Il potere più grande

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Si continua a parlare di violenza sulle donne. Dato che non ne posso più e, consapevole che toccare i luoghi comuni significa sempre rischiare forte (ma che volete da me, io sono così: non amo le menzogne), affermo senza mezzi termini che si tratta dell’ennesima manipolazione dei potentissimi media che formano ormai le coscienze contemporanee.

In realtà, sono convinto che “basta” vada detto alla violenza – e, cioè, alla violenza tout court.

Vorrei inoltre che, almeno qualche volta, ci si ricordasse dell’incredibile e spesso silenziosa violenza compiuta da mamme, fidanzate, mogli, amanti, colleghe, sugli uomini che ne cadono vittime – e questo a cominciare dall’adolescenza.

Le donne dispongono di un potere immenso, probabilmente il più grande potere esistente sulla terra. Possibile che non riusciamo a comprenderlo?

Si sta usando la violenza compiuta da qualche animale (che volete, esistono anche uomini simili: troppo fragili forse, o preda di una idea sbagliata dell’amore) per cancellare o rendere poco visibile la violenza nata dall’immane potere delle donne.

Qual è il fine di tutto questo? A chi giova? È questo che dovremmo chiederci…
E non credo affatto che giovi alle donne…

E basta!

10 commenti per “Il potere più grande

  1. Rutilius Namatianus
    10 gennaio 2017 at 12:32

    “Le donne dispongono di un potere immenso, probabilmente il più grande potere esistente sulla terra. Possibile che non riusciamo a comprenderlo?”.
    Bell` articoletto, ma perche` non dici chiaramente che potere intendi?

  2. Sergio da Taranto
    10 gennaio 2017 at 14:13

    Antonio Martone non ne può più di queste mensogne?….ci sono migliaia di uomini violentate dalle donne che non ne possono più di queste mensogne.
    La ” violenza sulle donne” è come la politica…falsità,su falsità manipolate dal sistema di potere.

    • Daniele
      10 gennaio 2017 at 20:24

      Sì, Sergio, però credo sarebbe il caso di spiegare bene cosa si intende con affermazioni del tipo “si sono migliaia di uomini violentati dalle donne”, perché, di norma, una donna non può violentare un uomo, per non parlare del fatto che senza l’eccitazione maschile non esiste penetrazione e pertanto neppure la violenza fisica.
      La violenza femminile agisce in un altro modo rispetto a quella maschile.
      >>>

      PS: Vorrei proprio vederla una femmina che cerca di “violentarmi”: finirebbe KO dopo un secondo.
      Tra l’altro le suddette non hanno certamente bisogno di usare delle modalità maschili per arrivare allo scopo.
      A questo aggiungiamo che, generalmente, alle femmine non frega nulla del sesso fine a se stesso.

      • Fabrizio Marchi
        10 gennaio 2017 at 21:25

        Daniele, è evidente che Sergio non si riferiva alla violenza sessuale ma a tante altre forme di violenza che le donne (alcune donne…) esercitano sugli uomini (nonché sugli anziani e sui minori e in quest’ultimo caso anche quella sessuale). Non c’è bisogno che ogni volta che intervieni ci ricordi che sei un peso massimo…

        • Daniele
          10 gennaio 2017 at 22:11

          Fabrizio, questo è quanto ha scritto Sergio.
          >>>>>>>>>
          “si sono migliaia di uomini violentati dalle donne
          >>>>>>>>>
          Ora, siccome non tutti – e soprattutto tutte – quelli che leggono sono ferrati in materia di questione maschile e “guerra dei sessi”, mi pare ovvio che vadano fatte delle precisazioni…
          Riguardo al mio essere un peso massimo, mi pare ovvio che non mi riferisco a te o a qualcun altro che scrive in questo giornale.
          Semplicemente “rendo l’idea”.
          Affermare che un uomo possa essere violentato, in senso letterale, da una donna, equivale a darsi la zappa sui piedi, perché a meno che la tipa non sia una specie di orco e l’uomo in questione mingherlino, è praticamente impossibile.
          Fabrizio, le parole sono importanti.

  3. armando
    10 gennaio 2017 at 14:17

    Il potere femminile è sempre esistito: potere silenzioso, privato, occulto e spesso occultato dagli stessi maschi che, nel mentre si sforzavano di mostrarsi “virili” nel loro potere pubblico, nella vita privata spesso erano dei nani. Fino ad ieri era così. Le donne, dato il loro potere personale, sono sempre state “usate” per intrighi politici, geopolitici e spionistici, anche quando il potere pubblico maschile ne limitava alcuni diritti civili forse temendo più che le donne stesse la propria “debolezza” di fronte ad esse. Già perché il grande potere femminile è direttamente proporzionale alla “debolezza” maschile. Più il maschio è fragile nella propria virilità interiore, più il potere femminile cresce. La violenza sulle donne, al netto delle esagerazioni interessate per cui passa x emergenza femminicidio un tesso di morti violente assolutamente fisiologico (a meno di aspirare al paradiso terrestre privo di contrasti), nasce proprio dalla fragilità di soggetti maschili “femminodipendenti”, forse mai staccatisi dal rapporto simbiotico col materno che tendono a riprodurre nelle relazioni amorose. La differenza, naturalmente, è che mentre il bambino sopporta la ferita del distacco (normalmente impressa dal padre), che trasforma in fattore di crescita, il distacco getta l’adulto “matrizzato” nel panico più totale per la perdita dell’oggetto d’amore primario e genera quel tipo di reazioni fino all’omicidio. Se questo è vero, e lo è, allora il rimedio è esattamente opposto a quello ventilato dal mainstream. Occorre cioè maggior virilità e paternità vere e forti , perché un maschio integro non compie violenza verso la donna: Ma non perché educato alle “buone maniere” e quindi con un diminuito tasso di maschilità come vorrebbe la vulgata modernista e politicamente corretta che propone gli insulsi corsi sul “rispetto” o sulla “legalità”. Al contrario: un maschio forte e integro , che quindi ha potere su se stesso, capisce perfettamente che non vale la pena rovinarsi la vita (e quella di altri) per nessuna donna al mondo, nessuna. Può valere la pena rischiare la propria vita per amore, (per amore autentico, appunto), ma mai rovinarla per incapacità di reggere una ferita. A chi giova, si chiede nel finale l’articolo? La mia risposta è che giova ad un potere che necessita di maschi e padri imbelli che non sappiano più ergersi contro di esso ed è per questo che la virilità non solo non è di moda ma viene criminalizzata. Il potere silenzioso femminile, dicevo, è sempre stato usato, ma oggi viene incentivato in ogni modo sotto la falsa apparenza della parità. E’ divenuto la prassi, la normalità del potere per rendere se stesso più forte eliminando l’ostacolo maggiore, un maschio che stia “in piedi” da solo. Altro che le fregnacce sull’eterno “potere patriarcale”. Giova anche alle donne? si e no. Si nel breve periodo perché le fa sentire forti, psicologicamente più salde dei maschi che pure hanno voluto in ogni modo si riducessero a si poca cosa. Esalta il loro narcisismo da cui i “confronti” su ogni cosa, la pretesa di essere migliori etc. etc. etc.
    Ma nel lungo periodo le cose cambiano del tutto. Perché alla fine, passata la sbornia iniziale (quella, ad esempio, che porta molte donne a scegliersi un maschio “soft” per sentirsi il lato forte della relazione), arriva immancabile la delusione per un maschile depotenziato, fragile, bisognoso, quando al contrario anche la più forte delle donne “normali” è attratta dalla protezione maschile (ma difficilmente lo confesserà, a se stessa prima di tutto). Dice nulla il clamoroso successo presso le donne ottenuto in Usa, il paese più femminista che c’è, da “Cinquanta sfumature di grigio” e poi di rosso e altri colori? Eppure è solo un libello anche noioso, nel quale il bisogno femminile di un uomo forte è portato al parossismo ed alla esagerazione distorcente. Che sia proprio a questo dovuto il suo successo?

  4. Patrizia
    10 gennaio 2017 at 15:25

    I cosiddetti uomini fragili sono quelli che ammazzano le loro ex o le compagne, mogli o fidanzate? Complimenti per l’acuta analisi! E le loro vittime sono quelle che hanno il potere?
    Ma basta con questi sensi meschini di falsa inferiorità e chiamiamolo per quello che è: FEMMINICIDIO

    • Daniele
      10 gennaio 2017 at 20:18

      Casomai è omicidio è NON femminicidio.
      Il femminicidio non esiste: esiste solo l’omicidio.
      Basta con queste sciocchezze.

  5. Daniele
    10 gennaio 2017 at 20:55

    >>>>>>>>>>
    Le donne dispongono di un potere immenso, probabilmente il più grande potere esistente sulla terra. Possibile che non riusciamo a comprenderlo?
    >>>>>>>>>>
    Antonio Martone, a cosa ti riferisci di preciso?
    Al potere materno? Oppure a quello sessuale?
    Ok, che quello materno sia un grande potere è fuori discussione, però credo sarebbe anche il caso di non esagerare.
    Idem per il potere sessuale, che, comunque, riguarda le donne giovani (e relativamente giovani), nonché di bell’aspetto e parimenti attraenti.
    Altrimenti, passata una certà età, del potere sessuale femminile resta ben poco.
    Per essere più chiaro: una Rosy Bindi non aveva, e tantomeno ha, alcun potere seduttivo sugli uomini.
    Ripeto: non esagerare.

  6. Alessandro
    10 gennaio 2017 at 22:00

    La violenza sulle donne è un problema serio, grave, come lo è la violenza sugli uomini, sui bambini, sugli anziani e, perchè no, sugli animali.
    Eppure nonostante la medesima gravità si parla solo della prima. Perchè? Semplice. Il settore cronaca nera è oramai affidato a redazioni e giornaliste/i che appartengono a un determinato schieramento ideologico, quello neofemminista. Hanno tutto l’interesse a che l’opinione pubblica sia orientata a pensare che quella in corso sia un’emergenza senza eguali e soprattutto hanno tutto l’interesse a celare i casi di cronaca nera che possano offuscarla. E ciò che non passa attraverso i media non esiste.
    Per comprendere come negli ultimi quindici anni sia cambiato l’approccio al fenomeno cronaca nera faccio l’esempio del caso Cogne del gennaio 2002. Noi tutti ci ricordiamo come il caso d’infanticidio in questione fosse trattato morbosamente da tutte le televisioni tanto da diventare una sorta di sgradevolissimo tormentone. Da allora ci sono stati tanti casi d’infanticidio commessi da donne, eppure se io vi chiedessi d’indicarmene uno fatichereste a dare una risposta affermativa. Sarebbe impossibile oggi un’attenzione tale a un caso simile. Da allora la lobby femminista ha gradualmente occupato le redazioni dei giornali e delle televisioni, salvo poche eccezioni, i vertici politici, le istituzioni, ecc., propagandando o censurando. Internet, e i centri di potere decisionale come Bruxelles e Washington, hanno offerto la possibilità a voci sparpagliate per tutto l’Occidente di raccogliersi in una voce sola: nasce la lobby e come ogni lobby opera una pressione enorme su tutto ciò le sta a cuore, ma che cosa le sta a cuore?
    Prima di tutto l’emergenza in questione ha di mira l’educazione dei più giovani. Tutte le lobbiste sono chiare da questo punto di vista: per stroncare il fenomeno occorre agire sui giovani in età scolastica, ma anche universitaria. Occorre un’educazione che insegni ai più giovani che cosa è il rispetto verso le donne, che combatta gli stereotipi di genere ecc.. In poche e chiare parole: indottrinamento ideologico femminista. La 107 lo prevede. Ma la lobby ha fatto un errore, ci ha infilato dentro la questione del gender, dell’omosessualità, credendo di rafforzare la proposta, ma in realtà mettendo in allarme il cattolicesimo di destra che , paradossalmente, finisce per difendere la libertà d’insegnamento, che la sinistra vorrebbe limitare in questo specifico ambito. Poco importa che praticamente tutto il corpo docente sia di sesso femminile. E’ una sorta di “cavallo di troia” per entrare laddove si decidono anche le sorti future di un Paese, nella scuola, così come la retorica sul corpo delle donne è servita per operare una forte pressione sui palinsesti televisivi e per piazzare nei posti che contano le persone giuste affinchè questo “problema” venisse debellato. Ed è più o meno ovunque così in Occidente.
    E poi ci sono i finanziamenti pubblici da destinare ad associazioni che hanno un bisogno costante a che l’emergenza sia tenuta viva, pena il vedersi decurtare i medesimi. Ed ancora c’è la volontà, mettendo in cattiva luce un intero genere, di creare le condizioni perchè le decisioni prese dalla lobby possano trovare una buona accoglienza da parte dell’opinione pubblica. Infatti chi voi scegliereste tra la vittima e il carnefice?

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