Carabiniere ucciso: il “bastardo” sarà condannato ai lavori forzati a vita?

Fin dal primo momento, quando sembrava che il povero carabiniere Mario Cerciello Rega fosse stato ucciso da un africano, comunque da un immigrato, si è scatenata la consueta canea all’insegna del “dalli all’immigrato”, con la solita violenza verbale che contraddistingue gli esponenti della destra che hanno fatto a gara a chi la sparava più grossa, a cominciare dal ministro Salvini a cui non sembrava vero poter speculare su questo tragico fatto.
“Prenderemo il bastardo e lo condanneremo ai lavori forzati a vita”, questo il primissimo commento del ministro degli interni. Sorvolo sulle a dir poco incaute dichiarazioni di altre (in primis della Santanchè, un personaggio che trovo personalmente inquietante e che ogni giorno che passa assomiglia sempre di più ad una mutante…) e altri esponenti politici. Almeno avessero l’intelligenza di aspettare per avere notizie più certe. Ma il malsano desiderio di poter picchiare sul tasto più facile, quello che più preferiscono, l’ostilità contro gli immigrati, è troppo più forte e gli fa perdere anche la lucidità.
Ora è emerso (anche perché ha confessato) che ad uccidere il vicebrigadiere è stato un giovane turista americano che risiedeva in un hotel da 200 euro a notte.
Cosa diranno adesso Salvini, la Santanchè e i loro sodali? Continueranno a suonare lo stesso identico miserabile spartito? Ci sarà la stessa veemenza nel voler perseguire “il bastardo e condannarlo ai lavori forzati a vita”?
La risposta è semplice. No, non ci sarà perché l’assassino è un cittadino della potenza da cui questo nostro paese è occupato e di cui, obtorto collo, è fedele servitore da più di settant’ anni. Settant’anni in cui lo stato e i vari governi italiani (con una rarissima eccezione, va riconosciuto, quella del governo Craxi che sottrasse dalle grinfie dei marines USA un commando palestinese nel famoso episodio di Sigonella) hanno chiuso entrambi gli occhi di fronte a stragi, fatti delittuosi, ingerenze politiche e trame di vario genere che hanno visto gli Stati Uniti (nonché Israele) fare il bello e il cattivo tempo sul suolo nazionale.
Di questo tragico evento fra poco non se ne parlerà più, passerà qualche anno, gli avvocati del giovane riusciranno in qualche modo a dimostrare che era sotto l’effetto di alcool e stupefacenti e quindi non era pienamente cosciente di quel che faceva e che tolto quel momento di black out si tratta di un ragazzo a posto. Il governo americano comincerà a fare pressione e il ragazzo verrà scarcerato ed estradato. Non sconterà più di qualche anno in carcere, tutt’al più in un secondo momento verrà mandato a scontare la pena in qualche comunità, poi la buona condotta, sconti vari previsti per legge, e alla fine verrà definitivamente scarcerato.
Sono disposto a scommettere che andrà in questo modo.
C’è inoltre da dire che lo stesso Salvini ha interesse a che questa vicenda venga dimenticata il più presto possibile. Non ha nessun interesse politico ad alimentarla (sai che gliene frega…). Anzi, più lo fa e più peggiora la situazione.
Nel frattempo in questi giorni circa centoventi migranti (ieri alla radio parlavano di 116 persone, non so se il numero sia nel frattempo cresciuto) sono annegati nel Mediterraneo e si vanno ad aggiungere alla tremenda lista dei circa trentacinquemila (35.000) annegati in questi anni. Ma queste sono cose che non fanno più notizia e per la verità non l’hanno mai fatta. In questi due ultimi giorni la notizia del carabiniere assassinato ha fatto molto più scalpore della morte per annegamento di quei 116 migranti naufragati. Sia chiaro, lo sdegno per il brutale assassinio del carabiniere è più che legittimo, direi sacrosanto. Ma non fanno scalpore neanche i tanti morti per mano della camorra, della ‘ndrangheta, della criminalità organizzata. Non ha fatto e non fa scalpore l’ignobile trattativa che ci fu fra lo stato e la mafia, denunciata più volte da un magistrato che l’ha combattuta in prima persona come Antonio Ingroia.
Ciò che voglio dire è che anche i fatti più tragici hanno una loro gerarchia di “interesse mediatico” e naturalmente politico. I fatti vengono, dunque, politicamente e mediaticamente vagliati e “proposti sul mercato”.
Fra poco non si parlerà più del giovane carabiniere barbaramente assassinato ma in molti aspetteranno con ansia che qualche immigrato clandestino compia un fatto delittuoso per poter riprendere a suonare la tradizionale grancassa. Meglio ancora se ciò avvenisse in prossimità di qualche tornata elettorale.

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Fonte foto: TISCALI NOTIZIE (da Google)

6 commenti per “Carabiniere ucciso: il “bastardo” sarà condannato ai lavori forzati a vita?

  1. Giuseppe
    27 luglio 2019 at 11:46

    Certo che Salvini & Company dimenticheranno presto il fatto visto che i colpevoli sono extracomunitari targati USA. E come accade in Svezia per il rapper USA presto interverranno le alte sfere a chiedere il processo in patria. Come per il Cermis. Già dimenticato. Vergogna.

  2. Giorgio
    28 luglio 2019 at 1:19

    Come al solito, non vale neanche usarla questa parola, siamo al bivio, cioè come tirarci d impaccio quando a fare i padroni a casa d altri sono gli americani
    Non riesco a ricordare un estradizione che abbia avuto il risultato voluto, in Italia vige l impunibilita’ degli yankees da 70 e più anni e nessuno ha mai protestato, tranne Craxi acui fecero fare la fine conosciuta.
    Vedremo se una piccola fiammella di orgoglio si possa generare dopo l’omicidio oppure sarà ancora un altro appecoronato flop della magistratura italiana…..

  3. Giusi
    28 luglio 2019 at 18:01

    Come sempre la legge è uguale per tutti o quasi

  4. Giorgio C.
    31 luglio 2019 at 0:38

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    Anzi, più lo fa e più peggiora la situazione.
    Nel frattempo in questi giorni circa centoventi migranti (ieri alla radio parlavano di 116 persone, non so se il numero sia nel frattempo cresciuto) sono annegati nel Mediterraneo e si vanno ad aggiungere alla tremenda lista dei circa trentacinquemila (35.000) annegati in questi anni.
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    Vero, ma la “colpa” di chi è?
    Del governo italiano?
    Del popolo italiano?
    Ok, si tratta di popoli che, soprattutto in passato, sono stati sfruttati dalle potenze occidentali, ma qualche responsabilità l’avranno anche i governi dei paesi dai quali provengono?
    Oppure è sempre colpa di qualcun altro?

    • Fabrizio Marchi
      31 luglio 2019 at 9:10

      Certo che una parte di responsabilità ce l’hanno anche i governi di quei paesi. E chi l’ha mai negato? Si tratta di governi che rappresentano gli interessi delle elite locali dominanti tuttora in combutta con le potenze straniere occidentali o comunque ad esse subordinati. Il colonialismo (e il neocolonialismo) ha sempre funzionato così. Non vedo cosa ci sia da sorprendersi. L’Italia – ti piaccia o no – fa parte di quel blocco di potenze imperialiste e neocolonialiste, anche se in una posizione subalterna e quindi è responsabile per la sua quota. E anche qui non vedo cosa ci sia da stupirsi. Sono cose ben note. Abbiamo contingenti militari sparsi in tutto il mondo che ci costano circa 80 milioni di euro al giorno se è per questo, ma evidentemente si valuta che i profitti e i vantaggi che ci porta l’essere una potenza sub-imperialista siano superiori agli svantaggi, tra cui una tutto sommato modesta immigrazione, nulla in confronto con quella che hanno altri paesi. A noi sembra che ci siano flussi così alti ma questo è dato soprattutto dal fatto che l’Italia affaccia nel Mediterraneo, per cui è un transito quasi obbligatorio per molti migranti, ma non è l’Italia la meta agognata…

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