Perchè ho scelto il Partito Comunista

Alle prossime elezioni amministrative di Roma che si terranno il 10/11 ottobre di quest’anno ho deciso di CANDIDARMI, come indipendente, con la lista del Partito Comunista guidato da Marco Rizzo. Voglio spiegare, molto brevemente, le ragioni di questa mia scelta.

Sono da molto tempo convinto della necessità di costruire ex novo una nuova forza popolare, di classe, Socialista, in grado di rappresentare una reale alternativa all’ordine sociale, economico, politico e ideologico dominante. Una forza politica che, allo stato attuale, purtroppo, non esiste.

A tal fine, è innanzitutto necessario chiarire un equivoco che ingenera molta confusione nelle persone. E cioè l’esistenza di una “sinistra” (che non a caso scrivo fra virgolette) neoliberale (ma vale anche per quella cosiddetta “radicale”) del tutto funzionale e organica, se non simbiotica, all’attuale sistema capitalista.

E proprio l’esistenza di questa “sinistra” conferma l’intelligenza di un sistema di dominio sociale altamente sofisticato come quello attuale, capace di costruire una falsa dialettica tra forze politiche solo apparentemente in conflitto fra loro ma in realtà del tutto prone e funzionali ad esso.

In poche parole sia la destra (questa lo è sempre stata) che l’attuale “sinistra” (vale, ovviamente, anche per il M5S che ha definitivamente sciolto le sue ambiguità per confermare la sua natura di partito moderato e “governista”) non sono che varianti dello stesso sistema che utilizza ora l’una e ora l’altra in base alle necessità del momento anche se oggi, indubbiamente, lo schieramento largamente egemone in tutto il mondo occidentale è quello liberale e neoliberale.

Si tratta, come già detto,  di una “sinistra” liberale e liberista, politicamente corretta e femminista che ha da molto tempo abbandonato se non disconosciuto il conflitto sociale e il mondo del lavoro per abbracciare in toto la tematica dei diritti civili, interpretati a senso unico – celebrazione del femminile e delle persone omosessuali e criminalizzazione del maschile – in una logica inter-classista e sessista del tutto innocua e anzi funzionale per il sistema capitalista che infatti la alimenta attraverso il suo gigantesco apparato mediatico e “culturale” (ideologico) anche e soprattutto attraverso la costruzione di conflitti alimentati ad arte finalizzati a dividere e a creare falsa coscienza tra le classi subalterne: femmine contro maschi e autoctoni contro stranieri. Il primo, appannaggio della “sinistra”, il secondo della destra.  Due guerre funzionali alle classi sociali dominanti che hanno tutto l’interesse a fomentarle perchè devono scongiurare e disinnescare con ogni mezzo a loro disposizione l’unica guerra che temono veramente e cioè quella di classe, quella di chi sta in basso contro chi sta in alto, indipendentemente dall’appartenenza o dall’orientamento sessuale, dalla razza o dalla provenienza etnica.

E’ questo che fa sì che forze politiche solo apparentemente alternative come la Lega e il PD, si dividano ad esempio sul DDL Zan ma siano del tutto in sintonia per ciò che concerne le politiche economiche liberiste e neoliberiste, l’appoggio al governo Draghi (il governo delle banche e del grande capitale finanziario europeo e internazionale ) l’adesione acritica all’UE, alla NATO, alle politiche colonialiste, golpiste e imperialiste degli USA in ogni parte del mondo, il sostegno incondizionato ad Israele.

Svelare questa truffa ideologica è compito di quelle forze, purtroppo oggi estremamente esigue, che si pongono in una posizione di radicale e pur equilibrata e razionale criticità nei confronti dell’attuale ordine sociale dominante.

Mi sembra che il Partito Comunista, pur fra contraddizioni non ancora risolte, sia l’unico soggetto politico che abbia prodotto una analisi condivisibile della realtà attuale – specialmente alla luce delle considerazioni che ho sia pur sommariamente spiegato –  che si sia dotato di un programma e di una strategia efficaci e che abbia tracciato una linea di demarcazione netta con tutte le forze politiche avversarie.

Il mio impegno sarà proprio quello di aiutare questo piccolo ma combattivo partito a superare quelle contraddizioni di cui sopra, per favorire quel processo finalizzato alla costruzione di quella nuova forza popolare, di classe e Socialista a cui facevo cenno nell’incipit di questo articolo di cui il PC può rappresentare l’embrione o comunque uno dei mattoni fondamentali.

Chiedo quindi a tutti i nostri lettori e lettrici, ai nostri amici e amiche, di sostenermi alle prossime elezioni comunali con il loro voto. In successivi articoli che scriverò, entrerò più specificamente nel merito dei vari temi che intendo affrontare e del programma che il PC presenterà per la città di Roma.

A prestissimo, dunque, e un sincero ringraziamento fin d’ora a tutti/e coloro che mi sosterranno.

Fabrizio Marchi

Piazza del Brandale a Savona: martedì 2 giugno manifestazione del Partito  Comunista - Liguria Notizie

12 commenti per “Perchè ho scelto il Partito Comunista

  1. Silvio Andreucci
    4 giugno 2021 at 15:36

    Ciao Fabrizio! Secondo te Ancora Italia e FSI di Gilberto Trombetta non possono essere considerate forze antagoniste rispetto a quel più che mediocre partito liberale_ liberista succube dell’ Ue e della Nato che si estende dalla Lega NORD a Liberi e Uguali? Secondo me possono considerarsi, anche se per il momento sono piccoli partiti,forze antagoniste e alternative che difendono sovranità, costituzione, democrazia, lotta al liberismo e al taglio della spesa pubblica

    • Federico Lovo
      4 giugno 2021 at 22:29

      riguardo ad Ancora Italia, parliamo di fatto di un partitino d estrema destra, che nello specifico si ispira all’estrema destra americana. Il FSI ha il suo leader – tale Stefano d’Andrea – dalla geopolitica a dir poco oscena, probabilmente un provocatore cripto-sionista/neocon. Meglio perderli che trovarli. Piuttosto direi che il PC deve risolvere il problema di un certo “estremismo geopolitico”

      • Marcus
        5 giugno 2021 at 17:30

        In che senso “estremismo geopolitico”?

        • Federico Lovo
          8 giugno 2021 at 19:03

          mi riferisco alle sciocchezze su “imperialismo russo e cinese” soprattutto, confondere l’opportunismo di Russi e Cinesi – in effetti criticabile in alcuni casi, vedi la vendita di armi russe al delinquente turco per es.- non e’ serio, nemmeno marxista-leninista.

        • Federico Lovo
          8 giugno 2021 at 19:05

          confondere imperialismo ed opportunismo, intendevo dire…

          • Francesco Scabar
            8 giugno 2021 at 20:46

            L’opportunismo è quello di personaggi come Erdogan, Orban e a casa nostra Conte (che rispetto ai pur discutibili predecessori vale una loro unghia incarnita). Per me andrebbe distinto un multipolarismo progressista da uno reazionario, cosa che in Italia vedo mancare.

          • Federico Lovo
            8 giugno 2021 at 21:52

            Francesco abbi pazienza, con tutto il rispetto per la Russia di Putin, vendere le armi a gente come Erdogan e’ chiaramente un azzardo. L’opportunismo fa parte della natura umana. E con tutto il rispetto – anche di piu’ – verso il PC Cinese, prendersi i porti di vari Paesi poveri in giro per il mondo, come dovrei chiamarlo, “Internazionalismo” ? Dai su… Erdogan, Conte ed Orban da te citati sono furfanti reazionari e doppiogiochisti, altro che opportunisti…

          • Federico Lovo
            8 giugno 2021 at 21:57

            possiamo in effetti dire che il multipolarismo racchiude l’opportunismo al suo interno senza sfociare nell’imperialismo, che infatti io NON associo a Russia e Cina. USA, GB , Israele… diversamente da Russia e Cina, non si limitano a “fare affari”, vanno ben oltre.

  2. Marcus
    4 giugno 2021 at 20:53

    Bravo Fabrizio Marchi, secondo me hai fatto una buona scelta. In bocca al lupo.

  3. Aliquis
    6 giugno 2021 at 11:59

    Si, anche per me è una buona scelta.

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