Meglio (e più intelligente) discutere che azzuffarsi

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Pochi giorni fa, come alcuni/e di voi ricorderanno, riflettevo sul fatto che quanto più un post su facebook (o su qualsiasi altro social e in generale sulla rete) è breve, due o tre righe al massimo, tanto più è apprezzato, indipendentemente dal suo contenuto. La qual cosa è indicativa della condizione di inquietante superficialità, incapacità/non volontà di approfondire e quindi di degrado intellettuale in cui la maggior parte delle persone si trova.  Del resto, tenere le masse in una condizione di ignoranza e superficialità è sempre stato l’obiettivo di tutti i sistemi dominanti che si sono succeduti nel corso della storia. Quello attuale è soltanto infinitamente più sofisticato rispetto ai precedenti ma la sostanza non muta di una virgola.

Oggi vorrei invitare a riflettere su un altro aspetto, intimamente collegato a quello di cui sopra, che certamente tutti avranno già notato. E cioè il tasso di litigiosità e di rissosità presente sui social e su facebook in particolare.

Assisto con frequenza pressochè quasi quotidiana a gente che si azzuffa e si insulta invece di confrontarsi, magari anche aspramente, come è giusto che sia, ma civilmente, e comunque sempre nel merito di ciò che si sta discutendo.

Una prassi deprimente che ovviamente impoverisce e il più delle volte uccide il dibattito per ovvie ragioni che è del tutto superfluo spiegare.

Molti sostengono, con spirito di rassegnazione, che tutto ciò sia “normale”.  Io non la vedo così. Ho svolto attività politica per lungo tempo e posso garantirvi che la discussione interna in un partito o in un’organizzazione raggiungeva, a volte, dei livelli di conflittualità parossistici. E tuttavia questa conflittualità, spesso esasperata, si accompagnava sempre ad un elevato livello di discussione e di tensione politica. Questo faceva sì che anche i diverbi e le polemiche personali, la competizione, l’invidia, il rancore, le piccole o grandi miserie individuali e chi più ne ha più ne metta (siamo tutti esseri umani…) si esprimessero all’interno di un contesto “alto” e, devo dire, molto più ricco dal punto di vista culturale e intellettuale e quindi anche umano.

I partiti di massa, checchè ne dicano i moderni rottamatori e i sostenitori dei partiti “leggeri” o “liquidi”, hanno rappresentato un momento di formazione e di crescita culturale, intellettuale e umana straordinaria per larghe masse popolari. Una vera e propria scuola di vita. E non a caso sono stati distrutti. L’esaurirsi della conflittualità sociale (per lo meno in questa fase storica) è andata di pari passo con la distruzione delle forme politiche che quella conflittualità rappresentavano. Gli effetti di questo devastante processo sono sotto gli occhi di tutti, per lo meno di chi vuol vedere.

In questo vuoto di “forme politiche”, i social network potrebbero rappresentare uno strumento utile, un‘occasione preziosa per dare modo a tutti quelli che non ne hanno la possibilità sui mezzi di comunicazione ufficiali, cioè a quasi tutti, di esprimersi, di confrontarsi e quindi di crescere, di arricchirsi reciprocamente. Tutto ciò diventa tanto più importante se pensiamo appunto che i media istituzionali, “pubblici” o privati che siano, e in primis le televisioni, perseguono scientemente l’obiettivo di passivizzare e di addormentare le menti e le coscienze (quelle che ancora non sono state spente…).

Per questo è ancor più desolante constatare come una possibile opportunità che in fondo la tecnica stessa ci fornisce, venga gettata alle ortiche in un modo così stupido. Questo non significa che la rete sia libera e impermeabile al controllo mediatico-politico, però indubbiamente lascia degli spazi, né potrebbe essere altrimenti, per lo meno finchè esisteranno dei margini di libertà e agibilità democratica, sia pure con tutti i limiti che ben conosciamo. Io credo che questi spazi debbano essere “occupati” e utilizzati al meglio e in modo intelligente. Dispiace constatare che molti/e non riescano a cogliere questa opportunità, specie in un contesto che non ce ne offre moltissime.

 

 

1 commento per “Meglio (e più intelligente) discutere che azzuffarsi

  1. armando
    6 novembre 2016 at 14:59

    Inutile dire che buffe e messaggi di 140 battute sono assolutamente inutili x una qualsiasi discussione minimamente approfondita, e che servono solo a sfogarsi, il che è perfettamente funzionale al regime. Purtroppo ho molti dubbi che i social siano sfruttabili diversamente. Come diceva Mc luhan il medium è il messaggio, e i social sembrano nati proprio con uno scopo preciso. Invece internet potrebbe essere fondamentale per un’informazione alternativa, cosa di cui c’è grandissimo bisogno. Ma anche questo costa fatica, di ricercare fonti alternative e di leggere cose anche un po’ lunghe, fatica che sempre meno soggetti sono disposti a sopportare. Da qui un certo mio pessimismo. Occorrerebbe una opera educativa che né la scuola né la famiglia mi sembrano in grado di dare. Per cui, per ora, occorre rassegnarsi ad un lavoro di scavo, lavoro di nicchia, che forse darà effetti in futuro. Forse. Ma comunque ne vale la pena.

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