Limiti e contraddizioni del “movimento” anti Green Pass

Dopo le polemiche, capziose e strumentali, e fiumi di falsa coscienza riversati, sia da destra che da “sinistra” in seguito alla bocciatura del DDL Zan, torniamo a parlare di cose serie.

Se la protesta contro il Green Pass si allontana o si separa dal conflitto sociale e da una più ampia e articolata critica all’ordine sociale e politico esistente, finisce inevitabilmente per perdere il suo risvolto potenzialmente “sovversivo” per diventare una battaglia tutta interna al sistema e di conseguenza innocua per il sistema stesso.

Il rischio, molto concreto e già in atto, è che questa battaglia, diventi uno scontro fra due diverse concezioni di come dovrebbe essere concepita e organizzata una società neoliberale e capitalista. In entrambi i casi il sistema non ne viene minimamente scalfitto e, anzi, questo scontro potrebbe essergli addirittura funzionale, come spesso accade.

Le infiltrazioni fasciste nel movimento anti GP invece, per quanto pericolose, rappresentano il rischio minore anche se l’apparato mediatico-politico tende naturalmente ad ingigantirle per fini strumentali.

Oggi sarò in Piazza San Giovanni a Roma per protestare contro il governo Draghi, il governo delle banche, della finanza, dell’offensiva forsennata contro il mondo del lavoro, dei ricatti, dell’asservimento e della subordinazione di questo paese all’UE e alla NATO.

(Fabrizio Marchi)

Vaccini, nuova ondata di proteste contro il Green Pass. No al sit-in  davanti a Montecitorio. Lamorgese: “Vigiliamo” - la Repubblica

Fonte foto: La Repubblica (da Google)

5 commenti per “Limiti e contraddizioni del “movimento” anti Green Pass

  1. Giulio Bonali
    30 ottobre 2021 at 11:51

    Posso dire che, con tutto il massacro che il governo “europeo”-confndustriale di Draghi sta perpetrando ai danni dei lavoratori, quelli che si mobilitano contro il lasciapassare verde (per gli anglomani “green pass”) e gli intellettuali che emettono alti lai denunciandolo come gravissima violazione della costituzione e attacco ai diritti democratici mi ricordano quel tale che, mente la sua casa era divorata dalle fiamme di un incendio, anziché chiamare i pompieri si preoccupava di dare olio ai cardini delle porte che cigolavano fastidiosamente?

    • ndr60
      30 ottobre 2021 at 18:39

      D’accordo che sono 30 anni (dalla caduta del Muro e dalla progressiva evaporazione della sinistra) che i diritti dei lavoratori sono sotto attacco, però mi pare che il GP sia obiettivamente un salto di qualità, in peggio. Come dice giustamente Marchi, questa potrebbe essere l’occasione giusta per partire dalla sua contestazione per poi ampliarla alle forze che hanno interesse a usare questo “lasciapassare” per fini molto lontani dalla sanità, forze che hanno in Draghi & c. i loro zelanti maggiordomi.
      Se la sinistra residua non lo farà, sarà l’ennesima occasione persa.

  2. Enza
    30 ottobre 2021 at 17:25

    Hai centrato il bersaglio da colpire. Se fossi a Roma sarei con voi a manifestare. Perfettamente d’accordo sulla necessità di fare convergere su un unico obiettivo che è il massacro neoliberale, il disagio sociale. La protesta contro la tessera verde ha indubbiamente I suoi limiti, ma mi pare che si sia incanalata, a parte lo sciacallaggio dei fasci e dei sovranisti all’amatriciana, in un movimento composito e connotato dal dissenso verso il governo Draghi in materia di lavoro e welfare, con mattanza future assicurate per i vincoli del PNRR. Pochi soldi ai soliti noti.

  3. Panda
    1 novembre 2021 at 14:50

    E’ vero che c’è molta confusione; è anche vero che sul mito della purezza delle proteste ha scritto righe direi definitive Lenin qualche annetto fa.

    Anche il salto di qualità mi pare molto difficile da negare. Ulteriore esempio: https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2021/11/01/news/covid-in-friuli-venezia-giulia-il-punto-sui-contagi-a-trieste-e-in-fvg-1.40872739

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