La marchetta del “pupone”

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Foto: www.allweb360.com

Francesco Totti, soprannominato dai suoi fan “er pupone”, calciatore e uomo simbolo della A. S. Roma e della tifoseria romanista, largamente maggioritaria nella capitale, ha dichiarato, anche con una certa enfasi, di essere favorevole a che le Olimpiadi del 2014 possano tenersi a Roma:  http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/elezioni/2016/06/07/comunali-il-voto-di-totti-io-sempre-per-roma-olimpica_79ac996a-7158-4bf1-bd76-7a8b929a81a8.html

Il capitano giallorosso entra così nel vivo del dibattito politico scegliendo con grande tempestività il momento opportuno per farlo (sarà stato consigliato?…), cioè a pochi giorni dal ballottaggio che opporrà la candidata a sindaco di Roma del M5S, Virginia Raggi, che ha già dichiarato di essere contraria a tale eventualità (“Le priorità sono ben altre” ha detto, e concordiamo senz’altro) a quello del PD, Roberto Giachetti, che ne fa invece un suo cavallo di battaglia.

Così facendo ha pagato il suo tributo alla causa di Giachetti e del PD, ma soprattutto (che ne sia consapevole o meno è del tutto irrilevante) dei poteri forti che da sempre la fanno da padroni a Roma, cioè il Vaticano, i costruttori, le banche, i palazzinari proprietari di giornali e la criminalità organizzata (in doppio petto ma anche no), di cui il PD è attualmente il principale referente politico (ma vale anche per tutte le altre forze di centrodestra).

Ora, non pensiamo e non abbiamo mai pensato che il M5S sia una forza rivoluzionaria e di classe che ha come orizzonte l’abbattimento o il superamento dell’ordine sociale dominante. Al contrario, è una forza interclassista, “legalitaria”, venata di giustizialismo, con forti tratti populisti, con grandi contraddizioni al proprio interno e certamente, come ripeto, non una forza anticapitalista nè tanto meno socialista e/o comunista. Del resto, non è possibile, allo stato attuale, prevedere con certezza l’evoluzione politica di questo movimento. Le incognite (e le perplessità) sono tante, anzi tantissime, proprio in virtù o a causa delle contraddizioni presenti al suo interno e della totale e voluta assenza di una “Weltanschaung”, cioè di un orizzonte ideale e ideologico forte.

Di certo però, e questo è un fatto, il M5S è al momento l’unica forza politica estranea alle logiche e ai gruppi di potere, economici e politici, che “governano” il paese e, nel caso specifico, la città di Roma.

E questa è di per se una ragione sufficiente per NON votare Giachetti al ballottaggio del 19 giugno. Con buona pace “der pupone nazionale”.

Dopo di che si vedrà.

 

 

1 commento per “La marchetta del “pupone”

  1. alberto del buono
    8 giugno 2016 at 10:07

    Forse non è estraneo alla marchetta il fatto che il pupone ha intessuto affari, tramite Oudevaine, con l’amministrazione comunale per affittare suoi immobili al comune ?

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