La (triste) parabola di Giulietto Chiesa

Dall’antimperialismo all’Alt Right statunitense.

 

Lo sbarco in Italia di Bannon ha avuto un contraltare molto più autorevole e pericoloso; il Deep State ha mobilitato contro l’attuale governo ‘’nazionalista’’ (e neoliberista) lo speculatore Soros. Si tratta di una partita aperta fra la fazione liberale dell’imperialismo USA – i pianificatori dei massacri su larga scala – e quella nazionalista alleata dell’imperialismo israeliano. Soros resta il nemico principale, ma l’Alt Right potrebbe rovesciare le sorti di uno scontro alquanto incerto. L’Italia è il terreno di scontro fra diverse fazioni imperialistiche che vogliono comandare sulla pelle dei lavoratori europei; in buona sostanza, due bande di predoni.

All’Alt Right politica segue quella culturale e quindi – da destra a sinistra – molti intellettuali hanno sorprendentemente cambiato bandiera; uno di questi è il giornalista – un tempo antimperialista – Giulietto Chiesa, giorno dopo giorno, sempre più vicino alla cricca di Bannon. Venerdì 22 giugno a Roma, Chiesa parteciperà ad un convegno nella sede del movimento neofascista CasaPound insieme all’ideologo russo Aleksander Dugin, all’editore Maurizio Murelli (neofascista condannato a 18 anni di reclusione per l’omicidio di un agente di polizia negli anni ’70 colpito al petto da una bomba a mano) ed al giornalista Alberto Palladino di Il Primato Nazionale. Una compagnia decisamente reazionaria – la stessa che a giorni accompagnerà il ‘’filosofo’’ Diego Fusaro – impegnata nel portare in Italia il modello capitalistico della destra ‘’alternativa’’ USA.  La parabola di Chiesa parte da lontano.

Il giornalista Fulvio Grimaldi, lo scorso anno, ci ha segnalato l’inversione ad U del ‘’nostro’’ sull’11 settembre 2001, vero mito ambiguo dell’imperialismo USA. Leggiamo: ‘’Ho contestato Giulietto Chiesa per quel suo articolo in cui affermava che, le rivelazioni di “File 17” sancivano un ruolo determinante dei sauditi nellì’operazione 11 settembre. Ne avrebbero addirittura tirato le fila e vi avrebbero fornito il gruppo esecutivo. Registi e sicari. Quelli che fin qui tutti coloro che, a forza di evidenze inconfutabili, si sono oppposti alla versione ufficiale, hanno ritenuto fossero stati i pianificatori e gli operativi degli attentati, i neocon USraeliani, sparivano dalla scena. Niente demolizione controllata con esplosioni interne predisposte, ma, di nuovo, araba fenice, dirottatori sauditi e aerei acrobaticamente lanciati contro grattacieli pur costruiti a prova di impatto di aerei e di incendi’’ 1. Qual è l’errore di Giulietto Chiesa? Semplice, l’aver rinnegato il suo lavoro d’inchiesta riguardante la tragedia di 17 anni fa – la tesi di Grimaldi è stata confermata da una voce autorevole come Paul Craig Roberts – per ‘’riappacificarsi’’ con alcune fazioni – tanto liberali quanto nazionaliste – statunitensi. La mano tesa a Bannon ne è una prova? Si tratta d’indizi, siccome però l’Alt Right ha dichiarato guerra alla Russia,è probabile che Russia Today abbia scaricato gli organi di informazione ambigui, quindi doppiogiochisti; ora con Trump, ora con Putin. Non ci sono vie di mezzo, Mosca e Washington hanno una concezione antitetica del diritto internazionale. Per fortuna.

L’aver liquidato, nel canale Pandora TV, il rigoroso storico Webster Tarpley sostituendolo con Diego Fusaro, quanto meno, è stata una decisione quanto meno discutibile per un giornalista del suo livello. Tarpley ha smascherato le trame dell’imperialismo statunitense diventando la bestia nera del Deep State ‘’yankee’’ mentre Fusaro va a braccetto con la destra ultranazionalista italiana. La categoria ‘’mondializzazione’’ ha una funzione precisa: occultare, su scala planetaria, il predominio del complesso militar-industriale USA. Per questo motivo la CIA ha adottato, fin dagli anni ’70, una politica culturale volta a promuovere gli intellettuali della ‘’nuova destra’’, solo apparentemente dediti a combattere Washington in nome di una sterile opposizione alla globalizzazione. Per Fusaro esiste il conflitto Servi/Padroni, ma chi sono i ‘’servi’’ e chi i ‘’padroni’’? Non vede la centralità del conflitto di classe, dell’imperialismo sionista e del capitalismo israeliano (del resto si è accompagnato con i filosionisti della Lega Nord), l’aggressività del nazionalismo USA e la politica di asservimento dei popoli coloniali al neoliberismo economico. Parla (giustamente) dello speculatore Soros, ma non nomina mai la CIA, il MOSSAD e l’MI6, maestri di genocidi e pulizie etniche di cui sembra quasi ignorare l’esistenza.

La Clinton era il nemico principale fino a pochissimi mesi fa, ora il Deep State conserva un leggero predominio sulla Alt Right, ma come mai quando si parla di questa ‘’fazione reazionaria’’ della borghesia nessuno rammenta il connubio fra neoconservatori e neonazisti nord-americani? Chiesa, Fusaro e l’ex bombarolo Maurizio Murelli conoscono il razzista David Horowitz? Si tratta di un delatore della lobby israeliana:

‘’Stati Uniti: in un annuncio pubblicato il 24 aprile scorso sul New York Times, il noto razzista David Horowitz stila una lista di docenti di diversi colleges americani accusandoli di istigazione all’omicidio di bambini ebrei (si cita l’episodio di Tolosa),  e paragonando gli attivisti del movimento per il boicottaggio di Israele (BDS) ai responsabili dell’Olocausto; 148 docenti universitari firmano una lettera di protesta contro questa “lista di proscrizione”,  ma il giornale si rifiuta di pubblicarla:

qui l’annuncio di Horowitz:
http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/new-york-times-ad-accuses-bds-movement-college-professors-inciting-murder-jewish

qui la notizia e il testo della lettera (respinta) dei 148 docenti  all’editore del New York Times:
http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/148-professors-sign-letter-objecting-new-york-times-nazi-ad-paper-refuses-run-it?utm_source=EI+readers&utm_campaign=6c66c32737-RSS_EMAIL_CAMPAIGN&utm_medium=email

Sul sito di IJAN (International Jewish Anti-zionist Network)  analoga  petizione di protesta contro la strumentalizzazione dell’Olocausto, con l’elenco dei firmatari:
http://hosted.verticalresponse.com/385137/12ff5c380e/1473000383/d42269d34d/’’ 2

 

Bisogna chiudere le porte a Soros, ma guai a strizzare l’occhio agli altrettanto criminali – perchè di criminali si tratta, non ci sono dubbi – Horowitz e Netanyahu. Il nazionalismo territoriale israeliano è uno dei nemici peggiori per le forze antimperialiste, quindi l’Alt Right è anch’essa in cima alla piramide imperialista. Chiesa preferisce far finta di non sapere per mero opportunismo politico, Fusaro ed il neofascista Murelli non l’hanno mai saputo.

Lo stesso Dugin, al contrario di quello che scrivono i media, non ha nulla a che vedere con il ‘’conservatorismo illuminato’’ di Putin. L’ideologo russo negli anni ’90 si dichiarava fascista mentre Putin ‘’è un ex funzionario del KGB, alieno al marxismo, seppur stalinizzato’’ 3. Da dove viene Dugin: ‘’Dugin inizia la sua gavetta da filosofo nei circoli “magico esoterici” promossi, segretamente, dagli Usa; la storia del Dugin filosofo, negli anni ’80 e ’90, non trova altra necessità che l’antisovietismo. Il leader russo sostiene che “un mondo unipolare è non soltanto inaccettabile, ma anche irrealizzabile nel mondo attuale”, criticando “il disprezzo sempre più grande per i principi del diritto internazionale”dell’imperialismo statunitense; per il teorico eurasiatista, al contrario, la forza è una componente necessaria sia nella gestione dei conflitti interni che su scala internazionale’’. Nell’articolo ‘’Dugin: il nuovo Rasputin fra occultismo, neonazismo e fondamentalismo religioso’’ spiegavo che:  ‘’Il pensiero di Dugin non deve essere scisso dal nucleo metafisico del ‘’nazismo magico’’ – Rosenberg, Evola, Renè Guenon –  solo con questa base metodologica possiamo comprendere le ragioni del ripudio della democrazia tipico del pensiero conservatore russo (ma anche statunitense) ed anti-socialista: “Abbiamo avuto una dittatura liberale, quindi la prossima dittatura sarà illiberale. Abbiamo avuto una dittatura sovietica, ma ora è passata. Quale sarà la prossima? Indovinate la terza“’’. Questo teorico reazionario fa l’offeso quando gli storici fanno notare le sue antiche simpatie naziste eppure, egli stesso negli anni ’90, scriveva: ‘’Storicamente, il fascismo puro e ideale non ha mai avuto realizzazione diretta. Nella pratica, i problemi essenziali della presa del potere e della messa in ordine del sistema economico obbligarono i leader fascisti – Mussolini, Hitler, Franco e Salazar – ad allearsi con i conservatori, il nazional-capitalismo dei grandi proprietari e dei capi d’azienda. L’anticomunismo fanatico di Hitler, il capitalismo tedesco rianimato, costò alla Germania la sconfitta contro l’URSS, e credendo all’onestà del re (portavoce degli interessi della grande borghesia) Mussolini fu consegnato nel 1943 dai rinnegati Badoglio e Ciano, che gettarono il Duce in prigione e fra le braccia aperte degli americani’’ 4. Una posizione eclettica, successivamente rinnegata in nome della ‘’quarta teoria politica’’. Ciononostante, il novello Rasputin si ostina a frequentare circoli neofascisti, non va oltre. Il suo orizzonte è quello dei reazionari nazionalisti e, naturalmente, capitalisti. Che ci fa Giulietto Chiesa con questa gentaglia? Il narcisismo fa, molte volte, bruttissimi scherzi.

L’organizzatore di questi eventi, compreso quello con Fusaro, è Maurizio Murelli, ex militante neofascista, forse un tempo con insospettabili simpatie atlantiche, ed ideologo tanto confusionario quanto inconcludente. Murelli ignora i legami di Aleksandr Dugin col neonazista Richard Spencer, ideologo dell’Alt Right, che mise sullo stesso piano, dandone un giudizio positivo, sionismo e nazionalismo bianco. Certo, White Power e White Zionism sono due facce della stessa medaglia, ma l’ipocrita Spencer sembra andarne fiero; un nazista per Netanyahu (dove sarebbe l’incoerenza?). Adesso si può benissimo essere antisemiti e sionisti, proprio come lo era Julius Evola, mentore di questi ‘’filosofi’’ e politicanti da quattro soldi poc’anzi menzionati, l’importante è non mettere in discussione la base economica della società. Il neofascismo cambia pelle, si va americanizzando, rivolgendo contro Pechino gli strali dell’architetto del caos, Steve Bannon. Quali sono i legami politici di Dugin e Maurizio Murelli col fondatore di Breitbart? La domanda chiave, a mio avviso, dovrebbe essere questa. I nazistelli di CasaPound diventeranno, al bisogno, i volenterosi picchiatori dell’Alt Right statunitense?

L’’’ex antimperialista’’ Giulietto Chiesa andrà a dialogare coi picchiatori di CasaPound riconoscendo nei neofascisti e nell’Alt Right degli interlocutori ‘’rispettabili’’. Dugin segue Bannon, cercando di compattare una ipotetica ‘’destra alternativa’’ italiana. Chiesa e Fusaro hanno dimostrato un’ imperdonabile debolezza di fronte al nazionalismo imperialista, contribuendo ad un progetto – sicuramente minoritario rispetto all’imperialismo liberale – colonialista ed esplicitamente razzista.

Chi combatte contro i mostri (in questo caso la borghesia e l’oligarchia neoliberista) deve stare attento a non disumanizzarsi. La bussola deve restare quella della solidarietà di classe e dell’internazionalismo (che non ha nulla a che vedere con l’attuale neo cosmopolitismo delle elite capitaliste dominanti). Questa deve essere la linea rossa non negoziabile. Il neofascismo è parte integrante dell’imperialismo occidentale, cedere a CP significa, fra le altre cose, sporcarsi le mani col sangue dei popoli coloniali.

Un tradimento imperdonabile.

http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2016/07/l11-settembre-saudita-di-giulietto.html

http://contropiano.org/news/aggiornamenti-in-breve/esteri/2012/05/03/le-liste-di-proscrizione-dei-razzisti-israeliani-08545

http://www.linterferenza.info/esteri/dugin-rasputin-fra-occultismo-neonazismo-fondamentalismo-religioso/

http://xoomer.virgilio.it/controvoce/fascismoimmenso-dugin.htm

3 commenti per “La (triste) parabola di Giulietto Chiesa

  1. Lord Attilio
    8 giugno 2018 at 16:41

    L’idea di Chiesa di andare con Cesso Pound è una grandissima cazzata, ma da qui a vederlo prono all’Alt Right aspetterei un attimo. Ricordiamoci che pur con tutti i suoi difetti ha sempre fatto un’informazione che in confronto ai veri servi di Usraele, (Corriere, Repubblica, Busiarda ecc.) è oro colato. Per cui vediamo di non buttarci sulle solite polemiche che certificano solo il settarismo e l’incapacità di vedere oltre un certo orizzonte limitato.

    (Tra l’altro già la solita Rete dei Comunisti ha fatto questo errore in passato: http://www.retedeicomunisti.org/index.php/interventi/765-caro-giulietto-chiesa-fascisti-e-lega-non-sono-nostri-compagni-di-strada)

  2. Giovanni
    8 giugno 2018 at 17:49

    Nell’articolo precedente Zecchinellli ha scritto:

    “L’Alt Right ‘’yankee’’ è, in questo momento specifico, il nemico principale.”

    Ora scrive:

    “Soros resta il nemico principale, ma l’Alt Right potrebbe rovesciare le sorti di uno scontro alquanto incerto”

    La situazione è difficile e molto delicata ma così si dice tutto ed il contrario di tutto.

    Se se ritiene che non sia possibile identificare un nemico principale lo si dica, senza eleggere prima l’uno e poi l’altro a tale ruolo in una spasmodica ricerca di certezze che si rivelano molto precarie.

  3. Giuliano
    10 giugno 2018 at 13:52

    Buona analisi, solo un appunto su Webster Tarpley:

    http://www.bollyn.com/webster-tarpleys-disinfo

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