Il narcisismo del selfie e la riforma Fornero

Immagine che racchiude bene il destino nichilista della sinistra. Il narcisismo del selfie che isola un gruppo di dementi dal mondo di relazioni che è la società. La principale relazione tra gli uomini in occidente è stata conflittuale e si chiama lotta-di-classe. La riforma Fornero è stato un episodio alto di lotta-di-classe con una vittoria dei ceti dominanti che hanno proceduto a rubare tempo di lavoro differito (la pensione) per rifinanziare la speculazione finanziaria, il loro gioco preferito, dopo essere stati gabbati nel 2008. Il popolo chiama comunemente questo fenomeno: furto / Marx, da filosofo, precisò la gravità di tale furto con il concetto di plus-lavoro. Il capitale non ruba una qualsiasi proprietà (come pensava Proudhon) ma tempo di lavoro cioè esistenza dei lavoratori, ovvero vita. Infatti userà spesso, forse suggestionato dalla letteratura tardo romantica, il termine “vampiro” riferito al capitale e la Fornero, con la condanna al tempo perpetuo di lavoro è culmine di tale furto. Può succedere che durante i selfie qualcuno si intrufoli e sottragga portafogli agli ebeti in posa; notate ad esempio il terzo personaggio da sinistra.

L'immagine può contenere: 7 persone, persone che sorridono, testo

2 commenti per “Il narcisismo del selfie e la riforma Fornero

  1. Mirko
    22 settembre 2018 at 18:42

    Non solo ruba plus-lavoro, ma ancor prima ruba la proprietà dei mezzi di produzione, e attraverso questa può rubare plus-lavoro.

  2. Filippo
    23 settembre 2018 at 11:30

    Condivido la rabbia sottointesa dell’autore dell’articolo.
    Sto diventando insofferente all’idiozia, all’ignoranza e all’apparenza

Rispondi a Mirko Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.