Ciò che penso di Carola Rackete

Ho un “terribile” sospetto che sarei felice (parlo seriamente) venisse fugato.
E cioè che Carola Rackete sia una che va per il mare a salvare vite – cosa sacrosanta, ammirevole, e da sostenere (parlo seriamente, al di là di ogni considerazione politica sul ruolo delle ONG) – e allo stesso tempo sia una di quelle che pensa che i maschi eterosessuali occidentali (a prescindere dalla loro condizione sociale) siano, in quanto tali, in una condizione di privilegio, di dominio e, naturalmente, violenti, per definizione e per condizione.
Ho questo terribile sospetto, a “naso”, come si suol dire, osservando le sue immagini, il suo aspetto, le sue frequentazioni, le sue origini, la sua storia personale, ciò che si scrive di lei e soprattutto l’enfasi con cui tutta la “sinistra” sia liberal che radical la sta celebrando ed elevando ad icona. Un pò, anzi, in modo del tutto simile a quello che è successo con Greta.
Però non ho certezza di questo e quindi – e parlo sempre seriamente – mi piacerebbe MOLTO essere smentito.
Mi sarebbe piaciuto ancor di più che avesse mandato a quel paese Orfini e Del Rio, i due dirigenti del PD che sono andati ad accoglierla, ma mi rendo conto che in quel frangente era impossibile.
Mi aspetterei e auspicherei da lei una presa di posizione netta nei confronti di quel sistema politico ed economico che provoca la tragedia dell’immigrazione e che fa sì che persone come lei – a mio parere in buona fede, di questo, nel suo caso, sono abbastanza certo – facciano quel lavoro MERITORIO (parlo di quelli in buona fede, ovviamente, non certo di quelli che lo fanno per lucro…) di salvataggio di vite umane che, a mio parere, dovrebbero fare le flotte sia civili che militari di tutti gli stati che si definiscono democratici.
Ecco, se Carola facesse questo – con un outing pubblico, come si suol dire – e fugasse ogni dubbio sulla sua connivenza ideologica con il sistema o con una parte di esso (la sua variante “buonista”, politicamente corretta e di “sinistra”), avrebbe tutta la mia ammirazione e tutto il mio sostegno. Perché a quel punto, salvare vite sul mare avrebbe la stessa identica valenza di abbracciare un fucile per combattere il colonialismo e l’imperialismo in giro per il mondo. Il suo impegno per salvare i migranti dovrebbe, a quel punto, essere considerato a tutti i livelli come un atto di solidarietà di classe, internazionalista e antimperialista, oltre che di grande umanità. Se così fosse, anche se, come noto, non amo affatto la retorica, sarei il primo ad elevarla al rango di eroina.
Se invece si salvano le vite – fatto comunque meritorio e doveroso per qualsiasi coscienza civile – ma si sceglie di chiudere gli occhi o addirittura di simpatizzare per chi ha provocato e provoca la tragedia dell’immigrazione (che ad oggi ha causato la morte per annegamento di decine di migliaia di persone), allora ci si rende, anche indirettamente, complici di quello stesso sistema e si contribuisce a coprirlo dal punto di vista ideologico.
Purtroppo tutti gli indizi mi inducono a pensare (ma non ne sono sicuro e vorrei TANTO essere smentito dai fatti, direi anzi che ne sarei felice) che Carola faccia parte della variante di “sinistra” e “buonista” del sistema, quella appunto preposta a coprire il suo vero volto.
Ma la speranza è sempre l’ultima a morire e spero SINCERAMENTE che i fatti smentiscano questo mio sospetto.

carola_rackete

Fonte foto: GdS (da Google)

11 commenti per “Ciò che penso di Carola Rackete

  1. paolo
    9 luglio 2019 at 14:40

    Per ora, fortunatamente, non mi sembra che si sia dimostrata, almeno nelle dichiarazioni, allineata al mainstream femminista. Anche le reazioni agli insulti sessisti che ha subito sono state misurate. Ha evitato la litania del “mi attaccano in quanto donna” ecc.

  2. Carmine
    9 luglio 2019 at 14:43

    Allora Fabrizio, se hai tutti questi dubbi perche’ fare un intervento del genere? Nell’intervista “SEA Wacht, immigrazione, destra e sinistra, e il cui contenuto condivido pienamente, affermi che il salvare vite umane è indiscutibile. Sulla Capitana, dicendo di non conoscerla, ti esimi dall’esprimere un giudizio. Adesso, invece, esterni delle incertezze e poni delle domande, che, con grande evidenza, sottendono una precisa valutazione. La tua mi sembra una giravolta infelice e, a dire il vero, un po’ confusa. Da dove tu abbia tratto l’impressione che lei sia una di quelle che pensa che i maschi eterosessuali occidentali (a prescindere dalla loro condizione sociale) siano, in quanto tale, in una condizione, di privilegio, di dominio, e naturalmente violenti, per definizione e condizione, non è dato sapere. I riferimenti alla sua immagine, alla sua storia personale, alle sue frequentazioni e l’enfasi con cui tutta la sinistra liberal la celebra non bastano a spiegarlo. Le offese di Salvini maschiliste e sessiste alla Capitana invece sono all’ordine del giorno e sono riconducibili alla natura inequivocabile del personaggio. Ti saresti aspettato che mandasse a quel paese Orfini e Del Rio ma poi ammetti che in quel frangente sarebbe stato impossibile. E quindi? Avresti voluto assistere ad una presa di posizione netta nei confronti di quel sistema che provoca la tragedia dell’immigrazione, ma questo non è, in buona sostanza, pretendere troppo? Io sono gia’ soddisfatto che al Ministro del terrore abbia detto: si metta in coda, io mi devo occupare della vita delle persone. Affermi che un outing pubblico che fugasse ogni dubbio sulla sua connivenza con il sistema dimostrerebbe che salvare vite umane avrebbe la stessa identica valenza di combattere il colonialismo e l’imperialismo. Se è facile immaginare che Carola non sia una marxista-leninista, internazionalista e antimperialista questo non attenua la portata della sua azione. Infatti convieni che salvare vite è opera comunque meritoria. Nello stesso tempo dichiari che non si puo’ chiudere gli occhi o addirittura simpatizzare per chi ha provocato e provoca la tragedia dell’immigrazione. La Capitana chiude gli occhi e simpatizza? E da dove si evince? Solo perche’ non ha fatto outing pubblico che attesti il suo, improbabile , credo anti colonialista e anti imperialista? La tua mi sembra decisamente una forzatura massimalistica.Tutti gli indizi ti inducono a pensare (ma non ne sei sicuro) che Carola faccia parte della variante di sinistra e buonista del sistema che copre le sue nefandezze? E pazienza, se questo non impedisce il soddisfacimento della condizione prioritaria di salvare vite umane. Ed infine, Carola è stata eletta ad eroina dalla sinistra liberal e radical? Puo’ darsi, ma nell’immaginario collettivo del “popolo” di destra il Capitano non è incorso nella stessa sorte? E soprattutto questo fenomeno inficia l’azione di cui è stata protagonista?

    • Fabrizio Marchi
      10 luglio 2019 at 13:59

      Allora, Carmine…utilizzo Carola come simbolo, esattamente come stanno facendo tutti, a destra come a “sinistra”. Del resto è il sistema mediatico a dettare l’agenda politica a cui, nostro malgrado, anche noi siamo costretti a fare i conti.
      E’ ovvio che nel mio articolo ci sono delle illazioni, diciamo così, ne sono consapevole, ma fa anche parte del gioco. Ho scritto un articolo che deve servire a suscitare un dibattito, non un trattato teoretico o scientifico. Io penso, in tutta franchezza, e vado a naso, e sono consapevole di andare a naso (ma penso di azzeccarci…) che Carola faccia effettivamente parte di quella “sinistra” liberal o radical che sia, che personalmente considero un ostacolo alla costruzione di una nuova e moderna forza di classe e socialista. Un azzardo il mio? Può darsi, ma non vedo non dovrei essere libero di farlo.
      Dicevo prima che Carola è un simbolo e come tale l’ho utilizzata. Un’eroina? Non scherziamo. Carola aveva e ha alle spalle una parte del sistema mediatico-politico, tuttora quello principale in Europa, che è quello liberal di centro e centro-sinistra. Non rischiava assolutamente nulla e infatti è stata accolta e celebrata come un’eroina. Non mi pare si possa dire la stessa cosa di Assange, uno che ha rotto i coglioni e le uova nel paniere sul serio all’imperialismo, colpendolo al cuore. E infatti sta in galera, nessuno dice niente a partire da quella stessa “sinistra”, liberal o radical, che ora invece celebra Carola, libera come il sole (e meno male…). Una contraddizione? Sì, se la “sinistra” fosse altro da quello che è. No, per quello che oggi è realmente, cioè una variante ideologica del sistema capitalista.
      Carola salva vite? E chi lo nega? E chi lo ha contestato? Ho forse criticato Carola per questo? Non scherziamo…Ho avanzato dubbi e perplessità su di lei perché penso che siano fondate, dopo di che posso sempre essere smentito (anzi me lo augurerei, come ho scritto, ma non credo che ciò avverrà).
      Salvare vite viene comunque prima di tutto? Da un certo punto di vista senz’altro. Però un momento. Noi siamo qui per fare analisi politica, lucida, delle cose. Come ho detto nel mio video, la “sinistra” (di cui Carola è oggettivamente parte) diventa oggettivamente complice del sistema nel momento in cui non denuncia le vere cause strutturali del fenomeno dell’immigrazione (altrimenti come farebbe Zingaretti ad aspirare a fare il premier e la Boldrini a fare la Presidente della Camera e così via…), e si limita a fare o più spesso a predicare solidarietà (diciamo che Carola la pratica). Ma se tu predichi o pratichi la solidarietà ma non spieghi le cose come stanno, finisci per fare lo stesso lavoro che facevano i missionari in Africa o in America latina durante l’era del colonialismo. Per cui da una parte si massacravano e si schiavizzavano gli indigeni e le popolazioni conquistate e dall’altra gli si dava la benedizione e un po’ di assistenza e di carità (che sicuramente ha salvato tante vite anche allora…). Sono certo che molti di quei missionari fossero in buona fede. Ciò non toglie che siano stati oggettivamente funzionali al colonialismo.
      Quindi nessuna contraddizione, caro Carmine, la contraddizione è di quella “sinistra” che da una parte è complice del capitalismo e dell’imperialismo e dall’altra manda le sue “Carole” a salvare le vite in mare, quella stessa gente che si trova in quelle condizioni a causa di quel sistema capitalista e imperialista che la “sinistra” copre e al quale è organica. A me pare che la contraddizione sia evidente. Per questo – e lo dico con convinzione – auspicherei che Carola facesse un outing, che però non farà mai, perché a mio parere, mi sbaglierò, lei fa parte di quel sistema, anche se schierata sul versante di “sinistra radicale” di quel sistema (infatti ha dichiarato di essere sostenitrice dell’europeista Varoufakis…). Carola è cosciente di tutto ciò? Non lo so. Non ne è cosciente ed è una persona animata soltanto dal desiderio di salvare vite? Possibile. In questo caso non la biasimerei. Anzi. Ma dal punto di vista politico e dell’analisi politica non cambia nulla. Certo che una che ha tre lauree, che viene da un certo ambiente, con un certa formazione, che non abbia capito nulla di come stanno le cose e che sia totalmente incosciente, insomma, la vedo duretta. Però, è possibile, così come è possibile che lei sia consapevole di tutto e che però abbia scelto comunque di fare quello che ritiene più giusto, cioè salvare vite. Encomiabile. Sicuramente. Io, se tanto mi dà tanto, eroi per eroi, preferisco chi fa altre scelte però, nulla da dire. Ma, ripeto, noi siamo qui per fare analisi politica. E quindi ribadisco che la buona o la cattiva fede di Carola non cambia di una virgola la questione.

  3. alessandro
    9 luglio 2019 at 22:36

    Faccia così. Predisponga un questionario a risposte chiuse da sottoporre a chiunque faccia qualcosa. Sarebbe più rapido e facile e così può fare anche un ideological profiling che l’aiuti a rispondere a tutte le sue domande retoriche.

    • Fabrizio Marchi
      9 luglio 2019 at 22:48

      Di retorico qui c’è soltanto il suo commento.

  4. Carmine
    10 luglio 2019 at 20:50

    Messaggio ricevuto. Carola fa parte, ed è stata eletta a simbolo, di quella sinistra liberal o radical che rappresenta un ostacolo alla costruzione di forza socialista e di classe. Inoltre è vero che salva vite umane ma dipingerla come un’eroina è francamente eccessivo. Pero’ c’è qualcosa che mi sfugge. Praticamente tutte le sere il cosiddetto potere mediatico (a cui tu stesso hai fatto allusione) ci allieta (si fa per dire) con la presenza di personaggi come Feltri, Senaldi, Sallusti, Mussolini, Santanche’, Capezzone, Magli, Gardini, Meluzzi, ecc. Ovvero la diretta emanazione “mediatica” di quella destra xenofoba e razzista che trova la sua massima espressione nell’autocrate fascistoide che ha occupato le stanze del potere. Oppure che fa da controcanto alla Giorgia, quella che, tanto per intenderci, vorrebbe affondare le navi che salvano i migranti. Ebbene, questi spiacevoli personaggi oltre a propinarci le note ricette sull’immigrazione (cioe’ quelle del Governo) da quando ha fatto irruzione sulla scena la vicenda della Sea Wacht, non fanno altro che “massacrare” sistematicamente la Carola. Altro che eroina, la giovane tedesca, nel loro delirio ideologico, viene rappresentata come un docile strumento al servizio di quel Potere Mondialista che ha come unico scopo quello di favorire la “sostituzione” etnica in Italia e in Europa (Fusaro dixit). Allora io ho un timore. Temo cioe’ che nella sacrosanta riaffermazione dei nostri principi e valori (a cui la Capitana è probabilmente estranea) corriamo il rischio di ritrovarci “oggettivamente” a fianco di questa banda di reazionari conclamati. Una ulteriore chiave di lettura deve allora essere possibile

    • Fabrizio Marchi
      10 luglio 2019 at 21:37

      Caro Carmine, in Italia c’è stato un cambio di governo quindi è ovvio che la Lega abbia molto più spazio nei media. E’ del tutto normale quindi che si suoi cantori occupino maggiore spazio rispetto a prima. Dall’altra ci sono i cantori del fronte liberal e di “sinistra”, magari in misura minore perché appunto hanno perso colpi, non stando più al governo. Fai che tornassero al governo e vedrai che tornerebbero ad occupare la scena mediatica più di quanto non accada oggi, per le ragioni suddette.
      Ora però una cosa dobbiamo avere chiara: la destra cresce in assenza di una Sinistra come Cristo comanda, In fisica esiste lo spazio vuoto, ma non in politica. In politica se lasci uno spazio vuoto, qualcuno lo occupa. Ed è quello che è accaduto in Italia dove la Lega, purtroppo, è stata abile anche a cavalcare legittime aspirazioni popolari, in presenza, appunto, di una “sinistra” del tutto imbevuta di ideologia politicamente corretta e del tutto organica al sistema neoliberista. Ovvio che non poteva finire diversamente. Ed è per questo che – anche se può apparire paradossale – la teorica ricostruzione di un nuovo soggetto di classe e socialista non potrà che passare per l’estinzione dell’attuale “sinistra” che giustamente i ceti popolari hanno cominciato a disprezzare perché avvertono la truffa, anche se sprovvisti di coscienza di classe. Il punto grave, ovviamente, è dato dal fatto che in assenza di un’alternativa di classe e socialista, la gente se ne va a destra. E’ drammatico ma è così. Io non so dirti come sia possibile evitare tutto ciò però certamente, se da una parte la c’è il rischio di essere in qualche modo accomunati alla destra, dall’altra si rischia concretamente di essere accomunati a questa “sinistra”. A mio parere, per come stanno le cose, rischio per rischio, meglio paradossalmente il primo. Ma non perché sia meno grave bensì perché l’unico modo che abbiamo per tentare di riallacciare un rapporto con i ceti popolari è quello di mollare gli ormeggi con l’attuale “sinistra”. Su questo io non ho alcun dubbio. Naturalmente – non vorrei essere frainteso – non sto mica dicendo che bisogna strizzare l’occhiolino alla destra. Tutt’altro, si tratta di svelare la truffa sia in un senso che nell’altro, cercare di spiegare che sia la destra che l’attuale “sinistra” non sono altro che due facce del medesimo sistema capitalista che utilizza ora l’una e ora l’altra in base alle necessità contingenti.
      E’ difficilissimo, lo so, ma non c’è alternativa. Questo è il tempo della semina, non della raccolta. Ci dobbiamo attrezzare sul lunghissimo periodo.

  5. carmine
    10 luglio 2019 at 22:41

    Sono d’accordo sull’analisi e sulla proposta strategica. Resta il fatto che i cantori della destra mi irritano profondamente e provo una certa goduria se vengono tartassati da chiunque, anche dai rappresentanti di quella sinistra liberal di cui chiediamo l’estinzione al fine di costruire una forza di classe e socialista. Si tratta di una reazione emotiva oltre che razionale e per la quale chiedo umana comprensione.

    • ndr60
      12 luglio 2019 at 13:58

      Dieci (o anche solo cinque) anni fa ti avrei dato ragione, ma ora no. Ho sempre più la certezza di assistere ad una commedia, nella quale gli attori recitano delle parti preordinate di un copione scritto da un autore mediocre, ma osannato dalla critica. La commedia mi ha stancato, e non la sopporto più.

  6. Emilio
    11 luglio 2019 at 20:31

    A me Carola sembra una persona che agisce più sulla base di proprie identificazioni personali sviluppate nel suo ambiente senza riflettere troppo su ciò che fa. A me fa paura come mi spaventano tutti quelli che non dubitano della propria ideologia..che poi si trovi da quel lato del campo mi sembra una casualità..magari 75 anni fa sarebbe stata per automatismo qualcosa di completamente opposto.

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