Francia: Destra contro Destra fa sempre Destra

Il risultato elettorale francese non ci sorprende affatto. Direi anzi che era abbastanza scontato. L’unica indecisione poteva essere rappresentata dalla competizione interna allo schieramento moderato, quella cioè fra il candidato “gollista” Fillon e quello “indipendente” Macron. Ma trovare delle differenze sostanziali fra i due è veramente questione di lana caprina. Tutto ciò che si può dire è che Macron, leader di un partito che è una sorta di sintesi fra “blairismo” e “renzismo” è stato in grado di interpretare meglio lo spirito della nuova destra liberista ed europeista “postmoderna” rispetto alla tradizionale destra gollista francese, ormai in fase calante. Altro, obiettivamente, non c’è.

Sull’altro versante (si fa per dire..), ancora più scontata l’affermazione del FN di Marine Le Pen, da tempo ampiamente annunciata. La mia personale previsione – ma posso sempre sbagliarmi –  è che lo schieramento neomoderato, forte dell’appoggio della destra conservatrice storica e di parte di ciò che rimane dell’elettorato socialista (che, turandosi il naso, continuerà a perseguire nell’errore, e a votare per Macron) finirà per prevalere sul FN ma di misura, non con quel 62% e oltre che già i sondaggi gli attribuiscono.

Siamo quindi di fronte ad uno scontro fra due destre, una “europeista” e l’altra nazionalista e favorevole ad uscire dalla UE. Per lo meno a parole, perché la storia ci insegna che c’è sempre un fossato fra ciò che si afferma in campagna elettorale e le scelte che poi si faranno una volta al governo, in caso di vittoria. Del resto, abbiamo visto che fine ha fatto il presunto “non interventismo” di Trump a distanza di tre mesi dalla sua elezione…

Ma il punto non è questo. Ammettendo la “buona fede” e tutta la coerenza di questo mondo da parte della Le Pen, resta la natura reale del suo partito che è quella di una forza politica interclassista che ha come baricentro la vecchia borghesia nazionale declassata e spodestata dal grande capitale trans e multinazionale. Quella vecchia borghesia che ha perso centralità ed egemonia politica e che aspira a riconquistarla. Da qui la nostalgia per lo stato-nazione e la “grandeur”, cioè per la Francia grande potenza colonialista e imperialista (e infatti non era certo sulla politica estera il dissenso con Hollande bensì su come affrontare gli effetti, cioè l’immigrazione, della sua politica estera neocolonialista). Naturalmente per fare questo ha necessità di conquistare consensi fra i ceti popolari (lavoratori e piccola borghesia) impauriti e impoveriti dalla crisi economica e dall’immigrazione massiccia vissuta come una minaccia, non tanto sul piano culturale quanto su quello economico e sociale. In ogni caso, relativamente al FN, rimando a questo articolo che pur essendo datato resta tuttora valido per quanto riguarda l’analisi di quel partito:  http://www.linterferenza.info/editoriali/francia-vittoria-scontata-per-la-destra/

Sarebbe dunque un errore liquidare la crescita del FN con le solite scomuniche e le solite scontate griglie interpretative adoperate dalla “sinistra” politicamente corretta e anche dello schieramento neomoderato e conservatore: populismo, neo fascismo, razzismo ecc.  Il FN è sicuramente anche una forza populista e razzista (“tecnicamente” parlando non sarebbe corretto definirla fascista, ma forse da un certo punto di vista è anche peggio) ma una buona parte di quell’elettorato che l’ha votato non lo è ed è formato appunto da quei settori popolari privi di una seria, autorevole e reale alternativa di classe e socialista. Anche se oggi, finalmente (ma era troppo tardi, bisognava cominciare a muoversi prima…), qualcosina si è mosso e Melenchon, il candidato della “France Insoumise”, cioè per semplificare della Sinistra cosiddetta radicale, presentandosi all’elettorato con un programma tutto sommato credibile (anche se non privo di contraddizioni…) e comunque assai distante dalla solita scontata brodaglia “di sinistra”, ha riscosso un ottimo 19,6% prosciugando quasi completamente il serbatoio elettorale del Partito Socialista, ormai in via di estinzione. Un’ estinzione assolutamente auspicabile, per quanto ci riguarda, vista la totale subalternità e organicità di quel partito (come di tutti o quasi gli altri partiti di “sinistra” europei…) al sistema capitalista e all’ordine sociale dominante.

Ora Melenchon, se vuole essere credibile e se veramente ha intenzione di costruire una Sinistra seria e coerente in grado di riconquistare con il tempo e con un paziente lavoro il consenso dei ceti popolari”, non deve assolutamente cadere nella trappola del “turarsi il naso” e votare per Macron, cioè per la destra modernista e liberista in funzione anti Le Pen. Questo sarebbe un errore interpretativo e politico gravissimo che minerebbe alla radice la sua credibilità e la possibilità di ricostruire quel soggetto politico di classe che costituisce oggi il vero grande assente della scena politica. Al contrario, Melenchon deve avere il coraggio politico e morale di dire le cose come stanno, e cioè che siamo di fronte ad un ballottaggio che vede protagoniste due forze antipopolari e di destra (se fosse finito al ballottaggio il candidato del PS avremmo detto la stessa cosa…), pur se culturalmente e ideologicamente diverse fra loro, e che qualsiasi sarà il risultato che uscirà dalle urne fra due settimane, sarà comunque una sconfitta per i lavoratori e i ceti popolari francesi.  Anche se ovviamente, anche in questo caso, ci saranno i soliti noti che faranno il tifo più o meno palesemente per la Le Pen (così come hanno fatto il tifo per Trump per poi nascondersi sotto terra alla prima – e certamente non ultima – salva di missili sparata contro uno stato “canaglia”…) perché considerata “non organica” al sistema. Del resto la madre dei gonzi è sempre incinta e non si può fare più di tanto per impedirle di partorire…

Mutatis mutandis, e con le dovute differenze, lo scontro fra Macron e Le Pen assomiglia in fondo a quello fra Clinton e Trump. Due destre che si contendono la “governance” e che non potranno che assecondare i desiderata dei padroni del vapore dietro le quinte. E come si è ammorbidito Trump si ammorbidirà anche la Le Pen, qualora risultasse vincente. La quale le Pen, non essendo una ingenua ed essendo anch’ella figlia del “postmodernismo” politico e ideologico, ha da tempo iniziato il processo di sdoganamento che compete a tutti i candidati premier dei paesi europei, cioè la “lunga marcia” verso Israele http://www.ilpopulista.it/news/20-Aprile-2017/13338/le-pen-israele-unamicizia-che-passa-da-milano.html?refresh_ce

Ben altra e molto più lunga è la strada per minare la struttura economica, politica e ideologica del sistema che ci “governa”.  E non ci sono scorciatoie.

Risultati immagini per Macron e Le Pen immagini

Fonte foto: Lookout News (da Google)

 

 

 

 

11 commenti per “Francia: Destra contro Destra fa sempre Destra

  1. Massimiliano
    26 aprile 2017 at 10:45

    Buongiorno, beh, sara’ pure questione di lana caprina caro Fabrizio lo scontro che lei ipotizza, ovvero quello fra due destre, fra due forze antipopolari, ecc però quando vedo intere redazioni televisive in Francia e all estero schierarsi a favore di un candidato, i maggiori quotidiani del mondo indicare solo le virtù di uno e solo le disgrazie dell altro, quando vedo schiere di intellettualoidi Prezzolati schifare sempre e comunque una parte dell elettorato definendolo impaurito, xenofobo, non aperto alle meraviglie del mondo, incapace di scorgere le bellezze del progressimo e a difesa egoistica del proprio orticello, provinciale e quanto altro, allora essendo io popolano mi schiero immediatamente contro costoro e il loro candidato.

    Tempo fa,le dissi la stessa cosa sulla immigrazione, posso essere d accordo con lei sulla analisi a lungo termine e posso pure darle ragione, però il qui ed ora non lascia molta scelta e se devo schierarmi scelgo colui o colei che almeno a parole e le ripeto almeno a parole si oppone per esempio ad UE euro, immigrazione incontrollata, delinquenza di qualsiasi ordine e grado, si dichiara per la sovranità statale, per il primato della politica sulla economia e a favore di politiche sociali.

    Tutto questo nella attesa che arrivi il sol dell avvenire, che mi va pure bene, ma visto il ritardo non vorrei nel frattempo essere passato a miglior vita e vorrei tentare magari illudendomi di salvare il salvabile e non crepare, per lo meno, nella indigenza
    istituzionalizzata.

    Una curiosità: perché crede che i voti che sono mancati ad Hamon siano finiti a Melenchon?
    Non è più probabile che molti siano invece già andati all avatar mondialista e che Melenchon intercetti un altra parte di disgraziati, magari musulmani o neri che pur non avendo a cuore il Front National condividano però le stesse miserie le stsse ristrettezze e gli stessi distretti di chi il Front lo ha votato?

    Se così fosse, la partita non sarebbe poi così scontata.
    Cordialità.
    M.A.

    • Fabrizio Marchi
      26 aprile 2017 at 15:57

      Se lei è un popolano il sottoscritto non è nato a Beverly Hills…
      Ciò detto, abbiamo due punti di vista diversi e ormai lo abbiamo capito. Lei è uno dei tanti che preferisce turarsi il naso (non so neanche quanto…) e votare per la Le Pen o il Trump o il Salvini di turno. Se è per questo (senza fare un paragone perchè sarebbe improprio ma per capirci…) anche tanti tedeschi e tanti italiani votarono per Hitler e Mussolini i quali, anche se soltanto a parole (perché nei fatti li hanno sostenuti, armati e finanziati…), erano osteggiati dai media e dalle borghesie in doppio petto europee. E poi abbiamo visto come sono andate le cose. Lei voterebbe anche per un Peron e forse anche per un Francisco Franco e via discorrendo. Io no. Abbiamo punti di vista diversi, come è giusto che sia.
      Personalmente penso che la politica abbia molto spesso dei tempi molto lunghi, che non bisogna avere fretta e che è necessario saper aspettare, non passivamente, questo è ovvio, ma lavorare nella direzione di ciò che si ritiene giusto. Già non vedo più nessun infatuato sulla via di Trump (presumo che lo sia anche lei…), tutti spariti subito dopo la prima (e certamente non ultima…) salva di missili sparati a tre mesi (dicasi tre…) dalla elezione del presidente “non interventista”…Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da compatirli per la loro ingenuità e incompetenza politica. Ma sappiamo che tanti si atteggiano a politologi nella stessa misura in cui tanti (molto spesso gli stessi…) si atteggiano ad allenatori di calcio…
      Ciò detto, che l’establishment, o la gran parte di questo, preferisca il Macron di turno (o il Renzi a Salvini, o la Clinton a Trump) alla Le Pen è vero ma è un altro discorso. Le classi dirigenti hanno sempre interesse alla pace sociale, non all’esasperazione del conflitto e neanche a soluzioni autoritarie, alle quali comunque ricorrono se la situazione lo richiede. Oggi non lo richiede, per lo meno in questa parte di mondo. Altrove, in una gran parte del pianeta, quelle stesse classi dirigenti hanno “governato” attraverso dittature brutali.
      Ritengo che Macron, come ho già scritto prevarrà di misura. Il dato positivo è il voto a Melenchon. Sarebbe un dato positivo anche la dissoluzione del Partito Socialista se non corrispondesse all’affermazione di Macron che ovviamente ha fatto anch’egli il pieno dei voti di gran parte dell’elettorato socialista. In pratica una buona parte dei voti socialisti sono andati a Melenchon e un’altra parte consistente a Macron, il Renzi d’oltralpe.
      Per il resto che le devo dire, fra la cacca di cane e quella di gatto io non scelgo. Lei si, o forse ritiene che una delle due non lo sia. Per me invece sono due cacche. Quindi mi pare che insistere non abbia molto senso.
      Saluti.

      • Massimiliano
        26 aprile 2017 at 18:59

        Carissimo, Melenchon è un massone ed era pure dei socialisti dai quali si è distaccato qualche tempo fa, ciò non toglie che chi lo ha votato lo abbia fatto presumo perché nella maggior parte non si riconosce nella retorica lepenista ma non per questo perché convintamente comunista, solo che, come chi da la preferenza alla lepen e non è un sordido fascista, si ritrova a vivere di miseria, di lavoro precario, di stato sociale che viene meno, di subire gli effetti della delinquenza, sono i miserabili che provano in assenza di alternative a giocare le ultime carte che gli rimangono.

        Hitler e Mussolini non furono per niente osteggiati dalle élite europee e mondiali
        furono altresi lautamente finanziati ed appoggiati in primis da quelle anglosassoni
        Insieme alle loro più grandi industrie nel caso tedesco, e da Churchill per fare un esempio in quello di Mussolini che mi consenta prima di essere votato come dice lei, ha fatto quella piccolissima cosuccia che è passata alla storia come Marcia su Roma, in effetti le prime elezioni fasciste furono nel 24 e furono forse pure “brogliate”.

        Io non mi turo nessun naso, vivo nel mio tempo e pur non dimenticando la storia cerco di capire cosa è più conveniente fare o per dirla alla sua maniera quello che è meno peggio per salvar il deretano a me e quelli come me che sono gli ultimi della fila,altri come lei invece sono come Giano, guardano da un lato alle esperienze delle storia defunte da settanta anni le proiettano nel mondo odierno e filosofeggiano su cosa sarà meglio che succeda da qui a trenta anni.
        Questione di punti di vista.
        Con immutata stima.
        Saluti.

        • Fabrizio Marchi
          26 aprile 2017 at 21:12

          Mi pare, in tutta onestà, che lei giochi a non capirmi. Le rispondo per punti.
          1) Non ho mai pensato che Melenchon sia il “sol dell’avvenir” o colui che farà risorgere il “nuovo comunismo del terzo millennio” ma, come lei dice di auspicarsi il male minore (che per lei è la Le Pen), consenta anche a me la stessa cosa. E allora, nella logica del turarsi il naso o di auspicarsi il male minore o di fare la scelta più conveniente per salvarsi il deretano (parole sue…), io tra la Le Pen e Melenchon scelgo Melenchon. Così ho risposto anche alla sua critica del tutto improvvida e fuori luogo, nel momento in cui mi “accusa” di filosofeggiare ma di non dare risposte concrete. Ciò conferma che o non ha letto con attenzione il mio articolo (nel quale è evidente, per chi vuole vedere, un sia pur timido appoggio a Melenchon, sia pure sempre nell’ottica di cui sopra…) oppure, con tutto il rispetto, ciurla nel manico.
          2) Non ho MAI detto che Mussolini e Hitler non furono appoggiati dalle borghesie europee. Anche in questo caso la invito a leggere meglio il mio commento. Se lo rilegge con più attenzione (e forse anche con un pizzico di malizia in meno…) leggerà che io ho detto che sono stati armati, finanziati e sostenuti dalle borghesie europee che però, per lo meno fino ad un certo momento, hanno fatto finta di non sostenerli. Il fatto che le elezioni dove la più o meno ampia coalizione che aveva come suo baricentro il partito fascista furono stravinte (grazie alla legge Acerbo, fatta su misura per questo scopo) dalla stessa si tennero dopo la marcia su Roma non toglie il fatto che il Fasciamo, purtroppo, cominciava già ad avere un largo seguito popolare fino a diventare quello che Togliatti definì appunto un “regime reazionario di massa”. Lo stesso processo, con le dovute differenze, accadde in Germania dove il partito nazista, violenze a parte (come avvenne con i fascisti in Italia) vide crescere il suo consenso presso larghi settori popolari, un consenso che andò via via aumentando, addirittura più che in Italia. E sarebbe profondamente sbagliato, ai fini della comprensione sia del fascismo che del nazismo, rifugiarsi solo sul risvolto violento, sulla coercizione e sulla repressione che essi misero in atto. Il fascismo e il nazismo ebbero un ampio seguito e furono sostenuti da larghi settori popolari che facevano più o meno le stesse riflessioni che fa ora lei (e tanti come lei).
          3) Come dicevo, così come le borghesie europee, per lo meno in una prima fase, finsero di non appoggiare apertamente il Nazismo e il fascismo, mutatis mutandis, sempre con le dovute differenze storiche, politiche e di contesto, NON credo affatto che soggetti politici quali Le Pen, Trump, Salvini, Orban o altri della destra o neo destra europea ai quali lei fa riferimento siano esogeni (cioè estranei) al sistema dominante. Questo è ciò che millantano, né più e né meno di come i fascisti millantavano di essere dei rivoluzionari quando, al di là di debolissime argomentazioni ideologiche (peraltro, ovviamente, dal mio punto di vista non condivisibili), la storia ci dice che sono stati degli strumenti delle classi dirigenti, nazionali e internazionali in una determinata fase storica. Quelle stesse classi dirigenti che poi, in un secondo momento se ne sbarazzarono, quando il giocattolo, come a volte accade nella storia, gli era sfuggito di mano.
          Lei crede che la Le Pen, o Trump, o Salvini (o uno qualsiasi dei suoi riferimenti politici) siano veramente dei rivoluzionari o degli “antisistema”? Se è così, e mi scusi per la franchezza, lei è un ingenuo oppure uno sprovveduto oppure ancora un “destrorso” (il termine potrà apparirle scontato o improprio, non so che farci, mi rendo conto che oggi tende tutto ad essere confuso ma credo che ci siamo capiti nella sostanza…) che cerca di portare acqua al suo mulino. Legittimo, sia chiaro, a patto però di non menare il can per l’aia e soprattutto di non modificare le cose dette dagli altri, in questo caso dal sottoscritto, o di mettergli in bocca cose che non ha detto, o criticarlo per non offrire soluzioni politiche nell’immediato. Fermo restando, ripeto ancora, che molto spesso la storia è fatta di tempi lunghi e anche lunghissimi e non è detto che bisogna sempre scegliere a tutti i costi. Questa è una forzatura che sento ripetere da molti. Sarebbe molto più onesto dichiararsi per quelle che sono le proprie idee. Io sono assolutamente persuaso che una persona di Sinistra (S maiuscola e senza virgolette), e che quindi ha un determinato orizzonte valoriale non voterebbe MAI per personaggi come Trump, Le Pen o Salvini. E questo indipendentemente da quello che è oggi la “sinistra” (s minuscola e centomila virgolette) che, come lei dovrebbe sapere, noi riteniamo essere oggi una stampella del capitale, come del resto la destra, e infatti NON la votiamo.
          Lei ritiene che sia giusto votare Le Pen? Bene, dal mio punto di vista, come ripeto, lei o è uno sprovveduto, o un ingenuo, o molto più probabilmente un uomo di destra. Siccome noi di destra non siamo (e neanche di “sinistra”) non votiamo né per la Le Pen né per Macron, né per Trump e né per la Clinton, né per Salvini e né per Renzi o chi per lui. E questo perché riteniamo che siano tuti facce della stessa medaglia.
          Partendo da questa analisi, che senso avrebbe scegliere, votare per l’uno o per l’altro? Penso che la risposta se la possa dare da solo.
          La saluto nuovamente ma, sempre in onestà, non con la stessa stima che lei dice di nutrire nei miei confronti. E non perché dia per assodato che lei sia di destra (apprezzo e stimo persone che hanno tutt’altre idee rispetto al sottoscritto), sia chiaro, ma perché non sono sicuro della sua buona fede (soprattutto nel voler leggere quello che le fa comodo ri-leggere e deformare pro domo sua…).
          In ogni caso un saluto e grazie per l’attenzione.

  2. Massimiliano
    26 aprile 2017 at 21:55

    Rispondo anche io per punti:
    1. È del tutto ovvio che se al ballottaggio ci fosse Melenchon contro Macron io sarei dalla sua parte purtroppo però ai fini di questa discussione non ci è arrivato Melenchon…..
    Lei non prende posizione e finisce per non dare nessuna importanza alla differenza di voto fra un operaio e un Bobo chic parigino…. curioso per una persona che si definisce comunista
    2.Ha ragione mi era sfuggita la sua riflessione messa fra parentesi, colpa mia.
    3.Non penso assolutamente che Trump Lepen Salvini siano antisistema o salvatori di chicchessia, penso però che questin ci sono, dove caspita sono i comunisti realmente o fintamente antisistema?
    Ci fosse Rizzo sl posto di Salvini, che per altro anch egli del sistema ha fatto parte, sarei dalla sua parte e spererei che ne uscisse rafforzato se mai si dovesse votare.
    Una persona di sinistra con la S maiuscola che per ragioni ideologiche non voterebbe qualcuno solo perché in teoria è un epigono di un altra ideologia defunta settanta anni or sono favorendo di fatto candidati mondialisti, ultraliberisti ed antipopolari, beh , mi permetta di rigirare a costoro, l accusa di ingenui , sprovveduti, o vicini al grande capitale che sostengono a parole di combattere, o forse semplicemente hanno il culo al caldo e preferirebbero il “tanto peggio tanto meglio” che sfocerebbe in qualche guerra tra poveri da cui ricavare qualche rendita di posizione che le loro posizioni anodine non gli permetterebbero mai di raggiungere per via politica.

    • Fabrizio Marchi
      26 aprile 2017 at 23:16

      1) La guerra fra poveri la alimentano proprio le forze politiche come il Front National e la Lega di Salvini, quindi è lei che è in contraddizione, ancora una volta.
      2) Il fatto che oggi degli operai votino per la Le Pen non significa nulla. Gli operai, come anche lei, sono oggi sprovvisti di coscienza di classe, altrimenti non voterebbero per la Le Pen (e per qualsiasi altro) perché capirebbero che è un prodotto e uno strumento del sistema, sia pur forse ben camuffato (agli occhi dei gonzi, fra cui lei…)
      3) La differenza fondamentale fra me e lei, è che per me la Le Pen (così come Salvini, Trump ecc. ) è un prodotto e uno strumento del sistema, mentre per lei non è così. E questo è il punto fondamentale che lei evidentemente fa finta di non voler capire ed è per questo che insiste. Ed è per questo che ribadisco che lei o è un ingenuo, o uno sprovveduto o un uomo di destra che sta millantando. Naturalmente sempre dal mio punto di vista.
      4) I comunisti antisistema non ci sono perché, come lei sa, è accaduto un fatterello ormai quasi 30 anni fa, e cioè che è crollato il muro di Berlino, con tutto ciò che questo ha comportato. E non sappiamo come e quando e in che modo rinascerà una forza di classe, socialista e anticapitalista da qui al futuro, prossimo o remoto. Questo ci autorizza ad andare con gentaglia (ma lei non la considera tale, ed è questa la differenza fra lei e me) come Trump, Le Pen e Salvini (del tutto speculare ad altra gentaglia come Clinton , Macron e Renzi…)?
      Per quanto mi riguarda NO. Ora direi che ci siamo capiti e non credo che ci sia bisogno di approfondire ancora. Ha fatto bene ad evitare il solito stucchevole invito alla solita “immutata stima” perché, come è evidente, non c’è né da parte mia né da parte sua. Non mi sono mai piaciuti i millantatori, quelli che prendono facili scorciatoie e tutto sommato neanche gli sprovveduti. Per quanto riguarda il culo al caldo, pensi al suo che al mio ci penso io.
      Direi che possiamo chiudere qui il discorso.

      • mauro recher
        27 aprile 2017 at 18:53

        Gli operai votano la Le pen ,oltre alla mancanza della coscienza di classe ,come ha scritto Fabrizio, anche perchè nella sinistra la parola “operai” è sparita dal suo dizionario ,adesso ci sono termini come “Donne, LGBT, migranti (nel senso più “buonista”) ,la Le Pen invece mette la parola “operai” nel suo dizionario, ovviamente a modo suo, con un esempio tocca la spalla all’operaio del posto e fa “Vedi quello con la pelle diversa ? Quello ti frega”. A modo suo la Le Pen fa come gli operai inglesi e quelli irlandesi descritti da Marx ed è completamente funzionale al sistema dominante facendo la parte dell “utile idiota”

  3. Dante
    27 aprile 2017 at 15:56

    Signor Fabrizio visto che i politologi improvvisati son quelli che vanno a votare come dovrebbero interpretare l’astensione al ballottaggio di Melenchon ? Fare una scelta puramente ideologica e astenersi comunque favorendo Macron oppure optare per una Le Pen sperando vada a buon fine quel 50% di programma elettorale che hanno in comune?

    • mauro recher
      27 aprile 2017 at 18:57

      Guardi ,forse dico una cosa impopolare, se fossi veramente costretto a votare per uno dei due, voterei la Le Pen ,come ,se fossi stato costretto , avrei votato Trump ,questo significa solo che siamo messi non male ,ma malissimo ,eppure basterebbe aprire gli occhi

    • Fabrizio Marchi
      27 aprile 2017 at 18:59

      Caro Dante, a mio parere l’astensione in questo caso è la scelta più giusta e sarebbe un segnale politico importante. Anche se a mio parere Melenchon sta assumendo una atteggiamento debole. Dal mio punto di vista dovrebbe essere più chiaro e dire le cose pane al pane e vino al vino. E cioè che una Sinistra autentica non sceglie fra una destra ultraliberista e una destra ultranazionalista. Una Sinistra autentica combatte entrambe, anche a costo di scontare di essere minoritaria. Ma sul lungo periodo chi scommette, ma scommette veramente, sulle proprie idee, perché ne è convinto, è destinato ad emergere, magari non a vincere ma comunque a crescere in consensi e in forza.
      Melenchon è sicuramente meglio della “sinistra zombie” politically correct a cui siamo abituati ma non è neanche quella Sinistra che ho in testa io. Nondimeno è comunque un passo in avanti e conoscendo bene le dinamiche politiche e psicologiche della sinistra, già il fatto di non dare indicazione di voto né per l’una né per l’altro, è già moltissimo…
      Certo, ci vorrebbe una posizione molto più chiara, netta e decisa, che invece non c’è. Tant’è che il referendum interno che stanno facendo è per decidere se votare Macron o astenersi. E questa, sempre dal mio punto di vista, è una posizione debole. Avrebbero dovuto immediatamente spiegare le cose e dirle in modo netto e chiaro. Ma il partito di Melenchon non è un partito marxista e di classe, sia pure non ortodosso, eretico, trasformato, modernizzato ecc. E’ un partito di “sinistra radicale”, non una merdaccia come il partito socialista o altre formazioni ultrapolitically correct, ma pur sempre un partito di sinistra radicale. E quindi non in grado di sviluppare un certo tipo di discorso. Però è già un passo avanti rispetto alle solite logiche.
      Dopo di che, ragazzi, se qualcuno pensa che sia giusto, ad esempio, votare Salvini, che è il parente prossimo della Le Pen, si accomodi pure. Noi non lo seguiremo di certo. In Italia, diciamo fortunatamente a questo punto, abbiamo il M5S che in un’ottica tattica, per muovere la classifica, come si suol dire, può essere votabile.
      Un’ultima cosa. Quel 50% di programma comune in caso di vittoria della Le Pen non andrà “a buon fine”, per le stesse ragioni per le quali non andrà “a buon fine” il programma di Trump di cui tanti sprovveduti si sono infatuati. RIPETO. Le Pen, Trump, Salvini e consimili sono una faccia del sistema. Punto e stop. Possono forse cambiarlo?…

      • dante
        28 aprile 2017 at 15:52

        grazie della risposta che in massima parte condivido ma mi lascia amaro in bocca poichè mi confermi l’incapacità della sinistra specialmente in Francia con la possibilità del doppio turno di convogliare il dissenso lasciando campo libero alla destra e non so fino a che punto questo sia involontario

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