Le inquietanti origini della lobby gay

Un mito della propaganda lgbt è la contrapposizione fra nazismo ed omosessualismo, essendo l’omosessualità antitetica al “bigottismo machista” della dittatura hitleriana. Le cose non stanno così. Hitler coltivò una elite di feroci nazionalisti omosessuali che celebravano il culto della virilità.

La cultura pre-nazista preparò la matrice ideologica dell’omosessualismo hitleriano, basti pensare allo scrittore antisocialista Karl Heinrich Ulrichs, più volte messo alla berlina da Marx ed Engels, oppure al testo Sesso e carattere di Otto Weininger dove vennero gettate le basi del lobbismo gay e dell’antisemitismo neocolonialista. Secondo Weininger il grado di emancipazione di una società si misura dalla ‘’maschilizzazione delle elite’’, mentre l’ebreo è per sua natura ‘’donna’’ quindi ‘’spiritualmente inferiore’’. Il suo libro è un vero e proprio delirio ideologico. Leggiamo: ‘’L’uomo ha impegnato la sua parte migliore per l’uomo. Il nostro spirito più essenziale, superabbondante, più puro e le migliori performance di noi stessi nascono in un modo o nell’altro sotto la luce di un uomo superiore che li ha stimolati’’ 1. Molto tempo dopo la Lobby dei gay sostituirà l’antisemitismo con l’islamofobia appoggiando l’imperialismo israeliano nella impunita pulizia etnica della Palestina storica.

Questa ideologia partorì le milizie gay dei Männerbünde, omosessuali cultori dell’autorità, della gerarchia e di uno dei miti dello Stato nazionalista (e capitalista): l’eroe maschile. I Männerbünde si unirono alle Squadre d’Assalto di Hitler macchiandosi di numerosi crimini. Lo storico Stefan Zweig scrive che durante i primi anni della dittatura nazista: “Berlino si trasformò nella Babele del mondo. Bar, parchi di divertimenti e pub.. il sabba si scatenò quando i tedeschi riversarono sulla perversione tutta la loro veemenza e il loro amore per la metodicità. Ragazzi truccati, i fianchi messi in rilievo dalla vita assottigliata ad arte… Ogni studente di liceo desiderava raggranellare qualche soldo (praticando la prostituzione maschile) e nei bar si potevano vedere pubblici funzionari e magnati della finanza adescare senza vergogna marinai ubriachi. Neppure la Roma di Svetonio conobbe orge pari ai balli dei travestiti a Berlino, dove centinaia di uomini in abiti femminili e donne vestite da uomo danzavano davanti agli occhi indulgenti della polizia… una sorta di pazzia parve cogliere la classe media’’ 2. Fu il gay di estrema destra, il razzista Edmund Heines, a far diventare le ‘’camicie brune’’ la divisa ufficiale delle S.A. dando a questa organizzazione terroristica una immagine cupa e di sopraffazione.

Un gruppo di SA, sulla destra Karl Ernst, ex-buttafuori di locali gay berlinesi

 

Molti uomini vicinissimi ad Hitler erano gay ed il più importante era Ernest Rohm, organizzatore dei gruppi paramilitari del Partito dei lavoratori tedeschi poi Partito nazionalsocialista tedesco. Si trattava di una idea aristocratica ed antipopolare basata sul governo di una ‘’elite gay’’ coerentizzata da alcuni (pseudo)scrittori di estrema destra. Nel 1912 Hans Bluher scrisse il saggio Il movimento tedesco dei Wandervögel come fenomeno erotico in cui viene descritto l’indottrinamento omosessuale fra i giovani. Questa elite ‘’paramilitare’’ dopo il 1918 si macchierà di numerosi eccidi di operai esaltando il militarismo prussiano ed il suprematismo razziale. Le milizie gay si sporcheranno le mani del sangue degli operai berlinesi che, sotto la guida di Rosa Luxemburg, rivendicavano il Comunismo dei Consigli. L’omosessualismo, da oltre un secolo, è una ideologia di destra, profondamente reazionaria ed antipopolare. La Lobby dei gay nasce proprio in quel drammatico momento storico.

Nella Germania pre-hitleriana i kapò di quella che sarà la terribile dittatura nazista si dilettavano – quando non massacravano i militanti di sinistra – nei locali gay berlinesi dandosi al libertinaggio e alla prostituzione maschile.

Che tipo di omosessuale era il gay delle Squadre d’Assalto? Si trattava di un uomo prigioniero di un mondo senza donne, fatto di culturismo, marce e violenza. Mentre il gay ‘’destroide’’ di Ulrichs è una donna prigioniera in un corpo maschile – Ulrichs utilizzerà la definizione catastrofica ‘’terzo sesso’’ – l’omosessuale nazifascista è un uomo che disprezza le donne, indotto all’irrazionalismo derivante da miti senza senso e volgari sproloqui nazionalistici. Queste due fazioni della Lobby dei gay sono ancora in vita soprattutto negli Usa.

Dopo il 1934 ed il massacro della ‘’Notte dei lunghi coltelli’’ la situazione si rovescerà e gli omosessuali verranno imprigionati, torturati e castrati dalla dittatura nazista. Il Codice Penale del 1935 ne dispose l’internamento e nel 1942, quando Goebbels lanciò la ‘’guerra totale’’, i gay vennero internati nei lager e sottoposti ad un regime schiavista e razzista che, a moltissimi malcapitati, non lasciò scampo.

Nonostante tutto molti collaborazionisti furono omosessuali tanto da spingere lo scrittore antifascista francese, Jean Guéhenno, a dire: ‘’Problema sociologico: perché tanti omosessuali tra i collaborazionisti?’’. Se i gay venivano anch’essi schiacciati così come le masse impoverite dalla guerra inter-imperialista, l’omosessualismo rimaneva un rito di iniziazione della ‘’massoborghesia’’ ( Gramsci ) e della elite aristocratica. Non è un caso che Usa ed Israele abbiano mutuato una parte della ideologia perversa del nazismo, sia nel campo dei costumi che del razzismo eugenetista. Tel Aviv è la patria del ‘’genderismo omosessualista’’ ma anche una delle città più razziste del mondo, con il governo israeliano impegnato in un mostruoso progetto di pulizia etnica e di massacro etnico e religioso nei confronti del popolo palestinese.

Erano omosessuali gli scrittori nazisti Robert Brasillach e Pierre Drieu La Rochelle; lo stesso ideologo dei terroristi neonazisti di Ordine Nuovo. Julius Evola, passato dall’apologia dello sterminio hitleriano all’ esaltazione del sionismo e dei crimini israeliani, era solito allungare le mani sui giovani allievi. Lo scrittore di estrema destra Maurice Sachs abitò, per un certo periodo di tempo, in un bordello gay ed il suo comportamento politico era così ambiguo che l’anarchico antifascista Moreno Marchi lo definì: “truffatore, perdigiorno, scroccone, ladro, fallito, abietto e malvagio delatore omosessuale, alcolizzato ed ebreo convertito, ex seminarista e collaboratore della Gestapo’’. La Lobby dei Gay, prima di passare armi e bagagli dalla parte della “Sinistra Imperiale” con la tesi balorda sul ‘’terzo sesso’’, si afferma a destra aderendo al fascismo ed al nazismo. Una storia sconosciuta nonostante qualche storico abbia provato ad entrare nel merito, scomodo, scomodissimo per molti opportunisti.

 

Neonazismo e mondo gay

Il capo incontrastato del neonazismo statunitense, Michael Kuhnen, fece pubblicare nel 1986 un libro intitolato Nazionalsocialismo ed omosessualità in cui esaltava la tradizione omoerotica all’interno dello Squadre d’Assalto. Secondo questo neonazi il Quarto Reich doveva essere fondato da una elite gay, antiborghese ma anche profondamente razzista e filocolonialista. Il modello politico tornava ad essere il ‘’nazismo di sinistra’’ di Rohm e dei fratelli Strasser mentre il nazismo successivo al 1934 venne accusato d’essere borghese e di conseguenza omofobo. Un delirio senza senso dato che le S.A. rivolsero la loro ferocia contro i lavoratori e i ceti popolari già umiliati dall’imperialismo franco-inglese.

Michael Kuhnen era molto amico del neofascista francese Michel Caignet, protagonista di una campagna diffamatoria ai danni del giornalista radicale Thierry Meyssan – omosessuale ed amico personale dell’ex presidente iraniano Ahmadinejad – conclusa con la condanna, in sede processuale, di Caignet. Meyssan ha dedicato un ottimo articolo ( como sempre ) al tema ‘’nazismo ed omosessualità’’ in cui ricorda l’accaduto:

‘’À partir de 1989, j’ai régulièrement et vainement saisi le Parquet et le ministre de l’Intérieur des agissements de cette organisation de malfaiteurs. Paul Quilès étant ministre de l’Intérieur, un membre de son cabinet m’a indiqué de vive voix que Michel Caignet ne serait pas inquiété, ni pour ses activités néo-nazies, ni pour ses activités pédophiles, car il savait ” rendre des services “. Devant mon obstination et celle de mes amis, Michel Caignet intenta une campagne de presse et diverses machination contre moi. Il fut en définitive condamné en diffamation à la suite d’une action intentée par mon avocat, Maître Antoine Comte’’ 3. Il Partito Nazionalsocialista statunitense si connota come una sorta di ‘’grande partito dei gay islamofobi e razzisti’’; la destra della Lobby dei gay, ora impegnata ad appoggiare Donald Trump.

I locali gay frequentati dai neonazisti ci mostrano delle immagini raccapriccianti, figli, non sempre riconosciuti, di una società capitalista ormai in decomposizione.

E le stesse compertine dei giornali pro-Gay sono simili a quelle dei giornalacci dei neonazisti. Il capitalismo non ha più nulla da offire se non depravazione.

Il mondo gay vanta molti attivisti per i diritti civili ma l’origine della Lobby dei gay – ora vergognosamente schierata con la guerrafondaia Clinton – è a molti sconosciuta. I sinceri democratici, che nulla hanno a che vedere con il razzismo islamofobo e sionista sostenuto anche dalla ideologia genderista, sono capaci di prendere atto di queste inquietanti radici storiche di quel potere che cerca di manovrarli?

http://signal-it.blogspot.it/2012/04/nazismo-e-omosessualita.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0_e_cultura_di_destra

http://www.voltairenet.org/article7502.html

 

1 commento per “Le inquietanti origini della lobby gay

  1. armando
    7 marzo 2017 at 12:46

    ottimo articolo. Distinguerei fra omosessualità intesa come inclinazione personale, vissuta come tale con più o meno serenità, dall’omosessualismo come esaltazione della “cultura” (pseudocultura) gay, nelle sue varie forme di machismo che disprezza il femminile o “frocismo” che al contrario vuole (vorrebbe) identificarsi nel femminile. Sono aspetti opposti dell’omosessualismo ma coincidenti nel negare che maschile e femminile sono entrambi essenziali e complementari, nella loro diversità e con tutto ciò che ne deriva, per qualsiasi struttura sociale che non voglia cadere nel totalitarismo, anche quello soft che stiamo vivendo.

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