Il neopuritanesimo dell’ideologia politicamente corretta e femminista

Da ragazzo ero un bel “pischello” (difficile a credersi ora ma va bè… 🙂  ), come si suol dire, ed ero oggetto di ripetute “attenzioni” da parte dei gay.

Parlo di “attenzioni” (con molte virgolette) perché sono ed ero, anche da giovane, una persona di vedute molto ampie e libere dal punto di vista sessuale (penso anche in altri ambiti ma ora è di questo che stiamo trattando). Ma non c’è dubbio che quelle “attenzioni” oggi sarebbero derubricate come vere e proprie violenze. Per capirci e per essere più espliciti e chiari, spesso e volentieri sono stato palpeggiato nelle parti intime mentre ballavo in discoteca, oppure venivo seguito quando andavo alla toilette dove mi venivano proposte avances sessuali in modo decisamente ed esageratamente esplicito, oppure ancora quando viaggiavo in autostop e regolarmente ero imbarcato da qualcuno che dopo un po’ mi metteva la mano sul “pacco” per poi scaricarmi subito dopo il mio rifiuto.

Nonostante ciò, non le ho mai vissute come violenze. Ma è ovvio che qui entra in ballo la soggettività e le diverse percezioni che si hanno a livello personale di uno stesso comportamento. Per altri, quegli “approcci” fisici e così diretti avrebbero potuto rappresentare un fattore psicologicamente traumatico o comunque essere vissuti in un modo molto meno disinvolto di come li vivevo io.

In ogni caso non mi ha mai sfiorato l’idea di denunciare qualcuno per molestia o violenza sessuale per quei comportamenti che avvertivo da una parte come goffi e maldestri, e dall’altra dettati alla fin fine dal desiderio sessuale che personalmente non ho mai criminalizzato. In fondo, non avvertivo nulla di così violento in quell’approccio così esplicito in cui leggevo soltanto tanto desiderio e anche una certa dose di frustrazione per una sessualità (come quella degli omosessuali) che ancora una quarantina/cinquantina di anni fa non poteva esprimersi liberamente.  E, anzi, proprio osservando il loro modo di essere e di fare cominciai ad interrogarmi sulle ragioni per le quali anche la sessualità fra uomini e donne eterosessuali non potesse essere vissuta in modo così esplicito, spontaneo e diretto. Ma qui entreremmo in un altro discorso molto più complesso e non lo inizio neanche.

Il paradosso qual è? Che all’epoca, parlo degli anni ‘70 c’era più libertà di esprimersi sessualmente di quanta non ce ne sia in effetti oggi, in un contesto dominato da una ideologia sostanzialmente neo puritana, bacchettona, repressiva e anche sessuofobica come quella politicamente corretta e femminista attualmente dominante che ha calato sulle relazioni fra le persone e sulla sessualità una cappa plumbea di legacci psicologici e ideologici che ne impediscono la libera espressione.

Questa infausta ideologia, camuffata da progressista e “liberatoria”, ha contribuito e contribuisce a rendere ancora più difficili le già complicate, per definizione, relazioni affettive e sessuali attraverso la criminalizzazione sistematica del genere maschile e della sessualità maschile, con la conseguente inibizione degli uomini con una ricaduta, pur se di diverso tipo, anche sulle donne. Tutto ciò ha portato alla criminalizzazione di quello “spazio” (metaforicamente parlando) che ha un suo fisiologico margine di “ambiguità”, di detto e non detto, dove naturalmente nasce e si sviluppa quello che comunemente chiamiamo erotismo.  Quello spazio dove, appunto, si costruisce il gioco erotico, della seduzione e che, per sua natura, non può essere codificato e irreggimentato, tanto meno per legge (fermo restando, ovviamente, il rifiuto di ogni violenza e il rispetto dell’inviolabilità della persona).

Del tutto ovvio quindi che una delle conseguenze di questo processo non poteva che essere un disorientamento psicologico, uno spaesamento, un vero e proprio corto circuito comportamentale, la difficoltà se non l’incapacità a capire come, quando e in che modo “proporsi” per evitare di incappare, magari inconsapevolmente, in una modalità comportamentale giudicata come molesta o non gradita.  La si fa facile, anzi facilissima, a dire: “Bè, ma una donna quando desidera un uomo lo fa capire…”. Questo può essere vero in alcuni casi, ma il più delle volte – specie quando parliamo di persone “normali” e non di divi del cinema –  questa comunicazione non è quasi mai così esplicita, proprio perché, come dicevo prima, l’erotismo, l’attrazione e l’approccio sessuale nascono e si sviluppano in un “territorio” che ha un suo fisiologico margine di “ambiguità”. Lo vogliamo negare? Possiamo anche farlo però allora mi sento autorizzato ad avanzare l’ipotesi che l’acqua calda potrebbe anche non esistere. Tradotto in parole ancora più povere, in questo gioco qualcuno dovrà pur farsi avanti; l’ideale sarebbe farlo reciprocamente, ma molto spesso così non è e allora qualcuno dovrà pur farlo. E questo qualcuno, in genere, è l’uomo. Vogliamo negare anche questo?  Allora però mi sento autorizzato a dire che forse gli asini potrebbero anche volare.

Questo disorientamento, questa confusione e questa inibizione delle modalità comportamentali dovute ad una ideologia neo bacchettona e castrante come quella femminista e politicamente corretta attualmente dominante non poteva che portare a dei corto circuiti, cioè a dei comportamenti maldestri da parte di alcune persone, in larga parte uomini, ormai del tutto incapaci di “leggere” quelle modalità di approccio di cui sopra. Del resto, non si deve assolutamente confondere l’esibizione sistematica e mercificata dei corpi con la libertà sessuale. Se veramente vivessimo in una società sessualmente libera non ci sarebbe necessità di quella esibizione e di quella mercificazione (concettuale e psicologica prima ancora che pratica), di quella ostentazione sistematica che è l’esatto contrario di una sessualità vissuta in modo naturale e quindi senza necessità né di ostentazione né di mercificazione. L’ostentazione del corpo è l’altra faccia del suo “occultamento”, come avveniva nei contesti storici e sociali di un passato remoto e anche relativamente recente dove però le “regole” erano codificate e quindi ben riconoscibili. Un passato del quale, sia chiaro, non ho nessuna nostalgia, ma questo non mi impedisce di leggere le contraddizioni e le degenerazioni del presente.

La reazione scandalizzata e ipocrita di tutto – sottolineo tutto – il mondo mediatico e politico, da “sinistra” a destra e viceversa, per l’episodio della giornalista sportiva palpeggiata da quel tizio, è emblematica in tal senso.  Un episodio tra lo squallido e il patetico (provo sincera pietà per un uomo che si comporta in quel modo perché mi rendo conto di quale sia il suo livello, bassissimo, di evoluzione e consapevolezza, ma anche di debolezza) viene trasformato nell’ennesimo esempio di punta dell’iceberg di una violenza sistematica e sistematizzata di cui le donne sarebbero oggetto da parte degli uomini in un sistema che tutto l’apparato mediatico e politico sostiene essere ancora dominato dalla cultura patriarcale e maschilista. Una fesseria di proporzioni colossali priva di qualsiasi fondamento e che soltanto un ingenuo, un dogmatico fermo come le sequoie nel tempo o una persona in malafede può ormai sostenere.

Naturalmente tutto ciò viene sempre interpretato a senso unico. Se un uomo palpeggia una donna è un atto di violenza, punta dell’iceberg di una violenza sistematica ai danni delle donne, se lo fa una donna (ultimamente le cronache rosa ci hanno edotti sui palpeggiamenti di uomini avvenuti in diretta televisiva da parte di alcune star della televisione) ci si fa una risata. E questo perché tali atteggiamenti sessualmente spregiudicati, che a parti invertite verrebbero considerati delle violenze, vengono salutati come una forma di libertà e di emancipazione femminile. E anche e forse soprattutto questo ci dice quale sia la considerazione che il femminismo ha degli uomini e della maschilità.

Hannover, Alexandrina Victoria of - Camillo Benso di Cavour

 

 

 

5 commenti per “Il neopuritanesimo dell’ideologia politicamente corretta e femminista

  1. Paolo
    30 novembre 2021 at 19:16

    Contro il reo e’ partito un linciaggio social che non si e’ mai visto neanche nei confronti di efferati boss mafiosi. In più e’ stato sospeso il giornalista in studio, colpevole di non avere sufficientemente difeso la collega. Probabilmente carriera finita. Due uomini rovinati (uno del tutto innocente) per una toccata. Mutatis mutandis, il femminismo e’ un moderno stalinismo

  2. Alessandro
    30 novembre 2021 at 21:53

    Abbiamo totalmente perso la bussola e pensiamo invece di essere sulla strada giusta, come d’altronde anche in altri ambiti. Se concedi a un’ideologia come questa di dettar legge in una materia delicatissima come quella, finisci per creare un grande manicomio. Il caso in questione, su cui poi aggiungo un’altra considerazione, non ha certo niente a che fare con il gioco seduttivo, e giustamente va stigmatizzato, ma qui oramai basta uno sguardo, una parola, ma finanche nulla, per entrare in un girone infernale. Si sta trasformando il gioco seduttivo in una sorte di roulette russa. A questo punto un uomo dotato di razionalità evita di mettersi nei guai, soltanto che un conto è la razionalità, un conto sono le spinte pulsionali. Tanti poi continuano a pensare che la narrazione mainstream, che strombazza libertà sessuale per tutti, corrisponda al vero, il che finisce ancora per acuire il disagio, perchè lo si pensa individuale, quando è in fondo collettivo.
    Se vivessimo in un Occidente pensante dovremmo insegnare non a sanzionare gli approcci, che sono naturali, ma a praticarli in maniera rispettosa e a vivere con autocontrollo gli insuccessi, gli scacchi che il rapporto con l’altro sesso spesso comporta. Invece si sanziona l’uomo, qualsiasi cosa faccia, se ciò è percepito soggettivamente dall’altra parte come qualcosa di offensivo e oramai può esserlo tutto.
    Ritorno sul palpeggiamento in diretta. Credo che chiunque lo consideri un gesto squallido, e la vittima se lo ritiene opportuno può far intervenire la legge, però merita di essere inserito tra le prime notizie del tg1 delle ore 20 come è accaduto? Ma ci rendiamo conto? Ora, sappiamo perchè è stato inserito, ma rimane una notizia che non dovrebbe trovare spazio neppure in un tg di una televisione rionale. Questo è il livello del giornalismo italiano, questa è la RAI che paghiamo con i nostri soldi.

  3. fabio nestola
    1 dicembre 2021 at 8:03

    ma soprattutto, permettimi di aggiungere, uscendo dalle esperienze giovanili da autostoppista mai saresti stato sfiorato dall’idea di lamentare un’offesa a tutto il genere maschile.
    Oggi invece è questo che accade: una pacca sul sedere diventa un’aggressione a tutte le donne d’Italia e forse del mondo

  4. Enza
    1 dicembre 2021 at 11:40

    Ottimo articolo che mi trova toto corde con le tue considerazioni.

  5. 1 dicembre 2021 at 19:38

    “Se veramente vivessimo in una società sessualmente libera non ci sarebbe necessità di quella esibizione e di quella mercificazione (concettuale e psicologica prima ancora che pratica), di quella ostentazione sistematica che è l’esatto contrario di una sessualità vissuta in modo naturale e quindi senza necessità né di ostentazione né di mercificazione.”

    Secondo me qui ti sbagli: non può esistere una “sessualità vissuta in modo naturale”.
    La natura inizia e finisce con l’attrazione sessuale, tutto quel che accade dopo è cultura.

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