Saviano, Gruber, Fazio: nullità liquide

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Roberto Saviano, con un miserabile tweet, ha voluto colpire Fidel Castro accusandolo di perpetua repressione degli omosessuali. Non è vero. In una prima fase ciò è avvenuto in sintonia con un sentimento generale del paese. Poi le cose sono cambiate. Nel 1997 ci fu la depenalizzazione. Con autocritica di Fidel: “E’ stata una grande ingiustizia.. Sono io il responsabile… non darò le colpe a nessuno”.
2015. A Cuba Gay Pride con migliaia di persone in festa. Nessuna repressione, nessun condizionamento. Decine di coppie benedette da sacerdoti cristiani (mi pare che ciò non avvenga in Italia).
Saviano, grande ammiratore del sionismo israeliano, straparla, intervenendo su una pluralità di argomenti e non ne azzecca più una…oramai fa parte della tappezzeria incolore dei cortigiani del PD, del Bilderberg, del pensiero unico e stolto.

LIlli Gruber è molto più raffinata tanto è vero che non pochi “compagni” la ritengono corretta, discreta ed imparziale. Cito tra le tante comparsate di Lilli l’intervista “disinteressata” a Tony Servillo e a Sorrentino, regista osannato per “La grande bellezza”.
Lilli, con stile “disinteressato”, chiede ai due un parere su Grillo.
La domanda sembra innocente. Grillo è (o è stato) un grande comico. Un parere su un collega. Servillo, agli inizi, sembra titubante ma dato che gli è stato richiesto “d’improvviso” (come se la comparsata non fosse stata preparata in anticipo) un parere, pone con intelligenza sul tappeto che la domanda lo mette in difficoltà ma poi come pressato, interviene, a mio parere, senza ritegno… esula da un giudizio sull’ars comica e sulla carriera artistica di Grillo… esprime invece un giudizio fortemente negativo sulla personalità, sul suo linguaggio “eccessivo”, “gridato”. Non esamina minimamente le posizioni politiche di Grillo. Se l’avesse fatto, Lilli sarebbe stata criticata di aver trasformato un dibattito culturale in dibattito politico e di non aver rispettato la par condicio. Niente politica. Viene richiesto un giudizio sul modo di essere del Grillo, sulle specificità del suo stile comportamentale. Perché venga negata serietà al personaggio è preferibile che il giudizio non venga dato da un pagliaccio ma da una personalità autorevole e gradita al grande pubblico come è appunto Tony Servillo, stimato come uomo e come attore. L’aplomb di Servillo, in netto contrasto con le modalità di Beppe Grillo, vuole evidenziare il contrasto tra maturità ed “estremismo”, tra un comportamento responsabile ed un comportamento irresponsabile, e quindi sottotraccia mettere in luce l’azione di un governo che agisce seriamente, con un alto senso dello stato di fronte alle urla e agli atti scomposti di un’opposizione che manderebbe il Paese allo sbaraglio. In semiologia si chiama messaggio subliminale. Naturalmente lo segue a ruota, confermando le dichiarazioni di Servillo, il buon Sorrentino con grande eleganza (a dire il vero il Sorrentino di Crozza mi è sembrato più credibile più genuino, meno artefatto, meno mascherato).
Lilli, che è stata ben educata dalla grande finanza del Bilderberg, sta sulle sue, abilmente neutrale, riesce così a fare tribuna politica anche in un dibattito che in teoria avrebbe dovuto avere una caratterizzazione culturale e a mandare in pezzi il fantasma della par condicio.

Per ultimo ricordiamo il ben pagato Fazio che, dal suo spazio, da tempo immemore, fa propaganda non direttamente al governo ma indirettamente contro chi lo critica e lo denigra, naturalmente con l’ausilio di una qualche starl simpatica che abbia il privilegio di introdurre nei suoi monologhi “parolacce” ammesse dal copione. Ultimamente il buon Fabio è stato rimproverato dagli organi competenti di essersi infischiato un pò troppo della par condicio. Ed ecco che mr. Fazio, dal suo cappello magico, estrae il coniglio bianco. Perché non chiamare un personaggio dai toni rozzi che non sia adeguatamente preparato sulla Costuzione e sui manrovesci che la vogliono devastare? Matteo Salvini appare la persona giusta, non un rappresentante dei comitati per il no, non un magistrato che si sia espresso contro la riforma Napolitano/Renzi

Mi sia permessa un ultima osservazione sui furbetti di regime. Le ultime elezioni americane non sono state solo un voto contro Hilary ma anche contro i media e contro Hollywood così propensi al perbenismo e allo stesso tempo ad inchinarsi alla politica neoliberista di guerra e di povertà. State attenti, furbetti, perché anche in Europa la gente sta incominciando a non credere più alle fanfaluche e alle bufale.

1 commento per “Saviano, Gruber, Fazio: nullità liquide

  1. paolo calvo
    29 novembre 2016 at 15:49

    Articolo impeccabile per sintesi analitica e verità…
    ‘liquida’ aggettivo di baumaniana estrazione credo!

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