La dichiarazione della Lagarde non è una gaffe

Contrariamente a quello che si tenta di far credere con lo scopo di minimizzare l’accaduto – penso, ad esempio, alle parole del Ministro dell’economia Gualtieri che ha goffamente tentato di chiudere l’ “incidente” – le dichiarazioni della Presidente della BCE, Lagarde, non sono una gaffe, un mero scivolone. Al contrario, esprimono la reale natura dell’ideologia neoliberale, neoliberista e capitalista attualmente dominante.

Dispiace, in questo momento di grave difficoltà in cui anche la legittima conflittualità politica dovrebbe essere attenuata da parte di tutti per senso di responsabilità, dover sottolineare alcuni aspetti. Tuttavia gli eventi lo rendono a volte inevitabile.

E, dunque, appaiono, per lo meno a mio modo di vedere, decisamente paradossali (per quanto obbligate, se non si vuole perdere del tutto la faccia…), a dir poco, le reazioni dei nostri esponenti politici ed istituzionali, tutti, a cominciare da quella del Presidente della Repubblica Mattarella. Il quale ha sempre svolto (occupa quella poltrona proprio per questa ragione) il ruolo di garante, nonché di fedele e fervente sostenitore-esecutore, delle politiche economiche e finanziarie dell’Unione Europea. Forse il Presidente Mattarella pensava che il grande capitale finanziario che controlla la BCE e l’UE fosse animato da intenzioni altre rispetto al fare profitti purchessia?

Del “sovranista” Salvini e della “neo-post-fascista” Meloni – l’opposizione di Sua Maestà – non vale neanche la pena parlare. Del resto, è noto che l’ipocrisia (specie quando elevata a ragion politica) è una “patologia” politicamente trasversale.

Risultato immagini per Lagarde immagini

4 commenti per “La dichiarazione della Lagarde non è una gaffe

  1. Panda
    13 marzo 2020 at 15:38

    L’han detto pure Cottarelli e Bini Smaghi che non è una gaffe. Aggiungendo che l’unico modo per tutelarci è firmare il nuovo MES…

  2. Giacinto Lombardi
    13 marzo 2020 at 18:42

    Non è una gaffe, è il suo pensiero: alzate le tasse e pagatevi da soli i vostri guai, io non sono Draghi e al diavolo il Whatever it takes.

  3. Paolo
    14 marzo 2020 at 0:09

    Bah?! Quando leggo frasi “neo-post-fascista” che NON dicono assolutamente nulla mi viene da voltar pagina. Rimane il fatto che quella scheggia irriverente della Lagarde, così come quelle letterine di Draghi ai governi italiani, sono sempre il frutto degli accordi sovranazionali di controllo dell’Italia (avete mai fatto un confronto di quanti governi si sono succeduti dal 1946 ad oggi per esempio con la Francia o la Germania?). Ma non serve poi tanto scomodare pensieri complottisti quando lo stesso Churchill all’indomani della fine della guerra disse semplicemente che “l’Itaia NON potrà mai avere un governo di unità nazionale fintanto che ci saranno interessi angloamericani gravitanti nel medioriente” questo solo per comprendere che a comandare non siamo noi ma gli interessi anglosassoni. Si pensi al curricul vitae di Conte e dei suoi predecessori fino a De Gasperi.

    • Fabrizio Marchi
      14 marzo 2020 at 14:35

      Volta pure pagina, che ti devo dire…Perché, come può essere altrimenti definita la Meloni? Non fascista nel senso stretto della parola perchè è una liberista filoatlantica, filoisraeliana e filo USA, quindi non sarebbe corretto definirla una fascista tout court. La definisco post-neo-fascista perché è leader di un partito post e neo fascista che tuttora ha la fiamma tricolore del partito che fu neofascista (il MSI) del quale è una derivazione. Poi, se vogliamo, anche il MSI – come la Meloni – era più un partito reazionario di destra vetero tradizionalista ultra conservatore, più franchista che fascista, diciamo così. Fratelli d’italia è una cosa del genere più, come dicevo, il filo atlantismo e il liberismo. Un brutto pastrocchio, insomma…
      Però, voglio dire, alla fin fine mi pare che stiamo arzigogolando un po’ troppo su questo punto. E’ ovvio che tutto cambia e tutto si trasforma. Se è per questo anche il Partito comunista Russo è cambiato profondamente rispetto a quello sovietico. E quello cinese, allora? (ma vale pressoché per tutte le forze politiche del mondo).
      La storia è questa e nessuno può farci niente…

Rispondi a Fabrizio Marchi Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.