Merkel:”C’è troppo egoismo nazionale”

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Foto: Spiegel online (da Google)

 

Invece di suscitare una risata carnascialesca, la “massima” dell’altruista Angela Merkel, esponente di spicco delle logge massoniche sovranazionali e della Finanza grande e criminale, ha favorito consensi unanimi a destra e a sinistra, in quanto scagliata contro il grande egoista Donald Trump, accusato di isolazionismo e di protezionismo.
Naturalmente l’ex caporale Angela non alludeva ad un isolazionismo militare perché di questo Angela non si lamenta, dato il presenzialismo Usraelita nel fare il lavoro sporco in tutto il pianeta che fa tanto bene all’altruista Germania. No. Si tratta di altro. Del fatto che il Donald si lamenta, non solo dell’import massiccio negli States delle merci cinesi1), ma anche del marco taroccato, rivestito da euro, che ha una quotazione di valore truccata perché ci pensa l’Europa del sud a svalutarsi con l’austerity.

Che comunque è uno dei motivi per cui è stata imposta dagli eurocrati al servizio di Berlino e di Francoforte. Austerity che non solo, come obiettivo primario, doveva abbattere il lavoro, lo stato sociale, l’istruzione, i servizi sanitari, la ricerca, l’ambiente…privilegiando la spesa militare in armi e in missioni “umanitarie”. Aveva anche l’indirizzo strategico di compromettere gravemente la crescita economica del maggior competitore industriale della Germania: l’Italia. The mission è in progress. Il Bel Paese poco alla volta si sta disgregando. Tutti i settori dell’economia sono in crisi perché si è voluto metterli in crisi. La crisi, come anche il debito pubblico, non è avvenuta per caso. In parte è stata pianificata (ovviamente in modo disordinato e distruttivo come è in grado di fare l’apparato finanziario-militare) Lo shopping franco-teutonico è operante. I colossi dell’economia italiana e i grandi marchi hanno passato la mano. Si può ipotizzare un danno di miliardi di euro. In tale contesto, il Celeste Impero, stando semplicemente a guardare dalla riva del fiume, ha osservato uno stato, una nazione, un Paese in decomposizione e se lo sta, con saggia lentezza e con calma olimpica, comprando, inserendo nella sua politica di acquisto anche le piccole imprese produttive.

I nostri europeisti, adoratori dell’Unione Europea e del totem euro, in effetti, a partire da molto lontano, per lo meno da Maastricht, stanno devastando l’Italia e l’Europa, accogliendo con sollecitudine i diktat della finanza internazionale di cui è fedele esecutrice l’ex caporale Angela Merkel. Altro che unità europea E’ l’apoteosi della disunità e dello sfascio.
Si è fatta una riflessione seria sulla Grecia, sulle attività speculative delle banche franco-tedesche che con le loro fauci hanno sbranato un popolo che ora è letteralmente alla fame? E i nostri sinistri, che avevano appoggiato l’irresponsabile Tsipras, continueranno a cantarne le lodi? A fantasticare un’Europa da cambiare all’interno, modificando trattati e accontentarsi, come l’inetto Gentiloni, quando tali trattati diventano “direttive”? E ad esaltare la politica coloniale dell’Italia e dell’Europa, a celebrare “le magnifiche sorti e progressive” compiute in Libia ed ora in Niger per elemosinare dalla Francia un qualche sostegno sulla Libia e sui migranti? Ad essere sodali degli ”amici della Siria”, dell’Arabia saudita che la nostra ministra degli esteri europea ha riconosciuto come partecipe dei valori italici ed europei, il che significa se i nostri valori sono gli stessi, strage e terrore?

E mentre la campagna elettorale procede nella solita fuffa con alleanze di comodo (Berlusconi/Salvini) 2) e con alleanze reali non dichiarate pronte all’inciucio (PD/FORZA ITALIA), con ruote di scorta critiche pronte ad entrare non nel governo per non perdere la faccia ma nella maggioranza sì ( alludo ovviamente al PD2 che si autonomina “liberi ed uguali”. Liberi ? Uguali ?), con Silvio che vede come suo competitore principale i “5STELLE”, non sprecando parole più di tanto contro la “sinistra” nella consapevolezza che questa “sinistra” tanto si disgrega con le proprie mani, ricordo alcune questioni che arrivano da questa Europa che allo stato attuale risultano appena menzionate e nulla discusse.

Innanzitutto il Quantitative Easing. I 60 miliardi che arrivavano puntualmente da Francoforte per l’acquisto di titoli di stato, nel mese di gennaio sono diventati 30…e a breve saranno estinti . Ciò significa che si dovrà ricorrere ai mercati e, dato il modesto rating dell’Italia(tripla BBB), il costo del denaro, determinato dagli alti interessi sarà molto più elevato, comportando una spesa maggiorata di miliardi che farà aumentare il debito pubblico arrivato, dopo la cura Napolitano/Monti e seguaci al 132% del PIL( a dimostrazione che stando in Europa con l’austerity il debito pubblico non può che crescere: 300 miliardi dal 2011). Come si potranno diminuire le tasse come vanno tacciando ipocritamente i rappresentanti del popolo ? Qualcuno dirà “ma la Germania lo farà” Giusto dico io “ Ma la Germania ha 45 miliardi di surplus nel bilancio”

Al comando della BCE a Draghi subentrerà con molta probabilità Jens Weidmann, Presidente della Deutsche Bundesbank, fortemente critico della Quantitative Easing in una situazione di non deflazione. Si propone come ministro europeo delle finanze, con l’autorità di supervisionare i conti pubblici nazional, ponendo termine ad un altro tassello di sovranità. Con Weidmann la corsa verso l’”integrazione europea” sarà ancora più cinica, orientata verso un’assenza quasi totale delle flessibilità necessarie ai bilanci nazionali e venire incontro a impellenti necessità e urgenze sociali…la Grecia come modello di distruzione di un Paese. La Merkel disporrebbe in tal modo di Berlino e di Francoforte…

Il Fiscal Compact non verrà applicato nel 2018. Partirà dal 2019. Una manovra di ossigenazione per far respirare i moribondi e per favorire una campagna populista da parte dei partiti egemoni. Ma chi vincerà le elezioni dovrà imbattersi inevitabilmente con il Fiscal Compact incaricato dagli eurocrati di condurre l’Italia al 60% del debito nel corso di venti anni. Significa un “risparmio” di quaranta/cinquanta miliardi all’anno , un risparmio che unendosi alle altre sottrazioni di spesa comporterà, come ipotizza Giorgio Cremaschi, una finanziaria di almeno 120 miliardi di euro, “una finanziaria di guerra…3)

Chi non propone nel suo programma politico l’uscita dall’unione europea per salvare l’Europa, l’uscita dall’euro per favorire una politica economica di espansione e di occupazione, l’uscita dalla Nato per fuoriuscire dal clima di guerra e aspirare realmente alla pace e allo stesso tempo decanta crescita, progresso, giustizia sociale in compagnia dei tre terrificanti Moloch di cui ho detto, è un mero populista di destra o di sinistra che lavora coscientemente o no per lo strapotere della finanza e dell’apparato militare e dunque per la subordinazione del popolo europeo.
NOTE
1)Donald è preoccupato anche dello shopping delle industrie americane da parte dell’Impero Celeste. Più di 2.000 imprese di notevole rilevanza
2)Mentre Berlusconi difende il 3% per quanto riguarda il deficit, Salvini ha dichiarato di volerlo sforare. E mentre Silvio è per l’euro, Salvini pur navigando tra affermazioni e negazioni, candida un economista di livello, Bagnai che è perentoriamente contro la vulgata del debito pubblico e dell’euro
3)Giorgio Cremaschi “Fiscal horror, la tagliola per l’Italia…” 23/12/17 in Libre

1 commento per “Merkel:”C’è troppo egoismo nazionale”

  1. ndr60
    2 febbraio 2018 at 14:51

    Condivido completamente i contenuti dell’articolo. Un solo dubbio su Bagnai: ci è o ci fa? Spera davvero di poter combinare qualcosa, in quell’accozzaglia egemonizzata dal clown ottantenne?

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