Sinistra turca e questione curda

Questa intervista ad Aytekin Kaan Kurtul, un ex esponente del Partito dei Lavoratori Turchi, è stata realizzata al fine di fornire ai lettori una sia pur breve panoramica della sinistra turca e della questione curda, e alcune indicazioni generali sulla composizione politica delle formazioni di sinistra sia turche che curde.
-Appartieni ad un partito o una formazione politica? Se sì, quale?
No, però fino ad un anno fa militavo per il Partito dei Lavoratori turco(oggi Vatan Partisi, partito patriottico ndr) e ne ero il rappresentante per l’Italia. Ora contribuisco occasionalmente alla rivista online della Gioventù Comunista turca, affiliata al Partito Comunista turco.
-Qual è la composizione delle forze di sinistra e comuniste turche?
Come in qualsiasi altro paese ci sono i campi tradizionali come i marxisti-leninisti, i maoisti, gli enveristi, i trozkisti e i libertari. Direi però che il comunismo turco ha avuto una sua particolarità perché si è diviso in due campi principali fin dagli anni ’60: quelli che sostengono la cosiddetta “tesi della rivoluzione nazionaldemocratica” e quelli che invece sostengono la tesi della rivoluzione socialista. I primi ribadivano che ci dovesse essere una fase intermedia tra lo status quo e il socialismo, alla quale possono contribuire anche i settori sociali piccoli borghesi. I secondi, dall’altro lato, sostenevano una tesi comunista più “tradizionale” che non riconosceva un ruolo progressista alla piccola borghesia. La prima posizione era sicuramente egemone fino al colpo di stato del 1980, che ha imposto il neoliberismo al popolo con la forza delle armi. Ora direi che la seconda è più diffusa in quanto nessun piccolo o anche medio borghese può essere veramente indipendente in un’economia che ha una struttura finanziaria egemonizzata dal grande capitale. Attualmente, purtroppo, la maggior parte della sinistra ha però scelto di sostenere un partito liberale come l’HDP che non si oppone alla NATO e sostiene l’entrata della Turchia nell’UE. Il fatto che questo partito sia l’ala “legale” del PKK rende le cose scuramente ancora più complicate.
Nonostante ciò il Partito Comunista turco (di ispirazione marxista-leninista, vicino al KKE) e il Partito della Liberazione Popolare (il quale sostiene una variante della tesi della rivoluzione nazionaldemocratica pur essendo d’ispirazione marxista-leninista) sono rimasti indipendenti e hanno insistito sulla necessità della costruzione di una forza comunista vera e propria nel Paese.
-Quindi i loro progetti in politica interna puntano alla creazione una forza rivoluzionaria?
Quelli del HDP sicuramente no. Infatti ultimamente hanno chiesto alla NATO di fermare Erdogan e nei loro manifesti lodano i progetti europei di decentralizzazione. Quindi meglio chiamarli liberali.
-Secondo le forze comuniste, quale ruolo ha la Turchia in Medio oriente? Quale nello scenario globale?
La risposta dipende dalla forza comunista a cui ti riferisci. A mio parere comunque, la Turchia negli ultimi anni è diventata una complice “diretta” degli Stati Uniti ma dato che parliamo di un membro della NATO questa complicità risale già agli anni 50. Nonostante ciò, la Turchia aveva però mantenuto una sua relativa sovranità fino al golpe a cui facevo riferimento prima, in quanto poteva far valere i propri interessi nei confronti degli Stati Uniti perché c’era un meccanismo costituzionale relativamente democratico e perché la presenza dell’URSS rendeva gli Stati Uniti dipendenti, in un certo senso, dall’alleanza con la Turchia.
Con il golpe filo statunitense (orchestrato dagli Stati Uniti) gli USA sono intervenuti direttamente negli affari interni della Turchia. Dopo la dissoluzione dell’URSS, la Turchia è diventata un’alleata meno strategica, ovvero necessaria ma in pochi ambiti.
-Qual è, nel merito, la posizione dei partiti marxisti-leninisti a cui facevi cenno prima?
Il Partito Comunista turco ribadisce che non si può parlare di sovranità in presenza delle basi militari della NATO; il Partito della Liberazione Popolare ha una posizione simile. L’HDP di queste questioni non ne parla neanche.
-Il pensiero di Kemal Ataturk è poco conosciuto in Italia. Puoi farne una breve sintesi? Che peso ha(ed ha avuto) il kemalismo sulle forze comuniste turche?
Storicamente, a suo tempo, la Repubblica di Turchia fu fondata con l’appoggio diretto dei bolscevichi. La Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa fu tra i primi Stati a riconoscere il governo di Ankara. Dunque, il kemalismo non è mai stato molto lontano da alcuni movimenti comunisti del secolo scorso. Tuttavia, il kemalismo è stato un movimento e una corrente ideologica piccolo borghese, anche perché non poteva avere un carattere proletario in un paese arretrato come era la Turchia; di conseguenza non era favorevole al concetto di lotta di classe. Nonostante ciò, la maggior parte dei comunisti turchi, considera Mustafa Kemal una figura rivoluzionaria che ha realizzato il progresso sociale più importante della storia turca.
-Passiamo ora alla questione curda. Intanto partiamo dalla propaganda a favore del PKK avviata in Italia.
Il PKK è stato celebrato dalla sinistra italiana come una forza comunista/libertaria che porta avanti una rivoluzione sociale nel Rojava (vedasi le posizioni di vari movimenti libertari, anarchici e di sinistra radicale ecc).
Questo corrisponde alla realtà?
No. Il capo del PKK ha rinunciato al marxismo circa 10 anni fa, definendosi un “hegeliano di sinistra”. L’ideologia attuale del PKK potrebbe essere definita come un “modernismo democratico” che prevede una sorta di confederazione liberale tra comuni di varie identità. La società che il PYD e lo YPG mirano a costruire nelle province settentrionali della Siria si fonda essenzialmente su questa idea, e lo si vede chiaramente nella “Costituzione del Rojava”.
-Ho letto online molte critiche sul ruolo dei partiti curdi nella situazione mediorientale(ad esempio l’articolo del FPLP riportata dal Comitato Kanafani, ma anche diversi articoli del PC del Ticino.)
http://kanafani.it/?p=947
http://www.linterferenza.info/esteri/le-ambiguita-irrisolte-del-pkk-dal-marxismo-al-separatismo-etnico/
http://www.sinistra.ch/?p=3694
Come si rapportano i comunisti turchi e le formazioni curde? Alla luce di quanto hai detto, esistono formazioni comuniste curde slegate dal PKK? I partiti curdi sono secondo te in qualche modo controllati dalle potenze imperialiste occidentali?
Noi comunisti non crediamo nella separazione del partito secondo l’etnia. Tutti i partiti comunisti “nazionali” in Turchia hanno militanti curdi e pubblicano non solo in turco ma anche nei due dialetti curdi diffusi nel nostro paese (Kurmanci e Zazaki). Il Partito Comunista turco e il Partito della Liberazione Popolare, cioè i due partiti comunisti che non hanno sostenuto l’HDP alle ultime elezioni, difendono l’unità nazionale della Turchia riconoscendo ai curdi una piena libertà culturale. I partner turchi dei compagni svizzeri sono i miei ex compagni, che hanno cambiato il nome del loro partito qualche mese dopo la mia partenza. Purtroppo, la dirigenza di questo partito ha interpretato dogmaticamente il concetto della “contraddizione principale” proposto originariamente da Mao, ed è rimasta cieca verso tutte le contraddizioni tra le varie forze che si oppongono al PKK, il quale viene considerato “il nemico principale”.
Tuttavia, io mi ero dimesso non solo per questo motivo, ma anche per il fatto che questo partito(Vatan Partisi ndr), negli ultimi anni, ha cominciato ad usare una retorica reazionaria, ha cioè cominciato a parlare della fine della dicotomia sinistra-destra, si è aperto ai vecchi proprietari feudali curdi e ha allacciato relazioni con figure fascistoidi e reazionarie come Aleksandr Dugin… Insomma, la posizione dei compagni svizzeri in questo ambito è corretta, ma non per i motivi più giusti. Il FPLP ha sempre avuto buone relazioni col partito che ha rapito il procuratore(DHKP-C ndr),infatti quell’articolo è stato tradotto dalla rivista di questo partito turco.
-Quando dici questo partito invece intendi il PKK o il tuo ex partito
Il mio ex partito. Anche il PKK ha degli amici tra i vecchi proprietari feudali, ma non ha legami con Dugin.
I dirigenti più importanti dell’HDP sono generalmente dei vecchi proprietari feudali: gente come Sirri Sakik, Dengir Mir Mehmet Firat, Ahmet Türk ecc. Firat è anche uno dei fondatori del partito di Erdogan tra l’altro, e ora sta col PKK.

1 commento per “Sinistra turca e questione curda

  1. Gianni Sartori
    22 febbraio 2016 at 19:53

    “Nonostante ciò, la maggior parte dei comunisti turchi, considera Mustafa Kemal una figura rivoluzionaria…”
    ho letto bene?
    E fanno le pulci ai compagni curdi?
    GS

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