La servitù volontaria

La candidatura di un personaggio obiettivamente impresentabile come Berlusconi è solo uno specchietto per allodole, uno spauracchio che serve a far digerire anche ai più perplessi l’elezione di un personaggio ancor più impresentabile come Draghi, per chi è in grado di andare oltre le apparenze.
C’è sempre bisogno di un “male maggiore” per far accettare il “male minore”. E, come al solito, in tanti ci cascano.
La verità è che come ci siamo meritati Berlusconi, ancor più oggi ci meritiamo Draghi. Del resto, un popolo che si fa “governare” da questa gente ha perso il diritto di pretendere di meglio.
E’ la famosa “servitù volontaria”. Ne parlava un filosofo purtroppo scomparso in giovanissima età circa cinque secoli fa. Nessun manuale di liceo ne fa menzione e nessuno lo inserisce nei programmi annuali. Io ho scelto di farlo.
Draghi incassa il via libera di Conte e Berlusconi. Il Pd chiede buonsenso  al M5S - Gazzetta del Sud

2 commenti per “La servitù volontaria

  1. Giuseppe Casamassima
    15 gennaio 2022 at 12:55

    Gli antichi Ateniesi cacciarono via Temistocle dopo che aveva salvato la patria, per paura che potesse diventare un dittatore. Gli italioti accettano il dittatore Draghi al governo dopo che, in vesti diverse, ha già per due volte distrutto l’Italia.
    Detto questo, mi trovo perfettamente d’accordo con l’analisi di Fabrizio Marchi. Questa occulta strategia del male peggiore/male minore, recitata per abbindolare le masse, è una dimostrazione del grado farsesco della “democrazia” capitalistica.

  2. Enza
    16 gennaio 2022 at 11:42

    Étienne de La Boétie, con il suo trattattello ha, da qualche anno, conosciuto una discreta fortuna. Fai bene tu a proporlo ai tuoi studenti.
    Purtroppo, come popolo, siamo avvezzi a sottometterci a qualcuno. Non siamo i soli, ma noi, storicamente, appariamo più propensi.
    Mussolini ottenne il consenso di una pletora di accademici italiani, con poche eccezioni, a parte il “popolino” che lo osannava.
    Per i due Berlusconi o Draghi, mi viene in mente la storia dei sopravvissuti delle Ande( morire o cannibalismo). Ma anche il più semplice buttarsi dalla finestra o perire nell’incendio della casa.

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