L’Europa umiliata dall’Unione Europea

I “falchi” erano ben presenti alle origini del baraccone che oggi si chiama Unione Europea. Oltre alla Cia che necessitava di una struttura politica oligarchica che favorisse un controllo più agevole da parte degli spioni americani del Continente, erano già in azione i grossi calibri del liberismo, capitanati da Von Hayek che nel 1949 diede il via all’edificazione della Mont Pelerin Society che in breve diventò un covo di accesi anticomunisti/anti keynesiani.
Dietro la retorica zuccherosa della solidarietà tra i popoli e della pace, l’impostazione liberista era già egemone a Roma nel 1957,nell’accordo tra i “grandi”, impostazione che si libererà strada facendo degli orpelli che ne impedivano il progettato ruolino di marcia. Avremo Maastricht (1992) e dunque Lisbona (2009) e MES ( Meccanismo Europeo di Stabilità2012) dove sul campo rimarrà un solo vincitore: il neoliberismo rinvigorito dal pensiero del grande monetarista Milton Friedman.
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Da Lisbona al MES. Giustamente molti studiosi parlano di “colpo di stato” facendo riferimento alla reazione furiosa dell’oligarchia europea davanti alla crisi del 2007, ma è bene chiarire che le basi di un tale colpo di stato sono state rese possibili alla lontana dal trattato di Roma e nell’immediato dal trattato di Maastricht. Certo è che dal 2009 si avrà una accelerazione contro i residui di sovranità monetaria, contro la democrazia, contro le prerogative dei parlamenti, contro i diritti acquisiti dai cittadini nel lavoro e nello stato sociale, che non esito a definire criminale, essendo in buona compagnia, dato che diversi studiosi ( anche americani) hanno usato questo termine per definire una politica economica così devastante.

Dato che comporterebbe la scrittura di un libro elencare e commentare le malefatte principali dell’Unione Europa ( art. 123 Lisbona; Patto Euro Plus; lettera Olli Rehn a Giulio Tremonti; Six-Pack; MES; Patto politico e fiscale…) puntualizzerò la mia attenzione su due termini: debito pubblico e crisi sul quale le falsità pronunciate da onorevoli, ministri, giornalisti sono state talmente enormi da risultare pacchiane e, miracolo a dirsi, ritenute attendibili da tante “sinistre” e purtroppo dalla maggioranza delle popolazioni europee.

Debito pubblico
Quando per le banche si aprono voragini debitorie interviene lo stato. Negli States e nell’Unione Europea con trilioni di dollari e di euro ( prestiti; a fondo perduto; nazionalizzazioni a tempo; acquisto di titoli spazzatura…). 4,5 trilioni di euro nella sola Ue tra il 2008 e il 2010 1). Lo stato protegge infatti il”rischio calcolato” matematicamente delle banche, reso possibile da leggi ad hoc. La deregolamentazione è infatti un sistema di regole che aprono il campo alla speculazione più spregiudicata in ossequio alle teorie neoliberiste che costituiscono l’asse portante della borghesia finanziaria transnazionale che ha saputo reagire alla crisi di sovrapproduzione e alla relativa stagnazione (connaturata alla formazione sociale capitalistica) con una permissiva e pervasiva finanziarizzazione che l’ha salvata dalla sua crisi causando la crisi economica planetaria.
Ma non è “merito” solo delle banche.Si pensi alla caduta di entrate dovute ai vantaggi fiscali concessi alle grandi imprese e ai cittadini benestanti e al minor gettito fiscale dovuto alla stagnazione economica..
Ma c’è di più. L’articolo 123 del trattato di Lisbona permette alla BCE di prestare denaro alle banche private senza che sia previsto un limite mentre impedisce alla stessa di fare altrettanto con i governi che sono costretti così a ricorrere ai mercati con alti tassi di interesse e a non beneficiare degli interessi all1% di cui usufruiscono appunto le banche private. Sarebbe molto ingenuo pensare che questo articolo indecente che costituisce una mazzata per il debito pubblico non sia stato concepito allo scopo di demolire la credibilità di uno stato e di sfavorire l’intervento pubblico nel sociale, aprendo le porte alle privatizzazioni.
A monte il problema più grosso cui accenno soltanto perché richiede un discorso a parte.
Se un governo dispone di una propria banca e di una propria moneta il debito non costituirebbe lo spaventoso problema di cui parla l’area demente di destra, di centro e di “sinistra”. Costituirebbe lo strumento per arricchire l’economia e la popolazione. Per quanto riguarda il Belpaese dobbiamo ringraziare il politicantume degli anni ’80 e ’90 se ora siamo senza una banca centrale pubblica e senza una moneta “nostra”.

Crisi
Innanzitutto vi è una crisi di sistema, una crisi del capitalismo, una crisi di accumulazione, come si è detto in precedenza, cui l’attuale regime autoritario politico/finanziario ha saputo reagire in modo criminale creando dal nulla ( senza un riferimento all’economia reale) una montagna di titoli che gravano sul pianeta in modo minaccioso ( 30/40 volte superiore al PIL mondiale o forse di più – chi può dirlo?-) Stagnazione permanente con qualche ripresina? Gramsci non era certo un fatalista, come lo sono stati e lo sono tanti marxisti. Senza una strenua e vincente lotta di classe che crei una nuova formazione sociale di transizione, il capitalismo può sopravvivere, sia pure in modo indecente, producendo armi, scatenando guerre per procura, rapinando risorse nei vari “cortili di casa”…
Se facciamo riferimento invece alla crisi del 2007 e al trascinamento ai nostri giorni va precisato innanzitutto che i governi europei erano in parte consapevoli del possibile crollo e con i loro interventi hanno saputo solo aggravarla usando strumenti di economia politica che sono gli stessi che hanno causato la crisi del 2007 e che continuano a perpetuarla, naturalmente attribuendone la “colpa” ai consumi smodati del proletariato e della piccola borghesia che vivevano al di sopra delle loro possibilita e dei loro meriti, agli eccessivi privilegi e sprechi nella sanità e nella scuola pubblica e finanche nei trasporti pubblici, per non parlare dei ritmi blandi e dell’assenteismo dei luoghi di lavoro. E così diritti conquistati con la lotta di classe e con un moderato Keynesismo ( frutto esso stesso della lotta di classe) vengono spazzati via per favorire maggior arricchimento e maggior potere alle classi dominanti 2).
Crisi creata dal Capitale e usata dagli attuali regimi parassitari come strumento di governo 3) per attuare misure impopolari in quanto necessarie. Necessarie a chi? Non perdono certo quei sindacalisti che esortavano le classi subalterne “a fare sacrifici” per salvare il Paese, facendo così un ignobile servizio a chi stava già umiliando l’Italia e l’Europa.

NOTE
1) Luciano Gallino, Il colpo di stato di banche e governi, Torino 2013. Consiglio di Luciano Gallino, Il denaro, il debito e la doppia crisi, Torino 2015
2) vedi in proposito Zygmunt Bauman, Capitalismo parassitario, Bari 2011
3) Vedi in proposito Luciano Gallino, op. cit. Torino 2013

ALTAN da Finanza online.com

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Fonte foto: da Google

1 commento per “L’Europa umiliata dall’Unione Europea

  1. Alessandro
    2 aprile 2017 at 12:46

    I buoi sono già scappati, come si suol dire. Questo non è disfattismo, ma presa d’atto delle straordinarie difficoltà che incontra qualsiasi movimento-partito politico che voglia rimettere la barra a dritta e riprendere un cammino di crescita socio-economica generale e rispettosa degli equilibri ambientali.
    Come riportato nell’articolo, la caduta del mondo bipolare ha fornito un’incredibile accelerazione a questa deriva neoliberista che procede indisturbata proprio perchè i suoi fondamenti ideologici, con la stampella “progressista” del politicamente corretto, oramai hanno quasi totalmente colonizzato le menti degli occidentali.
    La sbornia neoliberista, seguita alla caduta dell’alternativa ideologica, ingenuamente o consapevolmente cavalcata soprattutto dai governi degli anni Novanta, continua a minacciare quelle poche conquiste sociali che ancora rimangono in piedi. Non siamo mai stati così pieni di oggetti, ma non siamo anche mai stati così tristi, soli e intimoriti.

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