No, non siete su scherzi a parte

Continua indisturbato e senza ostacoli il delirio genderista-femminista. Del resto il terrore di essere tacciati di maschilismo è superiore anche a quello di essere accusati di negazionismo.

Nello stato di Washington dal 2013 una nuova normativa ha abolito  i pronomi he e she (egli, ella) che sono stati  sostituiti dal neutro ze, mentre il pronome possessivo his o her è stato sostituito dall’altrettanto neutro hir.

E’ stato bandito anche il man e men (uomo e uomini); non si potrà più dire policeman o fisherman, tutti termini che per il mainstream genderista-femminista esprimono un contenuto e un significato sessisti.

Una dozzina di stati americani si sta già adeguando. Nello stato del Colorado, il rifiuto di utilizzare il nuovo lessico è considerato addirittura una forma di molestia sessuale:

Meglio di loro è riuscita a fare soltanto l’Università di Lipsia, in Germania, dove anche i professori dovranno essere chiamati professoresse.

No, non siete su scherzi a parte, leggete qui…

4 commenti per “No, non siete su scherzi a parte

  1. Roberto
    9 maggio 2014 at 12:56

    La cosa interessante sarebbe quella di capire chi vuole queste cose, perché a me pare che la gente comune, il cosiddetto popolo, non condivida la cancellazione delle parole lui e lei, madre e padre. E’ giusto per chi e per cosa? Chi sta facendo pressione dall’alto per cambiare la testa alle persone, minacciandole terroristicamente di finire in carcere solo per chiamare la natura per quello che è, mentre le stesse persone vedono la progressiva erosione delle libertà individuali e dei diritti di cittadinanza che consideravano come diritti acquisiti e inalienabili?

  2. Roberto
    9 maggio 2014 at 23:59

    Per chi come me ha tempo da perdere in riflessioni inutili.
    La natura dev’essere ripensata o rimossa?
    Perché si deve eliminare il sesso umano dal linguaggio e non l’albero, la mosca o l’uragano?
    C’è una classificazione segreta delle forme viventi: questo sì e quello no?
    C’è qualcuno che ha scelto di nascere maschio o femmina?
    C’è qualcuno che ha scelto di essere un umano e non un felino, un nero e non un bianco?
    Nessuno può lamentarsi dicendo: “Chi me lo ha fatto fare a nascere così …”, perché nessuno l’ha scelto.
    E’ l’abc della più elementare logica egualitarista.
    Credo che la nostra natura dovrebbe essere un punto di partenza e non un nemico da abbattere.
    La cancellazione dei sessi dal linguaggio tradisce secondo me un desiderio collettivo di rimozione e di rifiuto verso ciò che non abbiamo potuto scegliere e che comunemente chiamiamo natura.
    Sembra come se essere nati con un sesso sia una disgrazia come quella di dover morire, o anche peggio, al punto da doverne cancellare le tracce dal linguaggio.
    Forse c’è un desiderio transumanista alimentato dalle possibilità della tecnica, ma dove ci porta questo desiderio se non siamo prima capaci di stare in pace con noi stessi per ciò che ci è stato dato di essere?
    Secondo me il razzismo è un non-problema perché le razze semplicemente non esistono. Sono solo sfumature estetiche e il colore della pelle è un po’ paragonabile a quello dei vestiti (ho sempre trovato buffo che ad alcuni piaccia cambiare il colore dei vestiti ma non piaccia vedere gente “vestita” dalla natura con diversi colori).
    Il sessimo invece fa leva su una diversità più profonda, perché fino a oggi né l’esistenza del bianco né quella del nero sono state indispensabili per la sopravvivenza, mentre l’esistenza del maschio e della femmina sì.
    Il maschio e la femmina sono stati veramente diversi perché *insostituibili* alla specie.
    Come facciamo a “salvare il salvabile” di noi stessi, come facciamo a ripensarci in positivo, se ci consideriamo sbagliati dalla testa ai piedi per appartenere a un sesso, a qualcosa che fino a oggi è stata insostituibile per la nostra stessa sopravvivenza?
    Da dove ripartiamo?
    Dalla cancellazione delle parole lui e lei, quindi dalla cancellazione profonda di noi, quindi dal nulla.
    E’ questa secondo me la ghiotta occasione dei poteri post-moderni.
    Trovarsi a governare una massa di pure coscienze che chiedono di essere *essenzialmente* ri-create, equivale ad avere nelle mani non solo il potere di uno stato bensì anche quello di un dio: il potere assoluto e incontestabile del Creatore.
    Per caso l’abolizione dei sessi torna a far coincidere Stato e Dio? Cambiare tutto per non cambiare nulla?
    E c’è una cosa che nessuno mi riesce mai a spiegare: perché l’utilizzo del genere nel linguaggio è contro i gay? Non ci sono maschi gay e femmine gay?
    Perché un omosessuale dovrebbe sentirsi offeso se lo chiamano “lui” o se la chiamano “lei”?
    Troppe cose non tornano. Il genderismo ha troppe cose che non tornano. Posto in questi termini è assolutamente inquietante.

  3. armando
    18 maggio 2014 at 22:42

    quoto Roberto, con l’unica precisazione che la sparizione dei sessi farebbe tramontare l’idea stessa di Dio. O meglio Dio si identificherebbe in apparenza con ognuno di noi libero di autocrearsi a piacimento, nella realtà si identificherebbe col Potere, chiamato statale o metastatale o supereconomico poco importa, basta sia quello che poi, mediante i suoi immensi poteri, saprebbe bene “forgiare”, indirizzare, influenzare, convincere benevolmente o come si vuole, la libertà formale dei soggetti.
    armando

  4. Fabrizio Marchi
    6 luglio 2014 at 12:08

    Il delirio continua e non accenna a fermarsi…
    L’università dell’Arizona garantirà crediti formativi extra alle studentesse che non si raderanno le ascelle, e agli studenti che si depileranno completamente. “Un modo per incoraggiare a mettere in discussione le norme sociali [del patriarcato]“.
    Si tratta del corso di laurea di “studi di genere” cioè, in pratica, il corso di laurea in femminismo. Da ricordare che in Italia ci sono ormai da tempo pressioni perché si sviluppino maggiormente questi corsi nei vari atenei.
    http://www.campusreform.org/?ID=5735
    Senza parole…

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