La Raggi snobba i movimenti (che l’hanno votata…)

Campidoglio assemblea popolare 1

Due giorni fa si è svolta un’affollata assemblea sulla Piazza del Campidoglio di Roma, promossa da alcuni movimenti, comitati di quartiere, di inquilini, sindacati di base, fra cui l’Unione Sindacale di Base e diversi lavoratori dell’AMA, dell’ATAC e del Comune di Roma. L’iniziativa era stata organizzata al termine di un lungo dibattito che durava da mesi con l’obiettivo di dare una spinta dal basso, come si suol dire, a quel processo che alle ultime elezioni amministrative ha visto – per ora – la sconfitta del blocco di potere (“palazzinari”, banche, Vaticano, criminalità organizzata, media, partiti di regime e consorterie varie ) che dal dopoguerra  ha dominato a Roma, con un breve intervallo fra la seconda metà degli anni ’70 e i primi anni ’80, e di porre alcune priorità, come spiegato in questo articolo http://contropiano.org/news/politica-news/2016/10/04/roma-un-avviso-garanzia-la-giunta-raggi-084308

E’ importante premettere che questi movimenti hanno attivamente contribuito all’affermazione della Raggi e alla momentanea sconfitta politica di quel blocco di potere che aveva (e continua ad avere) nel PD e nei partiti di centrodestra, i suoi referenti.

Nonostante ciò, non un solo esponente della maggioranza, e quindi del M5S, si è fatto vivo, non un assessore, non un consigliere comunale, neanche l’ultimo dei consiglieri municipali o un coordinatore di zona. Nulla di nulla. Al contrario, i partecipanti all’iniziativa si sono ritrovati la piazza presidiata da un imponente schieramento di polizia, nonostante fosse chiaro a tutti e ampiamente annunciato che l’intento era quello di continuare un dialogo già avviato da tempo.

E’ evidente che tutto ciò non può essere casuale e che siamo di fronte ad una scelta politica chiara da parte della sindaca e del gruppo dirigente pentastellato. E cioè quella di chiudere il confronto, peraltro a suo tempo avviato ben prima della scadenza elettorale, con un’area politica che evidentemente viene ora giudicata un ingombro – verrebbe da pensare, giunti a questo punto – dopo essere stata usata.  Del resto, come diceva qualcuno, “a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre”.

Un pessimo segnale, ancorchè chiarissimo. E’ vero che due più due non fa sempre quattro, però non si può fare a meno di notare che da una parte ci si tiene stretti personaggi compromessi con il vecchio sistema di potere come Marra (ex uomo di Alemanno e Polverini) e in fondo in parte anche l’assessore Muraro, e dall’altra si sceglie di chiudere, anche in malo modo, con un’area sociale e politica che ha svolto un ruolo importante soprattutto nelle periferie e che comunque ha portato acqua al mulino.

Da segnalare anche il silenzio sulla vicenda (a quanto ne so, sempre felice di essere smentito…) da parte dell’assessore all’urbanistica, Paolo Berdini (peraltro mio amico personale), autorevole urbanista e storico esponente della sinistra comunista romana. Ma è evidente che è partito un ordine di scuderia e da questo punto di vista i grillini non hanno nulla da invidiare – dal punto di vista esclusivamente metodologico –  alla migliore tradizione giacobina e ancor più leninista. Insomma, un leninismo senza leninismo e un giacobinismo senza giacobinismo, per dirla con una battuta…

Come dicevo, non sempre due più due fa quattro e siamo perfettamente consapevoli del fatto che in pochi mesi nessun intervento di natura strutturale poteva essere ragionevolmente previsto e tanto meno realizzato. Però è anche vero che questo schiaffo in faccia ai movimenti di base viene dato dopo che in questi famosi “cento giorni” si è discusso solo di avvisi di garanzia, dimissioni a ripetizione di assessori, beghe interne al M5S e scontri fra il “direttorio” e il cosiddetto “raggio magico” dei fedelissimi (della Raggi). E’ vero che i media di regime ci hanno inzuppato il biscotto e ci hanno messo il carico da undici, come del resto era ampiamente prevedibile, però è oggettivamente un po’ poco. Unico punto a favore, il No alle Olimpiadi che non abbiamo mancato di sottolineare anche con una certa enfasi http://www.linterferenza.info/editoriali/un-plauso-alla-raggi/   Però, a dire No, in fondo, sono capaci tutti, specie quando si è forti di una maggioranza schiacciante come quella ottenuta dalla Raggi alle scorse elezioni. Ma come è stata abile a conquistarla (fermo restando che la maggioranza dei romani avrebbe votato anche per un criceto pur di rompere le uova nel paniere al sistema di potere di cui sopra) deve essere altrettanto abile a mantenerla. E non mi sembra che lo stia facendo con lo stesso impegno. E se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, fermo restando che altri hanno colpe e responsabilità ben più gravi, non mi pare che procedendo come si è fatto finora si vada molto lontano.

 

 

 

1 commento per “La Raggi snobba i movimenti (che l’hanno votata…)

  1. armando
    7 ottobre 2016 at 10:17

    Quel qualcuno era Andreotti, a dimostrazione che quel vecchio blocco di potere che lui così ben rappresentava aveva, se non altro, il senso dell’humor. Insomma Andreotti sapeva bene di essere quel che era e non si atteggiava a supremo moralista. Leninismo senza Lenin e giacobinismo senza giacobini? La storia, quando è terribile, tragica e purtuttavia grandiosa come nei casi da te citati, quando si ripete, si ripete come farsa. Giacobinismo de noantri, come dite voi cittadini abitanti di Roma “ladrona e padrona”. Ora non ricordo chi fosse, ma un noto scrittore paragonò Roma a una femmina che si espone nella sua bellezza. Apparentemente si fa prendere ma in realtà è lei che ingoia e assimila, La storia dei grillini romani mi pare proprio aderente. Non so come vada a Torino, ma al netto del fatto che Fassino aveva a detta di tutti ben governato (i meriti vanno riconosciuti) e quindi ha trovato una situazione credo molto migliore, la Appendino pare si stia comportando meglio. ,

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