Sindacato unitario: Landini ha partorito un topolino

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Fonte foto: TPI (da Google)

 

A suo merito va detto che tale unitarità farà perdere meno tempo ai padroni, quando direttamente o mediante le organizzazioni internazionali a guida Usa: UE, FMI. Banca mondiale,BRI1), riceveranno ordini perentori per favorire un consistente aumento dei profitti che i sindacati dovranno accompagnare con demagogico imbonimento come misure necessarie per la crescita del Paese…Come del resto, per corruzione, per viltà o per dabbenaggine hanno saputo ben fare in questi ultimi quaranta anni, con un crescendo di degrado come preteso dalla finanza internazionale.

In questa sede voglio precisare che Landini chiude il cerchio che si era aperto nel 2014 con la stretta alleanza con la Confindustria, alleanza che Giorgio Cremaschi aveva definito allora come la nascita di un nuovo sindacato unitario,
Alleanza che mette in mora l’articolo 36 della Costituzione
“il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.
Grazie al lavoro congiunto dei confederali e della Confindustria si è arrivati ad una regolamentazione dei contratti nazionali ed aziendali che non poteva essere maggiormente gradita all’Unione Europea e alla sua feroce distruttrice politica di austerity.

“L’accordo confederale programma la riduzione dei salari reali nei contratti nazionali e lega rigidamente quelli aziendali ai massimi profitti dell’impresa 2)
La mercificazione del lavoratore viene così spinta al massimo livello. Da protagonista della ricchezza nazionale ad oggetto manipolabile a piacere e scartabile all’occorrenza

La globalizzazione 3) e la successiva demolizione della sovranità politica ed economica degli stati a tutto servizio dell’aristocrazia finanziaria e non, come si è ipocritamente gridato, al servizio del benessere delle popolazioni che sono invece precipitate verso la decrescita e verso la povertà aveva bisogno per la sua credibilità, di essere difesa ed esaltata innanzitutto da coloro che si erano eretti a paladini del popolo, a difensori delle sue esigenze concrete e dei suoi bisogni di liberta e di giustizia, preferiti ovviamente ad una destra ignorante e screditata.
I partiti di sinistra e i sindacati confederali 4) hanno saputo rispondere pienamente e con puntualità ai desiderata dei padroni del mondo, trascinando in questa enorme menzogna, tanti militanti che hanno abbracciato il neo liberismo senza averne consapevolezza, proprio come aveva asserito Antonio Gramsci, a suo tempo, che gli Italiani erano diventati crociani, senza aver letto Croce.

Le nozze tra Confederali e Confindustria sono state formalizzate nel 2014, non a caso, per fronteggiare la politica di austerity e di rigore delle Ue che avrebbe potuto innescare una forte resistenza dei lavoratori e delle lavoratrici. In seguito, nuovi accordi tra le parti e strumenti legislativi di impoverimento e di precarizzazione che determinano la felicità dei contraenti e che costringeranno Giorgio Cremaschi ad esprimersi in modo esplicito: nuovo sindacato unitario

Vediamo per brevi accenni i punti salienti dell’accordo 2014 CGIL CISL UIL sulla rappresentatività sindacale, ossia come ti faccio fuori democrazia e Costituzione.

Noi CGII-CISL-UIL-CONFINDUSTRIA riteniamo che nel mondo del lavoro si renda necessaria la monarchia sindacale per mettere fine ad un’inutile conflittualità che ci fa perdere il treno dell’Europa e ridurre in modi intollerabili produttività e competitività

Quindi decretiamo :
1)” Ai fini della misurazione del voto espresso da lavoratrici e lavoratori nella elezione della Rappresentanza Sindacale Unitaria varranno esclusivamente i voti assoluti espressi per ogni Organizzazione Sindacale aderente alle Confederazioni firmatarie della presente intesa” – la loro intesa s’intende –  come a dire io la faccio e poi me la canto –
2)” Sono ammesse alla contrattazione collettiva nazionale le Federazioni delle Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente accordo che abbiano, nell’ambito di applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, una rappresentatività non inferiore al 5%”- un’idea questa che potrebbe essere ben accolta per una efficiente legge elettorale: far partecipare alle elezioni politiche i partiti che sono d’accordo con il governo –
3) “i contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti…dalle Organizzazioni Sindacali che rappresentino…il 50%+1 della rappresentanza…previa consultazione certificata delle lavoratrici e dei lavoratori…saranno efficaci ed esigibili” – si intende la maggioranza delle organizzazioni sindacali e non dei lavoratori iscritti in esse in modo da validare comunque la contrattazione. Il voto dei lavoratori potrebbe andare in direzione contraria ma nel clima di ricatto e di autoritarismo vigente oggi in ogni luogo di lavoro, difficilmente lo sarà –
4)”…le parti firmatarie e le rispettive Federazioni si impegnano a dare piena applicazione e a non promuovere iniziative di contrasto agli accordi così definiti…”- per dirla cioè con Squinzi allora presidente di Confindustria, ovviamente soddisfatto di questo accordo che promette pace sociale e raffreddamento dei conflitti, emarginazione delle voci di dissenso “Dopo 60 anni definiamo le regole per la rappresentanza che ci permette di avere contratti nazionali pienamente esigibili ” che contrasteranno il diritto di sciopero e favoriranno “sanzioni per mancato rispetto e le conseguenti violazioni”

Un sistema di relazioni sindacali realmente democratiche passa, perciò, attraverso la rottura di quelle attuali, con la crescita di sindacati di base già esistenti e che hanno nel conflitto di classe il loro asse strategico. Ovviamente l’operazione è molto difficile, dato che molti compagni iscritti nei sindacati confederali, che magari nei loro luoghi di lavoro sanno fare ancora buon sindacato, non riescono a riconoscere nei loro vertici nazionali i tratti neoliberisti da loro accettati pigramente, tratti che stanno devastando la classe lavoratrice e con essi il Paese.

NOTE
1) BRI: Banca dei regolamenti internazionali
2) Giorgio Cremaschi ” E’ nato il nuovo sindacato unitario:Cgil/Cisl/Uil/Confindustria” in Ancora fischia il vento 24/04/18
3) La globalizzazione può avere esiti positivi quando è governata da stati indipendenti e democratici che sappiano gestire gli scambi commerciali al servizio delle popolazioni. Attualmente i benefici sono tutti a favore dell’aristocrazia finanziaria apolide e dei potentati locali 4) lo stesso Pontefice Francesco aveva condannato pubblicamente la corruzione presente nei sindacati

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1 commento per “Sindacato unitario: Landini ha partorito un topolino

  1. Gian Marco Martignoni
    5 maggio 2019 at 21:28

    Mi spiace per Antonello, ma conoscendo Giorgio Cremaschi dal 1980. l’ho seguito in questo quarantennio nel suo percorso tutt’altro che lineare, tanto che il suo pan-sindacalismo lo ha condotto, incomprensibilmente, a uscire dalla Cgil. Guarda caso senza portarsi dietro nessuno sia sul piano di massa che su quello dei quadri, stante che nella sinistra sindacale non ha mai avuto un seguito consistente. Questa separazione tra la base e i vertici della Cgil è non solo infondata, ma è soprattutto il prodotto di una mancata comprensione dello stato dei rapporti di forza sul piano europeo e nazionale, a fronte di un” indebolimento ” della sinistra politica., che certo non favorisce lo sviluppo pratico dell’azione sindacale.Ovviamente Landini è consapevole delle difficoltà che si presentano quotidianamente rispetto all’efficacia, in termini di risultati, dell’azione sindacale.Il richiamo alla forza e all’impatto che l’ unità sindacale può determinare in un contesto politico anti-sindacale, deve essere letto correttamente per le potenzialità che si possono sviluppare sia sul piano del conflitto generale che su quello categoriale

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