Steve Bannon e i ‘’bannoniani’’ destabilizzano l’Italia

‘’L’attuale esecutivo adesso si trova ad un bivio: indipendenza o catastrofe’’ l’Interferenza, 7 novembre 2018

 

Come avevo previsto, all’incirca un anno fa, il contrapposto orientamento geopolitico ha portato alla fine del governo giallo-verde. L’articolo ‘’La frattura geopolitica nel governo giallo-verde ‘’, pubblicato sull’Interferenza il 7 novembre 2018, si è rivelato metodicamente corretto. Rileggiamo:

 

‘’Salvini è un finto filo-russo, soltanto la sinistra zombie poteva credere alla bufala confezionata dalla CIA sulla nuova destra ‘’putiniana’’; il manipolatore leghista finge di voler allungare una mano alla Federazione russa proprio mentre intreccia strette relazioni politiche, commerciali e di intelligence con i nemici del presidente Putin: Qatar, Fratellanza Musulmana, estrema destra israeliana ed ora anche il nazi-sionista Bolsonaro. Che piaccia o no, l’asse euroasiatico sino-russo è strategico, ivi compresa la cooperazione con la Repubblica Islamica dell’Iran. Un manutengolo di Steve Bannon non può scalfire un’ alleanza solida militarmente e, prima d’ogni cosa, consolidata ideologicamente’’

‘’La Lega si colloca nel campo del nazionalismo neo-liberista e sub-imperialista i cui ispiratori sono Israele e l’Alt Right. Il nazionalismo territoriale ebraico ha egemonizzato l’Internazionale neofascista di Bannon la quale vorrebbe, su basi americano-centriche, disintegrare il polo imperiale europeo. Qual è il male minore? Fra Soros e Netanyahu, citando Slavoj Zizek, entrambe le scelte sono peggiori’’ 1

 

Quindi concludevo: ‘’Il governo ‘’giallo-verde’’, giorno dopo giorno, va verso l’inevitabile rottura geopolitica’’. Bannon ordina e Salvini esegue, leggiamo, poco prima della svolta leghista, le dichiarazioni dell’ex banchiere della Goldman Sachs:

 

“Una mossa ardita convocare le elezioni in un momento rischioso per la crescita, con i tassi di interesse negativi della Banca centrale europea [….] Penso che Di Maio abbia esibito un’incredibile ingenuità andando a Pechino, ha dimostrato che non è ancora pronto per la ribalta. Che ingenuo. Ho visto gli articoli che arrivavano dalla Cina, è tornato con gli occhi spalancati, e loro sono abili nell’insistere su aspetti come questo” 2

 

L’obiettivo dei ‘’bannoniani’’ è la creazione di un movimento organico al populismo imperialista americano-sionista, capace di tenere insieme frange neonaziste – quelle legate al White Power – ed il neoconservatorismo ‘’yankee’’. Il giornalista Wayne Madsen ha colto il connubio fra neonazismo e neosionismo nell’ultra-destra populista:

 

‘’Il Movimento di Bannon, con la sua segreteria a Bruxelles, è sotto l’egida di Mischael Modrikamen, capo del Partito popolare belga, un partito valloniano di destra filo-sionista ed alleato ai partiti di destra di Fiandre, Italia, Ungheria, Francia, Paesi Bassi, Austria, Regno Unito, Svezia, Finlandia e Spagna. Sembrerebbe, a prima vista, che Modrikamen, ebreo, non avrebbe nulla a che fare con le grandi alleanze neonaziste’’ 3

 

Qual è l’obiettivo di questo marionettista? ‘’Per Bannon, creare un’accademia di formazione per i quadri fascisti è una pietra miliare per la crociata della destra globale. Bannon intende insegnare ai futuri capi fascisti una storia del mondo incentrata sulla superiorità “giudeo-cristiana” europea bianca su altri religioni e popoli, in particolare l’Islam e i musulmani’’. Il ‘’bannonismo’’ va ben oltre Trump e le truffe della borghesia commerciale USA; ricongiungendosi con la lobby evangelica, Bannon prepara la base ideologica dell’aggressione neocolonialista all’Iran. Una ‘’guerra permanente’’ (come la chiama David Horowitz) pianificata in modo da (1) guadagnarsi il silenzio omertoso della ‘’sinistra imperiale’’, (2) coinvolgere il neofascismo bianco mondiale, nuovo braccio armato dei neoconservatori. Continua Madsen: ‘’È una visione così frammentaria della storia da provocare attacchi terroristici dai compagni di viaggio di Bannon a Oslo nel 2011; Charleston, South Carolina nel 2015; Quebec City, Canada e Charlottesville, Virginia nel 2017; Annapolis, Maryland nel 2018; e Christchurch, Nuova Zelanda nel 2019’’. I neonazisti potrebbero diventare per Steve Bannon, tutto ciò che Al Qaeda ed il wahabismo globale sono per Soros: provocatori, agenti doppi e, nello stesso tempo, carne da macello. Diversi, ma nei fatti uguali.

Bannon ha due opzioni:

  • ‘’Macronizzare’’ l’estrema destra: con la dura repressione del movimento di protesta, Macron ha dimostrato di sapersi trasformare in una sorta di Bolsonaro europeo. L’ala ‘’bannoniana’’ e la Goldman Sachs potrebbero ricucire la rottura fra la destra finanziaria e quella populista contro un nemico esterno al mondo globalizzato: l’Iran.
  • Continuare la costituzione d’una Internazionale neofascista legata al neoconservatorismo ‘’yankee’’. La sinistra politicamente corretta omette il secondo manovratore di questo fronte: Netanyahu. L’estrema destra è, con questi rapporti di forza, una emanazione del Grande Israele. Bannon aggrega, Netanyahu dice ‘’guerra’’ e Salvini, Meloni, Orban e Vox

L’Alt Right ha sapientemente infiltrato il campo anti-Euro riempiendolo di conservatori filo-israeliani (in Italia: Bagnai, Rinaldi, Allam, ecc …), ciononostante non dobbiamo nascondere le responsabilità della sinistra post-modernista; abbracciando l’ideologia politicamente corretta, la ‘’sinistra’’ ha concesso spazio e credibilità ai falsi oppositori facendo, volente o nolente, il gioco del duo imperialista Bannon/Soros. L’uscita dalla UE è complementare all’abbandono della Nato, criticare l’Euro assolvendo Washington rappresenta una truffa politica verso il, martoriato, mondo del lavoro.

Gli economisti anti-Euro Bagnai, Borghi e Rinaldi insieme all’ultra-sionista Magdi Allam

 

Conclude Madsen: ‘’Se Soros, la nemesi di Bannon, si è reso colpevole di violare il Logan Act e quello della neutralità, l’ha fatto anche Bannon’’. Un mandato di cattura internazionale nei confronti di Steve Bannon e George Soros dovrebbe essere un atto dovuto da parte di qualsiasi governo, in Europa, patriottico ed aderente ai principi del costituzionalismo democratico. Il ‘’bannonismo’’ come l’imperialismo ‘’cosmopolita’’ 4, pone seri problemi di agibilità democratica minando le basi del diritto internazionale. Il governo italiano, rifiutando l’indipendenza, ha abbracciato la catastrofe.

1.

http://www.linterferenza.info/attpol/la-rottura-geopolitica-nel-governo-giallo-verde/

2.

https://www.huffingtonpost.it/entry/steve-bannon-non-crede-piu-in-salvini-di-maio-il-loro-matrimonio-e-stato-nobile-ma-e-ora-di-divorziare_it_5d4a77c4e4b0066eb709e706

3.

http://aurorasito.altervista.org/?p=6704

4.

L’imperialismo ‘’cosmopolita’’, al di là dell’avanzamento dell’Alt Right, rimane il vertice della piramide capitalista mondiale. Le responsabilità dei centro-sinistra pro-globalizzazione sono immense: guerre imperialiste, distruzione dello Stato sociale, promozione di ideologie anti-umane come il femminismo imperiale.

 

Stefano Zecchinelli

 

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