E il primo diritto innato del capitale è l’eguale sfruttamento della forza-lavoro

Il 24 gennaio 1978 sulla Repubblica Lama segretario della CGIL dal 1970 al 1986 in un’intervista  intitolata “Lavoratori stringete la cinghia” espone la nuova posizione della CGIL coerente con la svolta dell’EUR del 1978. Il sindacato prende atto delle mutate condizioni storiche e scende a compromesso con il modo di produzione capitalistico, usa il linguaggio del capitale, abbandona ogni ipotesi rivoluzionaria e partecipativa per scegliere il compromesso con cui “salvaguardare” i lavoratori e l’occupazione. Ai lavoratori è richiesto il ridimensionamento  delle rivendicazioni salariali e sociali per non gravare sui costi dell’azienda, si deve “proteggere l’azienda” per consentire il diritto al lavoro. Operai e impiegati devono, dunque, collaborare col capitalista: è il declino complice dei corpi medi e della democrazia sociale che si realizza senza fraintendimenti con l’abbraccio tra Landini e Draghi. L’abbraccio di Draghi è l’artiglio del dominatore che cala sul dominato, le gerarchie sono visibili nella dinamica di quell’abbraccio. Le premesse erano già scritte nell’intervista a Lama:

“Che la politica salariale nei prossimi anni dovrà essere molto contenuta, i miglioramenti che si potranno chiedere dovranno essere scaglionati nell’arco dei tre anni di durata dei contratti collettivi, l’intero meccanismo della Cassa integrazione dovrà essere rivisto da cima a fondo. Noi non possiamo più obbligare le aziende a trattenere alle loro dipendenze un numero di lavoratori che esorbita le loro possibilità produttive, né possiamo continuare a pretendere che la Cassa integrazione assista in via permanente i lavoratori eccedenti. Nel nostro documento si stabilisce che la Cassa assista i lavoratori per un anno e non oltre, salvo casi eccezionalissimi che debbono essere decisi di volta in volta dalle commissioni regionali di collocamento (delle quali fanno parte, oltre al sindacato, anche i datori di lavoro, le regioni, i comuni capoluogo). Insomma: mobilità effettiva della manodopera e fine del sistema del lavoro assistito in permanenza (…). Noi siamo tuttavia convinti che imporre alle aziende quote di manodopera eccedenti sia una politica suicida. L’economia italiana sta piegandosi sulle ginocchia anche a causa di questa politica. Perciò, sebbene nessuno quanto noi si renda conto della difficoltà del problema, riteniamo che le aziende, quando sia accertato il loro stato di crisi, abbiano il diritto di licenziare”

In questi decenni la svolta dell’EUR ha allungato le sue ombre, i “no” che non sono stati detti ai padroni sono diventati il terreno di oscure complicità che hanno portato il sindacato dei diritti (Trentin) all’abbraccio con i padroni e i banchieri. Dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 vi è stata un’accelerazione formidabile in questa direzione, la globalizzazione si è trasformata nell’occasione per rigerarchizzare e precarizzare il lavoro. La logica sottesa è sempre quella della svolta dell’EUR, per difendere l’occupazione bisogna stringere la cinghia, solo che ora non vi è più nulla da stringere, il capitale è una sanguisuga che non ha il senso del limite, ma si prende tutto, come ci ha insegnato Marx nel Capitale.

Il green pass è il catalizzatore di proteste, è il sintomo della malattia profonda del mondo del lavoro che non è rappresentato: i lavoratori sono oggetto di logiche padronali e oligarchiche, non sono persone, ma braccia e teste da usare e buttar via,  rimane solo l’immensa solitudine del lavoratore. La Costituzione è vilipesa e con essa il popolo. In ogni articolo della Costituzione è riconosciuta la dignità della persona, si esplicita il rispetto della volontà e dell’autonomia del cittadino. Il ricatto vaccinale è l’ultimo in ordine di tempo tra le pressioni indebite che umiliano i cittadini rendendoli sudditi.

L’abbraccio di Landini con Draghi è la verità della CGIL  e del nostro tempo storico, ma ogni nuovo “incipit” comincia con la consapevolezza del proprio tempo storico. Nel  VI paragrafo del primo libro del Capitale  Marx scrive:

 

E il primo diritto innato del capitale è l’eguale sfruttamento della forza-lavoro”.

Da questo bisogna iniziare per capire il presente

Le violenze a Roma e Milano del 9 ottobre che il giornalismo di regime ha liquidato come no vax, sono il sintomo di un malessere diffuso nel paese, di uno scollamento schizoide tra base elettorale e rappresentanza. L’astensione massiccia alle elezioni amministrative è stato il primo sintomo di un governo arroccato sulla finanziarizzazione oligarchica della vita biologica e del quotidiano. Il silenzio di un governo cieco e sordo che non intende dialogare e prendere atto della complessità del disagio sociale e tratta ogni opposizione con sprezzante iattanza, nel momento massimo del suo successo potrebbe riportare non solo una sconfitta, ma rimettere in moto il cammino della storia.  I politici nella TV, sempre più di Stato e meno pubblica, si limitano a condannare in modo stereotipato quanto è  accanto veicolando l’attenzione su Forza Nuova, gridando: “Al lupo al lupo! I fascisti alle porte”. Si occultano le responsabilità del ministro dell’interno, si diffonde il sospetto che l’azione sia stata strumentale a rafforzare lo stato di emergenza. Se il riduzionismo interpretativo si limita a convogliare l’attenzione sui fascisti e a descrivere gli eventi  senza concetto e discussione il pericolo è  la crisi totale della democrazia, quest’ultima è viva nella fiducia e nella partecipazione. La strategia della tensione che sembra delinearsi logora ulteriormente la democrazia. Vi può essere dittatura anche in democrazia, se quest’ultima è solo forma senza sostanza. Dinanzi alla crisi di rappresentanza e dei corpi medi non bisogna disperare, ma bisogna rivolgere l’attenzione e l’impegno verso le forze di resistenze presenti nella nazione. Riportare la politica al centro è l’unico modo per limitare e respingere l’avanzata della reazione sostenuta da una popolazione disinformata e glebalizzata. “Nessun Dio verrà a salvarci”, ma abbiamo una grande occasione, lo spirito della storia (Geist) è davanti a noi, il lungo processo di annichilimento dei corpi medi si è concluso, ora è necessario prendere atto della verità e ricostruire la democrazia nei suoi fondamenti etici e sociali. Il comunismo democratico trattato come un cane morto può risorgere dalle sue ceneri, sta a noi contribuire alla sua ricostruzione.

Scioperi spontanei degli operai in fabbrica – la Sinistra quotidiana

Fonte foto: La Sinistra quotidiana (da Google)

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