Angelica scienza

La RAI si autocelebra, la morte di Piero Angela è divenuta l’autocelebrazione dello scientismo economicistico.  Gli elogi al divulgatore scientifico, gli appelli al dramma della sua scomparsa e alle capacità divulgative del presentatore sono parte del circo ideologico del sistema. Piero Angela credeva nella scienza, il mondo di cui era parte ha proclamato la nuova religione, a cui i sudditi deferenti e ignoranti, dovevano essere nutriti con l’ostia della scienza in pillole e comunicata con un linguaggio semplice corredato da immagini. L’officiante con garbo riaffermava le verità della scienza rappresentandole come neutre e oggettive. Religione deriva dal latino religare, indica l’unione e la comunicazione.

La nuova religione non ha unito e non unisce, ma forma all’eremita acritico di massa.

Nella visione superstiziosa di Piero Angela la scienza è verità universale, in quanto mediante le leggi della scienza è possibile spiegare e risolvere ogni dubbio. La scienza è salvifica, conduce all’Eden e alla chiarezza assoluta. I dubbi sono scacciati, e ciò che ora non è risolvibile, oggi, lo sarà in futuro. Tutto le discipline che non producono conoscenza e ricchezza sono secondarie, sono da abbandonare ad un Medioevo che fatica a tramontare.

La scienza di Piero Angela e del suo mondo è scienza ideologica nel senso marxiano del termine. Ogni disciplina ha la sua genesi materiale, è la prassi con cui la classe dominante interpreta e riordina la realtà sociale. La scienza è parte del gioco del dominio duscrimina ciò che è vero da ciò che non lo è, decreta la gerarchia delle discipline, produce saperi e stabilisce la “morte” dei discorsi non rispondenti al dettato della scienza.  Modella le nuove generazioni a non chiedersi i “perché”, a non cercare la verità storica e della natura umana.  Rimuovere i “perché” e la “verità” per sostituirla con il semplice calcolo.

La scienza neutra e oggettiva deve insegnare che il presente è tutto, e il presente come il futuro sono nell’ottica della quantità senza qualità. L’essere umano è in tale visione non differente dal mondo animale e inanimato, è sottoposto alle stesse leggi fisiche e chimiche di ogni ente naturale.

 

Antiumanesimo

La scienza è in tale ottica lo strumento della borghesia liberista che domina globalmente il pianeta, essa punta ad aumentare le prestazioni cognitive in funzione della produzione e a dominare la natura, al fine saccheggiarla per poter aumentare la ricchezza globale. La scienza di Piero Angela ha operato un taglio tra immanenza e trascendenza, il soggetto è analizzato come qualsiasi ente in astratto, avulso dal contesto relazionale. Le grandi domande teologiche e metafisiche devono lasciare il posto alle scienze sperimentali, ma senza le grandi domande cosa rimane dell’essere umano? Il dubbio è lecito.

Una delle ultime proposte pedagogiche del conduttore televisivo è stata l’introduzione a scuola dell’ora di filosofia delle tecnologie. La filosofia è ricerca dell’universale, ancora una volta è posta come un’ancella al servizio delle scienze. Tutto al suo servizio, la nuova religione è più integralista delle precedenti. Il silenzio che accoglie gli scienziati oranti è il sintomo preoccupante dell’affermarsi della nuova scienza a cui tutto si chiede ed in cui tutto si spera. La creatura corre il rischio di percepirsi creatore con le conseguenze che viviamo.

Non bisogna intimorirsi dinanzi alle grandi domande. Esse umanizzano. L’impoverimento della capacità di domandare coincide con  lo scienziato che giganteggia con la sua figura ieratica. Si mitizza lo scienziato, lo si pone  in una realtà sovrumana distante. Si cade nell’irrazionalismo più pericoloso. ll suo sguardo neutro  si posa sull’ente da svelare e conduce l’umanità verso il nuovo mondo. Lo scienziato è spesso il servo delle multinazionali, ed in quanto umano troppo umano è parte di un paradigma culturale con cui percepisce e pensa il mondo.

Piero Angela  nel 1989 ha contribuito a fondare il l CICAP – Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze.  La scienza è unica, se è tale, diventa scientismo al limite del dogmatismo idolatrico. La scienza al plurale si relaziona costringendosi ad un autochiarimento critico, una scienza che cerca la sua affermazione mostrando che le altre scienze sono false, e parte dal presupposto che lo sono, è già in una posizione di potere e predominio.

L’esemplificazione linguistica del divulgatore è stata parallela al semplicismo con cui si spingono le masse ad inginocchiarsi dinanzi alla scienza e agli scienziati ignari delle loro superstizioni. La scienza non dev’essere sottoposta a dubbi, ma li deve risolvere nel suo titanismo superstizioso, essa non è una prospettiva, in quanto è la verità.

La coscienza umana è spiegata con il cervello. Ma il cervello sezionato e analizzato non è la coscienza la quale è invisibile e relazionale.

Il furore contro ogni forma di spiritualità, anche laica, è sempre stata la costante di un mondo ideologico che ha sempre inteso la libertà come liberazione da ogni vincolo sociale ed etico. L’emancipazione è funzionale alle industrie con la loro immane produzione che ha trasformato i cittadini in passivi consumatori di merce e scienza. Nelle sue trasmissioni, mai una parola è stata spesa sul rapporto tra scienza e finanziamenti alla ricerca, con la conseguente curvatura della ricerca sui bisogni delle classi dirigenti. Questo è il punto nodale, la popolazione nutrita dagli indubitabili successi della scienza, non conosce la genesi materiale di tali risultati. Non si conoscono gli insuccessi e le ricerche che non sono state svolte, perché disorganiche al potere-dominio. Se la scienza nell’attuale versione fosse al servizio dell’uomo non saremmo al limite del collasso ambientale ed energetico.

Comprendere la scienza, porla al servizio dell’uomo, non dell’essere umano generico, ma dei subalterni resi schiavi dalle infelici contingenze attuali significa liberare la scienza dai suoi miti superstiziosi, in primis, la sua presunta neutralità.  Diventare adulti e laici significa essere consapevoli che ogni disciplina emerge da una fitta rete di relazioni di potere. La cultura è consapevolezza di ciò e lavoro dello spirito personale comunitario per trascendere la struttura ideologica nella quale siamo situati, in modo sempre approssimativo, e pertanto, mai definitivo. Non vi sono angeliche scienze, ma realtà umane da decodificare per sottrarci alle sudditanze ideologiche antiche e nuove. Imparare a riconoscerle è il vero scopo della paideia, in questo Piero Angela non ci ha aiutati.

In ricordo di Piero Angela

Fonte foto: Micromega (da Google)

3 commenti per “Angelica scienza

  1. Enza
    18 agosto 2022 at 16:38

    Perfettamente d’accordo.
    Su altri siti di contro-informazione sono usciti articoli dello stesso tenore. Un altro interessante invece sulla sua professio di non credente. Il problema lo liquidava in virtù del fatto che si riteneva un uomo di scienza.
    Se Dante lo avesse conosciuto, chissà dove lo avrebbe collocato ?

  2. ndr60
    19 agosto 2022 at 17:35

    P. Angela è stato dipendente RAI per oltre 70 anni, in altre parole era tutt’uno con l’azienda di stato, ovvero col governo in carica in quel momento. Ciò significa che è stato il portavoce dei desiderata di tutti i direttori RAI, in perfetta concordanza con la visione che volevano offrire al volgo ignorante, desideroso di abbeverarsi alla fonte della sapienza, grazie al sacerdote che rendeva comprensibile il messaggio.
    Oltre alla scienza, ricordo anche il programma Quark Economia, che aveva come consulenti due “studiosi neutrali” come Carli e Padoa Schioppa. E tralascio le sue esternazioni degli ultimi due anni, per carità di patria.
    Come epitaffio, ci starebbe bene che “Fu il Bruno Vespa della divulgazione scientifica”.

  3. Gian
    20 agosto 2022 at 8:55

    ricordo anche la puntata con la presentazione del “NOSTRO INVIATO” Alberto , fatta dal paparino. Si vergognava di chiamarlo “MIO FIGLIO”, il raccomandato .

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