La “pappa” liberale in salsa liberale

Dopo qualche anno di anomalia politica scaturita dal troppo peso che ancora si dà alla volontà popolare – reminiscenze novecentesche di obsolete convinzioni sulla vita democratica – è stata effettuata la necessaria correzione civilizzatrice. Ora possiamo godere di una buona competizione partitica nella quale si potrà snocciolare sano marketing aziendale e si potranno avvicinare orizzonti razionali. Ci possiamo incantare di fronte alla sinistra post-sessantottina liberale e moderata alleata della sinistra riformatrice fio-tedesca liberale e moderata. Entrambe coperte dalla sinistra degli affari privati liberale e moderata a sua volta compagna di giochi di una piccola cellula, la sinistra manageriale liberale e moderata. Scorrendo verso destra troviamo la destra padronale liberale e moderata che si differenzia nettamente dalla destra arcaico/federalista liberale e moderata. Al centro i nuovi arrivati i tecno/pirati populisti liberali e moderati. Ma un sistema non può funzionare senza una salutare opposizione. Per questo ruolo si prestano alla perfezione i post-fascisti liberali e moderati.
La ricchezza dell’offerta così aggiunge gusto al piatto della democrazia. Lo starnazzare compulsivo dei rappresentanti liberali e moderati suddivisi in club all’interno delle arene del giornalismo moderato e liberale renderà i loro tifosi sempre più orgogliosi davanti agli schermi. A istruire sulle giuste condotte personali ci penseranno gli intellettuali moderati e liberali. Così la Governance liberale e moderata potrà finalmente e in via definitiva schiacciare, annientare, silenziare, ridicolizzare queste menti piccine e arretrate che ancora agognano un parassitismo improduttivo, che si ostinano a straparlare di Giustizia, di sfera pubblica, di Stato, dei poveri falliti malsanamente definiti classi popolari. Il loro castigo appare quanto mai necessario per rendere l’Italia un vero Paese liberale e moderato. Una prigione costruita nel nome della libertà, del moderatismo, della civiltà d’impresa.

si aprono le porte all'ipotesi del ''governo del presidente'' con draghi premier e f.i. - Politica

Fonte foto: Dagospia (da Google)

2 commenti per “La “pappa” liberale in salsa liberale

  1. Jack Fletcher
    27 febbraio 2021 at 1:56

    In Italia è raro leggere un’analisi così aderente alla realtà ed al contempo ironica e sarcastica. Perfetta strategia. Tuttavia sia consentito di citare alcune frasi al riguardo dette da Noam Chomsky nelle sue conferenze universitarie. Consola sapere che esistono ancora molti intellettuali che denunciano la farsa della democrazia mondiale. “… le istituzioni centrali della società dovrebbero essere sotto il controllo popolare. Ora, sotto il capitalismo non possiamo avere la democrazia per definizione. Il capitalismo è un sistema in cui le istituzioni centrali della società sono in linea di principio sotto il controllo autocratico. Quindi, una società o un’industria è, se dovessimo pensarla in termini politici, totalitaria [fascist]; cioè, ha uno stretto controllo al vertice e stabilisce un’obbedienza rigorosa a tutti i livelli: c’è un po ‘di contrattazione, un po’ di dare e avere, ma la linea dell’autorità è perfettamente eseguita. Così come sono contrario al fascismo politico, sono contrario al fascismo economico. Penso che finché le principali istituzioni della società non saranno sotto il controllo popolare dei partecipanti e delle comunità, sia inutile parlare di democrazia.” Ed ancora “Negli Stati Uniti esiste sostanzialmente un solo partito, il partito del business. È ripartito in due fazioni chiamate Democratici e Repubblicani i quali sono in qualche misura diverse ma attuano variazioni dell’identica politica. In generale mi oppongo a quello politiche come la maggior parte della gente.” Nella retorica dei paesi occidentali la democrazia consiste in un sistema di governo nel quale gli elementi elitari delle comunità imprenditoriali e finanziarie controllano lo stato in virtù del potere d’influenza sulla società del “privato”, mentre la popolazione osserva in silenzio. Assodato questo, in tutti gli stati neoliberisti la democrazia è un sistema di decisioni elitarie e ratificazioni pubbliche. Corrispondentemente il coinvolgimento della gente nella formazione dei principi sui quali si fondano le leggi è considerata una seria minaccia, non è un passo verso la democrazia. Questo costituisce la “crisi della democrazia”, e questo andrebbe superato.” È il neoliberismo, l’ideologia che si autoproclama “senza alternative” [Reagan, Thatcher ed eredi]. Più chiaro di così.

  2. Giulio Bonali
    27 febbraio 2021 at 11:25

    E con tutto ciò i liberali e moderati delle varie cordate continuano ad agitare, contro chi cerca di forzare la gabbia politicamente corretta, la taccia di “totalitarismo”!

    “Complimenti” alle loro facce!

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