Il conflitto di classe

Le classi dominanti sono SEMPRE provviste di coscienza di classe, a differenza di quelle dominate.
Le classi dominanti fanno SEMPRE la lotta di classe, anche e soprattutto quando sembra che non la stiano facendo, a differenza di quelle dominate, che il più delle volte non la fanno (perché non sono provviste di coscienza di classe e/o perché non hanno gli strumenti politici per farla).
Proprio la pace sociale (cioè l’assenza di conflitto da parte delle classi dominate) è la conferma del dominio (e del trionfo) delle classi dominanti. La contraddizione di classe, infatti, è un fatto OGGETTIVO, che poi questa molto spesso non si traduca in conflitto palese (appunto, la pace sociale) è altro discorso.
Quelli che sostengono l’inattualità del conflitto di classe si dividono in tre tipologie:
a) Gli appartenenti alle classi dominanti che hanno, ovviamente, l’interesse a sostenere un simile tesi che è parte integrante della loro lotta di classe. Anzi, è il suo risvolto ideologico che è fondamentale come tutti gli altri (economico, politico, geopolitico), oggi, forse, più di quegli altri;
b) I cantori a stipendio del sistema dominante, cioè gli “intellettuali” (fra cui anche giornalisti, esponenti del mondo mediatico e politico, accademici, i cosiddetti “influencer” ecc.) che servono appunto a giustificare e a rafforzare dal punto di vista ideologico tale assunto;
c) quelli in buona fede, cioè tutta quella gente, anche e soprattutto appartenente ai ceti dominati, ai vari livelli, che ha interiorizzato e fatto sua l’ideologia delle classi dominanti fino ad identificarsi con essa.

Questi ultimi – i più numerosi, ovviamente – si dividono a loro volta in:
a) quelli, allo stato delle cose, totalmente incoscienti, e sono moltissimi;
b) quelli, altrettanto numerosi, che vivono nell’illusione di non appartenere alle classi dominate e/o nella speranza di potersene affrancare;
c) quelli che hanno vergogna di appartenere alle classi dominate e allora rimuovono la loro condizione;
d) quelli, allo stato delle cose una più che esigua minoranza, che sono provvisti di coscienza di classe, ma non hanno gli strumenti per metterla in atto.

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3 commenti per “Il conflitto di classe

  1. Gian Marco Martignoni
    12 ottobre 2019 at 21:52

    Sull’oggettività della lotta di classe si era espresso a suo tempo anche lo storico J.Le Goff , in una bella intervista pubblicata dalla Mondadori. Purtroppo, l’abiura del pensiero di Marx da parte dell’ex-sinistra è stata devastante, cosicchè oggi abbiamo una classe subalterna completamente disarmata, ovvero senza gli strumenti necessari per agire il conflitto di classe.Da tempo sostengo che è quanto mai necessaria una nuova alfabetizzazione marxista, anche perchè il filosofo Maurizio Ferraris – che all’università dell’ Insubria ha tenuto una conferenza su Nice – ha segnalato che in rete K.Marx è oggi non casualmente il filosofo più ricercato.Certo , se vogliamo essere onesti, che l’esperienza di Rifondazione Comunista, una formazione priva di una coerente teoria marxista,non depone a favore di una doverosa ripresa del pensiero di Marx.

  2. Francesco
    15 ottobre 2019 at 17:39

    Ho letto con attenzione gli articoli sovrastanti e devo dire che, se non pienamente, li condivido. Quanto viene detto rappresenterebbe la realtà ma, a mio avviso, manca un’analisi delle cause che hanno creato questo stato di cose. Una intensa e spudorata propaganda anticomunista ha fatto si che questa ideologia ed i suoi partiti siano stati messi al bando, pertanto occorre, come è stato detto, un’alfabetizzazione marxista per far comprendere le contraddizioni della reazione e, soprattutto, la bontà dell’ideologia comunista idonea, se non pienamente almeno per la gran parte, a far fronte a questa egemonia culturale e reale della borghesia. Suggerirei di aggiungervi anche un po’ di ottimismo che aiuta a proseguire nella direzione di una ricostruzione. Il successo della Cina, per esempio, dovrebbe servirci da stimolo sebbene il loro socialismo abbia, come dicono, caratteristiche cinesi, diverse da quelle attuabili e, forse, proponibili in ambito occidentale. La presenza di tale potenza, ormai in quasi tutti i sensi, sta allarmando l’imperialismo al punto da fare delle maldestre azioni politiche come la recente risoluzione dell’Europarlamento.Per tale ragione dobbiamo prendere animo e lottare per un domani migliore.

  3. 19 ottobre 2019 at 15:10

    come non darti ragione purtroppo 🙁
    attualmente non si vede lotta contro il Sistema e contro il dominio.
    La società è piuttosto apatica alla politica e molto concentrata nei singoli benesseri individuali. I movimenti di opposizioni sono quasi tutti interni al Sistema.

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