L’Alt right fra sionismo, neonazismo e lobby gay

Il movimento antiglobalizzazione ‘’di destra’’ è una delle più grandi truffe ideologiche degli ultimi trent’anni. L’Alt right non propone nessun processo di deglobalizzazione. Si tratta, al contrario, di un ripiegamento sugli Stati etnici ed imperiali in alternativa all’imperial-globalismo dei liberal-imperialisti. La “Sinistra Imperiale” vuole imporre la società dei consumi puntando sulla americanizzazione del nostro immaginario, un processo che lo studioso marxista James Petras ha chiamato “colonialismo convenzionale culturale”; l’Alt right replica contrapponendo gli Stati etnici e ciò che Tariq Ramadan ha chiamato la “israelizzazione del senso comune”. Le stesse lobby di fronte alla Sinistra Imperiale e all’Alt right – uno scontro tutto interno alle oligarchie neoliberiste – si dividono: la lobby dei gay, impregnata di islamofobia, si sta spostando verso questa ‘’nuova’’ destra xenofoba e razzista. Cerchiamo di analizzare le due correnti che connotano la lobby sionista e quella lgbt per inquadrarle meglio.

 

La lobby sionista: nazionalisti e cosmopoliti

Il sionismo si divide fra i sostenitori della cosiddetta ‘’Grande Israele’’, che prevede la distruzione di vari Stati arabi e – dall’altro lato – gli aderenti alla lobby (sionista) anglostatunitense la quale, a volte anche in contrasto con gli interessi nazionalistici israeliani, punta a consolidare il dominio della elite globalista contro il blocco capitalistico euroasiatico e l’alternativa multipolare. Netanyahu e Trump sono due esponenti della prima tendenza, la Clinton e Soros della seconda. La “Sinistra Imperiale” fa il gioco del clan Clinton in quanto russofoba, l’Alt right guarda al modello repressivo israeliano; lo Stato etnico che ogni neonazista sogna.

Questo spiega molte cose: (a) la sionizzazione dei movimenti neofascisti europei e statunitensi oramai – comprese alcune fazioni del Ku Klux Klan – passati interamente dalla parte della destra sionista; (b) i proclami di fedeltà, tanto della Clinton quanto di Trump, all’AIPAC, definita da Gilad Atzmon ‘’l’Olimpo americano dove i mortali eletti negli Stati Uniti vanno a chiedere grazia, perdono per essere goy e un po’ di contante’’; (c) i grandi finanziamenti che i candidati alle presidenziali Usa ricevono da singoli capitalisti pro-Israele. Atzmon ha ragione: il sionismo è una rete di dominio globale antidemocratica basata sul ricatto morale.

 

La lobby dei gay: genderisti ed elite aristocratica

La lobby dei gay è conosciuta per gli sproloqui sulle teorie del gender di cui i suoi sostenitori hanno perfino vergogna a parlare. I ‘’genderisti’’ vorrebbero imprigionare gli uomini in ruoli femminili negando di fatto le reali contraddizioni della società capitalistica. Tutto viene ridotto ad un conflitto fra sessi, con i maschi demonizzati nel ruolo di eterni violenti e stupratori, e masse popolari “femministizzate” e spogliate della coscienza di classe. Il clan Clinton e lo speculatore Soros hanno finanziato, negli Usa ed in Europa, molti movimenti lgbt veicolando la propaganda russofoba ed iranofoba. Una vergogna poco denunciata dalla stessa sinistra, ridotta a cartelli elettorali e nulla più.

Una parte, neanche tanto minoritaria, della lobby dei gay, ha ripreso la propaganda del neonazismo Usa ispirato al fondatore delle Squadre d’Assalto, Ernest Rohm; il ‘’femminismo’’, per questi gay, è qualcosa da eliminare con la forza. Secondo il loro inquietante pensiero, i ‘’nazionalsocialisti’’ avrebbero il compito di creare una elite aristocratica, militarista ed omosessualista, in grado di dominare il mondo.

Il Femminismo Imperiale è corresponsabile della morte di milioni di donne musulmane, africane ed asiatiche, ma la lobby dei gay neonazisti ha le stesse posizioni razziste dell’Alt right fino a diventarne una componente fondamentale. L’Alt right tiene insieme le fazioni più rozze della lobby sionista e della lobby dei gay, sfociando nel razzismo del Ku Klux Klan ‘’made in Israel’’ e nella perversione dei bordelli animati da gigolò di estrema destra.

Il Femminismo Imperiale ha mandato in rovina milioni di proletari statunitensi ed europei ma l’Alt right con i suoi gay razzisti sposa le politiche neoliberiste di Steve Bannon, un banchiere che vorrebbe declinare il neoliberismo in termini nazionalistici. Il capitalismo genera mostri e soltando l’unità del proletariato – prescindendo dalle differenze sessuali ed etniche – può abbatterlo gettando Sinistra Imperiale, Neoconservatori ed Alt rigt, come diceva Trotsky, ‘’nella spazzatura della storia’’.

La doppia morale dell’estrema destra è irritante e mette in risalto tutta la sua ipocrisia; per anni i politici conservatori hanno sviscerato inaccettabili pregiudizi omofobi nelle piazze ma nello stesso tempo questi loschi politicanti non disdegnavano i bordelli gay. Jean-Claude Poulet-Dachary, che fece vincere le elezioni municipali di Tolone al Fronte nazionale negli anni ‘90, aveva una doppia vita nei locali gay. Uno schifo nemmeno tanto nascosto. L’Alt right è simile in tutto e per tutto: razzismo di giorno e bordelli gay di notte.

Fonte foto: https://instereotype.wordpress.com/

 

La lobby dei gay passa con l’Alt rigt ed i neonazisti

I movimenti dei gay si stanno progressivamente spostando a destra non in funzione ‘’antiglobalizzazione’’ ( nessun gay di destra leggerebbe Alain Soral ) ma accentuando il loro razzismo islamofobo ed antimigranti. Il loro disprezzo verso una auspicabile politica anti-razzista d’integrazione sta a dimostrare quanto reazionaria sia la lobby pro-Gay, del tutto funzionale al sistema capitalista versione nazionalista. Una parte dei gay israeliani, vicini al neonazismo esplicito dei coloni, frequenta i bordelli di Tel Aviv dove – come molti giornalisti hanno documentato – alcuni soldati dell’IDF si prostituiscono per incrementare i loro guadagni.

Il leader ‘’populista’’ olandese Geert Wilders è un plutosionista pro-Gay che vanta, in un eccesso di servilismo al Likud, addirittura origini ebraiche. Leggiamo:

‘’Prima di frequentare l’università, il leader populista ha viaggiato per il Medio Oriente e, in particolare, in Egitto, Siria e Iran. “Giunto in Israele nei primi anni ’80 – racconta O’Leary – come un adolescente con la testa di un bohémien, ha speso tutti i suoi soldi in una settimana e si è messo a raccogliere peperoni e meloni in un moshav nella valle del Giordano. È rimasto lì più di un anno. È stato l’inizio di un’infatuazione, che dura da tutta vita, con il Paese che ora vede come la frontiera di una lotta tra la barbarie e la civiltà”.’’

‘’Per le sue dure posizioni sull’Islam e a fronte di diverse minacce di morte ricevute – a cominciare da Al-Qaeda –Geert Wilders vive costantemente sotto scorta, 24 ore su 24. Nel 2008 ha prodotto un cortometraggio, Fitna, in cui vengono mostrate immagini di impiccagioni, decapitazioni e linciaggi, intervallate da versi del Corano. “I nostri valori si basano sulla cristianità, sul giudaismo, sull’umanesimo. L’Islam e la libertà non sono compatibili. Non posso nemmeno fare una passeggiata o andare al ristorante senza essere scortato, ma non c’è alternativa – ha confessato a Usa Today – se moderassi la mia opinione, le persone che minacciano la nostra democrazia vincerebbero. E io non lo consento”.’’

‘’Pim Fortuyn, un politico conservatore di Rotterdam apertamente gay, negli anni ’90 divenne celebre per le sue posizioni antislamiste, euroscettiche ma laiche e a favore dei diritti civili. Quando Fortuyn fu assassinato da un ambientalista nel 2002, Wilders ne raccolse in un certo senso l’eredità politica.’’ 1

Molti neocon sono passati con l’Alt right come ad esempio David Horowitz, il teorico della ‘’guerra permanente’’. Un personaggio, cinico e senza scrupoli, come David Horowitz è addirittura più pericoloso dello squalo Soros, il quale rischia di essere ben poca cosa in confronto alla dichiarazione di guerra parafascista che Horowitz ha rivolto alle forze di sinistra senza distinguere fra liberali, socialisti e marxisti; Horowitz odia l’Islam e la sinistra, vuole distruggerli e per farlo ha creato una rete neonazista globale. Questo guerrafondaio ha finanziato Wilders; per cosa? I dettagli sono inquietanti ed un articolo pubblicato sul giornale Il Fatto Quotidiano ha il merito di rivelarceli:

‘’Intreccio di legami e interessi tra Usa e Olanda che ha il suo punto di collegamento in David Horowitz: ex esponente dell’estrema sinistra statunitense, cresciuto in una famiglia comunista, oggi scrittore convertito all’ultraconservatorismo e capo della David Horowitz Freedom CenterHorowitz ha contatti e una certa influenza all’interno della Casa Bianca, tanto da aver ispirato il progetto di riforma scolastica della nuova amministrazione. Allo stesso tempo, dona ingenti somme di denaro al partito di Geert Wilders, con la speranza che il partito populista trionfi alle prossime elezioni, innescando un effetto domino in vista dei prossimi appuntamenti elettorali in FranciaGermania e Bulgaria. Con conseguenze imprevedibili sulla tenuta dell’Unione europea.’’

‘’Non solo un appoggio economico e politico in vista delle elezioni olandesi del 15 marzo. David Horowitz è stato il primo ad aver portato Wilders oltreoceano già nel 2009, quando il suo nuovo partito era nato da appena tre anni e i primi risultati importanti si erano visti solo alle elezioni olandesi per il Parlamento EuropeoWilders incarnava tutto ciò che Horowitz cercava e non trovava tra i Repubblicani fino, a suo dire, all’arrivo di The Donald sulla scena politica americana: aggressività, slogan di fuoco e una forte repulsione per immigrati e musulmani. Nel 2009, il leader politico olandese che parla dell’Islam come di “un’ideologia, non una religione, come il nazismo”, e paragona il Corano al Mein Kampf di Adolf Hitler rappresentava per Horowitz un esempio da mostrare alla destra statunitense.’’

‘’Queste cifre sollevano più di un dubbio sulla legittimità dei pagamenti in favore del partito di estrema destra. Innanzitutto, come riporta The Intercept, mostrando la dichiarazione dei redditi del David Horowitz Freedom Center per l’anno 2014, nei documenti non c’è traccia dei 18 mila euro stanziati per “Amici del Pvv”, la fondazione che raccoglie le donazioni destinate al partito olandese. Inoltre, non potendo finanziare direttamente i partiti politici, c’è da capire perché il centro di Horowitz abbia stanziato circa 150 mila euro in tre anni in favore del Pvv: soldi necessari a sostenere le spese legali del leader populista e non a finanziare la sua attività politica, dicono.’’

 

Gilad Atzmon ha ragione: il sionismo è una rete globale del terrore e nel caso di Horowitz assume caratteristiche palesemente naziste. Quanti gay ha al suo interno l’Alt right? Non pochi, e forse questi invasati, con la bandiera dello ‘’Stato pazzo’’ di Israele, vorrebbero creare, per conto di Netayahu, delle nuove Squadre d’Assalto hitleriane. Il gay islamofobo di destra Milo Yannopoulos sarà il nuovo Ernest Rohm? Quest’ultima battuta è fantasiosa, le S.A. furono una tragedia reale mentre Yannopoulos è soltanto uno sciocco in preda a deliri schizofrenici. Dall’altro lato, l’Asse paranazista Horowitz – Alt-right – Lobby dei gay è una minaccia portata avanti da personaggi tanto disgustosi quanto accreditati dai signori della guerra. La lobby dei gay si è alleata con i sionisti e i neonazisti, e la verità non può essere più taciuta. Tutti quelli che stanno con i guerrafondai devono essere riconosciuti e isolati.

http://www.occhidellaguerra.it/il-populismo-di-wilders-anti-islam-e-gay-friendly/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/12/olanda-verso-il-voto-i-soldi-dagli-usa-di-trump-allestrema-destra-di-wilders-tutto-passa-da-horowitz-amico-di-bannon/3444945/

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Milo Yannopoulos

Fonte foto: https://www.vice.com/it

 

 

1 commento per “L’Alt right fra sionismo, neonazismo e lobby gay

  1. paolo calvo
    19 marzo 2017 at 7:40

    Un articolo straordiario, una analisi a me sconosciuta…
    Paolo Calvo

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