La “sinistra radicale” e la Siria

Non sappiamo se quanto riportato sotto corrisponda al vero. Tuttavia non abbiamo neanche elementi fondati per sostenere il contrario. Diciamo che diamo fiducia all’autore dell’articolo, Riccardo Paccosi (che si è limitato a trascrivere la registrazione di un nastro durante un assemblea), che peraltro non conosciamo, pubblicato su Facebook. Non escludiamo neanche che si tratti di un pezzo ironico…

Al di là della veridicità (l’articolo lo abbiamo ripreso da “Sinistra in rete” che è un sito serio che ospita peraltro anche molte nostre analisi e riflessioni) dell’articolo in oggetto, quanto riportato, qualora corrispondesse al vero, non ci stupirebbe comunque più di tanto. Eufemismo per dire che non ci stupisce per nulla, perchè conosciamo le posizioni e purtroppo anche la pochezza teorica e politica di certi ambienti della cosiddetta “sinistra antagonista”.

Fabrizio Marchi

 

“Quella che segue, è la trascrizione di un nastro registrato di nascosto durante un’assemblea nazionale di centri sociali occupati. Ovviamente, non posso rivelare la fonte che mi ha inviato la registrazione.
L’assemblea in questione si è svolta in un centro sociale del Nord Italia nel marzo del 2012, ovvero un anno dopo l’inizio della Guerra Civile Siriana.

Antagonista 1: Compagni, dobbiamo prendere posizione sulla Siria.
Antagonista 2: E perché?
Antagonista 1: Perché sarà una faccenda lunga che avrà grosse ripercussioni quindi – anche se abbiamo ben altro a cui pensare, come per esempio Salvini – una posizione la dobbiamo prendere per forza.
Antagonista 3: Beh, la guerra civile è stata fomentata dagli Stati Uniti…
Antagonista 1: No, questa è la lettura di fascisti, eurasiatisti e rossobruni.
Antagonista 2: Giusto! La lettura corretta è che il governo siriano è nazista e poi è sostenuto da Putin che è omofobo!
Antagonista 1: Esatto. Solo che neppure possiamo schierarci così apertamente con gli Stati Uniti.
Antagonista 2: E perché no? Durante l’intervento militare contro la Libia lo abbiamo fatto. Vi ricordate il graffito raffigurante un cartello di divieto – con dentro la faccia di Gheddafi – fatto dal CUA, in Via Zamboni a Bologna, proprio nei giorni in cui la Nato bombardava Tripoli? Ah,ah,ah!
(Tutta l’assemblea ride, a fronte del simpatico ricordo)
Antagonista 1: Sì, ma in Libia la situazione si risolse in poco tempo, in Siria invece durerà degli anni. In tutto questo tempo, qualcuno potrebbe rinfacciarci che il movimento antagonista – dieci anni fa, ai tempi di Bush – scendeva in piazza contro le scelte militari degli Stati Uniti mentre adesso non lo fa…
Antagonista 2: Beh, ma erano per l’appunto altri tempi…
Antagonista 1: Sentite, poche palle: anch’io so – come voi – che gli americani hanno ragione e che Assad e Putin sono nazisti, ma non possiamo dirlo in modo così plateale.
Antagonista 2: E allora che facciamo?
(Sull’assemblea cala il silenzio per diversi secondi)
Antagonista 4: Ragazzi, ascoltate! A me è venuta un’idea!
Antagonista 1: Quale idea?
Antagonista 4: Nella destabilizzazione generale che si è creata, anche i curdi della Siria hanno preso le armi contro Assad! E noi di sinistra stiamo, da sempre, dalla parte dei curdi!
Antagonista 1: Cazzo, hai ragione… Oltretutto, i gruppi curdi, nel contesto siriano, sono appoggiati dagli Stati Uniti.
Antagonista 4: Esatto: in questo modo, possiamo essere dalla parte dell’America, contro la Russia omofoba, ma rivendicando una posizione autonoma. Se qualche rossobruno ci dice che siamo filo-americani, noi gli rispondiamo: no, noi stiamo solo dalla parte dei curdi.
Antagonista 1: Tu sei un genio!
Antagonista 3: Scusate, ci potrebbe però essere un’obiezione…
Antagonista 1: Ma quale? È una soluzione perfetta, invece.
Antagonista 3: Beh, qualcuno potrebbe invece obiettare che, nel 2003, noi protestammo contro l’aggressione americana all’Iraq malgrado il governo di quel paese fosse estremamente repressivo contro i curdi… insomma, allora ci demmo delle priorità completamente diverse… allora, cioè, attribuimmo priorità al protestare contro le politiche americane di aggressione…
Antagonista 1: Qui ti devo però correggere: all’epoca, non protestammo contro la politica “americana”, bensì contro la politica di un presidente americano di destra. Prova ne è il fatto che non abbiamo protestato dinanzi alle scelte di Obama – che è di sinistra – sulla Libia e sulla Siria.
Antagonista 4: E comunque stai tranquillo: nessuno ricorderà un particolare del genere…
Antagonista 1: Benissimo, allora la linea è stabilita ed è la seguente… a noi non ce ne frega un cazzo del conflitto russo-americano, non ce ne frega un cazzo dei rischi di guerra mondiale, non ce ne frega un cazzo del fatto che l’IS e il terrorismo jihadista si siano rafforzati in seguito al vacillare di Assad, non ce ne frega un cazzo delle strategie geopolitiche che sono in gioco: noi siamo la sinistra di movimento e stiamo dalla parte dei curdi, punto e basta.
(Tutta l’assemblea acclama per ovazione la brillante proposta di linea politica)

Fonte: https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/10697-riccardo-paccosi-la-sinistra-radicale-e-la-siria.html

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2 commenti per “La “sinistra radicale” e la Siria

  1. Paolo Mercuri
    10 ottobre 2017 at 22:01

    Credibilissimo, purtroppo. La galassia dei “Centri Sociali” è proprio così. Nel 1999 sono stati, nei fatti, solidali con la NATO nel massacrare la Jugoslavia.
    Quando spariranno sarà sempre troppo tardi.

  2. armando
    10 ottobre 2017 at 23:05

    Nonostante tutto il male che si può dire della sedicente sinistra antagonista (a cosa e a chi non è dato sapere) , mi sembra davvero una bella presa in giro. Intendiamoci, che la sx antagonista sia in piena quotidiana confusione, che si arrampichi sugli specchi scivolosi di spiegazioni improbabili e contraddittorie, che il suo antifà sia così misterioso da farle amare gli ucronazi coccolati dagli Usa, che ormai si sia ridotta ad essere la grancassa, peraltro neanche ascoltata, del gaio radicalismo lgbt e del femminismo, è del tutto vero. Ma che quel colloquio sia reale, anzichè surreale come è, mi sembra ancora impossibile. Ma forse sono un ingenuo perchè mi ostino a credere che le persone, anche quelle con idee molto distanti dalle mie, pensino e ragionino ancora.

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