La banalità del potere, la volgarità della ricchezza, la bruttezza dell’imperio

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Mi sia permessa una digressione rispetto alle mie solite note sulla politica concreta ed immediata 

Mi domando quanta consapevolezza vi sia tra le persone che abitano il nostro pianeta che il desiderio del potere come anche la ricerca della ricchezza siano “passioni” banali e volgari tipiche di individui “malati” che non sanno “vedere” la bellezza dell’amore e della solidarietà, che non sanno “immaginare” la bellezza di un mondo dove nessuno debba inchinarsi a un qualcuno, e tutti possano “sentire” la bellezza di un mondo dove nessuno sia senza una casa, senza cibo, senza istruzione, senza la paura della violenza. Governati come siamo da individui “deprivati” di sensibilità che sanno “godere veramente” solo dell’accumulo dei beni ,degli omaggi della povera gente che li giudica “i migliori”, dei piedistalli che si autocostruiscono, senza le quali cose, fantasie illusorie, si sentirebbero senza identità.

Devo dire che ho sempre ritenuto tali personaggi (in particolare coloro che sgomitano rovinando la salute e la la vita di chi gli sta vicino) semplicemente ignobili . E purtroppo li ho ritrovati dappertutto non solo nei luoghi sacri del potere politico e della ricchezza ma anche in tutti gli anfratti dove fosse stato possibile rosicchiare briciole di privilegio ( vedi sindacati, partiti, ONG, associazioni sportive o culturali …)

Ciò che non è chiaro a molti è che i Renzi, i Marchionne, i Berlusconi, i Draghi, per non parlare degli Obama, dei Kerry, delle Merkel, dei valvassori e dei valvassini sono gli esseri più “bassi” della società che arrivano a dominare innanzitutto per “merito” di un’estrema dote di aggressività e di meschinità ed in secondo luogo per il distacco (o apatia o viltà o disinteresse …) delle persone migliori che esistono in grande quantità ma allo stato attuale egemonizzate dall’ideologia del mercato, del profitto, dell’apparenza (e dunque forse, secondo un grande della musica, complici della volgarità e della “banalità del male”)

Solo un potere che sia di tutti i popoli, solo un potere che sia diffuso tra tutti gli individui, nessuno escluso, è un potere legittimo. Solo quando tutta la ricchezza prodotta dai popoli ritorni a chi l’ha prodotta, solo allora la ricchezza sarà legittima .

Del resto Marx già ci aveva chiarito come l’accumulazione capitalista sia un colossale esproprio delle ricchezze prodotte dal lavoratore e come il processo di alienazione operato dal capitalismo generi l’ideologizzazione dello sfruttamento capitalistico come “naturale e giusto”. “Per trovare un’analogia dobbiamo immetterci nelle nebulose regioni del mondo religioso . Qui i prodotti della testa umana sembrano essere dotati di una propria vita, figure indipendenti che sono in rapporto tra di loro e con gli uomini. Così accade per i prodotti della mano umana nel mondo delle merci…”

Recuperare la visione di un mondo alternativo con l’aiuto di chi come Marx ne ha individuato delle prospettive con un’analisi rigorosa del modo di produzione capitalistico è essenziale nelle lotte contingenti che dovremo fare per essere contro e a favore delle rivendicazioni più immediate, sapendo non solo cosa vogliamo non essere ma anche cosa siamo e cosa vogliamo essere

1 commento per “La banalità del potere, la volgarità della ricchezza, la bruttezza dell’imperio

  1. alfio
    17 dicembre 2016 at 0:44

    quando il potere sara’ di tutti i popoli cessera’ d’essere tale .non vorrei essere pessimista ,
    non e’ nella mia natura ,ma penso che il potere sia’ un elemento antropologico, al massimo
    possiamo solo cercare di frenarne il peso con buone politiche .

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