Onde gravitazionali, microonde e onde storiche.

onde - Copia

Congiunzione astrale

In questo fine settimana di metà febbraio, si intrecciano, per misteriosa congiunzione astrale, tre accadimenti che possono illuminare il pensiero. Mi riferisco alla scoperta delle cosiddette onde gravitazionali (11 febbraio), ai dati al ribasso del PIL di queste ore e all’incontro dell’Avana tra il Papa Francesco e il Patriarca Ortodosso Kirill (12 febbraio). Vorrei provare a scorgere un nesso possibile tra queste diverse “onde” senza cadere nell’eccesso interpretativo di un disegno astrologico. Forse è semplicemente da guardar meglio la coincidenza, cioè proprio il tempo.

Tre tempi

I) L’esperimento con il quale due Osservatori Laser-Interferometri di onde gravitazionali (LIGO e VIRGO) hanno potuto registrare simultaneamente l’attività di onde provenienti dalla fusione di due buchi neri, è stato effettuato il 14 settembre 2015 e i suoi risultati sono stati pubblicati l’11 febbraio 2016 nell’articolo intitolato Observation of Gravitational Waves from a Binary Black Hole Merger sulla rivista (open access) Phisical Review Letter (questo è il link dell’intero articolo e questo quello dell’abstract). Queste osservazioni-misurazioni verificano i presupposti della cosiddetta “relatività generale” elaborata nel 1916 da Albert Einstein, per cui una massa esercita una forza non solo su un’altra massa (attrazione gravitazionale di Newton) ma deforma, curvandola, la dimensione spazio-temporale nella quale si trova (l’immagine del lenzuolo spazio-temporale increspato dalla presenza di una massa). Dunque, giusto a 100 anni dall’ipotesi è confermata l’esistenza delle onde gravitazionali – peraltro lo stesso Einstein negli anni attorno al 1935 non era più così convinto della loro esistenza – e, al di là di una loro interpretazione deterministica (Einstein – relativistica) o indeterministico-probabilistica (Meccanica Quantistica) queste offrono spunti per una riflessione sul concetto di tempo. Il tempo deformato-modellato da una energia (ora provata) come variabile di un essere (materia corpuscolare o ondulatoria-corpuscolare che sia).

II) Sono settimane che i titoli bancari precipitano mentre il prezzo del petrolio sta avvicinandosi “pericolosamente” alla soglia dei 20 $ al barile; qualche giorno fa il FMI ha esternato le preoccupazioni per il rallentamento della crescita globale; infine l’altro ieri sono iniziate a circolare cifre – di fonte ISTAT- che ridimensionano il PIL del trimestre (+0,2) con una proiezione annuale sconfortante del +0,7, ben al di sotto degli annunci trionfali governativi. Questi sono i tempi emotivi e compulsivi dell’economia globale finanziaria, tempi sempre più frazionari (da anni, a mesi…. a secondi) e rapidi come all’avvicinarsi dello 0 (zero) di un count-down.

III) Il 1054 è la data del grande scisma d’Oriente, aperta con la scomunica di Papa Leone IX del Patriarca Michele I Cerulario. Dopo 962 anni, il 12 febbraio a L’Avana, si sono riabbracciati nelle figure del Papa Francesco I e del Patriarca di Mosca Kirill, le due anime del cristianesimo. Si sana, o si avvia un “cammino”, entro un epoca temporale millenaria. Sotto gli occhi, in quell’abbraccio c’è una significativa porzione della Storia del mondo, in quella sala dell’aeroporto cubano – in quel piccolo spazio – pare precipitare ed essere ripercorso un tempo lungo.

Essere

Anzitutto, riguardo la scoperta delle onde gravitazionali non avendo sufficiente cultura per entrare nel merito specifico ritengo si possa però raccoglierne e seguire le conseguenze filosofiche. D’altra parte questo piano è legittimato sia da un fisico-meccanico quantistico come Carlo Rovelli interessato al contesto metafisico (lui particolarmente interessato al pensiero olistico di figure come Anassimandro e Democrito) così come dallo stesso Einstein interessato alla storia della fisica e all’epistemologia, quadro in grado di dare senso a teorie “contro intuitive” come le sue. Qui, come mero spunto, segnalo come la suggestione “contro temporale” ci rimandi a Parmenide; le onde gravitazionali sono l’attività di un essere da un tempo profondissimo e attestano, raggiungendoci, di una persistenza dell’essere al di là del tempo. “…Ci sono moltissimi segni, che l’essere è non generato e imperituro, è infatti intero e immobile e senza fine: non qualche volta era o qualche volta sarà, poiché è ora tutto insieme” [Poema Sulla Natura – Discorso sulla Verità; Frammento 8 versi 2-5] 

Questa investigazione nel cosmo profondo, riapre una possibilità per l’essere; paradossalmente è la ricerca fisica, la corporeità, a rimettere in piena luce l’essere occultato da millenni di metafisica, di a priori (velamento, come lo intende Emanuele Severino in Essenza del nichilismo).

Nulla

Salto poi, proprio nel nichilismo, al tempo dell’economia. Suggerisco in proposito il libro di Diego Fusaro Essere senza tempo (Bompiani editore) un utile e agevole lettura, un manuale storico, per avere un quadro chiaro dell’origine del concetto “occidentale”, del nostro modo di concepire il tempo. L’economia politica nasce insieme all’orologio meccanico: tutte le sue categorie (tassi, saggi, curve e cicli) così come il suo fondamento la “teoria del valore” si basano sul tempo, sono tempo anticipato (come nel prestito-anticipo di capitale) e differito (come nel pagamento di salario e realizzo di profitto): tempo arte-fatto. La prassi economica – il capitalismo – ha modellato le cose del mondo\la teoria, come azzardo oracolare e presunzione di scienza ha sottratto l’uomo al suo presente (alla sua presenza) per sbiadirlo nel futuro. Quasi tre secoli, ormai, di misurazioni del tempo hanno indotto il pensiero e ridotto il mondo a tempo cronologico, ad accumulo di tempo e ovviamente –secondo la visuale parmenidea- al trionfo –ora nell’età globale fattasi antropologico- del nichilismo. Dense microonde, effetti di prassi convulse (per es. futures e derivati vari), somiglianti al gesto rapido dei compari delle tre carte, meglio delle tre campanelle dove all’improvviso scompare ciò che si è visto.

 Divenire

Tra un tempo-essere (tendente a) e tempo-nulla, si colloca il tempo storico “curvato” e ripercorso da Francesco e Kirill. Appunto solo alcune immagini-chiave dell’evento: Cuba crocevia diplomatico oriente\occidente, sud\nord; il lavoro non tanto sotterraneo di Putin; le accelerazioni vertiginose di Francesco. Per evitare di elevarle a segni provvidenziali del millennio e per comprendere il contesto “russo” e quello globale rinvio a due diversi studi, di livello scientifico, di Pierluigi Fagan: a) La filosofia di Putin; b) Pivot to Europe. Il piano che non c’è ma si vede. Nel primo si ricostruisce il ricco fondamento filosofico-culturale della strategia di Putin, consistente nel recupero della tradizione russa nella quale gioca un ruolo centrale il cristianesimo ortodosso; nel secondo si descrive il senso della geopolitica, cioè la strategia delle “isole”, USA, Gran Bretagna (nel pacifico in Giappone) e del loro unico sistema capitalistico, di evitare la saldatura della “piattaforma euroasiatica” che vede la Russia al centro dello spazio e agente nel tempo (la potenziale saldatura nell’epoca sovietica). 

Dato cenno del contesto, per spiegare il merito della strategia papale ripartirei dalla enciclica “Laudato Si’ ” e se mi sia permesso da una autocitazione, Il ritorno al Concilio è anzitutto ritorno alla sua antropologia ottimistica; nella sua interiorità l’uomo incontra la possibilità dell’altro e l’enciclica rafforza questa istanza con una forte apertura alla chiesa orientale ortodossa, dove la concezione del peccato originale è da sempre attenuato e storicizzato, con una certa ripresa dell’eresia di Pelagio. Di fatto il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, nelle tesi dalla 7 alla 9, è citato dal Papa tra i suoi principali ispiratori, subito dopo l’omaggio ai predecessori. I suoi argomenti sostengono un concetto di peccato molto vicino all’atto di Hybris della classicità greca. Per inciso l’apertura al “caro Patriarca Ecumenico Bartolomeo, con il quale condividiamo la speranza della piena comunione ecclesiale” (th 7) arriva insieme alla proposta di riunificare la data della Pasqua, in un contesto di gravi difficoltà delle chiese orientali e soprattutto dentro la questione Ucraina che Francesco avverte come il più pericoloso cuneo per la guerra europea (Laudato si’, la ripresa del cammino nel mondo). Da ciò derivo, ora, la conferma che l’enciclica abbia funzione pratica di “tesi”, di direzione, e quindi il fatto che Francesco stia procedendo all’attuazione dei suoi punti. L’ossequio fraterno, nel testo, a Bartolomeo (greco-ortodosso) come oggi a Kirill (russo-ortodosso) non è solo diplomatico ma sostiene, a mio avviso, un senso storico più profondo. Cose’è in senso antropologico l’ortodossia? E’, in estrema sintesi, la speranza nella comunità; il potenziale buono (socievole) individuale attuato in un contesto conviviale. Per questo le varie anime ortodosse credono che nella liturgia, nel momento mistico, sia “sostanzialmente” presente il cenacolo apostolico. Francesco sta lavorando ad un “concilio di comunità” ovviamente con occhio particolarmente attento ai luoghi dove oltre al momento mistico, le comunità vivono quotidianamente come in Africa e specialmente in America Latina. Tuttavia il richiamo alla tradizione cristiana “orientale” ha il senso non solo di una legittimazione dottrinaria ma di una riconquistata coerenza storica: “il cristianesimo ha sempre curato e mantenuto un anima comunitaria”. Ora è chiaro che quest’apertura ad oriente è, dialetticamente, implicita critica al luteranesimo (“all’agostinismo”) per l’antropologia pessimistica e individualista che domina ora “l’occidente”. Il terzomondismo del Papa è stato tacciato di movimentismo politico (penso ad un grande pensatore come Mario Tronti) e di sincretismo dottrinario ma ritengo che questa organica operazione ad oriente mostri un altro spessore “costituente”. La specifica qualità storica della Chiesa Romana, come di ogni orizzonte imperiale – penso a Roma antica come alla Cina -, è il lavoro sui millenni, sui tempi lunghi cioè su una curvatura quasi circolare del tempo che lo avvicina all’essere. La monarchia cattolico-romana, che nell’unicità del comando ha “rappresentato” in simbolo e in materia (le proprietà individuali-curiali) l’accompagnamento dell’uomo a farsi individuo giungendo alla sua “uscita dallo stato di minorità” mette ora in questione la sua unicità di comando e il suo simbolo. Roma si volge al fratello “ortodosso” rimasto immobile nella sua comunità (passato) per organizzare il disordinato collettivo di popolazioni espulse nel futuro senza speranze dal capitalismo assoluto, che occupa il presente. In questa saldatura di onde temporali “alternative” e “kairologiche” è evidente il tentativo, come organica operazione di “partito”, di costituire l’altro assoluto, cioè l’essere opposto, per “sempre”, al nulla.

2 commenti per “Onde gravitazionali, microonde e onde storiche.

  1. armando
    18 febbraio 2016 at 18:02

    Sono sincero. Francesco in questa occasione mi ha sorpreso favorevolmente. Non avrei creduto.
    Leggendo il comunicato congiunto , certi concetti sono chiarissimi, ben oltre il linguaggio diciamo diplomatico. Ho pensato anch’io alla Chiesa come organizzazione millenaria che ragiona in tempi lunghi oltre le contingenze. Condanna dell’ateismo (Urss), condanna del secolarismo (Occidente) sono i punti cardinali da cui discendono gli altri. Sicuramente Obama e compagnia masticheranno amaro, perché ci sono ricadute politiche inevitabili. In questo contesto è da sottolineare la cecità di alcuni cattolici tradizionalisti i quali, presi dietro a dispute teologiche su cui non entro, ma anche a questioni di primazia “politica”, (Roma o Mosca), non colgono l’essenza della questione, svalutano l’importanza dell’incontro, e rischiano di affidare le sorti della Chiesa proprio a coloro che nella sostanza ne sono i nemici più pericolosi.

  2. Roberto.donini
    19 febbraio 2016 at 10:42

    Giustissimo Armando, ho, come scrivo, l’impressione che il Papa si stia muovendo come “partito” ovviamente con ciò intendendo l’istituzione seria di Gramsci capace di articolare teoria e prassi. Tra gli scritti e le azioni, pare esserci consequenzialità.

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