Ricordati di santificare le feste

Il primo maggio

Ricordo i primi maggi della mia, anzi nostra gioventù. La gente in piazza nei più piccoli paesini del Lazio. Le scampagnate fuori porta a Roma nei prati che, con l’andar del tempo, sarebbero stati cintati da filo spinato o ricoperti da palazzoni/palazzine magari rimasti invenduti. E anche i grandi comizi che erano insieme di festa e di lotta: celebrazione di conquiste e coscienza dei problemi aperti, nel nostro paese e nel mondo.

Poi, tutto, si è progressivamente rattrappito. Via i paesini e limitate le scampagnate. Dalla nostra festa al giorno di vacanza, senza particolari connotati.

Il comizio, unito o separato, sempre più insipido. Al punto di dover sostituire, per conferirgli un minimo di sapore, il cantante al politico ( un pò come alle feste dellUnità dove il complessino rock era il concorrente/traino del “dibbattito”).

Oggi siamo arrivati alla richiesta della Confindustria di partecipare alla festa; richiesta più che logica in un mondo in cui dare lavoro, alle proprie condizioni, è un diritto e lavorare, a qualsiasi condizione, è un dovere.

La prossima tappa, lascio a voi l’immaginarla.

 

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1 commento per “Ricordati di santificare le feste

  1. Alessandro Bravi
    1 maggio 2019 at 14:35

    C’è rimasto solo questo: stamattina al mio paese (Sant’Angelo in Vado PU) banda musicale (dove suono) Con “Mameli”, “Lavoratori” e quant’altro in corteo per finire al circolo Arci “Risorgimento” con tradizionale rinfresco, oggi si dice aperitivo, con salame, formaggio, uova sode e vino… Finché queste cose hanno vita… c’è speranza. O no?!… Comunque buona festa a tutti. P.S. Aspetto sempre un suo suggerimento per le prossime europee… se può esserci. Grazie e a presto.

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