La dissoluzione del Brancaccio

Leggo che il Brancaccio (non il teatro) si è dissolto definitivamente. La lunga dichiarazione divulgata stamani da montanari suona come un epitaffio, non come un rilancio. Solo dopo le elezioni, i due pasionarios della società civile metteranno in pista l’ennesima fantomatica associazione. Questo tentativo abortito nasceva da un diretto intento anti-partitico. non dalla volontà di ricostruire una analisi sociale ed un programma socialista, non dalla volontà di riportare verso la rappresentanza politica gli astensionisti, ma da una specie di podemismo delle origini (perché Podemos si sta strutturando sempre più come partito tradizionale) o di grillismo di sinistra. Dove giovanilismo, femminismo di maniera e per quote proporzionali, anti-politica si mescolano ad una retorica della partecipazione diretta dal basso.
Il fallimento di questo tentativo è quindi un fatto positivo. Sgombra dal tavolo l’idea plebeista di sinistra, che in fondo è uno dei tanti retaggi del sessantottismo libertario nella sua veste deteriore.
Rimane in campo la lista “fra partiti”, ammesso che SI, con la sua struttura fragile ed ancora intrisa di vendolismo, possa essere qualificata come tale. Rispetto alla quale la “democrazia” nella costruzione di un programma dovrebbe rivenire dalle forme tipiche con cui i partiti la esercitano: analisi della domanda dei corpi sociali di massa (non dell’individuo libero e bello) e sintesi operata all’interno delle strutture di vertice, avendo a mente l’esigenza di coinvolgere lo spettro sociale più ampio possibile, ed al contempo di posizionarsi nell’arco politico in uno spazio che consenta identificabilità, autonomia e capacità attrattiva di nuovi elettori, non dei soliti che votano a sinistra per disciplina e riflesso condizionato.
Ovviamente il cosiddetto “documento unitario” non è all’altezza di questo compito. La fioca speranza è che, quando si spegneranno i fuochi elettorali, si ricostruisca un percorso in tal senso, libero dalle illusioni del civismo e dell’orizzontalismo.

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Foto: Huffington Post (da Google)

1 commento per “La dissoluzione del Brancaccio

  1. 13 novembre 2017 at 22:16

    la falcone è una socialista che ha appoggiato ingroia. già questo la qualifica.
    è anche una fervente femminista.
    stia a casa che fa meglio.

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