L’ansia da contraddittorio

Non si placano le polemiche per l’intervista al Ministro degli Esteri russo Lavrov.
Senza contraddittorio si dice.
Il contraddittorio sarebbe rappresentato, nell’idea comune di giornalismo e buona televisione, da quello schiamazzo compulsivo composto da raffiche di botta e risposta, tipico delle risse calcistiche. Stratagemma per incalzare il pubblico con coazioni a ripetere di concetti elementari da anteporre al ragionamento. Arbitrato, il contraddittorio, da vedette televisive che vogliono scandire i tempi della confusione nell’agio portato dal pettegolezzo politico.
Al contrario avremmo tutti bisogno di tante interviste pari a quella di Lavrov. Senza alcuna interruzione. A cui far seguire dibattiti. Con interpretazioni ragionate e discorsi ponderati. Tutto con pazienza e lunghezza, con intellettuali profondi e segretari di partito che si sforzano di uscire dall’ansia di controbattere. Partiti che si smarcano dall’attrazione per i sondaggi o per la parola ad effetto.
Solo così potrebbero emergere le reali intenzioni, e si smaschererebbero le ideologie sottese a determinate affermazioni. Solo con discorsi di ampio respiro.
Al contrario il ring si divide in squadre posticce, artefatte, con casacche precostituite che giocano alla spettacolarizzazione impolitica della democrazia.
Che democrazia non è più da tempo.

Le molte critiche all'intervista a Sergei Lavrov - Il Post

Fonte foto: Il Post (da Google)

4 commenti per “L’ansia da contraddittorio

  1. gino
    4 maggio 2022 at 17:25

    ma quale lunghezza? il problema é proprio che si parla troppo.
    40 anni fa l´epopea del liberismo, “libertá di parola e di opinione” (e di sparare fesserie). poi l´epopea della “civiltá della comunicazione” in cui la parola é tutto, manco fossimo sciamani di antiche tribé che usano la “magia simpatica” (= si NOMINA una cosa e questa esiste). e cosí i media trasmettono solo “appagamenti di desiderio” in senso freudiano, le fucine della malattia mentale.
    ma qualcuno ha deciso di vedere il bluff e ora la parola ai materialissimi missili contro le parole. la parola a darwin.

  2. armando
    5 maggio 2022 at 19:10

    Condivido, ovviamente, il discorso sullo schiamazzo televisivo, ben diretto ad arte, contrabbandato come contraddittorio. Nel merito però di quanto detto da Lavrov ho alcune obiezioni che mi fanno pensare che sulla comunicazione , i russi, alti gradi inclusi, siano proprio dei nani. Mi riferisco alle affermazioni sulle origini ebraiche di Hitler, da cui il parallelo con l’ebreo Zelensky. A parte il fatto che non ci sono prove di quelle origini di Hitler, ma solo voci e/o qualche indizio non verificato e quindi è da considerare come cosa non vera, che bisogno aveva di tirare in ballo un argomento che, giustamente e inevitabilmente ha provocato la reazione di Israele? E perchè impelagarsi su un tema così scottante e delicatissimo, prestando il fianco a critiche durissime? Non è importante se Zelensky sia ebreo o meno, e neanche se consideri se stesso nazista o simpatizzante tale. Contano i fatti, inoppugnabili, e su quelli Lavrov avrebbe dovuto insistere, chiedendone conto a coloro che considerano Zelensky un eroe e martire della democrazia: 1)Proprio lui, di famiglia ebraica, ha sdoganato, utilizzato e soprattutto integrato nella struttura militare e politica dell’Ucraina, organizzazioni e personaggi fieramente, platealmente e orgogliosamente nazisti senza se e senza ma. Perchè lo ha fatto? Cosa significa? 2) Proprio lui, di famiglia ebraica, ha riabilitato, con tanto di festa per il suo genetliaco, Stepan Bandera, il nazionalista filonazista che combattè a fianco dei nazionalsocialisti hitleriani in odio ai sovietici. 3)Proprio lui, di famiglia ebraica, ha fatto dell’Ucraina una specie di supermercato , con tanto di tariffari ufficiali, di pratiche antiumane e schiavistiche (Uteri in affitto, Gpa, ecc) il cui sbocco inevitabile sarà (e forse è già) una forma nuova, aggiornata e ” democratica”, di eugensimo; una teoria e una pratica ben conosciute dai nazisti, sebbene in forme “rozze” e non raffinate come le attuali “progressiste” e “liberal”. Sarebbe bastato per far arrossire di vergogna gli esaltatori di Zelensky quale eroe dei valori dell’occidente democratico e liberale, ammesso e non concesso che costoro siano ancora capaci di provare quel sentimento, la vergogna, che indica la presenza di coscienza morale e/o etica.

    • Giulio Bonali
      6 maggio 2022 at 8:34

      Molto ben detto!

      Sia per quanto riguarda le frequenti gaffes dei governanti russi (anche se a casa loro, che é ciò che più conta, data la monumentale impopolarità degli arnesi locali dell’ imperialismo americano fanno molto meno danno che qui in Occidente); sia per quanto riguarda il fatto che l’ essere Ebrei ovviamente non é una garanzia di non essere nazisti (come pretendebbero i nazisti e i filonazisti “nostrani”, per esempio i nemici del popolo “da trattamento alla Robespierre-Stalin”, del PD per millantare una pretesa pseudovergintà democratica al criminale regime di Kiev).

      Dissento solo sulla “giustezza” della reazione di Israele, dato che non ho alcuna considerazione (se non in termini di rapporti di forza con nemici mortali dei quali é necessario tenere adeguatamente conto al solo scopo di combatterli meglio, più efficacemente) di quel che possano pensare su questo ed altro sionisti e Israeliani.

    • ndr60
      6 maggio 2022 at 11:51

      Anch’io non ho capito il riferimento a Hitler: Lavrov ha una grande esperienza, ed è difficile che non abbia pensato alle conseguenze di una simile affermazione, oltretutto considerando le contraddizioni della figura di Zelensky.
      E’ anche vero che i media occidentali hanno dimostrato in abbondanza che, se non possono attaccare qualcuno, semplicemente lo ignorano.

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