Usa, Ue, Nato, tre suonatori – Grecia, Cuba, Iran, tre suonati. Cap. 1° Grecia

vaso greco

“Una volta raggiunta la dominazione globale e una volta che il successivo baccanale edonistico si spegne, il capitalismo globale imploderà. Per una serie di motivi, non per ultimi la mancanza di frontiere da infrangere e di nuovi mercati da sfruttare”. (Rosa Luxemburg)

“La ricerca della verità è la più nobile occupazione dell’uomo, la sua pubblicazione è un dovere”. (Anne Louise Germaine de Stael)

L’Occidente ha conquistato il mondo non per la superiorità di idee, valori, religione, ma per superiore applicazione della violenza organizzata. Gli occidentali se ne scordano spesso, i non-Occidentali mai. (Samueì Huntigton, “Lo scontro delle civiltà”)

 a noiUna nota fuori tema. Lo sguattero Renzi nel laboratorio in cui Frankenstein sviluppa il mostro tecnonazista, si sente al sicuro. Davanti alla porta il taumaturgo gli ha piazzato una guardia del corpo formidabile, Monica Maggiori, signora Bilderberg eTrilateral, embedded  a stelle e strisce in tutte le guerre militari e mediatiche, dall’Iraq all’Iran, fallimentare direttrice di RaiNews24 e perciò presidente Rai. Madre di tutti i cicisbei, gigolò e mignotte con cui Renzi si è assicurato il controllo e il perfezionamento del bisturi che al suo maestro serve per le lobotomizzazioni di massa.

L’idra e i tre pasti nudi

Nel giro di un mese l’Idra a tre teste, Usa-Ue-Nato, con il corpo e gli organi vitali radicati a Wall Street, ha consumato tre pasti nudi (Violenza e devianza dell’immaginazione. William Burroughs).Tre bocconi di considerevole peso strategico, tanto da aver mutato a favore delle trimurti l’intero equilibrio geopolitico tra Atlantico-Mediterraneo e Asia.Tre grossi gradini nell’escalation verso l’attacco all’obiettivo centrale, storico, strategico, la Russia di Putin. E, come è nella logica delle larghissime intese, al plauso al nuovo Obama, passato dal ghigno truce delle sue sette guerre (tre di Bush più quattro sue), al sorriso benevolo da guru della diplomazia e dell’accordo negoziato, si è aggiunto, immancabile quando si tratta di celebrare l’unità di fondo della “comunità internazionale”, civile e democratica, l’incenso dei turiboli di “sinistra”. La Grecia, salvata alla e dalla famiglia europea, che, grazie al munifico Draghi (così Vendola), saprà volgere il knock out in rilancio e crescita; Cuba, che procede sulla strada verso il socialismo sugli scintillanti binari della privatizzazione e degli investimenti stranieri: l’Iran, liberato dall’ipoteca nucleare, che rientra nel concerto delle nazioni e aiuterà l’Occidente a debellare califfi e ogni altra turbolenza. Pur restando lo “Stato Canaglia, padre di tutti i terrorismi che sconvolgono la regione” (Generale Martin Dempsey, Capo di Stato Maggiore di tutte le Forze Usa), con opzione militare appena sgarrasse.

Il Quisling va bene, i 5Stelle alla gogna

Tutti a deprecare, prima, l’accanimento sul povero Tsipras degli uomini di panza di Wall Street-Bilderberg nelle sedi distaccate di Bruxelles, Francoforte, Berlino. Poi, tutti a crogiolarsi nella soddisfazione che un bel po’ di “aiuti” alla Grecia, dopotutto, sono arrivati e che anche il pensionato disabile a 87 euro al mese verrà salvato dall’immancabile crescita. E comunque, nella solita tossica unanimità, tutti a elogiare il bravo Alexis (“Tsipras è troppo idealista” ha titolato “il manifesto”) che l’ha sfangata. Gli uni per non dover riconoscere che, per l’ennesima volta, si sono aggrappati a un ronzino fatto passare da purosangue; gli altri per essere stati bravi a domare il ronzino. Qui gli unici che si salvano sono i 5Stelle che hanno dato prova di lucidità sostenendo la lotta del popolo greco, il suo trionfale voto per il vaffanculo alla Troika, senza perciò avvolgersi a ghirlanda su Tsipras, anzi. E che poi, quando l’illusionista, come avevano agevolmente previsto, quel NO l’ha pervertito in un SI’ lungo come un tappeto rosso da Atene a Bruxelles, non hanno fornito attenuanti all’infiltrato.Torna a loro onore e convalida il fatto, tanto irriso dai farlocchi della Brigata Kalimera, che ad Atene la gente li abbia accolti, ma i capoccia di Syriza li abbiano schizzati.

Dire che è sospetto, piuttosto che sprovveduto, l’entusiasmo per Tsipras esploso a occhi chiusi fin dall’inizio e estenuato oltre la nemesi del suo smascheramento, è dire poco, se si osserva quanto unisce al grande tronco del collaborazionismo l’illusionista di Atene e i microrganismi che da noi vanno ripetendosi allo specchio il mantra da autoipnosi, “c’è vita a sinistra”. Sono tutti rametti dell’albero genealogico Nato, imperialismo, Usa, Ue. Li fonde in unica, tossica gramaglia il silenzio, il silenzio-assenso e l’assenso tout court, che tutti fanno lo stesso brodo, rispettivamente sull’imperialismo, sulla Nato, sull’euro, sulla non-violenza e sul diritto all’esistenza e all’autodifesa di Israele.

La Grande Rapina e il suo palo

troika tsipras_merkel

 Il losco piacione – perfetto Tsiprenzi, ma anche Tsiquisling, o Petainpras, o Badopras (nel senso di Badoglio), o, scendendo per li rami, Tsiprendola, fino a Scilipras – era di una trasparenza totale fin dal primo giorno. Come Obama, come Hillary Clinton, come Abu Mazen, come, un po’ più tardi, Raul Castro. Leggo da qualche parte che questo gigolò delle ammucchiate Merkel, Lagarde, Juncker, avrebbe trasformato il NO corale del suo popolo in una resa incondizionata agli avvoltoi, solo perché, afflitto da “miopia economica e opaca strategia politica, era convinto che si poteva spezzare il connubio euro-austerità”.. Balle! La verità è che questo membro giurato della Nato, questo appassionato membro dell’UE, questo convinto apostolo dell’euro, questo intimo dell’aberrazione israeliana, l’hanno messo lì coloro che sanno dove collocare i pezzi. Come Obama dopo il disgusto mondiale per Bush, come Bergoglio dopo le furie reazionarie di Ratzinger, come Monti per un saccheggio fatto passare per crisi. La missione assegnatagli era di impadronirsi a forza di fole dell’eroica rabbia di un popolo, più in piedi di qualsiasi altro, tolti i siriani, per avviarlo lungo un calvario che finisse con la crocefissione. E ne era perfettamente consapevole, come Renzi, come Obama, come Poroshenko. Un capolavoro di False Flag, ora che  i colonnelli  del 1967 non sono popolari. Ma che rimangono sempre l’extrema ratio.

Il Piano B c’era. L’avevano elaborato Varoufakis e i suoi e Tsipras ne era al corrente.

In una notte si potevano bloccare i capitali, nazionalizzare le banche, immettere una moneta parallela e adottare le altre misure che avrebbero consentito un controllabile Grexit, accolto con interesse e generosità da Russia, Cina, BRICS. Con un calcolo di perdite sostenibili. In ogni caso una luce in fondo a un tunnel dichiarato senza uscita. E senza più la macina al collo di un debito galattico (che tutti sanno impagabile), potenziato a fin di cappio che si stringe da 86 miliardi di “aiuti” (leggi “prestiti”). Tsipras, non minacciando il Piano B, del resto, si era auto-evirato di ogni potere negoziale. Sapeva, il traditore, che qui non erano in ballo i debiti, ma in primis una Grecia perfettamente incastonata nel sistema di guerra occidentale. Perché lo scopo strategico per radere al suolo la Grecia non era, appunto, il debito mai più pagabile, ma quello di costringerla in ginocchio, col muso per terra, al guinzaglio della Nato. Quando Lagarde ha parlato di debito irrestituibile (gli interessi, peraltro, fluiscono) e Obama ha sollecitato di non infierire (hanno infierito lo stesso, grazie alle strizzate d’occhio di Tsipras), emergeva luminoso come una cometa il vero intento. La Grecia dentro la Nato, con il suo 7% di spese militari per armamenti tedeschi, francesi, Usa, e la sua collocazione strategica alle spalle di Egeo, Medioriente, Africa, e in proiezione a Est verso Iran, Russia, paesi ex-sovietici.

treTsipras ha agevolato la marcia del tecnonazismo nord-europeo-Usa verso un’élite europea di guardie e ladri uniti. L’1% eurocratico, cugino di quello Usa, al comando, e una  periferia (anche interna) di sudditi derubati e oppressi. Mentre le guardie sorvegliano, i ladri si sono fatti passare 50 miliardi di patrimonio storico ellenico, quelli del fondo “a garanzia” (che Stranamore Schaeuble voleva addirittura collocare a casa del boss dei boss Juncker, principato canaglia, paradiso degli evasori). Effetto collaterale (certamente previsto) di tutto questo, un regalone di spazi e di voti ai picchiatori fascisti eurofobici di Alba Dorata. Un po’ quel che Renzi offre alla marionetta Salvini, cercando di strapparli al titolare naturale 5Stelle.

Dunque Israele. Non vi pare fantastico che, davanti a quello che ora riassumeremo e che soltanto il bravo Manlio Dinucci, unico nell’informazione nazionale, è riuscito a far filtrare nel “manifesto”, tutta la festosa Brigata Kalimera, con sullo sfondo l’intero cucuzzaro sinistronzo (vi eccelle il maestro della “parola contraria”, Erri De Luca, con tanto di ascendenze “pacifinte” e New Age come Alex Langer, che invocava le bombe Nato sui serbi, o la compianta Giuseppina Giuffrida), non abbia ritenuto quanto meno di attenuare gli incensi e la caterva di giustificazioni al suo ennesimo idolo Tsipras, idolo frantumato per i greci, ma imperituro per costoro? Fantastico che tuttle nefandezze che, peraltro con stile e moderazione, rimproverano a Renzi, in termini di subalternità a UE, Israele, Usa e Troika, di macelleria sociale e di devastazione democratica, lo perdonino al gaglioffo greco? 

Non vi risulterà per niente fantastico se considerate quanto questo cucuzzaro di microorganismi sinistrati, che ciabattano in giro proclamando a trombetta “c’è vita a sinistra”, abbiano da dire su imperialismo e Nato e relativi effetti collaterali sul nostro paese. Cioè zero. Se ne guardano bene, da anni, per quante Libie, Sirie, Iraq, Afghanistan, Yemen, basi ecocide e omicide Usa e Nato in Italia, stiano inondando di sangue il pianeta. Gli basta mettersi il distintivo della coalizione anti-Isis (sebbene evidente tentacolo di imperialismo e Nato), per sentirsi apposto, se non con la coscienza e conoscenza, con quanti, nell’altissimo, li lasciano vivacchiare ai margini. Vita a sinistra.

Coloni sionisti, dopo la Palestina, occupano la Grecia

ISRAELE_PALESTINAE’ un’evidente bufala la notizia di alcuni siti da verificare, per ora non smentita, che colui che ha confiscato 4 anni di straordinaria lotta di popolo, come non s’era vista in Europa dai tempi del Vietnam sarebbe un ebreo sefardita, figlio del milionario Pavlos Tsipras morto nel 2012, emigrato dalla Turchia negli anni ’20, quando il nome della famiglia era ancora Babeski. Ma così si chiama anche il villaggio turco da cui la famiglia originava. Naturalmente, salvo voler essere fulminati dall’accusa di antisemitismo, siamo certi che non tutto è lobby e queste ascendenze non hanno nulla a che fare con il recente lingua in bocca con Israele…. E sappiamo bene cosa oppone a questo Israele ebrei come Pappe, Sand, Chossudovsky, Atzomon. Più significativa, forse, la rivelazione del sito Gazetawarszawa che aggiunge che Syrizia sarebbe stata ampiamente finanziata dall’ebreo ungherese, George Soros, massimo protagonista di tutte le destabilizzazioni a fini di regime change, dalla Jugoslavia all’Ucraina. In ogni caso con Tsipras abbiamo a che fare con l’ennesimo pseudo-dissidente controllato dal sistema. Il che spiegherebbe anche certi entusiasmi di affini dalle nostre parti.

1Se tutto questo è vero, chi potrebbe meravigliarsi dello sciagurato e inevitabilmente criminale connubio militare tra i gangster nazisionisti e lo scendiletto greco della tecnonazi-Europa in marcia. Per chi si fosse perso Dinucci, dettagliamo: il 19 luglio hanno firmato un accordo di collaborazione e integrazione militare i ministri degli esteri dello Stato Canaglia, Moshe Yaalon, e l’omologo dello Stato fallito, l’ultradestro Panos Kammenos. Quest’ultimo  comprensibilmente è stato mantenuto nella conventicola governativa, dopo che il premier si era sbarazzato dei critici di sinistra e aveva ricuperato, su ordine dei luogotenenti della Cupola, BCE, FMI, Bruxelles, i rottami Pasok e ND (pensate a Renzi che risuscita la salma di Berlusconi) che, in sincronia con i padrini, avevano disossato la Grecia, offrendone le carni al banchetto euroatlantico. Quei detriti che il popolo greco aveva spedito in discarica, primo in Europa. La continuità tsiprasiana con i precedenti regimi corrotti dagli armieri concessori e corruttori tedeschi e Nato, perché rovinassero l’economia a forza di spese per tank, aerei e sommergibili, costituenti il quintuplo di quanto stanziato per scuola o welfare, è totale.

Boccone greco del Natosionismo. 

Il comunicato diffuso dal panzone greco e dal carnefice Yaalon è raccapricciante e descrive una Grecia dependance USraeliana nella strada verso la conflagrazione, magari atomica, finale. Collaborazione militare, fino alle esercitazioni di truppe israeliane sul suolo di una Grecia in urgente necessità di chi sappia schiacciare con terrorismi false flag e con militarizzazione dell’apparato di sorveglianza e repressione, detto “di sicurezza”, la temuta opposizione di quell’irriducibile popolo. Si tratta del primo SOFA (Accordo sullo Statuto delle Forze Armate) che Israele firma dopo quello storico con gli Usa. Un accordo che, al di là della collaborazione bilaterale nei rispettivi paesi, coinvolge la Grecia in tutte le campagne Israele-Nato in corso nell’area Medioriente-Africa-Mediterraneo-Asia. Ascoltate il fioretto di Kammenos a Israele: “Il terrorismo e la Jihad non colpiscono solo il Medioriente, ma anche le Baleari, l’Egeo e l’Europa. E’ guerra. Noi siamo vicinissimi a Israele per quanto riguarda il programma missilistico di Tehran. Stiamo in guardia contro questi missili iraniani. Se un missile iraniano si dirige verso il Mediterraneo, potrebbe significare la fine di tutti i paesi della regione”. Netaniahu ha chiosato: “Assisteremo la Grecia in tutti i modi possibili”. La Palestina e quanto le sta attorno, e pure i 3000 polverizzati nelle Torri Gemelle, ne sanno qualcosa. Il fantaccino di Tsipras dice queste cose nel momento in cui l’orco terrorista israeliano è a fianco di ogni forma di terrorismo che si abbatta su popoli vicini, minacci quelli lontani e organizzi orrori false flag nella metropoli occidentale.

GRECIA_NAZISMO

 Grecia 1943

Sono proclamazioni di identificazione in chiave subalterna con la componente più cinica e feroce dell’architettura militare Nato, quella che rappresenta l’estrema garanzia dell’assoggettamento di vassalli e di annientamento di avversari sotto le regole dell’economia di rapina dell’élite nazifinanziaria occidentale. Capolavoro del Dr.Jekill-Mr.Hyde greco: una quarta esecuzione del popolo greco, dopo quella eseguita da Hitler e ripetuta dai britannici e dai colonelli su mandato Nato. Schaeuble è l’aratro che traccia il solco, la Nato-con-Israele è la spada che lo difende. E lo rettifica. Non per nulla all’avventata minaccia dello Stranamore tedesco di cacciare la Grecia dall’Eurozona, si è opposto Obama, Vedova Nera dal pungiglione Nato, perché si correva il rischio che al Grexit dall’euro, e forse dall’UE, seguisse quello, del resto logico, dall’Alleanza Atlantica.

TELEMACO

In attesa di Telemaco e Panagulis. 

Guardando all’Acropoli, facendosi passare davanti agli occhi le statue dei Kouroi, assistendo ad Antigone, ascoltando Pericle sulla democrazia, si intende l’affinità tra coloro che hanno ucciso il padre della loro civiltà ripudiata e i decerebrati jihadisti che radono al suolo Niniveh, Hatra, o Palmira. Una genìa di infima minoranza, ma dotata degli strumenti del dominio fisico e mentale (grazie anche al concorso decisivo della Chiesa), è spuntata come vermi da sotto a colonne frantumate. Infastidita da un retaggio che ha seminato nell’umanità libertà, intelligenza, ragione, libero arbitrio, uguaglianza, si è imbevuta di menzogna, arbitrio, volgarità, ottusità, cinismo, diseguaglianza, omologazione al più infimo ribasso. Oggi sparge la metastasi dell’anti-cultura, vuoi in forma di bombe e sicari barbarici, vuoi in quella dell’ottundimento mediatico, del tecnonazismo e dello strangolamento finanziario, sulle nazioni da obliterare o da ammanettare, sulla loro anima intessuta di civiltà.

C’è assoluta sintonia di intenti tra i cavernicoli Isis che decapitano statue e scalpellano bassorilievi, e gli azzimati Juncker, Lagarde, Merkel, Obama, quando questi mercanti di viventi in estinzione infilano nel loro bottino da 50 miliardi le isole dei Feaci, l’Acropoli, i porti di Odisseo, i templi di Atena, le biblioteche di Euripide, i marmi di Fidia e, con essi, le voci di Apollo e Dioniso con tutti i cuori in cui abitavano. I greci, in massa non-nonviolenta, hanno combattuto per 4 anni senza posa. Avranno la tenuta di Agamennone, la capacità di sacrificio di Ettore, l’astuzia di Ulisse, la forza di Ajace, la resistenza di Penelope, per insistere e fare delle Termopili e di Salamina la fine dell’impero invasore? Si riprenderanno quella sovranità che in questi anni lugubri è diventata la vittima da scannare, con il concorso degli utili idioti che la definiscono “mito dei nazionalisti”? Ulisse e Telemaco ce la faranno contro i proci?

1 commento per “Usa, Ue, Nato, tre suonatori – Grecia, Cuba, Iran, tre suonati. Cap. 1° Grecia

  1. 24 agosto 2015 at 23:35

    Stupisce che pochi (nessuno?) si chieda come mai il mussulmanissimo, arabissimo e integrazionista ISIS, a due passi da Israele, consideri Israele paese ‘amico’ e ammazzi altri arabi, per di piu’, al contempo, distruggendo il patrimonio dell’antichita’. Qualcosa che gli arabi prima che Israele-avesse-il-diritto-a-difendersi, non avevano mai fatto. Quanto a quelli che ci guadagnano con armi e guerre, gia’ il matusalemmico Adam Smith aveva detto, “Nel bel mezzo della guerra straniera più distruttiva, di conseguenza, la maggior parte dei profitti dei produttori di armi e consociati (oggi leggi “corporations”) possono spesso aumentare notevolmente; e, al contrario, possono diminuire al ritorno della pace. Essi (i “produttori”) possono fiorire in mezzo alla rovina della del loro paese, e cominciano a decadere con il ritorno alla sua prosperità.” (ch. Of the Principle of the Commercial or Mercantile System.”)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.