La legge Fiano: un regalo alla lobby sionista e al neofascismo mondiale

La Legge Fiano, per un improbabile ‘’antifascismo’’, è stata accolta a braccia aperte da gran parte della sinistra italiana – compresi alcuni gruppi ‘’pseudomarxisti’’ – rimuovendo alcuni aspetti importanti della vicenda: (1) Emanuele Fiano è un israeloitaliano che sostiene, acriticamente, le malefatte dell’imperialismo israeliano. La sua aderenza alla lobby sionista in Italia – come vedremo – è totale; (2) Fiano ha equiparato, più volte, fascismo e comunismo esternando, senza vergogna, la volontà di estendere questa normativa ai movimenti populisti ed antisistemici; (3) il Pd, in politica internazionale, è alleato con forze realmente neonaziste come la destra venezuelana ed i golpisti ucraini. Emanuele Fiano, nemico dei veri antifascisti ( come i socialisti sudamericani ed i combattenti del Donbass ) si prepara a perseguire, sulla base di una legge antidemocratica, gli attivisti pro-Palestina attentando alla Costituzione antifascista italiana.

La malafede di Fiano la riscontriamo nel suo editoriale, pubblicato su La Stampa e ripreso dall’ultrasionista Osservatorio Antisemitismo, dove motiva la sua legge ‘’antifascista’’. Leggiamo:

‘’L’antifascismo è la matrice di chi difende la libertà, di chi difende le opinioni di ognuno, ma è la storia che ci ha insegnato che cosa è stata la mancanza di libertà, che non fu solo dell’ideologia fascista, perché il secolo scorso ci ha insegnato che altre ideologie, anche il comunismo sovietico, furono ideologie di morte *** e sopraffazione della libertà, questa storia ci ha insegnato che la difesa della libera espressione passa attraverso il riconoscimento dei limiti interni alla democrazia’’ 1

Quindi, secondo Fiano, il comunismo, che ha cacciato dalla fame i popoli coloniali rompendo le catene della schiavitù imperialistica, sarebbe una ‘’ideologia di morte’’ equiparabile al fascismo. Ma lasciamo che a rispondergli sia Thomas Mann, un gigante assoluto del secolo scorso: “Collocare sul medesimo piano morale il comunismo russo e il nazifascismo, in quanto entrambi sarebbero totalitari, nel migliore dei casi è superficialità, nel peggiore è fascismo. Chi insiste su questa equiparazione può ben sentirsi un democratico, in verità e nel fondo del cuore è in realtà già fascista, e di certo solo in modo apparente e insincero combatterà il fascismo, mentre riserverà tutto il suo odio al comunismo.” Del resto è vero: Fiano ‘’nel fondo del cuore è in realtà già fascista’’ infatti ha appoggiato, senza vergogna, l’estrema destra venezuelana che – sicuramente non a sua insaputa – tesse le lodi di Pinochet.

Domanda: Emanuele Fiano cos’ha da dire sui rapporti fra il figlio del Primo Ministro israeliano Netanyahu ed il Ku Klux Klan, essendo questo losco figuro sionista amico del neonazista statunitense David Duke? L’obiettivo di questo strano legislatore è quello di mettere al bando l’antisionismo ed infatti, in una intervista datata, affermò: ‘’Sono interessato ad una correzione della legge Mancino. Penso che sia arrivato il momento di apporre delle modifiche e alcune integrazioni a quel testo. E poi rivedere la categorizzazione delle forme di antisemitismo. E’ presente un problema più generale di razzismo che non riguarda solo gli ebrei. Spero di riuscire ad appoggiare il finanziamento del Museo della Shoah di Roma e quello della cultura ebraica di Ferrara. Inoltre spero di programmare al più presto una visita alla Knesset – il Parlamento israeliano – di una delegazione dell’associazione Italia Israele per rafforzare l’amicizia ed i rapporti interparlamentari’’ 2. Un lobbista pro-Israele non è tenuto a parlare d’antifascismo per diversi motivi: (1) Israele è uno Stato razzista che fa una politica assimilabile a quella nazifascista, nei confronti dei popoli arabi. Come disse Norman Finkelstein è uno Stato pazzo; (2) Il marxista italiano Antonio Gramsci, assassinato dai fascisti, si pronunciò contro la massoneria e le società segrete. L’attività di Fiano non è trasparente e persegue intenti antipopolari.

Sono tre gli obiettivi di Fiano:

  • Mettere sullo stesso piano fascismo e comunismo, in questo modo tutti i movimenti antisistemici – marxisti, socialisti e sovranisti – verrebbero messi al bando. Il Pd vuole imporre il neoliberismo con la forza.
  • Assimilare l’antisionismo ( doveroso ) all’antisemitismo ( vergognoso ). Il problema non è soltanto Fiano ma chi da sinistra sostiene questa estrema destra mascherata.
  • Criminalizzare il giornalismo investigativo ed imporre, sulle operazioni false flag, la versione ufficiale dei governi.

I giornalisti investigativi sono assimilabili al fascismo? Per alcuni ‘’sionistri’’ sì ma l’ingiuria è degna di Goebbels, non senza ragione Thierry Meyssan s’è ben difeso da questa accusa infamante: ‘’Per quanto mi riguarda e siccome mi si definisce il «papa del cospirazionismo» o meglio l’«eresiarca», secondo l’espressione del libero pensatore italiano Roberto Quaglia, riaffermo il mio impegno politico radicale, nel senso del radicalismo repubblicano francese, di Léon Bourgeois [4], di Georges Clémenceau [5], di Alain [6] e Jean Moulin [7]. Per me, così come per loro, lo Stato è un Leviatano che, per sua natura, abusa di coloro che governa’’ 3. L’operazione è davvero pericolosa, può diventare liberticida: Fiano segue le orme di Hollande che, a sua volta, ha seguito quelle di Bush. La  falsa sinistra si allea coi neocon? Il rischio è questo.

Il Pd si allea coi macellai di Pravy Sektor ma pretende di mettere in galera i bottegai di Predappio o qualche sottoproletario che, in rete, posta le immagini di Mussolini. Il social-imperialismo utilizza l’antifascismo liberale contro i lavoratori per imporre il neoliberismo. Il grande inganno è stato rivelato.

I sionisti non disdegnarono alleanze coi nazisti strumentalizzando, a loro vantaggio, l’antisemitismo proprio del colonialismo europeo. Lo storico Mauro Manno ha inquadrato questo aspetto tanto vergognoso quanto taciuto da giornalisti ignoranti ed in malafede: ‘’Questo aspetto vergognoso della storia del sionismo inizia con il suo stesso fondatore, Theodor Herzl. Nell’agosto del 1903, Herzl si recò nella Russia zarista per una serie di incontri con il Conte von Plehve, ministro antisemita dello Zar Nicola II e Witte, ministro delle finanze. Gli incontri avvennero meno di 4 mesi dopo l’orrendo pogrom di Kishinev, di cui era direttamente responsabile von Plehve. Herzl propose un’alleanza, basata sul comune desiderio di far uscire la maggior parte degli ebrei russi dalla Russia e, a più breve termine, allontanare gli ebrei russi dal movimento socialista e comunista. All’inizio del primo incontro (8 agosto) von Plehve dichiarò che egli si considerava “un ardente sostenitore del sionismo”. Quando Herzl cominciò a descrivere lo scopo del sionismo, il Conte lo interruppe affermando: “Predicate a un convertito”.’’ 4. Fiano ha messo sullo stesso piano fascismo e comunismo quindi, seguendo la sua ‘’teoria politica’’ reazionaria, l’odio del Pd si rivolge anche al marxista ebreo Abram Leon che condannò lo sciovinismo sionista, nel 1936, col suo ‘’Il marxismo e la questione ebraica’’, una lezione di coerenza che, ancora prima della nascita d’Israele, inchioda gli ebrei di destra. Leon perse la vita in un lager nazista mentre Fiano cita senza saperlo Herzl e difende i nuovi lager israeliani.

Dubito che questo piccolo politicante abbia tali conoscenze storiche ma il suo progetto di legge liberticida va contrastato fin da subito. L’editore ebreo, antifascista, Giuseppe Zambon è stato accusato di antisemitismo per aver pubblicato il libro di James Petras sulla lobby sionista negli Usa. La sua risposta all’Osservatorio Antisemitismo è eloquente: ‘’Si, ma quello che non viene perdonato a James Petras che, oltre ad essere un prestigioso accademico è un attivista politico (ha collaborato con il governo Allende e insieme a Garcia Màrquez con il Tribunale Russel sui crimini commessi in America Latina, oggi è impegnato nel Movimento dei Senza Terra in Brasile) è la sua analisi di classe sul potere di questa lobby; analisi ben lontana dalla difesa degli interessi delle borghesie dei Paesi alleati degli USA schiacciati oggi dalla lobby sionista’’ 5. Israele è uno Stato reazionario e il Pd una sua agenzia italiana.

Ma che cos’è il fascismo? Scrive il comunista bulgaro Dimitrov: ‘’Il fascismo, in politica estera, è lo sciovinismo nella sua forma più rozza, lo sciovinismo che coltiva l’odio bestiale contro gli altri popoli’’ ed ancora ‘’Il fascismo agisce nell’interesse degli imperialisti più sfrenati, ma si presenta di fronte alle masse sotto la maschera di difensore della nazione offesa e si richiama al sentimento nazionale ferito’’. Una analisi marxista del fascismo a cui, successivamente, Trotsky aggiunse altri elementi. Le parole di Dimitrov sono perfette per descrivere personaggi come Fiano e Netanyahu. Non c’è altro d’aggiungere.

La Legge Fiano non è soltanto una operazione di marketing politico ma, sottobanco, contiene l’equiparazione del fascismo con il comunismo storico quindi una sorta di imposizione, per legge, del modello capitalistico neoliberistico. Chi gioisce? La Confindustria, i pescecani della finanza ed Israele; una vera legge neofascista. Ipocriti.

Chi, invece, da sinistra sostiene quest’operazione deve essere denunciato politicamente e combattuto sul terreno della lotta di classe. Uno scontro che, giorno dopo giorno, diventa sempre più forte.

http://www.osservatorioantisemitismo.it/articoli/editoriale-di-emanuele-fiano-sulla-nuova-legge-contro-lapologia-di-fascismo/

http://fc.retecivica.milano.it/rcmweb/iidp/Israele/Sionismo%20e%20dintorni/Storia%20e%20protagonisti/S073D15F1?WasRead=1

http://www.voltairenet.org/article186998.html

http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_archivio/2007_01_mauro-manno_antisemitismo-e-antisionismo.htm

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-giuseppe_zambon_vi_spiego_perch_la_mia_casa_editrice__accusata_di_antisemitismo/5496_20805/

1 commento per “La legge Fiano: un regalo alla lobby sionista e al neofascismo mondiale

  1. Gianni Sartori
    16 settembre 2017 at 10:17

    El expresidente del Gobierno Felipe González asegura que en la Venezuela de Nicolás Maduro se respetan menos los derechos humanos que en la dictadura de Augusto Pinochet. Así se pronunció durante una rueda de prensa junto a la esposa del líder opositor condenado a 14 años de cárcel en el país latinoamericano, Leopoldo López: “Visité a dos condenados por la dictadura, que salieron después, en pleno estado de sitio en Chile. Pues el estado de sitio del Chile de Pinochet respetaba mucho más los derechos humanos que el paraíso de paz y prosperidad de Maduro”, expresó González.

    Las declaraciones del expresidente se produjeron apenas una semana después del aniversario del asesinato de Salvador Allende, el presidente chileno al que derrocó en 1973 el golpe de Estado de Pinochet, quien impuso una dictadura militar durante los siguientes dieciséis años. Allende es uno de los iconos políticos para las bases del PSOE. La dictadura chilena asesinó a miles de personas por sus ideas políticas y, junto a Argentina, puso en marcha los conocidos como ‘vuelos de la muerte’ que hicieron desaparecer a otras miles de personas.

    El exdirigente socialista aseguró, además, que a Maduro le “da miedo” enfrentarse a unas “elecciones limpias”. González, a quien Venezuela no permitió ejercer la defensa de López durante la vista oral, calificó el juicio como una “burla”.

    8vedi le dichiarazioni fatte nel 2015 dal “socialista” Gonzalez, quello del G.A.L. )

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