Elezioni politiche, un risultato scontato

Che vincesse il centrodestra, nello specifico Fratelli d’Italia, era un risultato scontato, i sondaggi davano la destra vincente già da tempo. Alla Meloni un anno fa, un giornale di gossip come Novella 2000 dedicava ad agosto del 2020 la copertina: “La sirena tricolore”. Nel 2020, le elezioni amministrative videro Fratelli d’Italia passare dal 4,5% al 14 – 15%. Però allora nessuno si chiese il perché di quella crescita, nessuno si chiese il perché una rivista di gossip letta in prevalenza da un pubblico femminile, lo stesso che guarda equivalenti trasmissioni, avesse deciso di dedicare la copertina alla Meloni. Eppure, la chiave di parte del crescente successo della Meloni è proprio in quella copertina. E’ cosa nota che per vendere un prodotto bisogna individuare il segmento di mercato al quale il prodotto può essere venduto fino al punto da condizionarne i gusti. Ebbene la Redazione di Novella 2000 aveva capito, meglio e più dei tanti analisti politici, intellettuali e politici di classe che circolano sui canali televisivi e sui giornali, a chi parlasse la Meloni.

La Boldrini si inginocchiava nell’Aula del Parlamento, la Cirinnà si sbracciava nei gay pride, la Murgia faceva la sua battaglia campale contro la lingua italiana, la Marzano dichiarava <<Non ho voluto avere figli perché mio nonno era fascista>> per non tacere delle più recenti dichiarazioni della Ferragni e di Elodie. Nonostante tutto questo, o forse proprio per questo, il 27% delle donne che ha deciso di votare alle recenti elezioni, ha dato il proprio consenso alla Meloni e ben il 41% delle donne si è astenuto. In sostanza dei 7,3 milioni di voti raccolti da Fratelli d’Italia una parte consistente è voto femminile che, non è da escludere, ha finito con l’influenzare anche la scelta dei mariti, dei figli o degli stessi genitori o di quanti sono entrati in relazione con loro. Pensare che una parte delle donne italiane si sia convertita al fascismo è quantomeno superficiale. La realtà è altra. Gli elettori di Fratelli d’Italia rientrano nella fascia di età da 34 a 54 anni, cioè quella fascia di età che più di altre vive sulla propria pelle una crisi che attanaglia le famiglie. Chi porta i conti, fa la spesa, sta attento ai consumi familiari, in sostanza al bilancio familiare, sono in prevalenza le donne. Hanno percepito come una di loro la Meloni piuttosto che chi si inginocchiava in Parlamento sulla scia della protesta dei Black Lives Matter; questione sicuramente importante ma molto lontana dalle esigenze di chi va al mercato o al discount per fare la spesa avendo a disposizione sempre meno denaro. Gli stessi messaggi pubblicitari che presentano donne in carriera, belle, spigliate, sempre “in tiro” non sono riusciti ad influenzare più di tanto l’elettorato medio italiano che ha visto nella Meloni un punto di riferimento. Anche nelle dichiarazioni la Meloni è risultata più comprensibile: definire l’Italia un bambino appena nato che ha bisogno di essere cresciuto con attenzione ha suscitato nell’immaginario collettivo un’immagine di facile presa.

Queste elezioni hanno provato in modo molto semplice il distacco profondo che esiste tra una realtà virtuale costruita da pubblicitari, influencers e opinionisti, fatta di discussioni e confronti che poco ha a che fare con la realtà materiale di milioni di italiani.

In questi anni la Meloni è stata definita e rappresentata in vario modo, rappresentarla simile a Gollum, il personaggio del Signore degli Anelli, non ha certo contribuito all’elevazione del confronto sul piano politico. Il disprezzo mostrato, l’arrogante superiorità di quella classe medio alta che oggi vota in prevalenza per il PD, per Azione e Italia Viva ha prodotto effetti contrari a quelli voluti. Davvero difficile identificarsi con la Boldrini, con la Cirinnà, con la Murgia, la Marzano, con Zan o lo stesso Letta, con Calenda o Renzi. L’area politica rappresentata da questi personaggi supera di poco il 33% dei consensi, il che sta a significare come questa classe politica sia l’espressione di quella fetta di società che vive chiusa nel proprio mondo, lontana anni luce dal sentire popolare. Il centrosinistra, chiuso nei fortini rappresentati dalle “Capalbio” d’Italia è il partito delle elites contrapposto al popolo delle periferie sociali e territoriali. La Società italiana è profondamente divisa. Il gruppo dirigente del PD, come si evince dalle dichiarazioni di alcuni dei suoi esponenti di spicco, è totalmente impantanato. La prima dichiarazione di Letta è stata contro Conte, reo di aver aperto la crisi facendo cadere il Governo Draghi. Questa dichiarazione di Letta prova, se ce ne fosse ancora bisogno, tutta l’arroganza di un ceto politico che si ritiene intellettualmente ed eticamente superiore. Per comprendere lo psicodramma del gruppo dirigente del PD più che un analista politico serve uno psichiatra.

Il PD è  “imballato”, incapace di uscire dalla propria autoreferenzialità e per capirlo è sufficiente leggere alcune dichiarazioni di suoi esponenti di spicco. Mourassut propone di cambiare nome al partito, come se il problema fosse di nome, quando la questione è l’inadeguatezza della proposta politica; altri esponenti escono con la solita stantia dichiarazione: bisogna ripartire dai territori ossia dai Comuni. In un Paese come l’Italia dove la disgregazione sociale e la crescita della disuguaglianza dipendono, tra le tante altre cose, proprio dalla mancanza di politiche centralizzate capaci di tenere la società nel suo insieme, si propone un ulteriore passo verso la destrutturazione della società.

Il giornale La Repubblica si è fatto subito avanti proponendo i suoi candidati alla Segreteria del PD: la Schlein e Bonaccini. Entrambi in perfetta continuità con il PD di Letta ossia il partito delle elite schierato a difesa dei propri privilegi contro le masse popolari delle periferie. Il PD di fatto prima ha appaltato la campagna elettorale a gente dello spettacolo e a fenomeni della rete confondendo la realtà con una realtà virtuale e ora si appresta ad appaltare agli stessi personaggi l’opposizione al centrodestra e in particolare alla Meloni.

Non credo, però,  sarebbero in grado di vincere le elezioni visto il distacco di 18 punti percentuali tra centrosinistra e centrodestra e il numero crescente di astenuti. Solo per memoria, a questa tornata elettorale la percentuale dei votanti è scesa di 9 punti. L’aberrazione conseguente al trauma che si sta vivendo nell’area di centrosinistra è rappresentabile da Gramellini il quale, in modo nemmeno tanto velato, ha proposto di limitare il voto. Per Gramellini dovrebbero avere il  diritto di voto solo coloro che seguono le sue indicazioni. E’ talmente sconvolto da non rendersi conto che quella della limitazione al diritto di voto è una proposta chiaramente di destra sostenuta da una corrente di pensiero molto attiva negli USA .

Essendo questo il contesto, in attesa che il PD e più in generale il centrosinistra decida se vivere o morire, l’unica forza politica in grado di contrapporsi alla Meloni e a Fratelli d’Italia è Giuseppe Conte con il M5S che sta in qualche modo ridisegnando. Il M5S a guida Conte non ha più nulla a che vedere con quello del “Vaffa Day”, ma attraverso la figura di Conte è l’unico in grado di interloquire, proprio come Fratelli d’Italia della Meloni, con le periferie popolari di una Italia massacrata da anni di crisi dovute a controriforme neoliberali che hanno prodotto la disgregazione del tessuto sociale e la crescente povertà. Il M5S nel 2018 prese circa il 33% dei consensi. Una parte di quell’elettorato si è spostato prima verso la Lega nazionale di Salvini e poi verso Fratelli d’Italia, il 47% degli elettori di Fratelli d’Italia, infatti, proviene dalla Lega. Di questo dato non c’è da meravigliarsi: il centrodestra in Italia, durante la Seconda Repubblica si è sempre attestato su valori di questo tipo. Il centrosinistra (e non il PD) ha vinto solo quando è stato capace di mobilitare le masse popolari.  Dicevo che il M5S è l’unica forza politica in questo momento in grado di contrapporsi alla destra, lo è per radicamento sociale, non a caso una fetta consistente di elettori un tempo disposti a votare per forze politiche di centrosinistra, hanno deciso di votare per il M5S di Conte.

E’ chiaro che la battaglia è ardua, ma solo una politica con un’anima popolare che rifugge dalla “protesta artistica “ propria di movimenti elitari è in grado di recuperare parte o in tutto gli astenuti. Il centrosinistra, durante la seconda repubblica ha vinto le elezioni contro il centrodestra solo quando è stato in grado, attraverso una proposta politica comprensibile alle masse e non solo alle elite, di recuperare il voto che altrimenti si sarebbe rifugiato nell’astensione.

DEVIANZA E PARABOLA STRANIERA DI GIORGIA MELONI - GLI STATI GENERALI

Fonte foto: da Google

1 commento per “Elezioni politiche, un risultato scontato

  1. Roxana
    1 ottobre 2022 at 22:32

    La parte di elettori di Fratelli d’Italia, che rientra nella fascia di età da 34 a 54 anni, non è quella che più di altre vive sulla propria pelle una crisi che attanaglia le famiglie, ma è quella fascia media-bassa che ha paura di cadere nella povertà. Chi vive nella povertà e sopporta ogni giorno crisi è la fascia che ha votato Conte. Noi facciamo i conti della spesa ogni giorno. Aspettiamo giorno della ricarica di carta cittadinanza per fare spesa al mercato o al discount.
    Se Meloni taglia reddito, andremo via da Italia dopo 30 anni che siamo qui.

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