La Serracchiani e il PD in campagna elettorale: violenza sessuale e immigrati

La recente uscita della Serracchiani in tema di violenza sessuale e immigrati è del tutto strumentale. Del resto in politica le cose non si dicono mai a caso.

http://www.repubblica.it/politica/2017/05/12/news/_stupro_piu_odioso_se_commesso_da_profugo_coro_di_critiche_a_serracchiani-165264189/

E lo è perché assumendo quella posizione prende due piccioni con una fava.

Da una parte cavalca la tematica del reato sessuale, della violenza contro le donne ecc. e quindi il solito decotto “politicamente corretto, femminista e di sinistra” che costituisce il suo tradizionale brodo di coltura. Dall’altra strizza l’occhiolino a quella parte di elettorato moderato smanioso di “sicurezza” e ostile nei confronti degli immigrati.

Del resto siamo in piena campagna elettorale e stanno già tutti in campagna acquisti.

Il PD non è mai stato un partito di Sinistra e non è più da tempo neanche un partito di “sinistra” (scritto minuscolo e con le virgolette…). E’ un’altra cosa. Oggi potrebbe a buon titolo essere paragonato al partito di Macron, naturalmente in versione italiana.

Di conseguenza deve conquistare consensi in più direzioni e non può certo lasciare il tema della sicurezza a Salvini. Ma non può neanche apparire come un partito forcaiolo di estrema destra come la Lega Nord. E allora cosa si inventano i furboni? Prendono a pretesto una questione cara alla “sinistra” (quella del “femminicidio” e della violenza sulle donne) e la sovrappongono ad una cara alla destra, quella della sicurezza e della linea dura nei confronti degli immigrati. E la fanno esternare alla Serracchiani che di testa sua non arriverebbe mai a cotanta finezza politica. O forse, al contrario, è proprio la rozzezza delle sue dichiarazioni che può fare breccia in una “opinione pubblica” (di destra o di “sinistra”) ormai ampiamente anestetizzata.

Et voilà, il gioco è fatto e il piatto è pronto per essere servito (ai gonzi che ci cascano che sono ancora molti…).

Rincara la dose Michele Serra sulla sua tradizionale rubrica, “L’amaca”. https://www.facebook.com/AmacaMicheleSerraRepubblica/photos/a.397341043732451.1073741828.388541611279061/1047982722001610/?type=3

Ma Michele Serra, a differenza dei gonzi di cui sopra, è un gran paraculo a stipendio e fa finta di cascarci…

Risultati immagini per Serracchiani immagini

Fonte foto: LIMBA SARDA (da Google)

3 commenti per “La Serracchiani e il PD in campagna elettorale: violenza sessuale e immigrati

  1. dante
    14 maggio 2017 at 22:13

    non sapevo ci fosse una graduatoria anche in merito allo stupro , a tal proposito dove si classifica lo stupro degli eserciti di “liberazione” ?

  2. Radek
    15 maggio 2017 at 22:59

    Il punto mi pare questo.
    Se si ha diritto di libera circolazione, che presuppone lo smaltimento definitivo delle identità storico-culturali, lo stupro compiuto da un ospite in danno dell’autoctono ospitante, ha la stessa gravità dello stupro commesso da un autoctono, in quanto l’ospite in realtà non è un ospite, l’ospitante non è ospitante e il territorio è solo un “comparto” amministrativo.
    Se esistono invece le identità storiche e quindi gli immigrati sono “ospiti” all’interno di un territorio marcato culturamente, lo stupro dell’ospite ai danni dell’ospitante è un aggravante o molto di più.
    In passato anche nelle società più democratiche ed egualitarie lo stupro compito dall’ospite era un abominio assoluto, perchè sovvertiva il sacro obbligo di concedere ospitalità.
    La Serracchiani – forse – si appropria del terreno antropologico per fini politici, ma il terreno è quello della dialettica antropologica ospite/ospitante, concessione di asilo/tradimento dell’ospite, tematica perfettamente padroneggiata da un’agricoltore/raccoglitore analfabeta come da un nomade Sioux, ma persistente ancora oggi.
    Se l’ospite ruba vien meno il dovere di ospitalità ed ogno ospite diviene sospetto.
    Ma possiamo sempre confidare in un altra “botta” di capitalismo per sopprime queste sottigliezze antropologiche.
    saluti rdk

    • Fabrizio Marchi
      15 maggio 2017 at 23:14

      “Se esistono invece le identità storiche e quindi gli immigrati sono “ospiti” all’interno di un territorio marcato culturalmente, lo stupro dell’ospite ai danni dell’ospitante è un aggravante o molto di più”. (Radek)
      Ovviamente non sono d’accordo ma era prevedibile…

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