S.”

    I 5S hanno preso circa il 33% dei voti e sono stati di gran lunga il partito più votato. il partito che vince in maniera così netta le elezioni è chiamato a entrare nella compagine di Governo. L’alternativa era quella di ripresentarsi all’elettorato e dichiarare che per non sporcarsi le mani si aspettava il prossimo giro per governare. Ma siamo sicuri che l’elettorato avrebbe capito e che, soprattutto, alla successiva tornata elettorale i 5S avrebbero bissato o aumentato i loro voti?
    Come si spiegava all’elettorato un Governo con Cotta, come voleva il PDR, o un ‘ammucchiata al Governo della destra con la finta-sinistra perchè nulla cambiasse?
    Sinceramente io ho forti dubbi che l’elettorato avrebbe capito e, secondo me, tutti avrebbero parlato di un 5S bluff, buono solo a fare caciara in Parlamento, ma assolutamente incapace di governare.
    Semmai, dal mio punto di vista, l’ingenuità grillina, e questo lo scrissi da subito, è stata quella di sommare i due programmi, inconciliabili come giustamente affermi, quando in verità il doppio dei loro voti avrebbe dovuto spingerli a chiedere alla Lega di stralciare parti del loro programma, altrimenti nisba.
    In politica contano i risultati. Pur tra mille difficoltà se riusciranno, come stanno facendo, a portare a casa qualche risultato potranno ripresentarsi di fronte all’elettorato forti di questo.
    Per quanto riguarda i risultati alle regionali, va aggiunto che non essendo radicati sul territorio e, soprattutto, non avendo vocazione clientelare, difficilmente possono essere altamente competitivi in questo tipo di elezioni. Anche Gigi ha capito che senza liste civiche, ossia clientele in loco, si risulterà sempre perdenti, benchè in questo caso perdere sia più dignitoso che vincere. La Lega ha fatto il pieno dei voti in una regione tradizionalmente di destra; ha semplicemente offerto il simbolo a candidati di quell’area politica che avrebbe vinto comunque.
    Per il resto condivido in toto.

  2. carmine
    21 febbraio 2019 at 14:49

    E’ proprio il giudizio “benevolo” sul M5 stelle e la prospettiva indicata che non mi persuadono. I vertici 5 stelle hanno deciso di salvare Salvini. Lo hanno fatto all’ultimo minuto ripescando uno strumento a loro caro, quella consultazione in rete che era stata da tempo messa in naftalina. Lo hanno fatto non per amore della democrazia e del loro popolo (queste sono fandonie buone solo per gli allocchi) ma per uscire dall’imbarazzo in cui sono precipitati trovandosi costretti a prendere una decisione. Offrire uno scudo a Salvini li avrebbe esposti alla critica di avere sacrificato un principio fondante del Movimento mentre lasciare il Ministro dell’Interno al suo destino li avrebbe esposti ad una sicura crisi di Governo. Un panico totale si deve essere diffuso nell’empireo pentastellato, quale futuro avrebbe riservato loro la fuoriuscita dal Governo? Un futuro certamente molto difficile e complicato anche perche’ Salvini si sarebbe diretto, a tappe forzate, verso un centro destra riunificato sotto la sua direzione. Lo hanno fatto sulla base di un quesito talmente ingannevole da suscitare il sarcasmo dello stesso cofondatore del Movimento. Quel Beppe Grillo che ormai sta collezionando (non è da lui) aspre contestazioni un po’ dovunque. I Leader pentastellati continuano a lodare la loro democrazia diretta . In realta’ si tratta una finta democrazia, all’ombra di abili propagandisti che riescono sempre a preparare un risultato confacente ai loro interessi. La nota dolente per loro, è che l’esito della consultazione non è stato plebiscitario come nelle volte precedenti. Un 40% circa dei votanti si è pronunciato per l’autorizzazione a procedere. Adesso i custodi del nuovo “verbo” governista si stanno scatenando contro il dissenso. La parola d’ordine che viene riesumata e’ categorica: quelli che non si adeguano alla volonta’ della Maggioranza possono lasciare il Movimento e se non lo fanno verranno espulsi secondo pratiche di staliniana memoria. Ai piani alti del M5 stelle ma anche nei suoi sotterranei non mancano pesanti appellativi: rinnegati, traditori, miserabili, voltagabbana, ecc. Una reazione che è frutto dell’accurato indottrinamento a cui militanti e simpatizzanti sono stati sottoposti e di facile presa per totale mancanza di senso critico. Il risultato emerso significa il successo della Lega e la sconfitta dei Cinquestelle gia’ spiazzati dal risultato negativo dell’Abruzzo e quello prevedibile della Sardegna. Una crisi che si accentuerebbe per effetto di un esito altrettanto negativo alle elezioni europee e che potrebbe determinare la spaccatura o la disgregazione del M5 stelle. Un soggetto politico che è riuscito ad occupare (con parole d’ordine mendaci) un ampio spazio politico, da destra alla sinistra, anche quella piu’ radicale. Se questo dovesse accadere i benefici, a mio parere, supererebbero i danni. Ci sarebbe un salutare chiarimento e la sinistra (sapendoci fare) avrebbe molte possibilita’ di recuperare un terreno che è tuttora occupato da questo grande imbroglio post ideologico (sono gli stessi fondatori a definirlo cosi’). Prospettiva del tutto diversa dal ritenere che il M5 stelle, testimone di molteplici contraddizioni, incoerenze e arretramenti (inutile elencarli tanto sono noti) vada difeso ad oltranza per una sua presunta capacita’ di resistere all’azione di logoramento portata avanti dalla Lega. O addirittura di spostare a sinistra il baricentro politico di questo Governo, l’unica opzione che giustificherebbe il sostegno ad un Movimento che neppure è antisistema. Per farlo occorrerebbe che al suo interno (parlo del gruppo Dirigente e non di una base sostanzialmente ridotta all’impotenza) ci fossero delle istanze di “sinistra” ma, oltre all’alleanza fatta (non casualmente) con la Lega (dopo la riedizione della politica dei due forni e il battesimo opportunistico delle alleanze intercambiabili) basta guardare alle forze politiche che lo Staff pentastellato ha scelto in vista delle elezioni europee per rendersi conto che queste istanze non ci sono. E non ci sono per effetto di una scelta consapevole che i fondatori del Movimento hanno fatto all’atto della sua nascita. Di Maio assurto a Capo Politico (per volonta’ di Grillo) ha solo confermato il ne’ di sinistra ne’ di destra (cioe’ di destra) del Movimento.

    • Fabrizio Marchi
      21 febbraio 2019 at 21:10

      Ragazzi, però ho l’impressione che ci stiamo ripetendo…
      Qui nessuno fa il panegirico del M5S (comunque non il sottoscritto…). Ho scritto almeno una decina di articoli sul M5S proprio per spiegarne la sua natura contraddittoria, interclassista (quindi non di classe) e non socialista. Dopo di che la politica è una materia complessa e proprio in virtù della natura contraddittoria (e quindi complessa) di quel movimento, è necessario che quelli come noi che hanno a cuore la costruzione di una forza socialista e di classe entrino in una relazione dialettica con quella contraddittorietà e quella complessità. Come ripeto (m ma lo avrò ripetuto, anche a te, decine di volte) è innanzitutto in quel bacino che bisogna lavorare, per le ragioni ho spiegato tante di quelle volte che in tutta sincerità mi sono anche stancato di ripetere. Anche la critica al M5S va fatta in modo intelligente perché se ci presentiamo alla gente dicendo che il M5S è una merda tout court (comunque una merda sicuramente meno puzzolente di quella rappresentata da tutti gli altri partiti, a partire dal PD…), non otteniamo nulla di nulla, non arriviamo a nessun risultato. Tanto più che il M5S è visto da tanta gente come una possibile soluzione. Proprio in virtù di questo, la critica deve essere portata in modo intelligente, come i marxisti dovrebbero saper fare, al contrario di quello che fanno i “sinistri” che, guarda caso, attaccano i 5stelle in un modo forsennato dandogli dei neofascisti e in alcuni casi arrivando addirittura a sostenere che Grillo sarebbe una sorta di nuovo Hitler oppure una emanazione della P2 o della CIA. Roba da ridere. Perché tutto questo livore non viene indirizzato nei confronti dell’attuale “sinistra”, PD in testa, che è la vera responsabile della situazione in cui ci troviamo? Perché una cosa è certa: se esistesse una SINISTRA autentica e non la merda neoliberale, neoliberista rosa fuxia femminista politicamente corretta asservita e organica al capitale, il M5S non sarebbe neanche nato e la Lega sarebbe un partito che al massimo raccoglierebbe l’8 o il 9% (non di più) dell’elettorato.
      Tu scrivi:” Un soggetto politico che è riuscito ad occupare (con parole d’ordine mendaci) un ampio spazio politico, da destra alla sinistra, anche quella piu’ radicale. Se questo dovesse accadere i benefici (il crollo del M5S), a mio parere, supererebbero i danni. Ci sarebbe un salutare chiarimento e la sinistra (sapendoci fare) avrebbe molte possibilita’ di recuperare un terreno che è tuttora occupato da questo grande imbroglio post ideologico”.
      La domanda che ti faccio è: quale Sinistra? Quale sarebbe al momento questa fantomatica Sinistra che potrebbe recuperare il terreno? Il PD? I cespugli rosa fuxia alla sua “sinistra”? O quei coglioni di PaP che organizzano lo sciopero dell’8 marzo insieme alle femministe di “Non una di meno” per protestare contro il fatto (una balla di proporzioni colossali) che le donne percepirebbero un salario inferiore a quello degli uomini a parità di qualifica e mansione?
      Ma di cosa stiamo parlando? Ma ci rendiamo conto che l’attuale “sinistra” è il problema, o uno dei problemi e NON la soluzione?
      E’ questo il punto che ci divide – per lo meno così mi pare di capire – caro Carmine. Io non mi faccio e non ho mai avuto nessuna illusione sulla natura del M5S (basta che clicchi Di Maio o M5S in alto a sinistra sulla homepage del sito e ti escono tutti gli articoli, anche molto duri, che abbiamo pubblicato sul M5S) ma questo non mi impedisce e non deve impedirmi di osservare la realtà con lucidità. E se faccio questo non posso che notare che il M5S è l’unico che non ha chiesto la testa di Maduro e non mi pare una cosetta da poco, a differenza del PD che suona lo stesso spartito della Lega, così come sulla TAV. Sarà anche una piccola cosa ma è indicativa. Se non fosse stato per il M5S la TAV sarebbe già stata approvata. Idem come sopra per la cosiddetta “autonomia differenziata” o “secessione dei ricchi” a cui sempre il M5S ha messo una pezza. Ora, RIPETO, NON sto facendo il panegirico del M5S, dico solo che è lì, in quel bacino e in quelle contraddizioni che bisogna lavorare (oltre che nel mare magnum dell’astensionismo).
      Ripeto, l’attuale “sinistra” è uno dei problemi, e NON la soluzione. Bisogna sgomberare le macerie e se è giusto smascherare con intelligenza le contraddizioni del M5S, è ancor più DOVEROSO farlo con l’attuale “sinistra”. Anzi, mentre con il M5S bisogna farlo col fioretto, per le ragioni a cui ho fatto cenno poc’anzi, con la “sinistra”, a partire dal PD, bisogna farlo con la mannaia, perché dobbiamo spiegare alla gente che il PD NON è la SINISTRA e che i comunisti e i socialisti autentici sono un’ ALTRA COSA e che l’attuale “sinistra” è una truffa. Una truffa gravissima che ci ha portati alla rovina. Per cui, sempre ragionando in termini marxiani, il M5S è sicuramente una contraddizioni, ma CERTAMENTE NON quella PRINCIPALE. Perlo meno in questa fase storica.
      Spero di essermi spiegato.

      • Alessandro
        21 febbraio 2019 at 22:52

        Sottoscrivo in toto. D’altronde sono gli stessi grillini ad affermare che se i partiti politici avessero fatto quello per cui erano preposti (nel caso della sinistra occuparsi di lavoratori, precari e disoccupati e non di femminismo e varia retorica politicamente corretta) loro non sarebbero mai nati. Invece di ripetere come un disco rotto che i 5S sono delle merde (intanto lo sbeffegiatissimo, anche dalla sinistra, decreto dignità sembra portare i primi frutti) s’inizi una seria autocritica a sinistra, invece di limitarsi ad autocelebrarsi denigrando gli altri.
        Per esempio, che senso ha uno sciopero femminista, che divide i lavoratori dalle lavoratrici, continuando con la solita solfa degli oppressori e delle vittime, propagandando bufale più volte smentite? S’inizi a fare pulizia di questa e altra robaccia, e poi si potranno processare i 5S, che almeno si dichiarano contro le quote rosa e altro ciarpame che invece continua a godere a sinistra di grande considerazione.

  3. Sven
    21 febbraio 2019 at 21:12

    Eh niente io questa indulgenza di certe frange di estrema sinistra nei confronti dei grillini proprio non riesco a capirla.. Limite mio intendiamoci

    • Fabrizio Marchi
      21 febbraio 2019 at 21:19

      Sì, scusa la sincerità ma penso che sia proprio un limite tuo e anche di tanti altri compagni. Scusa la presunzione ma lo penso. Anche perché se sapessimo leggere le cose con attenzione capiremmo che non c’è proprio nessuna indulgenza ma soltanto la volontà di entrare in una relazione dialettica con la realtà, come si dice con linguaggio marxiano, per cercare di inserirsi nelle contraddizioni, anche e soprattutto degli avversari. E’ inutile che ripeto anche a te quello che ho scritto a Carmine e in tanti articoli. Penso, magari presuntuosamente, che molti compagni che appartengono ad un’area di sinistra radicale – chiamiamola così, per capirci – siano affetti da una mentalità autoreferenziale, assai poco marxista, che antepone l’ideologia all’analisi concreta della situazione concreta, come diceva un tale…
      Ma la politica non si fa a botte di ideologia e di autoreferenzialismo ma – appunto – entrando in una relazione dialettica con la realtà.

  4. carmine
    22 febbraio 2019 at 15:26

    Caro Fabrizio, giuro che questo è il mio ultimo intervento sull’argomento. Da buoni marxisti dovremmo entrare in relazione dialettica con il M5 stelle. Va bene, ma con chi? Se si tratta dell’elettore che fa parte del variegato corpaccione pentastellato è un conto perche’ sappiamo che il suo pensiero è tutto sommato elastico. Diverso è il militante o simpatizzante 5 stelle perche’ questo essendo intriso dalla testa ai piedi di fede cieca è estremamente rigido. E’ il tipo di interlocutore che continua a fare collezione di perle “nere” su varie questioni: Migranti, Diciotti, Sindacato, Stampa, Casa Pound, Dissenso,ecc. Su quest’ultimo punto il Nostro arriva ad elogiare ( e con entusiasmo) la Senatrice Paola Taverna che cosi’ definisce il campo del dissenso: una pletora di miserabili. E’ il tipo di interlocutore, cosa non irrilevante, che condivide le scelte compiute dai vertici del Movimento qualunque esse siano. E’ vero che I “destri” che lo governano , hanno preso una posizione di non ingerenza sul Venezuela (sarebbe forse il caso di aprire una riflessione sul Madurismo) ma è anche vero che hanno facilmente metabolizzato l’incontro avuto da salvini con gli ultranazionalisti Israeliani. Come è vero che In vista delle elezioni Europee, dopo la sceneggiata fatta con i Leader della rivolta Francese, hanno stretto un patto con partiti di destra o estrema destra. Sono pochi esempi che servono a dimostrare che i Capi del Movimento siano quanto meno ondivaghi. La TAV? Speriamo che non faccia la fine (perche’ io ad un ripensamento di Salvini non credo) deI Tap, del Terzo Valico e del Muos. I presunti “sinistri” (che sul piano gerarchico sono subalterni alla cupola del Movimento) e su cui invece si potrebbe contare dissentono ma, senza spingere il coraggio oltre l’ostacolo. Infatti, nonostante viaggino continuamente in direzione ostinata e contraria, ribadiscono la loro fedelta’ al Movimento per abiurarla solo in caso di estromissione. La sinistra a sinistra del PD (e che il PD lo avversa) per te sara’ cogliona o rosa fuxia ma è quella che è. Questo è il punto che ci divide. Io penso che questa Sinistra debba migliorare, tu invece pensi (se non ho capito male) che bisogna oltrepassarla partendo dal M5 stelle e dalle sue contraddizioni. Sarei d’accordo se convenissi che il M5 stelle è l’alternativa ma io non credo che lo sia. Ed è per questo che confido in una sua lacerazione a cui la Sinistra “cogliona” non puo’ essere estranea.

    • Fabrizio Marchi
      22 febbraio 2019 at 16:28

      Allora…l’analisi che fai del M5S è in buona sostanza condivisibile, con la differenza che tu vedi solo e soltanto il bicchiere mezzo vuoto e io cerco di vedere la parte piena… per realpolitik, perché cerco di entrare, come ho ripetuto mille volte, in una relazione dialettica con la realtà, e perché vedo oggettivamente delle contraddizioni e quindi degli spazi che non possono essere lasciate/i cadere … Se lo facessimo non sarebbe un atteggiamento politico e men che meno marxista.
      Tradotto: sorvoli con una certa nonchalance sul Venezuela, come se fosse una cosa da niente. Ma ti rendi conto che il “quotidiano comunista” Il Manifesto si è schierato contro Maduro insieme al PD e alla Lega? E questa sarebbe la “sinistra” alla sinistra del PD che bisognerebbe appoggiare…E va bè – dirai tu – c’è pure quella che appoggia Maduro. Sì, ok, però è la stessa che continua a ripetermi litanie ideologiche femministe e politically correct (delle quali è totalmente imbevuta e che costituiscono ormai da tempo la sua stessa struttura ideologica) e che mi organizza gli scioperi “contro la violenza maschile” (sessismo allo stato puro…) e contro la discriminazione salariale in base alla quale le donne percepirebbero un salario inferiore agli uomini a parità di qualifica e mansione; una menzogna gravissima di proporzioni inaudite, un depistaggio ideologico gravissimo che ci dice quanto sia funzionale questa ideologia al sistema capitalista dominante. Mi dispiace ma io su questa roba qui non transigo più. Non sono per me ormai da tempo questioncelle secondarie. Se per te lo sono, non so che dirti, per me non lo sono. C’è un limite a tutto.
      Dopo di che, so benissimo che sulla TAP i grillini hanno ceduto, ma allora proprio per questo non possono mollare sulla TAV. Se lo faranno ne prenderemo atto e trarremo le conseguenze, così come su tutto il resto. RIPETO, non stiamo parlando di una forza politica comunista e/o socialista, questo lo sappiamo benissimo. Stiamo parlando di una forza politica molto contraddittoria con tante spinte e controspinte diverse fra loro. E va bene, lo sappiamo. Ma è con questa roba qui che dobbiamo fare i conti, altrimenti facciamo solo sesso degli angeli…IL che non significa stringere accordi con i vertici grillini o roba simile, significa soltanto modulare la nostra azione e la nostra criticità sulla base della situazione concreta. Insomma, Carmine, i comunisti cinesi hanno fatto accordi con i nazionalisti del Kuomintang e noi non possiamo cercare di lavorare nelle e sulle contraddizioni del M5S? A me francamente questo sembra un atteggiamento dogmatico e autoreferenziale e anche, lo ripeto, molto poco marxista.
      Dopo di che so tutto sulle loro ambiguità e sulle loro contraddizioni, è inutile che continui a farmi l’elenco…Ma non è questo il punto.
      Ciò detto, io non ho detto che bisogna ripartire dal M5S per costruire una nuova forza socialista e di classe. Non mettermi in bocca cose che non ho mai detto. Non ho mai pensato né detto che il M5S, in quanto organizzazione o partito, sia l’embrione di quella nuova forza politica che auspico. Ho detto che è in quel mare magnum, in quel bacino di elettorato, oltre che in quello che si rifugia nell’astensionismo (ti ricordo che messi insieme sono il 60% e oltre del corpo elettorale), quello con cui noi ci dobbiamo relazionare. E per farlo bisogna agire in modo intelligente.
      Al contrario, la “sinistra” radicale e/o “antagonista” ha un atteggiamento autoreferenziale (e infatti i risultati si sono visti e si vedono…), non ha nessuna intenzione di relazionarsi con le masse popolari, quelle vere, anche quello che non ci piacciono e che fanno discorsi grossolani e destrorsi (per colpa della “sinistra”…), e punta solo a rafforzare il suo micro orticello che di volta in volta diventa sempre più micro. Ora, a me di questa roba qui non me ne frega più nulla. La ritengo insignificante, inutile e purtroppo anche dannosa. Mi dispiace ma è così, perché una “sinistra” che chiama i lavoratori e le lavoratrici a scioperare per quella che è una MENZOGNA che crea solo divisione fra i lavoratori e le lavoratrici e mette le une contro gli altri (sulla base di una menzogna) si assume una gravissima responsabilità. Io con questa roba ho chiuso. Dopo di che sono sempre aperto e disponibile a confrontarmi con tutti i compagni e tutte le compagne (lo faccio con i grillini, perché non dovrei farlo con loro…). Il problema è che sono loro che NON vogliono confrontarsi su questi temi… Ti invito a riflettere su questo…
      Dopo di che, se tu pensi che l’attuale micro “sinistra” cosiddetta “antagonista” possa essere il trampolino, la base su cui ricostruire, sei ovviamente libero di pensarlo. Io, purtroppo, non lo penso più da tempo. Anche perché non ti danno neanche la possibilità di confrontarti e di discutere. O aderisci in toto alle loro litanie o sei fuori (naturalmente con tutto il carico di scomuniche, insulti, ecc. ecc. del caso…).

      • Alessandro
        22 febbraio 2019 at 20:34

        “Sì, ok, però è la stessa che continua a ripetermi litanie ideologiche femministe e politically correct (delle quali è totalmente imbevuta e che costituiscono ormai da tempo la sua stessa struttura ideologica) e che mi organizza gli scioperi “contro la violenza maschile” (sessismo allo stato puro…) e contro la discriminazione salariale in base alla quale le donne percepirebbero un salario inferiore agli uomini a parità di qualifica e mansione; una menzogna gravissima di proporzioni inaudite, un depistaggio ideologico gravissimo che ci dice quanto sia funzionale questa ideologia al sistema capitalista dominante. Mi dispiace ma io su questa roba qui non transigo più. Non sono per me ormai da tempo questioncelle secondarie. Se per te lo sono, non so che dirti, per me non lo sono. C’è un limite a tutto.”
        ———————————————-
        Purtroppo non solo propagandano il falso, ma addirittura se provi a confutare pubblicamente tali sciocchezze, vedi Strumia ma potrei citarne tanti altri, non solo vieni messo alla gogna mediatica, ma perdi anche il tuo posto di lavoro. Non è forse questa un’emergenza? Non è forse in ballo la nostra libertà di espressione?
        Ed è proprio quell’area politica a caldeggiare in maggior misura simili prese di posizione di stampo fascista. Essere privato della tua dignità per avere solamente manifestato dissenso nei confronti del pensiero dominante. E’ questa è una questione secondaria? E stiamo a fare le pulci ai grillini quando abbiamo questa roba qui dentro casa?
        Ma ovviamente le mie sono solo farneticazioni per i più. Peccato che c’è una lunghissima lista di persone distrutte solo per aver espresso un proprio legittimo punto di vista.

  5. dante
    24 febbraio 2019 at 1:03

    quoto Fabrizio e aggiungo verso coloro che si lamentano di mancanza di sovranità sono gli stessi che hanno poi la pretesa che un partner di governo affossi un ministro solo perchè ha esercitato un suo diritto infischiandosene del politicamente corretto.Che questi personaggi facciano pace col proprio cervello

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