Che fine ha fatto il buon giornalismo?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

 

« Un’inchiesta giornalistica è la paziente fatica di portare alla luce i fatti, dimostrati nella loro forza incoercibile e nella loro durezza. Il buon giornalismo sa che i fatti non sono mai al sicuro nelle mani del potere e se ne fa custode nell’interesse dell’opinione  pubblica

(Giuseppe D’ Avanzo)

 

 

Frugavo nella mia corrispondenza cercando una citazione di Simone de Rogerbastide, quando mi compare una petizione che avevo firmato nel 2013. Strabuzzo gli occhi per il  titolo: Vaccinati a morte.
Non la ricordavo proprio seppur la vicenda la conoscessi e cioè le morti di tanti giovani militari dopo la somministrazione di vaccini vari, tra cui quello contro l’antrace.
Tragedie che avevano un nesso con la questione dell’uranio impoverito con cui sarebbero venuti a contatto i militari in missione all’estero.

Mi soffermo e mi metto a cercare l’indirizzo  a cui rinvia la petizione riferendosi all’inchiesta di Vittoria Iacovella ” Vaccinati a morte”, vincitrice del Premio Alpi nel 2013 ( migliore inchiesta televisiva italiana delle web tv). Purtroppo mi dice ” link disabled”.

Ma non mi scoraggio. Digito il nome della giornalista (facile reperire il suo curriculum con le sue collaborazioni e un suo blog fermo al 2009 ) e  mi compaiono i link ancora presenti su youtube dell’inchiesta. Qui.

Ascoltare le testimonianze, i militari , le famiglie, i medici che hanno vissuto certi lutti in prima persona, fa arrabbiare e dona un senso di impotenza giacché la strage è rimasta sostanzialmente impunita ( al netto di qualche condanna al Ministero della Salute) , mentre la macchina di Big Pharma  ha continuato e continua indisturbata a macinare profitti stellari, con una sfrontatezza sempre più arrogante a cui la comparsa di Sars-Cov2 ha spianato la strada, senza  freni, scrupoli, ostacoli, controlli, verifiche, veti a sperimentazioni lucrose e su larga scala .
Tutto è lecito a costoro in nome della scienza pro domo loro che , in paesi come l’Italia, è andata a finire in mano a gente in aperto conflitto di interesse con i produttori dei sedicenti vaccini.

La cosa più sorprendente , se davanti agli arbitri a cui abbiamo assistito in quasi tre anni di covidocrazia si riesce ancora a sbalordirsi, è che l’indagine della Iacovella, allora, fu fatta per Repubblica che , con tutti i limiti della stampa sussidiata, ancora tentava di fare un giornalismo a servizio della ricerca della verità e del bene comune.
Per verificarlo, basta digitare qui

Si leggeranno cose interessantissime, perfettamente sovrapponibili a quanto accade oggi per l’affaire vaccini anti-covid ( e non solo), con lo scarto fondamentale della piena e fattiva collaborazione dei governi occidentali neoliberali.

Dimenticavo : il passo di D’Avanzo, riportato in esergo, l’ho tratto proprio dal sito R’E LE INCHIESTE.

Il Pentagono impone il vaccino per il Covid ai militari – Analisi Difesa

Fonte foto: Analisi Difesa (da Google)

4 commenti per “Che fine ha fatto il buon giornalismo?

  1. Paolo
    23 febbraio 2022 at 15:22

    Ormai i giornalisti sono veline di chi comanda e maneggia.
    I vaccini mortali dei militari li ricordo bene.
    Purtroppo, anche questi. Miocardite è pericardite a due miei conoscenti a neanche 24 h ore dal siero.
    Ovviamente senza che siano state riconosciute come reazioni avverse al vaccino.

  2. ndr60
    23 febbraio 2022 at 19:52

    Cara Enza, non mi sorprende molto che quell’inchiesta venne fatta da “Repubblica”, che oggi è uno dei campioni della “narrativa” ufficiale: si vede che i tempi non erano ancora maturi, per il cambio di rotta, e la direzione non aveva ancora ricevuto una telefonata alla quale è meglio rispondere Signorsì.
    Forse sarò cinico, ma se pensi all’inchiesta-modello, sognata da tutti i giornalisti in cerca di scoop, ovvero l’affare Watergate, non fu altro che una guerra per bande all’interno del deep state USA: il celebre Gola profonda era nientemeno che il numero 2 dell’FBI…
    Ciò significa che eventuali notizie clamorose & verità conclamate, ad esempio contro il Ministro della Malattia, riusciranno a uscire solo quando (e a patto che) siano a vantaggio di qualcuno. E l’autore dell’inchiesta scottante non l’avrà fatto nell’interesse dell’opinione pubblica, bensì per fare una marketta all’interlocutore all’altro capo del telefono.

    • Enza
      27 febbraio 2022 at 8:11

      Caro ndr60, non posso che convenire con te.
      Tuttavia, pochissimi ancora resistono per passione intrinseca.
      Stamattina ho letto cose interessanti sugli affari cinesi del figlio di Biden, Hunter. Ovviamente, nella informazione indipendente.
      Si Repubblica, basta vedere il parterre di strilloncelli di cui dispone, per sapere quanta mediocrità e menzogne diffonde.
      Buona domenica.

  3. Giulio Bonali
    27 febbraio 2022 at 8:32

    Molto più facile trovare un dinosauro vivo e vegeto che un giornalista onesto…

    Anni fa solevo dire che se avessi una figlia femmina preferirei di gran lunga che facesse la puttana (sono per certi versi un vecchio bacchettone, almeno secondo i da me disprezzatissimi, in tutta riciprocità, radicalfighetti) piuttosto che la giornalista: un mestiere infintamnte meno disonensto!

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