MES: verso la disgregazione dell’Unione Europea? (parte seconda)

Parte seconda: monstrum giuridico

Salvini ha accusato Conte di alto tradimento per aver firmato accordi segreti per il MES con alti rappresentanti dell’alta burocrazia europea. Innanzitutto non è “alto tradimento” (per lo meno in termini giuridici) per le ragioni che spiegherò successivamente. In secondo luogo lui, il Truce, era al governo, quando Conte cospirava per il nuovo MES e anche la Lega lo era, nel 2012, quando venne concepita la prima formulazione del MES. Che faceva ? Dormiva ? Era assente ? Oppure era presente, il truce “sovranista” padano ? Ed ora gioca sull’assenza di memoria e/o sulla vacuità del popolo italico?

In effetti il monstrum giuridico MES è un obbrobrio politico-giuridico che, a me pare, è in linea coerente con Maastricht, Two Pak, Six Pak, Fiscal compact, con il pareggio di bilancio in Costituzione e cioè con una strategia di spoliazione e di privatizzazione, di smantellamento dello stato sociale, strategia perseguita in questi ultimi decenni da tutti i partiti dell’arco parlamentare, in combutta ovviamente con l’oligarchia che tutto regge dell’Unione Europea.

Il MES viene concepito come soggetto di diritto internazionale, e sebbene i suoi fondi siano limitati, risulta “prestatore di ultima istanza”. Può concedere prestiti “autonomamente” dalla Commissione europea, fungendo paradossalmente come istituto privato che deve controllare entrate e uscite di cassa ma con prerogative pubbliche, con atti “sovrani”.

Sarà perciò il Mes (costruito con enormi finanziamenti anche italiani: più di cento miliardi) a dettare legge per quanto riguarda le discrezionalità relative agli stati con debito pubblico alto, a determinare la ristrutturazione del debito, ristrutturazione che può essere consenziente qualora gli azionisti accettino il deprezzamento di valore ma può anche essere forzosa. Sarà il Mes, qualora l’estorsione non raggiunga gli obiettivi prefissi condurre il debito al 100% del PIL, a proporre una sforbiciata ai conti correnti e alle spese sociali.
Per Galli, esponente di rilievo della Confindustria, sarebbe come sparare un colpo di pistola sulle tempie. In realtà i grandi banchieri sono in stato di agitazione non per i grandi investitori che sono disposti a perdere qualche milionata pur di non essere in mezzo a un disordine finanziario eccessivo (che invece avverrà), piuttosto lo sono perché sarà il tracollo di piccole e medie imprese ( con perdita di crediti) e il funesto borseggiamento di piccoli e medi risparmiatori.

Perché il Conte non ha agito illegalmente ? Perché lo statuto glielo concede. Agire segretamente, senza essere tenuti a rivelare al Parlamento, presumibilmente neanche ai ministri non direttamente interessati -cioè fuori dall’istituzione MES) – gli esiti delle discussioni e la programmazione operativa. E si badi bene. Sto parlando di une legge dello stato. Omissioni permesse. Parlamento tenuto all’oscuro legalmente.

Se questa è democrazia chiedetelo agli europeisti che evidentemente non amano l’Europa ma solo una caricatura cialtronesca, elaborata con la complicità di deboli forze intellettuali(necessariamente deboli) dalla grande finanza, dalle grandi massonerie internazionali, dalla CIA.

Un’Europa democratica e solidale nascerà quando sarà posta all’ordine del giorno dai popoli che avranno riconquistato la loro sovranità. Solo allora avremo un Parlamento europeo effettivamente legislativo ed un esecutivo che nasca da quel Parlamento…

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1 commento per “MES: verso la disgregazione dell’Unione Europea? (parte seconda)

  1. Panda
    1 dicembre 2019 at 19:51

    Apprezzo molto che ne abbiate parlato. Due precisazioni, però. Su chi l’ha votato nel 2012 si fa presto a rispondere: https://parlamento16.openpolis.it/votazione/camera/trattato-di-istituzione-del-mes-ddl-5359-voto-finale/39325 Ovvero gli unici compattamente contrari furono proprio i leghisti (con due del PdL), astenuti PdL e Italia dei Valori (oltre a 3 del gruppo misto). Questo è uno di quei casi che forse spiegano perché esprima molti dubbi sul fatto che al giorno d’oggi la “destra” costituirebbe chissà quale maggior pericolo della “sinistra”.

    La seconda riguarda la legalità del silenzio di Conte: l’art. 4 comma 7 della legge Moavero è chiaro nell’escluderla: “Gli obblighi di segreto professionale, i vincoli di inviolabilita’ degli archivi e i regimi di immunita’ delle persone non possono in ogni caso pregiudicare le prerogative di informazione e partecipazione del Parlamento, come riconosciute ai sensi del titolo II del Protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell’Unione europea, allegato al Trattato sull’Unione europea, al Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e al Trattato che istituisce la Comunita’ europea dell’energia atomica, e dell’articolo 13 del Trattato sulla stabilita’, sul coordinamento e sulla governance nell’Unione economica e monetaria, ratificato ai sensi della legge 23 luglio 2012, n. 114.”

    Adesso vedremo cosa succederà: la palla sta ora in mano ai 5 Stelle. Nel programma avevano messo la liquidazione del Mes, vedremo se vi terranno fede o se la piddinizzazione è completa.

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