Primo Maggio di morte, ipocrisia e menzogna

I lavoratori continuano a morire come mosche ogni giorno sul lavoro e il circo mediatico, con il solito parterre di guitti, menestrelli e ballerine convocati per l’occasione, ha il pudore di baloccarsi al “concertone” del Primo Maggio a Roma.

“Dopo due anni di pausa – ha commentato Ambra Angioini, nota eroina del lavoro – sarebbe stata una beffa se fossi rimasta a casa e gli altri in piazza”. La notizia della sua presenza ci solleva il morale.

Una immane e intollerabile tragedia quotidiana viene debolmente e ipocritamente raccontata dai media e dalle istituzioni nel suo risvolto sociale, cioè di classe, e ignobilmente occultata nel suo risvolto di genere perché – ed è doloroso doverlo ogni volta sottolineare – a morire sul lavoro sono pressochè quasi esclusivamente uomini.

“La verità è rivoluzionaria – diceva Gramsci – tenerla nascosta non è solo un inganno e una truffa ma un inquinamento che avvelena e tarpa la vita di tutti, anche di chi la reprime e prima o dopo ne paga il fio”.

Morire di lavoro: una Spoon River per non dimenticare

Fonte foto: La Repubblica (da Google)

 

2 commenti per “Primo Maggio di morte, ipocrisia e menzogna

  1. Enza
    1 maggio 2022 at 12:14

    Non sapevo delle esternazioni della AA.
    A parte la signora, come sempre, mi trovi in piena sintonia, soprattutto sulla ipocrisia e la menzogna che flagellano questo sventurato paese.
    Festa , purtroppo, ridotta a retorica ignobile…
    Ai morti sul lavoro, agli sfruttati e agli oppressi, il nostro canto libero.

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