Irrazionalismo reazionario

Due profonde ragioni mi spingono a criticare con molta pignoleria questo scritto (https://sinistrainrete.info/articoli-brevi/20356-lorenzo-merlo-questione-di-principi.html).

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Esse sono l’ amore per (quella che ritengo essere, ovviamente) la verità e la forte convinzione che l’ irrazionalismo, anche a prescindere dalle intenzioni di chi lo abbraccia, é un atteggiamento ideologico almeno in qualche misura sempre inevitabilmente reazionario (anche se più o meno fortemente -ma spesso terribilmente!- a seconda delle sue numerose varanti e “sfumature”).

 

“Assolutismo razionalistico” é una contraddizione in termini (poco o niente male per chi sia irrazionalista, inaccettabile per chi sia razionalista; e inteso in quanto “materialistico ed economico delle culture del mondo” non credo abbia molto senso: esistono materialismi e concezioni economiche più o meno razionalistici e altri più o meno irrazionalistici e concezioni economiche e culture del mondo idem). Anche solo etimologicamente “ratio” significa “rapporto”, relazione, il contrario di “assolutezza”.

E nessuno più di chi sia razionalista (conseguente, fino in fondo), é consapevole dei limiti del razionalismo stesso: sono piuttosto gli irrazionalisti a porre una fiducia illimitata, assoluta nelle loro credenze, arbitrarie infondate e per lo più false. E comunque chi ignorasse i limiti del razionalismo, della scienza, delle possibilità conoscitive umane, anche solo per questo non sarebbe conseguentemente razionalista, contrariamente a chi ne é ha contezza).

 

L’ interpretazione ”conformistica” di Copenhagen della meccanica quantistica non é affatto l’ unica coerente con la scienza empiricamente verificata: contrariamente a quanto pretendeva von Neumann -meglio noto come “il dottor stranamore” per le sue aspirazioni guerrafondaie nucleari e genocidarie fortunatamente frustrate- con il suo farlocco “teorema” inemendabilmente confutato da Bohm negli anni ’50, sono possibilissime, perfettamente coerenti con i dati empirici disponibili, interpretazioni “a variabili nascoste”, come proposto non solo da Einstein ma fra gli altri anche da de Broglie, Schroedinger, e Bell; i contribuiti dei quali, alla meccanica quantistica, per la cronaca, non sono certamente meno importanti e decisivi di quelli di Heisenberg e di Bohr).

 

“Che di una particella si potesse conoscere [ben diverso da; “che realmente esistesse”, N.d.R] solo uno dei due dati fondamentali della Meccanica classica, posizione e velocità” era perfettamente “accettabile. Che la materia potesse essere un’onda [per certi ben determinati aspetti, e per altri ben determinati aspetti una particella, N.d.R]” pure da un punto di vista razionalistico, non affatto “egocentrico” anche se empirico, in ultima analisi sensoriale.

 

“La medesima perplessità si origina generando il proprio pensiero filtrato dal dominio assolutistico del razionalismo. Da questo discende l’idolatrata oggettività. Un plinto [???] meccanicista che prevede la realtà come oggetto disponibile ad essere posto sul vetrino della conoscenza. Ma anche un cancello che impedisce di accedere alla verità affermata tanto dal Principio di indeterminazione di Heisenberg, quanto da quello di incompletezza che emerge dall’indagine dell’aritmetica attuata dal logico-matematico Kurt Gödel”

non é che una arbitraria, ingiustificata, falsa deformazione caricaturale del realismo razionalistico, il quale non confonde affatto il carattere oggettivo (o meglio, secondo me, intersoggettivo) della conoscenza scientifica con un preteso possibile “dominio assolutistico del razionalismo” sulla natura reale e non cade affatto in un preteso delirio di onniscienza e men che meno di onnipotenza.

E in particolare i teoremi di incompletezza di Goedel affermano solo che in un sistema assiomatico di matematica inevitabilmente esistono ANCHE (e non affatto; “SOLTANTO”, N.d.R]) teoremi indecidibili e che la sua coerenza non é dimostrabile (e NON AFFATTO CHE SIA DIMOSTRABILE LA SUA INCOERENZA, N.D.R) nel suo stesso ambito: contrariamente alle loro indebite interpretazioni irrazionalistiche, non escludono affatto che esistano anche (tantissimi) teoremi decidibilissimi e perfettamente coerenti

 

Nessun razionalista ha mai fatto coincidere il determinismo (non affatto escluso necessariamente dalla meccanica quantistica! Escluso semmai dall’ ideologia dominante! Non era affatto “un abbaglio”, malgrado le pretese di Bohr, Eisenberg, von Neumann e compari!) con alcuna pretesa “verità ultima”. Le “verità ultime” (come per esempio la pretesa dimostrazione dell’ insuperabilità dell’ indeterminismo quantistico attraverso “variabili nascoste”, razionalmente confutata da Bohm) i razionalisti la lasciano volentieri agli irrazionalisti.

 

La banale verità “Che [di fatto, N.d.R] non tutto è misurabile dai rozzi strumenti dei tecnici” i razionalisti (e i deterministi) lo sanno non meno bene degli irrazionalisti; “che c’è una realtà impalpabile ben più potente e capace di quanto non possano le note forze fisiche” e che “La realtà [contrariamente alla ben diversa CONOSCENZA DELLA realtà, N.d.R] dipende infatti dal destinatario, è funzione del destinatario. E la relazione con il destinatario modula la natura dell’emissione, modula la verità, l’affermazione pronunciata dall’emittente” sono arbitrarie superstiziose credenze idealistiche e/o nel soprannaturale proprie dell’ irrazionalismo, logicamente incompatibili con (contraddittorie rispetto alla) la conoscenza scientifica.

E non tutto delle relazioni con se stessi é sentimenti ed emozioni: esistono anche ragionamenti e in generale razionalità.

 

Se é vera la conoscenza scientifica, allora necessariamente il divenire della realtà (materiale naturale, che ne é oggetto; N.B.: possibile e in limitata misura!) é ordinato secondo modalità o leggi universali e costanti, non violabili dal alcun irrazionalistica, sentimentale pretesa velleitaria.

E inoltre il mondo fisico stesso che ne é oggetto (N.B.: possibile limitatamente e non infallibilmente!) é inevitabilmente caratterizzato da una “chiusura causale” che esclude qualsiasi interferenza metafisica.

A pretendere un tragicomico “dominio del nostro io sulla realtà” non é affatto il realismo razionalistico ma invece proprio l’ irrazionalistico idealismo e/o sopra- o meta- -naturalismo.

 

Le altre affermazioni irrazionalistiche circa un preteso carattere “autoreferenziale, arbitrario, strumentale” della conoscenza umana (in particolare scientifica) non le sto a criticare nel dettaglio perché non sono ulteriormente argomentate ma solo retoricamente reiterate e non aggiungono nulla alle precedenti proclamazioni e rivendicazioni di irrazionalismo.

Soltanto copio incollo, ritenendolo degno di menzione in quanto veramente notevole, il seguente delirio irrazionalistico:

 

“Tanto nel principio di indeterminazione quanto in quello di incompletezza troviamo dunque le verità prescientifiche, quelle del mondo magico, del Tutto e dell’Uno, quelle della conoscenza già in noi. È una conclusione accessibile ed accettabile soltanto a condizione che le energie necessarie ad avvedersene non vadano più ad alimentare la babelica impalcatura egoica con la quale crediamo di raggiungere Dio, ovvero di poter conoscere la natura attraverso la sua misurazione strumentale, attraverso la volontà egoica”.

 

Credo che nemmeno i cultori dell’ ideologia dominante irrazionalistica Heisenberg, Bohr e Stranamore-von Neumann sarebbero disposti ad arrivare fino a simili vette (o meglio: abissi) di irrazionalismo “new age”!

Lukács e l'irrazionalismo - La Città Futura

Fonte foto: La Città Futura (da Google)

1 commento per “Irrazionalismo reazionario

  1. Giulio Bonali
    14 maggio 2021 at 13:34

    Mi scuso per i punti di domanda circa il “plinto”; avrei dovuto verificare che é una parola fino ad allora a me ignota che significa un elemento architettonico su cui poggiano colonne, pilastri o pareti (mi fa sinceramente piacere che anche dagli irrazionalisti si possa imparare qualcosa di utile e interessante).

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